SINCLAIR LEWIS.
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DODSWORTH: IL ROMANZO DI UN AMERICANO IN EUROPA.
Volume 1.
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TRADUZIONE DI: LUIGI A. GARRONE. 
1933. Fratelli Treves Editori, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: CATIA RIGHI per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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L'AUTORE.
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Harry Sinclair Lewis (Sauk Centre, 7 febbraio 1885. Roma, 10 gennaio 1951)  stato uno scrittore e drammaturgo statunitense.
Fu il primo statunitense a vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1930, "per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilit nel creare, con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi". Le sue opere sono conosciute per le loro visioni sagaci e critiche della societ statunitense e dei valori capitalistici. Il suo stile , allo stesso tempo, comico, satirico e tuttavia comprensivo.
Lewis era conosciuto anche per dare forte caratterizzazione alle donne lavoratrici moderne e per l'interesse per la razza.
Viaggi molto e negli anni venti trascorse del tempo con altri grandi artisti nel quartiere di Montparnasse a Parigi.
L'alcol gioc un ruolo dominante nella sua vita; mor per gli effetti di un alcolismo avanzato a Roma nel 1951.
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VOLUME PRIMO.
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L'AMERICA DI SINCLAIR LEWIS.
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Cinquant'anni fa l'America del Nord era idealizzata, vagheggiata, citata, anche da molti fra noi, come un miracolo di nuova civilt da offrire in esempio all'ammirazione di quanti soffrivano le incertezze e le miserie della vecchia Europa, troppo sovraccarica, come allora si pensava, di consuetudini invecchiate e di impaccianti tradizioni vanamente scolastiche ed ornamentali.
Quello smisurato territorio d'oltre Oceano non solo abbondava di tutte le naturali ricchezze di cui s'alimenta l'industria dell'uomo, ma pareva inesauribile nel promettere ancora, alla cupidigia degli esploratori, ignoti giacimenti d'oro e d'argento, mentre accoglieva nei suoi porti i disperati rifiuti degli altri continenti, trasformandoli nel volgere di pochi anni in operose moltitudini di agiati e pacifici cittadini. Si ammirava quella possente capacit di attrarre e fondere tante migrazioni di stirpi diverse in un'ordinata comunanza di vita senza ostacoli d'intolleranze politiche e religiose. Si celebrava, in confronto alla pesante lentezza delle nostre burocrazie, quella snodata variet d'istituzioni che, pur mirando sopra tutto a non inceppare le libere individualit, consentiva in certi casi poteri pi che monarchici al Presidente federale, e ai singoli Stati anche la facolt di praticare, occorrendo, la giustizia sbrigativa della legge di Lynch.
Volendo ricercare la prima radice di quella privata e pubblica prosperit si risaliva all'assenza di tutte quelle discordie preconcette che nascono di solito dal culto di grandi tradizioni storiche. Spente quasi del tutto, con la domata sommossa dei negrieri, le occasioni di violenza e di ambizione militare, la gran lotta impegnata fra l'immensit del territorio e lo scarso numero dei primi abitatori non lasciava quasi pi posto alle dissipazioni sentimentali e dottrinarie. L'Americano doveva educarsi continuamente all'esperienza di una dura realt e pareva destinato a incarnare quell'idea leopardiana di un nuovo genere umano il quale, deposte le antiche credenze e paure, si rivolge ostinato e concorde contro le avverse forze della Natura. La scienza gli fornisce le armi pi valide: la libert gl'insegna a tentare tutte le vie della fortuna. Cos migliaia di pionieri s'erano avventurati sempre pi avanti nelle incognite terre dell'Occidente. Dove si stabiliva un povero villaggio di capanne, ivi sopraggiungeva rapida la ferrovia, e con essa la chiesa, la scuola, l'elezione dei giudici, tutte le energie animatrici d'una fiduciosa civilt: cristianit senza intolleranze; scuola senza superstizioni; educazione tutta intesa alla disciplina volontaria dell'iniziativa, del coraggio, della responsabilit.
Un giornalista italiano, di sentimenti politici conservatori, anzi, come allora si diceva, decisamente reazionari, andando per sua curiosit a visitare gli Stati Uniti negli anni intorno al 1890 (quando pi imperversavano da noi le piccole contese della vita municipale) fu abbagliato dallo spettacolo e torn dal viaggio intimamente mutato. Ci che pi gli piacque e lo convinse fu il rispetto per la donna visibilmente professato in tutte le classi della societ americana. Nella vecchia Europa non c'era bisogno di andare nei Balcani per osservare la vergogna d'uomini robusti e neghittosi che si toglievano la pipa di bocca per contrattare e intascare pubblicamente il prezzo delle facchinesche fatiche affidate alle loro mogli. In America la donna, eguale all'uomo in tutti i diritti, gli era superiore se non altro per l'incontrastato dominio della casa, ove il marito entrava come ospite al termine della sua giornata di lavoro; e quella specie di matriarcato morale poteva considerarsi come una prova di costumi superiori, coronamento e fastigio di tutta una pi giusta e pi attraente civilt.
Ma chi avrebbe detto al nostro giornalista che, proprio allora ch'egli per sincerit di entusiasmo si convertiva in predicatore e propugnatore di americanismo in tutte le forme, l'America cominciava a risentire i primi sintomi d'una sua inquietudine e scontentezza, da cui in pochi decenni sarebbe arrivata ad aperte manifestazioni di sfiducia e di smarrimento? Stava per compiersi la saturazione del territorio, con l'inevitabile conseguenza di un protezionismo tanto pi aggravato quanto pi urgenti diventavano i timori d'incertezza e di delusione nella comune prosperit. Restavano ancora latenti le insidie degli eccessi di produzione industriale e di esasperazione commerciale; ma gi si avvertiva qualche squilibrio, che, sebbene non denunziato dai politicanti, non poteva sfuggire alle acute intuizioni degli artisti, osservatori pi attenti e disinteressati.
Nel periodo aureo delle ascensioni la maggiore e migliore letteratura, tutta d'intonazione lirica, aveva accompagnato il continuo superbo sviluppo della civilt americana celebrando con Walt Whitman le origini gloriose, con Emerson il valore dell'individualit, con Longfellow la fede illimitata nel progresso. Ma, giunta al vertice delle sue fortune, la grande nazione si ripiegava su s stessa, iniziava un processo di autocritica, acquistava coscienza di certe debolezze occulte dietro il velo di un candido ottimismo, scopriva e prendeva a descrivere le ineguaglianze sociali, le contraddizioni stridenti tra sentimento ed azione, le morali ipocrisie. Allora i suoi romanzieri non si restringevano pi alla rappresentazione di caratteri, di costumi e di casi psicologici interessanti, ma si mettevano all'opera con intendimenti satirici e polemici, inauguravano un'acre revisione del puritanesimo, affermavano che uno dei difetti pi evidenti dell'americanismo consisteva nell'eccessiva fiducia delle invenzioni meccaniche e nella mancanza di vere idealit. Per un estremo paradosso si arrivava alla conclusione che l'uomo medio americano, invidiato a distanza come fortunato e felice per i miracoli spontanei dell'individualismo, soffriva anzi di un mal rassegnato adattamento a una vita mediocre e convenzionale, simile alla lavorazione dei prodotti in serie, che deprimeva in lui gli sviluppi originali dell'individualit. E la donna, specialmente delle classi elevate, gi tanto ammirata sul trono della sua dominazione domestica, era fatta discendere, data in balia degli umoristi, obbligata ad andare per il mondo e a svelare gli abusi della sua libert nella vanitosa e licenziosa prepotenza dei suoi atteggiamenti.
Quasi tutta la letteratura del nuovo secolo  pervasa da questi elementi di pessimismo, espliciti o sottintesi. E fra tutti i romanzieri che hanno per tali vie intrapreso la critica della loro nazione s'innalza singolarmente Sinclair Lewis, il cui nome era gi celebre ancor prima che il conferimento del premio Nobel contribuisse a confermare l'importanza della sua opera di scrittore. Egli  infatti il pi spontaneo, il pi significativo e il pi popolare fra quanti si sono accinti a denunziare le intime debolezze dell'America trionfante. Da quando ha descritto in Main Street la semplice vita di una borgata di tremila anime, minacciata di sconvolgimento dalle fantasie di una patetica Bovary, pi istruita di quella francese e anche pi inquietante perch portata dalla sua medesima irrequietezza all'idealismo delle riforme sociali (ma che finisce poi per arrendersi e per adattarsi), egli non ha pi cessato di derivare dalle fonti ricchissime della sua esperienza originali motivi di analisi dell'odierna vita americana. Babbitt, l'uomo medio, quasi costruito in serie, che comincia a dubitare di s e della grande societ anonima dell'ottimismo nazionale, a cui appartiene,  una sua creazione. Babbitt, dopo avere cercato fortuna e soddisfazione coi pi avventurosi procedimenti della rclame commerciale tenta un giorno di evadere da quella sua insoddisfatta mediocrit; ma come la delusa e non disperata perturbatrice del villaggio di Gopher in Main Street, torna anch'egli da un breve periodo di traviamento a ci che  pi forte di lui e di tutti, a ci che  necessario ed inevitabile, alla rassegnazione, limitandosi a manifestare la speranza di un mondo migliore. In Arrowsmith infine il Lewis ha disegnato con tratti incisivi la ciarlataneria dei medici asserviti ai fabbricanti di specifici, opponendo ad essa l'onest istintiva di uno studioso che, dopo aver quasi ceduto alla tentazione di quelle spregevoli speculazioni,  ricondotto da un sguito di dolorose vicende alle nobili vocazioni della scienza disinteressata.
Sono, come si vede, altrettante satire d'aspetti caratteristici e inconfondibili dell'americanismo. In ogni libro si avverte che l'autore, passando accanto a quei fenomeni che gli sono sembrati di inonesta o ridicola degenerazione nell'attivit dei suoi concittadini dev'essersi sentito rimescolare da un moto di sdegnosa reazione. Anche per lui la radice dei pensieri migliori  in un impulso di generoso pessimismo. Non bisogna credere per ch'egli sia disposto a seguire le schematiche presunzioni dei riformatori e ad assumere atteggiamenti di battaglia, come quei romanzieri che gli hanno dissodato e preparato il terreno. Egli  artista, anzi tutto, e umorista; e il suo fresco, vigile, vario umorismo gli evita l'errore dei preconcetti lineari, gl'insegna a considerare il vero senza deformazioni visive, lo conduce a concludere spesso in modo contrario a ci che sarebbe nella aspettazione ingenua dei suoi lettori. Artista, non sovrappone una sua premeditata visione alla schietta e spontanea incoerenza del mondo da cui deriva la sincerit delle sue sensazioni ed immagini. Non mira soltanto a descrivere costumi e ad accennare problemi; ma, com' proprio dello storico e del poeta, a rilevare caratteri, stati d'animo, motivi profondi di pensiero e di sentimento. Drammatico non  quasi mai; anzi par che miri a spegnere nella discreta tenuit di un sorriso tutto ci che potrebbe indicare un senso drammatico della vita. Ma quel sorriso ci ricorda, pi che le divaganti e mordenti ironie di Anatole France, quella pacata e pur tanto acuta arguzia del nostro Manzoni.
In questo romanzo di Dodsworth, che pubblichiamo ora per la prima volta tradotto in italiano, tutte le sue virt di scrittore trovano una pi limpida espressione. Il racconto  meno lento che in Babbitt, pi nitido forse che in Arrowsmith, pi complesso e avvincente che in Main Street. La ferma evidenza realistica di certi episodi ci fa ripensare a Zola, e del realismo zoliano il Lewis conserva l'implicita moralit; ma lo stile  pi nuovo, pi denso, tutto scorci allusivi, senza digressioni e compiacenze pittoriche. Le figure umane non vengono mai presentate e descritte: si delineano perfette da s, nella mirabile vivezza dei dialoghi, la quale basta a svelare anche le pi riposte intenzioni dei loro movimenti spirituali. Dallo svolgersi spontaneo di quei discorsi, nei quali tutto  detto, ma non una parola pi del necessario, emergono con un'energia insuperabile le fusioni e i contrasti dei sentimenti, gli urti dei caratteri, i piccoli drammi quotidiani dell'incomprensione e della discordia: cio tutta la materia del romanzo.  stato osservato che lo scrittore introduce troppo spesso nei dialoghi vocaboli e modi del gergo parlato; ma se ci non giova certamente ad agevolare le traduzioni, accresce a giudizio degl'intendenti il colorito espressivo della lingua originale, nell'uso della quale il Lewis  considerato come un maestro. Potr sembrare da principio ch'egli insista un po' troppo nell'indicare con spregiudicata ostentazione nomi di alberghi, di compagnie industriali, di vini, liquori, ristoranti famosi, e di quant'altro possa avere apparenza di leggenda reclamistica, ma a lungo andare si trova che anche questo procedimento anticlassico serve a conferire allo stile una singolare impronta di verit.
In Dodsworth sono poste di fronte l'America e l'Europa nel contrasto di tutte le opinioni correnti sul valore di quella e di questa civilt. Il punto di partenza  rigorosamente storico. Proprio negli anni in cui salivano pi alte verso l'America le nostre ammirazioni per quel paese della fortuna e della felicit, l'americano arricchito, l'americano colto, l'americano tipico, maturava in cuore uno struggente desiderio di accostarsi alle tradizioni, alle usanze, alle mode della vecchia Europa. Come il Romano vincitore, si piegava a invidiare le arti e le idee della Grecia vinta. E il signor Dodsworth, nuovo Babbitt, ma pi serio, pi intelligente e sincero, esente anzi da qualsiasi volgarit, viene a vedere queste nostre vecchie nazioni, trascinato dalla giovane e fragile moglie la quale non vive ormai se non per sognare la superiorit della cultura e nobilt europea. Vera superiorit, in confronto di quella spregevole America, da lei giudicata unicamente rivolta all'amore del lucro, delle agiatezze meccaniche e dei piaceri grossolani? Tutto ci che pu esser detto in proposito  agitato e discusso, in Inghilterra, in Francia, in Italia, in Germania, nel confronto delle varie tradizioni nazionali. Ma tutto ci non farebbe un romanzo se alle diverse avventure di viaggio non s'innestasse con adesione perfetta l'unica avventura dominante nella vita spirituale dei coniugi Dodsworth.
Samuele Dodsworth, ingegnere industriale, fabbricante di automobili, fortunatissimo, si accorge a cinquant'anni che sua moglie, quarantenne, ma nell'aspetto assai pi giovanile, e istericamente protesa verso un insaziato desiderio di vivere, non lo ha mai amato. Glielo dice lei stessa a un dato momento, dopo essersi invaghita di un inglese quasi nobile, di un ebreo da grandi alberghi, e di un conte viennese impoverito: glielo confessa con la tranquilla noncuranza dell'americana che  eguale all'uomo in tutti i diritti e che sa di non dover essere oltraggiata nemmeno per i suoi tradimenti. Egli si sente smarrito, solitario, impotente, perch col mancargli la vicinanza di quella donna unicamente amata ha perduto ogni ragione di vivere. Cerca di stordirsi (il libro  anche tutto irto di punte contro gli effetti della proibizione dell'alcool negli Stati Uniti), viaggia, vorrebbe studiare, tentare nuove vie di attivit; ma non trova conforto in nessuna cosa al mondo.
Parrebbe dunque questa la satira pi amara e sconsolata non solo del matrimonio e della societ americana e di tutti quei deliranti isterismi che fanno ricercare nelle lusinghe della mondanit le supposte preminenze d'una cultura e di una tradizione particolare. Ma anche Sam Dodsworth alla fine ritrova la sua pace: la ritrova in Italia, a Venezia e a Napoli, con l'affettuosa mediazione di una brava signora dei suoi paesi, forte, savia, gentile. E qui abbiamo le due grate sorprese del libro: il riconoscimento (tanto pi piacevole in quanto alieno da qualsiasi opportunismo retorico) del beneficio che si pu trarre non solo dallo spettacolo della nostra terra soleggiata, ma anche dall'esempio dell'ordinata e volonterosa operosit del nostro popolo. A Napoli, in presenza dei pi umili e dei pi lietamente sereni di quegli abitanti, Dodsworth ritrova il gusto del lavoro e la fiducia dell'avvenire in un'appassionata adesione agl'insegnamenti della vita dei campi, maestra antica di civilt e di pace. Questa conclusione pu dapprima sembrare, ma non  affatto, in contraddizione con l'amabile ironia di tutto il resto. L'altra sorpresa (ma  tale, veramente, solo per chi non abbia seguito le opere antecedenti di questo scrittore) consiste nello scoprire che dopo tutto all'animo ironico di Sinclair Lewis non  mai venuta a mancare una vena di celato, reticente, quasi pudico ottimismo.
Egli ci ha indicato le debolezze dei suoi americani degne di sorriso e di piet, ci ha ajutato a comprendere l'inconsistenza di certi orgogli, ci ha denunziato la vanit di una concezione di vita civile fondata quasi esclusivamente sulle pratiche applicazioni dell'invenzione scientifica e dell'inganno commerciale. Ma dinanzi agli occhi della mente gli sta anche un'altra America, meno presente e non meno vera: quella stessa che, dalle opposte rive dell'Atlantico, noi abbiamo celebrato, invidiando, negli anni delle ascensioni spettacolose: quell'America delle passate generazioni, popolata di care immagini, che Sinclair Lewis ha ancora nel cuore, con le tradizioni eroiche dei pionieri e con le domestiche reminiscenze di una vita pi sana, pi semplice, pi vicina alle origini: quella patria, insomma, che parla sempre alla fantasia dei poeti quando  idealizzata, purificata, innalzata nella distanza degli anni e della storia.
Nell'offrire ai lettori italiani la presente versione di Dodsworth non sar inutile ricordare le grandi difficolt che si sono dovute superare nel tentativo d'avvicinare corrispondenti espressioni nostre alle malizie e scaltrezze del testo originale. Solo in pochi casi  sembrato che un'adeguata interpretazione potesse risultare da una parafrasi piuttosto che da una versione letterale. Non sfuggir comunque la minuziosa e obiettiva conoscenza che il Lewis possiede anche di molte cose della nostra Italia, alle quali accenna con simpatia evidente.
Crediamo opportuno avvertire che per gli ulteriori sviluppi del pensiero e dell'arte di questo autore giover la lettura del romanzo pi recente, uscito contemporaneamente in quasi tutte le lingue del mondo: Anna Vickers, pubblicato per l'Italia dalla nostra Casa editrice.
Chi voglia procurarsi maggiori notizie intorno a tutta l'opera del Lewis e alle sue pi probabili interpretazioni potr consultare, oltre alle fonti pi ampie, come la Cambridge history of American literature e i Contemporary American novelists di Carlo Van Doren, un buon capitolo del Roman amricain d'aujourd'hui di Rgis Michaud, da cui abbiamo tolto il concetto che quasi tutta la migliore letteratura narrativa nell'America degli ultimi decenni ha per fondamento la critica di una civilt.  da vedere inoltre il saggio di C. Pavese, Sinclair Lewis nel fascicolo de La Cultura, novembre 1930.
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Capitolo 1.
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L'aristocrazia di Zenith ballava al Kenne-poose Canoe Club: segnava il ritmo del two-step sotto il largo portico, sostenuto da colonne fatte con tronchi di pini, sotto alle pendule lanterne giapponesi, e mai vi si erano visti abiti da ballo con pi ampie maniche n cappelli pi intelligentemente acconciati su piccole teste sorridenti, mai una sera d'agosto pi ampiamente innondata di luna e pi benigna a chi voleva intessere romanzi rispettabili.
Tre degli ospiti erano giunti in quelle automobili di nuova invenzione, che si ammiravano nel 1903, l'anno in cui si cred raggiunto il massimo della civilt. Una quarta automobile stava avvicinandosi, condotta da Samuele Dodsworth.
La scena pareva una cromolitografia sentimentale: lago increspato, canoe con coppie d'innamorati che cantavano "Era Nelly una signora": il tutto molto lugubre e felice; e Sam Dodsworth ne godeva. Era un giovanotto alto e formidabile, con un mustacchio castano scuro e un caos di capelli dello stesso colore sulla testa massiccia. Era, a ventotto anni, vice sovrintendente in quella rumorosissima e per nulla sentimentale istituzione che a Zenith si chiama Locomotive Works; all'Universit di Yale (classe del 1896) aveva giocato al calcio assai meglio che non la solita media di giocatori, ma gli piacevano anche i pi sentimentali raggi di luna.
Quella sera si sentiva orgoglioso in modo particolare, poich guidava la sua prima automobile, niente affatto una di quelle carrozzelle a benzina ormai vecchie di moda, col motore sotto il sedile. Il motore era disposto sul davanti, sotto un orgoglioso cofano lungo due piedi, e l'asta di guida non si alzava diritta, ma inclinata con una certa aria sbarazzina. L'automobile, allora, era divertente e abbastanza pericolosa; i fari splendevano potentissimi, nutriti di gas acetilene. Sam guidava, provando un certo senso di forza, parendogli di dominare l'universo, a dodici vertiginose miglia all'ora.
Al Canoe Club ricevette il benvenuto da Tub Pearson, ammirevole in guanti di capretto bianco. Tub, Thomas G. Pearson, tondo, piccolo e allegro, il buffone e l'elegantone della classe, a Yale, era stato il compagno di camera e l'ammiratore pi entusiasta di Sam Dodsworth in tutti quegli anni di studio, ma ora aveva cominciato ad investirsi di una certa irritabile dignit, quale cassiere e futuro presidente della Banca di suo padre a Zenith.
Dunque cammina la tua macchina! disse Tub, mentre Sam scendeva trionfale dall'automobile. E io che avevo procurato un cavallo per rimorchiarti al ritorno!
Tub doveva mostrarsi spiritoso, qualsiasi cosa succedesse.
Certo, che cammina! Scommetto che ho raggiunto le diciotto miglia all'ora!
Scommettiamo che un giorno o l'altro le automobili raggiungeranno le quaranta? chiese Tub con ironia. E allora cacceranno i poveri vecchi cavalli dalle strade!
Li cacceranno s! Io sto gi pensando di unirmi alla nuova Revelation Company, per fabbricarle!
Ma davvero, povera zucca di legno?
S.
Oh, Dio mio! gemette Tub affettuosamente. Non far lo scemo, Sam! Mio padre dice che l'automobile non  altro che un capriccio. Costa troppo a mantenerla. Tra cinque anni, dice lui, sar scomparsa.
La risposta di Sam non fu molto logica:
Chi  quel giovane angelo sotto il porticato?
Se era un angelo davvero la ragazza che Sam indicava, era un angelo di ghiaccio; sottile, rilucente, biondo-cenere, con una voce calma e freddissima, stava parando i frizzi complimentosi di mezza dozzina d'ammiratori: una candela di cristallo tra uno svolare di bianco-neri mosconi.
La ricorderai... Frances Voelker, Fran Voelker, figlia del vecchio Herman.  stata un anno all'estero e, prima, era all'est, per terminare gli studi.  solamente una marmocchia, non credo abbia diciannove o vent'anni. Perbacco, dicono che parli tedesco, francese e italiano e uff-uff e tutte le lingue conosciute.
Herman Voelker si era aperta la strada ai milioni e alla rispettabilit con la birra. La sua casa era quasi la pi grande di Zenith; certamente era quella che aveva il maggior numero di torricelle, di finestre con vetri di colore e tendine di pizzo, come conveniva al pi cospicuo tra i tedesco-americani che andavano surrogando in tutto lo stato i primi pionieri della Nuova Inghilterra nel controllo delle finanze e del commercio. Ospitava i professori tedeschi quando venivano a girare il paese per vederlo e per far conferenze, e si assicurava che uno degli autentici quadri dipinti a mano, che aveva recentemente portati da Norimberga, valesse quasi diecimila dollari. Un ottimo cittadino, Herman, e la sua birra era ammirevole, ma che codesto borghese color dell'arrosto di bue al sangue fosse il padre di un essere calmo e luminoso come Fran, pareva un miracolo.
Il vederla diede a Sam Dodsworth il senso di essere goffo come un San Bernardo alla presenza d'un gattino bianco. Mentre faceva profezie sui trionfi dell'automobile, mentre ballava con altre ragazze, osservava come ella ballasse leggermente, e ascoltava la sua risata. In genere egli non era intimidito in modo particolare dalle ragazze, ma Fran Voelker pareva troppo fragile per le sue mani grosse. Non le parl fino alle dieci, quando uno dei suoi ballerini la lasci sola, accaldata coribante, su di una seggiola vicina a quella di Sam.
Vi ricordate di me...? Dodsworth. Sono anni che non vi vedo.
Se mi ricordo! Voi, piuttosto,... pensavo se vi sareste accorto di me... che rubavo i giornali di pap per aver notizie dei vostri eroismi al gioco del calcio. E una volta, ero un grazioso diavoletto di otto anni, mi avete fatta scappare dal vostro orto correndomi dietro perch vi avevo rubato delle mele.
Ho fatto una cosa simile? Ora non oserei pi! Volete concedermi il prossimo ballo?
Ebbene... vediamo. Oh! il prossimo l'ho gi impegnato con Levering Mott, e pensare che egli ha gi rovinato tre delle mie due scarpine. S.
Bench egli non ballasse con grazia speciale, una ragazza sapeva sempre con chi era, con Sam Dodsworth il quale possedeva sufficiente forza e decisione per far comprendere a una ballerina che il conduttore era lui. Con Fran Voelker, era ispirato: ballava il valzer come se si fosse sentito orgoglioso del suo splendente fardello. La teneva abbastanza leggermente e, secondo il casto costume dell'epoca, con mani inguantate. Ma le punte delle sue dita sentivano la corrente che emanava dal corpo di lei. Sentiva come ella fosse la pi squisita bimba del mondo; sapeva che l'avrebbe sposata e che l'avrebbe tenuta sempre su di un altare; pensava che, dopo anni di imbarazzante meditazione sugli scopi della vita, questi in parte gli si erano rivelati.
 come un giglio... no,  troppo vivace.  come un colibr... no, un po' troppo dignit. ... oh, ecco,  una fiamma!
A mezzanotte, chiacchierando, andarono a sedersi in riva al lago. Lontano, si scorgevano, di tra una nube di foglie di salice, sulle acque increspate, i giovani che, nelle canoe, cantavano "Oh mia vecchia casa del Kentucky!". Zenith continuava a vivere i sereni giorni di William Dean Howells; non era ancor diventato dovere della giovent essere duri e vivaci, e di intendersi di radio, jazz e gin.
(Nota. William Dean Howells. Romanziere (1837-1920) autore di realistiche descrizioni della vita americana considerata in s stessa senza raffronti coi costumi dei paesi stranieri. Fine nota.)
Fran era un'ombra bianca, in uno scialle di pizzo sul suo chiaro abito da ballo mentre si lasciava cadere su di un giornale che egli aveva per lei solennemente disteso sull'erba lunga. Sam tremava un poco: le sue parole risuonavano alquanto pompose e piuttosto puerili:
Sarete stata dappertutto, in Europa, suppongo.
Quasi. Francia e Spagna e Austria e Svizzera e... Oh, il Matterhorn con la luna e Santa Maria della Salute all'alba. E il mistral, a Avignone, mi ha quasi fatta morir congelata.
Credo che a Zenith vi annoierete.
Ella rise, un poco, con aria di chi se ne intende.
So tante cose dell'Europa, io non sono di quelle che viaggiano con le carovane Cook! che so di non saper nulla! In francese, tutto quello che so dire  ordinare che mi si porti la colazione. Tra sei mesi tutto quello che mi ricorder, di tedesco, saranno i nomi di diciannove citt, e quale sia l'aspetto di Potsdamer Platz quando aspettate una vettura. Ma voi avete fatto molte cose. A proposito, che state facendo ora?
Sono vice sovraintendente alla Zenith Locomotive Works. Ma sto per giocare la mia gran carta e... Siete mai stata in automobile?
Oh, s, varie volte, a Parigi e a New York.
Ebbene, io credo che tra vent'anni, diciamo nel 1923 o nel '24, esse saranno comuni quanto sono ora le carrozzelle! Io vado con una nuova ditta qui, la Revelation Automobile Company. Avr meno stipendio, ma  una buona carta che gioco. Splendido futuro. Ultimamente ho lavorato ai miei disegni di meccanica, e ho l'idea che si debba cessare di imitare le solite carrozze. Sembrer un poco presuntuoso, ma vorrei esprimere... un nuovo genere di bellezza per automobili. Qualche cosa di linea diritta. Il padrone della Revelation crede che io sia pazzo. E voi, che ne pensate?
Oh,  splendido!
E mi sono comperata un'automobile, proprio mia.
Davvero?
Permettetemi di ricondurvi a casa, questa notte!
No, mi dispiace: la mamma deve venirmi a prendere.
Dovreste, per, concedermi di condurvi una volta a passeggio. Presto!
Forse domenica prossima... Dobbiamo tornare al Club, non vi pare?
Ubbidiente, egli balz in piedi; e mentre aiutava anche lei a rialzarsi, sentendone nelle palme le mani sottili, mormor: Certamente mi piacerebbe veder l'Europa, un qualche giorno. Quando mi sono laureato pensavo di dedicarmi all'ingegneria civile e di viaggiare per la giungla brasiliana e per la Cina e dappertutto. Roba abbastanza alla Richard Harding Davis!
(Nota. Noto scrittore di Filadelfia (1864-1916), giornalista viaggiante, autore di storie avventurose, corrispondente di guerra. Fine nota.) Ma... ad ogni modo l'Europa andr certamente a vederla. Forse, laggi, potr incontrarvi, e voi mi potrete mostrare un poco di quei paesi.
Mi piacerebbe tanto!
Ah, se ella avesse desiderata l'Europa, egli l'avrebbe saputa conquistare, per offrirgliela su di un vassoio d'oro polito.
Le telefon, mentre, avrebbe dovuto lavorare a installare le macchine della Revelation Automobile Company. La condusse a fare una passeggiata nella sua nuova automobile, con tutta prudenza, per quanto, ad un certo momento, si fosse spinto alla velocit di diciassette miglia all'ora. Fu invitato a pranzo a casa dei Voelker, nella stanza con le travi del soffitto scolpite come quelle di una Hofbruhaus, e l ebbe paura che, se Fran fosse tenuta ad una simile dieta, oca arrosto e cavoli stufati e zuppa di Leberkndel, avesse a perdere la sua snellezza di cavallo da corsa.
E vi fu persino un momento in cui egli, ricordando i voti fatti alla Universit Tecnica del Massachusetts dopo di essere stato diplomato a Yale, di svincolarsi dall'America per godere il gran mondo, dovette ricordare a se stesso che tra Fran e gli impegni assunti con la nuova industria dell'automobile, egli sarebbe stato preso per tutta la vita. La visione di se stesso quale un eroe di Richard Harding Davis ritorn malinconica... Cavalcare lungo un sentiero di montagna, a duemila piedi a picco su di una fumante vallata; elmetto coloniale e pantaloni da cavaliere; pioggia tropicale sul tetto di giunco d'una capanna; una fucilata nella notte, mentre egli fosse stato seduto dinnanzi ad una quadrata bottiglia di gin, con un vagabondo straccione di nobili natali. Ma il suo pensiero vol indietro, sotto l'incitamento dell'immagine di Fran: rivide i suoi capelli di vetro filato, le sue mani frementi, le sue labbra sempre tese in fantastici musi, la sua chiacchiera che cadeva d'improvviso in silenzi inesplicabili, la sua fredda sicurezza che gli faceva sempre temere d'essere incerto e goffo.
In una grigia pioggerella di novembre vagabondavano per le rive del fiume Chaloosa. Fran aveva le guance accaldate; Sam cantarellava ma, quando si fermarono per guardare al disastro dei rami divelti nel fiume in piena, egli sent che doveva assumere il ruolo di protettore. Ella era troppo esile e preziosa per resistere ad un disagio come quello di una pioggia autunnale, e la ricoperse con una falda dell'impermeabile gettata sul suo soprabito di lana inglese.
Dovete essere inzuppata, ed io sono un bruto a farvi star fuori!
Ella gli sorrise, vicinissima: Mi piace!
Gli pareva che ella si fosse ancor pi avvicinata. La baci... per la prima volta, e molto maldestro, naturalmente.
Oh, no, per favore! supplic ella, un poco colpita, mentre il suo vivace sangue freddo scompariva.
Fran, dovete sposarmi!
Ella sgusci di sotto al suo impermeabile e, con le mani alle anche, disse maliziosamente:
Davvero?  questa una nuova legge?
Cos !
Parla il grande atleta di Yale! Il magnate dell'automobile!
Molto gravemente egli rispose:
No, solamente un mucchio di carne e d'ossa spaurito che vi dice d'adorarvi!
Fissamente ella lo guardava, fra le erbe della riva infangate dall'autunno; lo guardava con insolenza, ma quasi d'improvviso cedette, si coperse gli occhi con le mani, e, mentre egli goffamente le asciugava le gote con un grande fazzoletto, singhiozz:
Oh, Sam, caro, ma io ho tante pretese! Voglio tutto il mondo per me, non solamente Zenith! Non voglio essere una buona moglie e madre e accontentarmi di sapere giocare alle carte! Voglio del fasto! Grandi orizzonti! Possiamo cercarli assieme?
Li cercheremo! disse Sam...
Non fu che nel 1908, quando egli aveva sposato Fran Voelker gi da cinque anni, e avevano avuto due figli, Emily e Brent, che Samuel Dodsworth giunse alla sua vera battaglia con la Revelation Automobile Company.
I suoi superiori lo avevano, sempre in parti uguali, lodato per la sua costanza e per la sua ingegnosit, e biasimato perch lo ritenevano un sognatore. Era pazzo come un poeta, dicevano. Non solamente egli osava blasfemare contro i dogmi del grande Renault-Darracq sul modello delle automobili, non solamente continuava a blatterare sulle linee lunghe e sfuggenti, ma insisteva nel sostenere che si sarebbero ottenuti maggiori profitti vendendo le automobili al maggior buon mercato possibile al maggior numero possibile di clienti. Nel 1908 egli era solamente vice-direttore alla produzione, ma era proprietario di un piccolo gruppo di azioni, e suo suocero, il vecchio e autorevole Herman Voelker, ne aveva di pi. Era difficile licenziare Sam, anche se egli urlava al presidente della compagnia: Se voi vi ostinate a mantenere alla Rev l'aspetto di una carrozzella ad un cavallo, finiremo col fallire!
Cercarono di comperare le sue azioni, e Sam, che era sempre stato assorto tra i disegni in bleu e le pressioni degli acciai ebbe da imparare qualcosa sui trucchi delle finanze; sulle azioni, sul trasferimento dei titoli, sugli imprestiti, sugli sconti ai venditori. Con dietro a s l'aiuto del denaro di Voelker, si assicur il ventitr per cento del capitale, fu fatto vice presidente e direttore della produzione, lanci il primo modello a quattro porte, e vide la Revelation diventare la gran sensazione dell'America per tutta una stagione, e l'automobile pi venduta per una ventina d'anni.
E mai, in questi venti anni, s'avvicin alla giungla brasiliana pi in l di Wall Street, n alle tintinnanti pagode pi in l dell'agenzia di vendita della Revelation di Kansas City.
Ma era troppo occupato per essere malcontento; e sapeva fare in modo da credere che Fran lo amasse.
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Capitolo 2.
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Quando Samuele Dodsworth si fu accertato che un turbino di neve, quasi un uragano, infuriava intorno alla casa, si affrett a sbattere la finestra, e corse a rintanarsi di nuovo sotto le coperte, in attesa che la stanza si fosse riscaldata. Egli non aveva pi l'agilit d'una volta, e i suoi capelli erano grigi sopra al pigiama di seta ad alamari che Fran aveva voluto comperargli a ogni costo. Poteva dirsi ancora un uomo robusto, e anche sereno; ma era gi un po' stanco, e pareva assai pi vecchio dei suoi cinquant'anni.
Nel letto accosto alla parete (avevano due grandi letti gemelli in noce scolpita, dalla coperta di seta gialla) Fran dormiva ancora. Sam si guard intorno. Talora si era sorpreso a domandarsi se la sua stanza da letto non fosse troppo complicata; ma di solito tutta quella ricchezza lo appagava, non solo perch era un segno del suo benessere materiale, ma perch era una degna cornice per l'eleganza di Fran. Soddisfatto egli guard la sedia a sdraio, sulla quale giaceva una veste di seta verde e argento; la scrivania di stile inglese piuttosto severa, con la carta a monogramma; il tavolino accanto al letto di Fran, colla sveglia preziosa, le sigarette, il romanzo di moda; e la camera da bagno con le piastrelle purpuree.
Fran si stir, sospir; egli rise, poich gli pareva una bambina che cerchi di rifugiarsi di nuovo nel mondo dei suoi sogni; ma ella, imbronciata, cacci la testa sotto il minuscolo cuscino di merletto, maltrattato nell'ostinato sonno.
 inutile! egli disse, e la sua voce, bench rude, era carezzevole. Lo sai che sei sveglia! Alzati! Affronta i problemi dell'umanit... e il grape fruit del mattino!
Ella si alz a sedere e lo fiss, con l'attonita meraviglia, che non aveva persa mai interamente, di sentirsi una donna sposata; soffoc uno sbadiglio in un sorriso, e scosse i capelli corti, ancora biondo cenere, senza un filo di grigio. Se Sam pareva pi vecchio dei suoi anni, ella era assai pi giovane. Ora, nel 1925, aveva quarantun'anno, ma tutta rosea di sonno, ne dimostrava appena trentuno.
Voglio far colazione a letto... Ecco che fumi di nuovo prima di colazione...  da ieri mattina che non ho pi fatto colazione a letto, ella sbadigli graziosamente, mentre egli, allungando le grosse gambe sull'orlo del copripiedi di raso viola, accendeva una sigaretta.
Ma s, rimani a letto. Anch'io vorrei fare come te.... Maledetta nevicata.... aggiunse, annaspando fino a tirarle i capelli e a strofinar le guance ruvide contro la morbida grazia di lei. A proposito, non mi sono mica dimenticato di dirti che ti adoro?
No, aspetta, no, non mi pare.
Accidenti! Sto perdendo la memoria! Bisogna che dica al mio segretario che me lo rammenti per domani. E, tornato serio, aggiunse, Ti par vero che finalmente stiamo per dare un calcio a quella vecchia Revelation Company, oggi? Mi fa una certa malinconia....
A me non rincresce affatto! Anzi, ne sono contentissima! Per la prima volta, in tanti anni, sarai libero. Senti:... andiamocene via, in qualche posto. Non lasciarti tirare a vincolarti in qualche nuovo affare! Sarebbe una vera sciocchezza. Come se non avessimo abbastanza denari... e tu continui...: "Debbo cambiare il disegno del carburatore...." e "Bisogna assolutamente aumentare le vendite nella zona tra Medicine Hat e Woolawoola!".  assurdo! Che cosa importa? Suona per la cameriera, caro.
Beh, pu darsi che non importi nulla, ma uno, dopo tutto, ama il proprio mestiere.  come una battaglia;  un gran divertimento, battere gli altri e segnare un numero esorbitante di vendite. Per mi sento piuttosto stanco. Davvero, non mi spiacerebbe scapparmene in Florida, o in qualche bel posticino.
E perch non lo facciamo?
Servizievole, egli le aveva portato lo specchio d'argento massiccio, spazzola e pettine, la cipria, e la vestaglia troppo sontuosa di broccato cinese. Quando ella, per ringiovanirsi, si fu fatta un pochino pi vecchia, si alz a sedere per leggere l'Advocate-Times, il giornale di Zenith. Se ella era d'apparenza frivola e piacevolmente inutile, non c'era nulla di frivolo nei suoi incisivi commenti alle notizie del giornale. Parlava come una donna abituata a far parte di parecchie societ e di comitati.
Uh! Quell'idiota di consigliere comunale, quel Klingenger, che ragazzaccio! Fa opposizione al nostro progetto di un campo di giochi. Lo strozzerei!.... La D. A. R. organizza un altro corteo in costume. Ma io non voglio far di nuovo Marta Washington! Tu s che potresti essere Giorgio. Hai tutta la sua detestabile maestosit.
Egli tornava dal bagno. Io? Sono un clown, io! Aspetta quando mi vedrai in Florida!
Gi, quando giocherai a lanciare ferri da cavallo. Non mi ci proverei con te, caro! Uh! Dice che il Candlelight Club spera in una conferenza di Hugh Walpole, per la prossima stagione. Bisogner che il nostro comitato glielo porti via.
Egli si vestiva lentamente. Portava di solito abiti ampi e severi, marrone o grigio o bleu unito, costosi di fattura e senza troppa fantasia, con cravatte decorative e poco interessanti, di seta scura; nessun oggetto d'oro, salvo la catena dell'orologio. Ma bench il suo modo di vestire non colpisse, si vedeva in lui un uomo importante, alto, largo di spalle; i suoi occhi mansueti non erano mai truculenti, bench la sua bocca apparisse seria tra l'intrico delle rughe sottili. I baffi castani sparsi di grigio, curati ogni settimana dal miglior parrucchiere del migliore htel avevano giusto quel tanto d'eccentricit che conveniva. Egli finiva di abbigliarsi come un uomo che non si perde in gesti inutili e che, peraltro, possiede una casa perfettamente organizzata per aiutarlo in questo proposito. La sua mano andava sicura entro il monumentale armadio olandese verso l'alta pila delle camicie (che Fran ordinava in Jermyn Street) e il fresco nido dei colletti, sorvegliati sempre dalla cameriera e scartati senza piet al minimo segno d'uso. Annodava la sua cravatta, non frettolosamente, bens con la precisione tranquilla ed estremamente poco avventurosa d'un uomo che si  curato d'introdurre altrettanta "efficienza scientifica" nella vita domestica, quanto nelle sue fabbriche.
Baci la moglie e mentre ella sgranocchiava biscotti e beveva il caff a sorsi come un uccellino, spiegazzando il giornale sul letto, discese nella sala da pranzo a pannelli di quercia. Immerso in un'altra copia dell'Advocate, e in un giornale di Chicago, egli si dedic con metodo al succo d'arancio, al "porridge" con la crema, al prosciutto, ai biscotti con la marmellata, e al caff, che prendeva in una tazza larga il doppio di quella con cui Fran giocherellava con la bianca manina mentre, di sopra, scorreva i giornali.
Con la cameriera parl poco, bench gentilmente, come uno che  sicuro di esser servito a puntino. Non si inquiet nemmeno fuor di misura quando seppe che Emily, la sua graziosa figliola, era tornata tardi dal ballo e non sarebbe scesa a colazione. Il chiacchiero mattinale di Emily gli piaceva, ma non gli sarebbe passato per la testa di esigere la sua presenza, n di pretendere da lei qualsiasi cosa. Sorridendo lesse la lettera di suo figlio Brent, studente a Yale.
Samuele Dodsworth incarnava perfettamente il capitano d'industria americano devoto al Partito Repubblicano, alle tariffe alte e, fino a che non desse fastidio a lui personalmente, al regime secco e alla Chiesa Episcopale. Era presidente della Revelation Motor Company; era milionario per quanto non decisamente multimilionario; aveva una grande casa in Ridge Crest, la strada pi elegante di Zenith; s'intendeva di acqueforti; non sbagliava troppo l'infinito dei verbi; e qualche volta gli piaceva persino Beethoven. Doveva certo essere (almeno, tale era l'impressione ch'egli dava) un ottimo costruttore d'automobili; conosceva l'arte di persuadere gli agenti di vendita; ma non sarebbe mai stato un amante appassionato, un giocatore tragicamente sfortunato; n avrebbe mai saputo starsene a sedere, pigro e soddisfatto, su di una spiaggia tropicale.
Per definire chi era Sam Dodsworth a cinquant'anni,  assai pi facile stabilire chi egli non era. Non era nulla di tutto ci che la maggior parte degli Europei e molti Americani si aspettano di riscontrare in un capitano d'industria americano. Non era un Babbitt, non un Rotariano, non un Alce, e nemmeno un vescovo. Raramente alzava la voce, non picchiava mai sulle spalle alla gente, e dal 1900 in qua aveva assistito solamente a sei partite di baseball. Conosceva, e anche bene, i Babbitts e i tifosi di baseball, ma soltanto per affari.
I versi liberi e il cubismo lo seccavano, ma non disdegnava Dreiser e Cabell, e quel poco di Proust che con grandi sforzi era riuscito a capire. Giocava abbastanza bene il golf, per quanto non vantasse troppo i suoi successi. Andava volentieri alla pesca nel lago Ontario, senza tuttavia illudersi di persuader se stesso che preferiva dormir sugli aghi di pino, piuttosto che su di un materasso. Era, insomma, l'apoteosi del buon senso, con l'energia e la docilit di una dinamo; gli piaceva il whisky, il poker e il pasticcio di fegato; e i suoi sogni erano pieni di motori possenti e tonanti, allo stesso modo che i sogni di un poeta meno moderno di lui avrebbero potuto esser pieni di stelle, di rose, e di stagni popolati di ninfe.
Una crisi era entrata a forza nella sua vita. La sua compagnia, la Revelation, stava per essere assorbita dalla Unit Automotive Company, l'imperiale U. A. C. con i suoi sette tipi di motori, le sue officine per le carrozzerie, i suoi miliardi di dollari di capitale. Alec Kynance, il presidente della U. A. C. era venuto a Zenith, e proprio quel giorno doveva aver luogo la presa di possesso definitiva.
Sam avrebbe voluto ingaggiar la lotta con la U. A. C. e mantener indipendente quell'opera, alla quale aveva dedicato ventidue anni della sua vita; ma i dirigenti suoi associati avevano avuto paura. La U. A. C. era capace di lanciar sul mercato una vettura della stessa forza della Revelation a un prezzo pi basso, e accaparrarsi cos la clientela. La U. A. C. se fosse stato necessario, avrebbe potuto vender sottocosto per un anno o due. Ma essi volevano la Revelation, e l'avrebbero pagata. Brava gente, del resto, quei magnati dell'U. A. C. che non trattavano Sam come un vinto, bens come un compagno d'armi, degno d'essere accolto nel loro immenso esercito; tanto che Sam aveva scartato da s il sospetto che la U. A. C. con la sua larga produzione volesse deprezzare e rovinare la Revelation, riducendo la sua vettura tonante a un accendisigaro standardizzato, e aveva finito per accettare il prezzo ch'essi proponevano.
 vero che quando si astraeva e vi rifletteva, non ne era soddisfatto. Ma fin dai primi tempi che frequentava la scuola superiore a Zenith, gli era stato insegnato a non abbandonarsi a qualcosa di tanto deleterio, quanto il pensiero astratto.
Risalito al piano di sopra, Sam trov Fran tutta vispa, d'umore discreto, tuttora nella sua vestaglia di broccato, ma gi alla scrivania, immersa nella sua corrispondenza: consigli ai membri dei suoi svariati clubs, ordini ai segretari delle leghe di cui faceva parte (lega per lo studio della democrazia, lega a beneficio dei ciechi, societ di statistica sugli effetti dell'alcool tra i lavoranti nelle piantagioni del Mississippi). Ogni aspetto di queste leghe la interessava, escluso, forse, lo scopo per cui erano state fondate; e nessun politicante dell'Indiana avrebbe saputo dimostrare maggior destrezza nel conquistarsi i nemici, nel consigliare amici, e nel cooperare alla costruzione di un meccanismo politico che non aveva nessuna particolare ragione di esistere.
Diede un'occhiata a Sam allorch questi si fece avanti col suo passo pesante, poi bruscamente disse: Siedi, per piacere, ho bisogno di parlarti.
(Oh Signore, che avr mai fatto?) Compunto egli sedette in un seggiolone troppo molle, ricoperto di cretonne.
Sam! Ho riflettuto molto, in questi giorni. Non volevo parlarti, fino a che non fossero sistemati gli affari con la U. A. C. ma ho ben paura che tu non ti impegni in qualche nuova combinazione; e io voglio andare in Europa!
Beh....
Un momento! Forse questa  la sola occasione che ci si offra, la sola volta che potrai prenderti un po' di libert, sino a quando saremo tanto vecchi che non ce ne importer pi nulla di viaggiare. Non buttiamola via, quest'occasione! Avrai tempo abbastanza per creare una mezza dozzina di nuovi modelli di macchine, quando ritorneremo. E lavorerai tanto meglio, dopo un buon riposo. Un riposo sul serio! E non voglio andar via per pochi mesi soltanto, ma per un anno intero, almeno!
Santo Cielo!
Gi, proprio santo! Pensaci bene. Emily si sposa il mese venturo. E non avr pi bisogno di noi. Brent ha i suoi amici all'Universit. E non ha pi bisogno di noi. Io posso mandare a quel paese tutti quegli stupidi clubs, che non significano nulla, e non sono che pretesti per occupar la mia giornata. Sono una donna attiva, io, e vorrei far qualcosa di meglio che non starmene ad ammuffire a Zenith. Sam, pensa quante cose si potrebbero fare! La primavera sui laghi italiani! E un viaggio in automobile nel Tirolo! E la season a Londra! Pensa che io non sono pi stata in Europa da quando ero ragazza, e tu non la conosci affatto! Perch non divertirci, una volta tanto? Dammi ragione, via, caro!
Beh, non sarebbe mica male, girare al largo, per una volta. Non mi dispiacerebbe, andar a dar un'occhiata alle officine della Rolls-Royce e della Mercedes. E poi, vedere Parigi, e le Alpi. Ma un anno...  lungo, un anno! E la vita d'albergo... non credi che finiremmo per stancarci? Ma, veramente, progetti non ne ho, credimi. Questa faccenda dell'U. A. C.  venuta cos all'improvviso. Non mi spiacerebbe vedere l'Italia. Quelle cittadine sui colli devono essere proprio curiose. E cos antiche! Insomma, stasera ne riparleremo. Auf wiedersehen, a rivederci, cara la mia vecchia!
Se ne and, in apparenza docile come un vecchio cane di Terranova, che non si preoccupi se non di trovare dei buoni nascondigli per i suoi ossi. Ma mentre sedeva dritto nella sua vettura chiusa, e Smith lo conduceva in citt, si rodeva dentro di s.
Quegli istanti in automobile erano gli unici in cui egli fosse solo. Di solito, era oppresso da tanta gente: sua moglie, sua figlia, suo figlio, le sue persone di servizio, i suoi impiegati; e, a colazione e sul campo di golf, i suoi amici: tale e quale come ai suoi tempi di celebrit, all'universit, quando era stato per lui "un dovere verso la vecchia Yale" il mostrarsi sportivo e buon compagnone, e il non essere mai solo, e il non mai posare e pensare un momento. Tanta gente veniva a cercarlo, si affollava intorno a lui; chi voleva il suo consiglio, chi il suo denaro, chi l'aiuto spirituale, la protezione che dava la sua ponderata prudenza. Eppure, avrebbe desiderato esser solo, gli sarebbe piaciuto raccogliersi e meditare, e vi si abbandonava in quei solitari viaggi mattinali.
Ha ragione lei, rifletteva malinconicamente. Ma  meglio non lasciarle vedere che ha ragione, altrimenti mi trasciner a Londra prima ancora ch'io abbia potuto concludere i miei affari. Chiss se... oh, certamente essa mi vuol bene. Ma qualche volta, vorrei che fosse meno autoritaria. Essa cerca di divertirmi, giocando come un gattino che fa le fusa. Altro che gattino!  un levriero. Qualche volta, quando mi sento stanco, vorrei tanto che si lasciasse un po' andare, e facesse la pigrona con me.  un argento vivo. E l'argento vivo  duro, quando si tenta di comprimerlo... Ma no ho torto...  stata un'ottima moglie e io non ho certo perso troppo tempo a farle la corte, con tutti questi maledetti affari per la testa. E son stanco degli affari. Preferirei starmene tranquillo a far niente e chiacchierare e fare un po' conoscenza con me stesso. Sempre le stesse strade.... non ne posso pi!
La vettura procedeva a fatica attraverso le raffiche gelide, slittava leggermente sull'asfalto coperto di ghiaccio; e rombava e sbuffava affondando le ruote nella neve. I vetri dei finestrini erano istoriati dal gelo. Impaziente, Sam asciug lo spesso vapore col guanto, per poter guardar fuori.
Ora attraversavano Conklin Avenue; la lunga fila di vecchie dimore signorili rosse, degradate a case d'affitto, le modeste drogherie, le sudicie lavanderie, le lugubri piccole "imprese di pompe funebri", i poveri ristoranti dalle insegne pretensiose e poco invitanti, attraverso lo sfarfallo della neve assumevano l'aspetto squallido d'un accampamento di legnaiuoli, e la larghezza della via accresceva la tristezza ostile di quel luogo. Per tutta la strada, era un inseguirsi di cartelli rclame di petrolio e di sigarette, e di baracche di legno a un piano, sorte tra vecchi caseggiati giallognoli, lugubri sotto la neve senza sole. Era una regione di povert senza aspetti pittoreschi, di lavoro senza speranza.
Dio! Come vorrei esser lontano! Ah! Poter vedere il Mediterraneo, e un po' di sole! brontol Sam. Andiamo via....
Gli uffici di direzione della Revelation Motor Company erano in un immenso edificio di cristallo e di marmo, nella Constitution Avenue, presso Court House Square, di fronte al grattacielo nuovo fiammante della Plymouth National Bank. Il vestibolo del piano destinato agli uffici esecutivi sembrava la hall d'un pomposo albergo, tutto broccato e arazzi in stile Rinascimento; e poi, una distesa a vista d'occhio di tavolini con dattilografe e dattilografe, e ancora dattilografe, tutte assai indaffarate, e impiegati e impiegati e impiegati curvi su fogli fruscianti; e una serie di uffici privati parevano sale d'esposizione d'una fabbrica di mobili, in cui spiccavano enormi scrittoi, fatti a imitazione di tavole da refettorio, coperti da enormi lastre di cristallo, e fanaticamente spogli di carte e di qualsiasi geniale disordine.
L'arrivo del presidente Dodsworth arieggiava l'arrivo di un generale d'armata. "Buon giorno!" gridava con voce stentorea il portiere in livrea, un sergente a riposo. "Buon giorno!" gorgheggiava la signorina addetta alle "informazioni", una graziosa ragazza, che si diceva avesse per amico una personalit del commercio delle pellicce. "Buon giorno!" abbozzavano le dattilografe e gli impiegati, piegando il capo come foglie agitate da una volubile brezza al passaggio del presidente. E risonava come una campana a festa il "Buon giorno!" della sua stenografa privata, mentr'egli entrava nel suo ufficio. "Buon giorno" rimbombava infine il suo segretario, un giovane negriero dall'aria insolente. E persino il piccolo commesso ebreo dai capelli rossi, mentre prendeva il soprabito di Sam e lo appendeva in modo da non farlo asciugare, accondiscendeva "Buon giorno, padrone".
Ma tutta quell'ossequiosit, che di solito non spiaceva al Grand'Uomo, oggi lo urtava. Tutta quell'attivit, quella prova che tanta gente spedisse tante lettere per cose presumibilmente importanti, gli pareva una vana agitazione e lo irritava. Che cosa mai gli importava di poter un giorno lasciare a Brent un centinaio di migliaio di dollari in pi? Che cosa gli importava, che John B. Johnson di Jonesburg assumesse o no l'agenzia locale della Revelation? A che pro, quelle centinaia di persone giovani, pronte tutte a diventare altrettante macchine per far frusciare la carta e inchinarsi al passaggio del presidente?
Il Grand'Uomo si avvicin allo scrittoio, inforc gli occhiali e prese in mano un bollettino di Borsa, con la degnazione di chi compie grandi imprese.
Ma intanto, il Grand'Uomo pensava: Poveri diavoli, come ne sono stufo! Vieni, Fran, andiamocene! Scappiamo fino in Cina!
Alec Kynance, presidente della Unit Automotive Company, con tutto il suo reggimento di impiegati, avvocati, segretari, non sarebbe giunto che tra una mezz'ora. Come spinto da un impulso, Sam disse alla sua stenografa: Sentite, miss Rachman, fate un salto all'agenzia di viaggi al Thornleigh, se non vi rincresce, e portatemi tutte le liste di piroscafi e le informazioni sui viaggi in Europa.... insomma, tutto quello che hanno. E anche per il giro intorno al mondo....
Mentre attendeva il ritorno di miss Rachman, diede una scorsa alle carte che il segretario aveva religiosamente accumulate nel cestino di fil di ferro, sulla vitrea immensit del suo scrittoio. Cose che, fino a pochi giorni fa, gli erano parse dense di significato, come ordini dati in una battaglia; ma ormai la Revelation Company non gli apparteneva pi...
Sospir, spiegazz le carte con indifferenza. Un rapporto segreto sull'eccesso di spese del direttore della divisione Nord-Ovest. Il progetto del reparto pubblicit, sui comunicati circa la fusione della U. A. C. con la Revelation, poich doveva esser resa nota con immenso gaudio del pubblico.... Ma che importanza aveva tutto ci, ora che egli, da capo-banda diventava un volgarissimo impiegato?
Per la prima volta gli apparve chiaro che, ove fosse entrato nella U. A. C. sia pure come primo vice presidente, non avrebbe avuto pi importanza d'un commesso d'ufficio. Nessuna iniziativa gli sarebbe stata concessa. "Essi" gli avevano tolto quell'orgoglio di essere all'avanguardia, che pure era uno degli scopi della sua vita, ma chi fossero, "essi", egli ancora non lo sapeva. "Essi" dovevano essere qualcosa di pi che non quell'Alec Kynance e gli altri tre o quattro membri della U. A. C. "Essi" facevano parte di una poderosa e dilagante marea industriale, che non avrebbe tardato a sommergerlo. "Essi" gli avrebbero permesso di avere una casa ancor pi sontuosa, uno yacht, ma non gli avrebbero mai concesso un lavoro tutto suo. Egli aveva aiutato a creare una macchina, che ora fuggiva da lui a grande velocit. Dov'era la sua dignit di artefice? Egli non faceva pi nulla; non era pi nulla; non era pi Samuele Dodsworth, ma soltanto parte anonima d'una folla ove tutti si affannavano a spingersi l'un l'altro verso il nulla.
S'avvicin alla finestra. Nel turbinar della neve la massa della Plymouth National Bank si slanciava verso il cielo come una cattedrale: venti piani grigi, dalle ininterrotte linee rigide, salivano a perdersi tra una bruma pallida. C'era in quell'edificio una certa nobilt, ma esso era crudele, solitario e sdegnoso di ogni generoso sforzo umano, come una torre obliata nella steppa siberiana. Con quanta indifferenza quelle pietre lo avrebbero veduto morir di fame, di freddo!
Si sent sollevato, quando pot sfogliare gli opuscoli di agenzie di viaggio che la sua stenografa gli rec. Era una ragazza piena di vita; e per un po', mentre scuoteva la neve dal cappellino e lo guardava raggiante, pareva fargli risentire l'orgoglio di essere un individuo di una certa importanza. Poi, quelle immagini lo affascinarono... Le titaniche alture del Grand Canyon: pilastri scarlatti, piramidi arancione. Ecco una strada d'Algeri, scura sotto il sole dardeggiante, con una fila di cammelli sonnacchiosi, e i cammellieri dal volto olivastro, maligno sotto il turbante. St. Moritz all'ombra delle montagne, con una bella ragazza in toboggan. Cannes: una terrazza sul mare, dove tra fichidindia e palme e una cascata di rose si vedeva una vela lontana. A Dartmoor, da un'altura si guardava in una valle tutta variopinti campi coltivati. Dei bambini giapponesi ruzzavano sulla soglia d'un minuscolo tempio, tra ciliegi in fiore. Case medioevali di bruno legno scolpito, e all'orizzonte il profilo del Rmerberg, a Francoforte. E il Canal Grande, con le fantastiche colonne della Piazzetta, e i morbidi toni biancastri e rosei del Palazzo Ducale. Le vecchie mura di Ragusa, bagnate dalle onde del mare. Strade di Parigi, chioschi, cartelloni arditi, uno sfarfallar di gonne, folla gaia, e tavolini da caff allettanti a lunghi ozi.
Non ci sarebbe male, dopo tutto! pensava Sam. Non mi spiacerebbe, qualche mese di vagabondaggio.... Soltanto, non voglio che Fran, con le sue moine, mi riduca uno di quei rammolliti senza patria, senza casa, che hanno paura della vita e finiscono i loro giorni in Riviera come se fosse un sanatorio per malati di nervi. Non voglio che la mia vita diventi una cosa inutile; il mio posto  qui. Andremo in Europa; ma bisogna che mi faccia pregare, altrimenti Fran finir per credere che la padrona  lei. Poi torner qui, e soffier via di sotto il naso ad Alec Kynance tutta la sua bottega.
 arrivato il signor Kynance, annunci il segretario.
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Capitolo 3.
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Il signor Alec Kynance, presidente della Unit Automotive Company, era un ometto irrequieto, dalla testa grossa e dalla voce brusca, vivace di spirito, con una stupefacente mancanza di scrupoli e una passione per l'arte oratoria e i Coronas-Coronas.(Variet, molto pregiata, di sigari americani.) Era stato dapprima un piccolo operaio ferroviario diventando poi sovrintendente, aveva la migliore cantina di vino di Borgogna in tutta Detroit, e faceva la voce grossa per far dimenticare la sua statura piccola.
Tutto pronto? Pronto? url a Sam Dodsworth, mentre i dodici rappresentanti delle due compagnie sedevano, poggiando i gomiti sull'immensa tavola ricoperta di cristallo, nell'ufficio direttoriale dalla mobilia di quercia dorata.
Credo di s, disse Sam, con molta calma.
Ci sarebbe ancora qualche piccolezza, disse Kynance. Avremmo quasi deciso di piazzare, come categoria, la Revelation tra la Chromecar e la Highroad.... e di diminuire il vostro prezzo di trecento dollari.... portando la guida interna a due porte a millecentocinquanta.
Sam volle protestare. Forse che non s'era tenuto al prezzo pi basso per cui una vettura di quella specie potesse essere costruita? Ma ora.... che cosa glie ne importava? La Revelation non era n il suo padrone, n la sua religione. Ora, egli avrebbe avuto una vita tutta sua, con Fran, la sua bella, la sua fedele Fran, che finora aveva tenuta prigioniera a Zenith!
Lasciamo correre, dunque!
Egli ascoltava appena le osservazioni di Kynance che non sapeva se mantenere, o no, la divisa: "La vita vi si riveler in una Revelation." Sam aveva sempre avuto una feroce antipatia per questo grido di guerra. Era la trovata particolarmente felice di un giovane agente di pubblicit che si dedicava ad un regolare allenamento ginnastico alla Y. M. C. A.; (Associazione della Giovent Cristiana, di carattere educativo, molto diffusa negli Stati Uniti.) per riscuoteva il plauso degli agenti rivenditori.
Mentre Kynance insisteva: Bella divisa, perdio, bella divisa; piena di energia! Sam brontol:
Tutti megafoni umani. E io ne sono stufo!
Quando, con una certa malinconia, ebbe firmato il contratto di cessione alla U. A. C. (e sent che l'opera di tutta una vita era finita, senza speranza di ritorno) strinse la mano a una gran quantit di gente; poi rimase solo con Alec Kynance.
E ora parliamoci chiaro, vecchio mio! voci Kynance. Voi dovreste essere ben contento di entrare in una combinazione che un giorno o l'altro avr in mano il mercato mondiale.... una vera potenza, in fede mia!.... invece di vivacchiare, dipendendo da un mucchio di gente da poco. Naturalmente, noi non chiediamo di meglio che di avervi con noi. Non crediate che io vada per vie traverse: non  mia abitudine. Quando Alec Kynance ha qualche cosa da dire, lo dice fuori dei denti! Vi offro la seconda vicepresidenza della U. A. C. con la direzione del reparto costruzione degli otto modelli, compresa la Revelation. Il vostro stipendio, se non sbaglio, era sui sessantamila, oltre le azioni....
S.
Possiamo arrivare a ottantacinquemila e la cointeressenza, con la probabilit di raggiungere i centomila in poco tempo, e non  improbabile che voi siate il mio successore quando il diavolo vorr la mia pellaccia. Avrete sotto di voi un personale di prim'ordine; inoltre, potrete prendere le cose con comodo e pensare a far progetti che gli altri eseguiranno. L'altra sera stavate dicendo che vi sarebbe piaciuto di lanciare dei torpedoni da turismo con cucina elettrica, radio e tutte le comodit. Perch non provare? I capitali non ci mancano. E quelle altre idee sulla scuola ambulante automobilistica per ragazzi, durante le vacanze? Proviamo!... Perdio, ci sarebbe da fare una fortuna con queste carovane estive, sapendo fare loro abilmente pubblicit... Si pu arrivare a mezzo milione di soci, persuadendo i ragazzi che chi non prende parte ai nostri campeggi non  degno di stare al mondo! Proviamo.... E perch la U. A. C. non tenterebbe anche la costruzione di aeroplani? Coraggio. Tirateli fuori, i vostri progetti. Sissignori, ecco le opportunit che noi offriamo a un uomo che sa il suo mestiere. Quando volete cominciare a lavorare? Probabilmente dovrete stabilirvi a Detroit, ma potrete, di tanto in tanto, fare qualche scappata qui. Allora,  inteso che accettate e vi ci mettete d'impegno?
I fantastici progetti di Sam: le supercarovane, una scuola estiva ambulante, che avrebbe potuto dar modo ai ragazzi di visitare la loro patria per intero, dalle pinete del Maine sino ai campi di grano di San Joaquin, progetti che a lui erano apparsi grandiosi per quanto sprovvisti di ogni praticit, come apparivano miseri, nell'interessata insistenza di quell'ometto dalla faccia di aragosta. No, e poi no!
Prima di tutto avrei intenzione di prendermi un po' di vacanza, disse Sam dubbioso. Sono anni che non mi prendo riposo. Forse far un viaggetto in Europa. Me ne star via tre mesi o poco pi.
L'Europa?... Anticaglie! Paese morto, buono per le donne e gli artisti capelluti! Un mortorio! E non ci sono che i prestiti americani che impediscano ancora di seppellirne il cadavere. E tutta quell'arte! c' pi arte in una bella e scintillante candela d'accensione che in tutte le grasse Veneri di Milo. Per carit!... Andate a fare un giretto per la California, magari a bere un goccetto di buon liquore nel Messico, e poi venite a lavorare con noi. Date retta a me, Dodsworth, la mia diplomazia consiste nel giuocare a carte scoperte. Non sarete mica in trattative con un'altra societ? Perch, sapete, noi non possiamo aspettare. Dobbiamo fabbricare! Io non posso rimanere nell'incertezza, e lo stipendio che vi ho offerto  positivamente enorme. Ecco come io intendo gli affari: s o no?
Vi assicuro che non sono in trattative con nessuno. Le offerte che ho avute, le ho gi rifiutate tutte. La vostra non  cattiva.
Benissimo, allora. Firmiamo subito il contratto. Mettete l il vostro nome e avrete immediatamente il vostro bravo stipendio con un mese di vacanze pagato. Che ne dite?
Con l'agitazione di un omarino che vuol fare una certa impressione, Kynance spieg il contratto sulla risplendente tavola direttoriale, impugn una enorme penna stilografica rossa e nera, e batt sulla spalla a Sam con aria di protezione.
Non posso legarmi senza riflettere, brontol Sam irritato. Vi dar una risposta al pi presto, forse tra una settimana. Ma pu darsi che io non voglia rinunciare ai miei quattro mesi di riposo in Europa. E per ora al denaro non ci tengo proprio. Preferisco sentirmi libero.
Ma, buon Dio! quale  lo scopo della vita per voi, allora? Bighellonare, andare avanti lavorando il meno possibile?.... Io, per me, dico sempre che non c' nulla che riposi tanto quanto un po' di lavoro extra. Voi non siete stanco; ne avete semplicemente abbastanza di queste cittaduzze di provincia. Venite a Detroit e vedrete come marciano le cose da noi. Il lavoro! ecco la vera gioia della vita. Ve lo dico io, Dodsworth, e la sua voce acquistava grottesche sonorit evangeliche, ve lo dico io, per me il lavoro  una religione. "Non togliere la tua mano dall'aratro". Pensate: grandi cose vi aspettano! Costruendo automobili noi permettiamo a una met del mondo civile di uscire dalle loro stalle per andare al cinematografo, e all'altra met di andarsene una buona volta dalla citt per respirare l'aria libera e godere la natura. Venti milioni di automobili in America! E fra un'altra ventina d'anni vedremo quegli imbecilli di tibetani e di abissini passeggiare per le loro strade asfaltate nelle vetture dell'U. A. C.! Parlatemi di Napoleone! parlatemi di Shakespeare! Noi stiamo compiendo il pi grande miracolo, da che Iddio ha creato il mondo. L'Europa? E come farete a far passare quattro mesi di tempo? Credete che potrete sopportare pi di dieci gallerie di quadri? Io ne so qualcosa! La conosco, l'Europa! Quella loro Notre-Dame  sopportabile per una mezz'ora al massimo; ma io preferisco vedere una delle nostre citt, e migliaia d'uomini che lavorano precisi come un orologio, che non tutte le loro vecchie chiese male illuminate e pericolanti....
Sam ci mise una mezz'ora a sbarazzarsi di Kynance senza dargli sulla voce e senza firmare il contratto. E intanto rifletteva:
Quanto mi piacerebbe starmene a sedere per sei mesi di fila sotto un tiglio, senza sentir parlare di attivit o di grandi imprese; e che la cosa pi importante fosse la temperatura della birra.... se pure c' qualche cosa di pi importante.
Il suo regime era stato sempre piuttosto severo. D'inverno, per lo pi, tra ufficio e casa, egli faceva una passeggiata fino all'Union Club; d'estate andava in automobile fino al campo di golf. Ma quella sera si sentiva inquieto; non avrebbe sopportato la piatta banalit dei colleghi del club. Il suo meccanico, secondo il solito, si dirigeva al Club, ma per via Sam, con un vago senso di gusti forestieri, fece fermare davanti ad un piccolo ristorante tedesco.
L, nella penombra quieta, egli era al sicuro dalla prosopopea di Kynance.
Sedette a una tavola dall'incerata unta, sorseggiando un caff e sgranocchiando biscotti.
Perch mai dovrei rimetterci la salute per guadagnare un po' pi di quattrini per me.... macch, per Kynance! Il quale mi porterebbe via, di sotto al naso, le mie carovane.
Egli sognava un modello perfetto di carovana: una minuscola cucina col fornello e la ghiacciaia elettrica; un piccolo gabinetto da toilette con la doccia, un salottino che, di notte, si potesse trasformare in camera da letto, con la radio e una bella scrivania; e da un lato, o nella parte posteriore, una veranda smontabile. E con gli occhi della fantasia vedeva i suoi turisti pranzare sulla veranda, in una foresta a cinquanta miglia dall'abitato.
Peccato lasciare che guastino ancor pi il paesaggio.... ma si affrett a rassicurar s stesso: Ma queste sono sentimentalit inutili. Vediamo un po'.... Bisognerebbe calcolare.... e faceva il conto sopra un menu. Noi dovremmo fabbricare in serie per poter vendere a 1700 dollari, e, per invogliare a comprare, far osservare il vantaggio del risparmio sui conti d'albergo. Guarda, mi piacerebbe averne una anch'io; e non voglio che quell'imbecille di Kynance rubi le mie idee! Lui farebbe delle carovane scadenti e scomode per darle a 1100, e la sua pi grande preoccupazione sarebbe di lanciarne il maggior numero sul mercato. Kynance! mio Dio, stare ai suoi ordini e sopportare le sue manate sulla schiena, coi miei cinquant'anni! No davvero....
Il tedesco, padrone del restaurant, disse, nel tono di chi guarda con gli stessi occhi tutte le stagioni e tutti gli avvenimenti:
Nevica forte, stasera!
Gi....
E Sam rifletteva: Ecco un uomo che se ne infischia delle grandi azioni. La sua religione non  il lavoro; la sua religione  l'oca arrosto, che per lui significa qualche cosa. S, Fran: andiamocene via! poi torneremo a divertirci con le carovane.... E, per colmo di lusso, perch non due, una con cucina, camera da bagno e la guardaroba, l'altra con salotto e camera da letto? E potrebbero comunicare l'una con l'altra con una specie di porta a soffietto e formerebbero un vero villino per quattro persone.... Quanto mi piacerebbe vedere Monte-Carlo: deve essere come in un'opera comica...
Il suo desiderio di Monte-Carlo, di palmizi, di sole, dei preziosi pesci del Principe di Monaco, era acuito dalle scosse dell'automobile che avanzava faticosamente tra l'imperversare della neve; ogni tanto le ruote slittavano arrestandogli il respiro, sulla strada ghiacciata e pericolosa che saliva fino a Ridge Crest. Ma quando, avvolto dal tepore della sua vasta casa, egli sedette solo nella biblioteca (Fran non era ancora tornata da un bridge di beneficenza) con un whisky con soda e un volume di stampe in legno di Masereel;(Nota. Come la Cassatt, pittrice, pi sotto ricordata, l'incisore Masereel fu artista alieno da mostre e onorificenze ufficiali. Fine nota.) quando gust il riposo che gli offriva la comoda poltrona, il fuoco acceso e il profumo delle rose, Sam cap la sicurezza che gli offrivano il suo focolare, il lavoro quotidiano, gli impiegati, il suo club, le sue abitudini, e soprattutto gli amici e Fran e i suoi figli.
Guard soddisfatto la libreria con molti libri, alcuni dei quali aveva anche letti; libri di storia, filosofia, viaggi, romanzi polizieschi; guard il caminetto, incorniciato di quercia, al disopra del quale pendeva il ritratto dei bambini dipinto da Mary Cassatt; il divano foderato d'azzurro, il tappeto Biedermeyer, regalo dei parenti tedeschi di Fran; il ricco servizio da liquori.
Si sta bene qui. Gli alberghi.... No, che cosa terribile! S; probabilmente accetter le proposte dell'U. A. C.; e mi accontenter di sei settimane o di un paio di mesi in Europa, prima di andare a Detroit. Ma non voglio vendere questa casa! Sono stato cos felice, qui, e mi piacerebbe ritornare a passarci la vecchiaia. Quando avr fatto il mio gruzzolo per davvero, allora mi ci metter sul serio, a fare di Zenith un'altra Detroit. Si potrebbe arrivare facilmente a un milione di abitanti; ma prima bisogna vedere le cose chiare. Io potrei fare di Zenith la pi bella citt del mondo, invece di starmene seduto a far niente in Europa, a guardare le citt celebri. Crearne una, invece!
Una volta al mese i migliori amici di Sam venivano da lui a cena e a passare una serata giuocando a poker. C'era Tub Pearson, il suo scatenato compagno di classe, il quale era diventato il grigio e magniloquente presidente della Centaur State Bank, il dottor Henry Hazzard, specialista per le malattie di cuore, il giudice Turpin, e Wheeler, il re dei conservieri.
Fran, che di solito faceva gli onori di casa durante la cena, ma subito dopo si ritirava discretamente, entr quella sera come una folata d'aria fresca, di ritorno dal suo bridge. Avvolta nella morbida pelliccia di petit-gris, pareva un gatto spruzzato di neve che inseguisse le foglie morte. Si liber del mantello e del cappello; li porse alla cameriera, e vivacemente baci Sam. Era giovane e fresca come il vento invernale, quella donna che pure era la madre di Emily, Emily che era alla vigilia delle nozze.
Che noia, quel bridge. Ho vinto 17 dollari; giuoco bene al bridge, io... Bisogna spicciarsi,  quasi ora di cena.... Ma, mio Dio, che seccatrice quella Lucilla McKelvey colle sue eterne chiacchiere sull'Italia! Scommetto che imparer pi italiano io in tre settimane che non lei in tre viaggi! Vieni, caro, siamo in ritardo!
Partiamo, allora?
Per dove?
Per l'Europa.
Oh, che dici? Pensa come ti divertiresti a giuocare al golf in Florida, come direbbe il caro Tub.
Oh, lascia andare!
Salendo le scale, Sam tent di allacciare col braccio la vita di sua moglie, ma Fran si liber con un sorriso troppo luminoso, un sorriso brillante e freddo come lo smalto, un sorriso di gentilezza che da vent'anni lo aveva fatto vergognare del desiderio che egli provava ancora per quella donna.
Bisogna far presto, mio caro, disse, e con sforzata gaiezza aggiunse: Non bere troppo stasera, mi raccomando. Ci pu andar bene con degli amici come Tub Pearson, ma il giudice Turpin  talmente vecchio stile... So benissimo che egli non l'approva.
Ella possedeva l'arte raffinata di umiliarlo o di piegarlo con qualche frase di apparenza innocente. Esprimendo negligentemente il suo giudizio su un soprabito nuovo che lo rendeva goffo, suggerendogli rapidamente di parlare di qualche cosa d'altro che non fosse l'eterno tema della Borsa o dell'automobile mentre si recavano ad un pranzo di gala da un senatore troppo eloquente, essa poteva indurlo a credersi cos poco intelligente che Sam restava silenzioso per tutta la serata. Ella poteva distruggere in pochi secondi tutta la meravigliosa fiducia in s stesso che settimane di successo negli affari gli davano il diritto di avere. Ella aveva il genio, insomma, di inculcargli il senso della sua inferiorit. E cos fece anche quella sera, nel modo pi dolce e grazioso, e l'impacciato Aiace cominci a considerare con occhi diffidenti il poker che di solito lo divertiva tanto e a temere l'opinione del giudice Turpin, un uomo che rassomigliava a un passerotto impagliato con gli occhiali, ma che dimostrava una certa ammirazione per Sam e praticava il suo rispetto alla legge bevendo di straforo con lui un bicchierino dopo l'altro.
Sam si sent mal sicuro di s e colpevole finch non si fu vestito e non fu riconfortato con uno sguardo affettuoso rivolto a sua figlia Emily.
Questa da bambina era stata la sua compagna inseparabile; egli la comprendeva assai bene e si sentiva pi vicino a lei che non a Fran. Ella era un maschiaccio; larga di spalle e allegra come un cane da guardia scappato alla catena.
Egli veniva a picchiare alla porta della camera dei ragazzi, gemendo:
Milord il duca di Buckingham giace ferito alla porta del castello!
Emily e Brent davano in esclamazioni: La ferita  leggera, nevvero?
Ed egli rispondeva: Mortale, ahim!
Essi gli accordavano il favore di scherzare con lui, Emily ancor pi del giovane e focoso Brent.
Ma durante quegli ultimi cinque anni Emily era stata trascinata nel tumultuoso vortice della vita di societ della giovent di Zenith: balli, cinematografi, il nuoto, d'estate, in illimitata dimestichezza con un'incredibile quantit di giovanotti; un'esistenza che a Sam pareva inquietante. Ora ella aveva vent'anni, ed era fidanzata con Harry Mac Kee, direttore aggiunto alla Vandering Bolt & Nut Company, (che a Zenith passava per un'impresa molto solida). Ex campione di tennis, capitano durante la guerra, Harry, a trentaquattr'anni, passava per un uomo che sapeva ostentare con una certa eleganza i suoi abiti e il suo slang. (Nota. Frasario popolare, misto di voci dialettali e di modi assai liberi, che la giovent sportiva si ingegna di introdurre anche nelle conversazioni della buona societ. Fine nota.) La vita di societ era diventata ancor pi intensa per Emily, e Sam rimpiangeva le antiche loro conversazioni familiari e argute.
Mentre scendeva per sorvegliare la manipolazione dei cocktails per la cena, Emily entr come un colpo di vento, esclamando:
Oh Samivel, come siamo belli! Mi sembri un granduca col tuo smoking! Come sei caro!... Accidenti, devo essere da Mary Edge tra venti minuti!
Corse su per le scale ed egli le guard dietro sospirando:
Bisogner che mi rassegni a invecchiar da solo.
E un brivido lo scosse mentre andava a dire al cameriere preso a servizio per la serata come doveva preparare i cocktails, ben sapendo che il cameriere li preparerebbe a modo suo, e probabilmente ne assaggerebbe una buona parte.
Sam rammentava che quella questione di un cameriere per le cene di importanza era stata causa di molte discussioni tra lui e Fran. Essa avrebbe voluto avere un cameriere stabile in casa; di fatto, avrebbero ben potuto concedersi quel lusso. Ma ogni essere umano ha certe stravaganze che non osa ostentare, nel timore di parere ridicolo agli occhi dei cari amici di giovent. Per esempio, l'uomo che pu far pompa di decorazioni non oserebbe portare un monocolo, l'uomo politico che dimostra una brillante vena umoristica non si avventura a parlare d'onest. Sam sentiva che non avrebbe potuto affrontare Tub Pearson con una istituzione cos pretenziosa in casa propria, come un cameriere; e su quel punto Fran non aveva guadagnato terreno... almeno fino allora.
Tub Pearson, l'onorevole Thos J. Pearson, ex senatore, Dottore in Legge, onorario dell'universit di Winnemac, presidente della Centaur State Bank, direttore di dodici societ, amministratore della Loring Grammar School e dell'Istituto Artistico di Zenith, presidente della commissione per il piano regolatore della citt, Tub Pearson era sempre l'antico buontempone di Yale. Lui e sua moglie, la vivace Matilde, nota sotto il nome di Mathey, avevano tre figli, ma n gli onori, n la vita domestica avevano offuscato l'opinione che Tub aveva di s, come di un gran commediante.
Durante l'intera partita di poker, davanti alla gran tavola nella biblioteca di Sam, dove gli uomini sedevano in maniche di camicia e col colletto aperto, sorseggiando con rumorosa soddisfazione il whisky con soda, Tub aveva preso in giro il giudice Turpin per le sue persecuzioni contro i bootleggers, (contrabbandieri e clandestini spacciatori di alcool) mentre lui stesso era il pi gran buongustaio di whisky di tutta Zenith. Alle undici, quando per riposarsi riempirono i bicchieri, Sam disse, come a caso:
Probabilmente per un bel pezzo non faremo pi le nostre belle partite a poker, perch Fran e io abbiamo una mezza idea di andare a dare una capatina di sei mesi in Europa.
Allora Tub diede la stura al suo ironico buonumore:
Sei mesi! Che sciccheria, Sambo... E te ne ritornerai quaggi col vero accento inglese! Di' un po', vecchio mio, vuoi farmi l'onore di accettare un paio di dollari per il piattino, caro vecchio sogno mio?
Mai sentito un inglese parlare in quel modo.
Ma lo sentirai! Sei mesi! Via, non far lo scemo! Facciamo due mesi, son pi che bastanti per farti meglio apprezzare, al ritorno, un paese dove si pu avere del ghiaccio quando si vuole e un bagno tutti i giorni.
So che  chiedere troppo, disse Sam, ma chiss che io non trovi qualche bagno in Europa, per caso? In ogni modo andremo a vedere.  il mio turno...
Era un giuocatore calmo, sicuro, quell'uomo robusto, dal volto quadrato, un sigaro piantato in bocca, le carte a ventaglio tra le grosse dita; ma dentro di s bolliva:
Tutta la mia vita ho fatto il comodo degli altri. E il football all'universit quando mi andava di rinchiudermi nel laboratorio di fisica. E far quattrini, e giuocare al golf, e fare il bravo cittadino. Un uomo ridotto a calcolatrice. Ne ho fin sopra i capelli! Me ne vado!
Ma disse soltanto, attendendo al gioco:
Due ancora. Carte?
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
La partita a poker aveva durato fin dopo l'una; cosicch Sam and a letto tardi, con grandi sbadigli. Dalla stanza da bagno una luce discreta si riverberava nella vasta camera da letto. Quel raggio giuocava tra le tende gialle del letto di Fran e tra i cristalli della ricca toilette. Le finestre erano chiuse; l'aria era piacevolmente grave tra gli effluvi di creme e ciprie e l'umidore del bagno caldo e profumato.
Il respiro di Fran lo riemp di desiderio. Il progetto di fuga con lei gliela faceva apparire pi vicina e seducente, ma non volendo svegliarla appositamente pens di ricorrere a un espediente... e lasci cadere rumorosamente la scarpa che s'era tolta.
Ella si svegli e spalanc gli occhi sorpresa. Quante volte ella gli era apparsa cos, sorpresa e un poco incredula, quando, svegliandosi, l'aveva veduto accanto a s! Ella accese la lampada accanto al letto e lo guard con aria indifferente, come se non si rendesse conto di chi aveva davanti a s, ma si sentisse in dovere di mostrarsi gentile. Era indicibilmente giovane, senza rughe... una fanciulla nella camicia da notte di pizzo guarnita di pelliccia bianca.
Pesantemente egli si lasci cadere sull'orlo del letto, le baci la spalla. Ella accolse il suo bacio con freddezza.
No, per piacere, disse con una risatina, non ora. Senti, caro, debbo parlarti. Uh, che sonno! Ho cercato di star sveglia finch tu non fossi tornato, ma cascavo dal sonno. Che vergogna! Mettiti a sedere su quella poltrona, ora, e ascoltami.
Non vuoi che ti baci?
Perch me lo chiedi sempre? Con quel modo di fare come se fossi offeso? Non fare lo sciocco! Hai bevuto parecchio... Oh, non che me ne importi... bench fra te e Tub, per quanto bravi cittadini che non dovrebbero bere, facciate sempre in modo da passare il segno!... Non ha importanza!... Ma non ti pare un po' forte... questo improvviso ardore quando sei un po'... allegro?
Non vuoi che ti baci?
Uff! Senti, mio caro, sono ventidue anni che sono tua moglie; non essere cos suscettibile, proprio ora. Ti ho forse offeso? Oh, mi rincresce, davvero, caro. Baciami.
Ed ella gli diede un piccolo bacio freddo e subito dopo ricominci vivacemente:
Ora mettiti su quella poltrona e ascoltami. O preferisci aspettare a domani? e aggiunse col tono infantile che di solito lo divertiva: Son cose molto serie...
Egli trascin la poltrona accanto al letto e sedette tranquillamente dondolando lo scarpino di vernice; ma, di cattivo umore, brontolava:
Buon Dio, Fran, non c' bisogno di far tante storie: parla...
Non fare il brontolone! Ti par giusto? Perch non mi piace sentir l'odor del whisky? Ti piacerebbe se io appestassi la stanza di whisky?
No, ma non ho mica bevuto molto... Insomma, non fa niente... Senti Fran, so gi quello che mi vuoi dire. E ho gi deciso. Kynance ha cercato di abbindolarmi con un contratto per rimettermi subito al lavoro, ma ho rifiutato. E cos andremo in Europa, e forse per quattro o cinque mesi.
Davvero?...
Egli conosceva per esperienza il carattere tortuoso di lei, le ambizioni, i capricci vaghi, cui non dava importanza, i velati risentimenti per offese che egli non le aveva inflitte, i sorrisi, l dove si attendeva di trovarla in collera; ma ora la sua indifferenza lo sorprese.
 molto pi importante del tuo viaggio in Europa. Ascoltami, Sam. Se pure poco fa, non volevo... baciarti, credi, mi spiace di non potermi mostrare pi affettuosa. Vorrei esserlo, per il tuo bene. Forse  soltanto in apparenza che non lo sono; ma anche cos siamo stati felici non  vero? E abbiamo fatto un bel cammino, insieme.
S,  vero. Ma che cosa ti preoccupa?
Anche se non siamo stati degli amanti da melodramma, possiamo ben dire di aver in cuore l'uno per l'altro qualcosa di profondo e insostituibile. Non ti pare?
Quella tenerezza vinse l'ardore; egli stese il braccio quanto era lungo e accarezz le dita sottili e nervose di lei.
Effettivamente siamo due persone molto diverse, per, se non sbaglio, troviamo l'uno nell'altro qualcosa di solido che non sapremmo trovare altrove.
Qualche cosa di duraturo, Sam? di veramente certo? Siamo proprio come due buoni amici che si difendono mutuamente in qualche terribile tafferuglio?
Proprio cos. Ma ora che cosa...
Ascolta. La prima tappa del nostro cammino  compiuta: denaro ne abbiamo abbastanza; e i ragazzi ormai sono grandi. Hai creato qualcosa che testimonia la tua attivit, questa macchina, veramente splendida, che  opera tua. Eppure siamo ancora abbastanza giovani, e non sapremmo accontentarci di un'esistenza meschina. Perch non cominciare una vita nuova, da capo, e non preoccuparci pi dei nostri doveri qui?... Anch'io, mio caro, ho avuto i miei; se tu credi che sia facile governare una casa come la nostra!  cos difficile quello che voglio dire, ma insomma: non vorrei che ci sentissimo legati a un ritorno dall'Europa.  stato molto gentile da parte tua di non esserti fatto pregar troppo; ma non decidiamo ora se dovremo tornare tra quattro mesi o tra quattro anni. D'altra parte, se non ci troveremo bene non  detto che ci dobbiamo rimanere; potremo prendere il primo piroscafo e ritornarcene a casa. Insomma... capiscimi bene! Lasciamo dietro di noi questa stupida citt, andiamo senza un piano prestabilito, fuorch arrivare in Europa. Ritorneremo quando ne avremo voglia, e ce ne andremo dove ci pare e piace. Pu darsi che ce ne ritorniamo dopo due mesi di Riviera, come potrebbe darsi che da qui a quarant'anni ce ne andassimo a vivere in una capanna di bamb a Giava; donde faremo un bel palmo di naso a chi ci criticher. Io desidererei persino vendere questa casa; cos non ci sentiremmo legati a nulla.
Dici sul serio?  impossibile far questo!  casa nostra; io non saprei fare a meno di un nido che ci accolga quando saremo stanchi. Noi abbiamo costruita una grande parte di noi stessi in queste vecchie mura, dalla Radiola alla nuova porta del garage. Credo di conoscere ogni dalia che c' in giardino, e voglio bene a questa casa come a Emily e a te e al ragazzo. Ti par poco, un posto dove uno pu sbattere la porta in faccia alla gente e mandar tutti al diavolo?
Ma chi ti dice che non possiamo crearci una nuova personalit, senza perdere la vecchia? Tu oh, tu potresti essere cos potente come sei grande e intelligente, sol che fossi te stesso, e non ti sentissi eternamente legato ad una mediocre vettura a buon mercato; sol che riuscissi a vincere quell'insulsa paura che la gente ti creda uno snob qualunque, perch esigi da loro il rispetto che ti  dovuto! Il mondo  pieno di grandi uomini, e duchi e ambasciatori e generali e scienziati e... ma io non credo che dopo tutto sia gente tanto pi straordinaria di noi. Soltanto che essi sanno discutere di problemi mondiali, invece di preoccuparsi del prezzo del platino e di ci che la signora Tale dei Tali ci ammannir al suo prossimo pranzo di gala. E io voglio essere come loro! e non ho paura di loro! Ma tu dovresti pure sbarazzarti di quell'ingenua tua mania della "semplicit", di quel tuo quasi vantarti di virt campagnuole: dovresti mostrarti infine quel grande uomo che sei veramente! Che bisogno c' di dire a Sua Eccellenza che, per quanto tu abbia l'aria di un granduca, non sei che il piccolo Sam Dodsworth di Zenith? Tanto, egli non se ne accorger, finch non sarai tu a dirglielo!... E chiss che tu non riesca a ottenere un'ambasciata, dopo aver girato l'Europa abbastanza per conoscere il mestiere... Ma per fare tutto questo, per conquistare il mondo, non dobbiamo sentirci legati da nessun dovere verso questo buco di Zenith, finch la morte non ci toglier il piacere di girare il mondo!
Pure, vendere la casa...
Oh, non dico che ce ne sia bisogno, sarebbe una sciocchezza... almeno per ora. Non lo dicevo che per darti un esempio di come dovremmo sentirci liberi. Naturalmente non c' bisogno di venderla. Forse tra sei mesi potrebbe anche farci piacere venirci a dare una capatina. Ma quello che non vorrei, per ora,  fare progetti. Oh, Sam! io non voglio che la mia vita sia finita a quarant'anni... beh, diciamo a quarant'uno, quando nessuno me ne d mai pi di trentacinque e qualche volta persino trentatre. E la vita sarebbe davvero finita, per me, se io continuassi a trascinare questa esistenza fatta di meschinit e in questo paesucolo. Non voglio, ecco! Tu puoi rimanere qui, se proprio vuoi, ma io voglio per me tutte le belle cose cui ho diritto, perch le comprendo! Che cosa m'importa se un club di esseri poco pi o poco meno che umani l'anno venturo studier dietetica o arte lituana? Che cosa m'importa se una combriccola di giovani industriali milionari metter su una squadra di polo "imitazione", quando in Inghilterra posso avere quella vera? E se seguitiamo a rimanere qui, continueremo fino alla fine dei nostri giorni a fare le stesse cose. Ormai abbiamo esaurito tutto quello che Zenith ci pu dare.... s, e quasi tutto quello che ci pu dare New-York e Long Island. E questo  un paese idiota dove.... In Europa, a quarant'anni, una donna comincia a interessare gli uomini di una certa importanza; ma qui  considerata una nonna. Le ragazze mi trattano come se io fossi la moglie di un vescovo; e mi fanno credere davvero di essere vecchia con tutte le loro cerimonie.... e bisogna vedere come sono contente quando io lascio una sala da ballo prima di mezzanotte... io, che so di ballare meglio di tutte loro, e senza stancarmi.
Andiamo, andiamo....
S,  proprio cos! E anche tu lo potresti, se non ti lasciassi consumare dagli affari quel po' di energia che hai! Ma intanto, non mi restano che cinque o dieci anni di giovinezza.  la mia ultima cartuccia. E non voglio sciuparla. Non riesci a capirmi? Ma io voglio con tutte le mie forze. Non chiedo soltanto di vivere... no... lo esigo, e questo significa qualche cosa di pi di un grazioso viaggetto da turisti in Europa.
Ma senti un po', Fran, vuoi forse dirmi con tutto questo che tu credi davvero che andando da Zenith a Parigi cambierai tutta la tua vita e tornerai una bambina? Probabilmente a Parigi, o in qualunque altro posto, la gente sar come qui, non ti pare?
Non lo , ma se pure lo fosse...
Ma che cosa ti aspetti dall'Europa? Una civilt migliore?
No! civilt.... La odio, quella parola. Odio il popolo che l'ha inventata. Certamente non intendo far collezione di nomi di pittori.... o di minestre, per poi tornar qui a farne mostra. Dio mio, non  l'Europa che voglio! Forse non ci resteremo. Quello che voglio  essere liberi di andare dove vogliamo, per quanto tempo vogliamo, o di stabilirci a far parte di una qualche comunit, o di qualche gruppo, se ci piacer, senza sentire che  nostro dovere tornare qui. Oh! sento che ti amerei tanto di pi se non fossimo come due vecchie brenne attaccate ad una pietra da mulino...
S'imbarcarono per Southampton a febbraio, tre settimane dopo il matrimonio di Emily.
Sam era molto occupato fra le trattative per la cessione della sua Revelation Company e il rispondere a Fran quando essa lamentava:
Ma insomma, il lavoro sta diventando una malattia per te! Seguiti a lavorare quando non ve ne  pi bisogno. Lascia fare ai tuoi impiegati! Caro, dico cos perch ti voglio bene.... Tu non imparerai mai a stare in ozio, a rallegrarti di essere te stesso, e non una bestia da soma. E d'ora in avanti non mi rinfaccerai gi di averti trascinato via, non  vero?
Perdio, voglio godermi la vita anche se dovessi creparne... come probabilmente accadr! brontolava Sam. Dammi soltanto tempo. Ho cominciato il mestiere di uomo libero trentacinque anni troppo tardi. Sono un buon cittadino: mi hanno insegnato che la vita  una realt, che la vita  una lotta e che la presidenza di un sindacato  il suo scopo. Che cosa debbo farne di un sentimento cos degenerato come quello di godermi la vita?
...
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Capitolo 5.
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Da quattro ore il piroscafo Ultima, trentaduemila tonnellate, aveva lasciato il porto di Nuova York. Quando Samuel Dodsworth vide il crepuscolo invernale dorare la cresta delle onde minacciose, ebbe coscienza della potenza del mare, del poco valore di quell'immensa nave e di tutta l'umanit in genere. Si sentiva sperduto nell'immensit dell'oceano, tutto un uniforme grigiore, rotto appena da un bagliore dorato all'orizzonte, l, verso occidente.
Non aveva mai viaggiato sull'acqua, fuorch qualche volta sui laghi, o sui ferry-boats di Nuova York. Appoggiato alla ringhiera, vedeva la massa dell'onde sollevarsi alta e minacciosa, mentre la poppa s'immergeva nella profondit, incredibilmente profonda, come se la nave dovesse inabissarsi. Ma poi, misurando il ponte a larghi passi, torn a sentirsi risoluto, pieno di forza, e felice. Aveva sofferto il mare per un'ora appena. Ma, adesso, il vento gli riempiva i polmoni, lo stimolava. E ora soltanto, passato il disordine della sistemazione dei bagagli e degli addii, ora che aveva dietro di s tutto quello sventolo artificioso e prolungato di mani amiche sulla banchina, si sentiva veramente libero da ogni dovere; ora che era in viaggio, in viaggio verso luoghi seducenti, dai colori esotici, in procinto di compiere ignote imprese eroiche.
Cantarellava i versi del "Sentiero degli zingari". Kipling diceva a Sam Dodsworth qualcosa che n Shelley, n Dante gli avrebbero mai detto:
Segui il sentiero degli zingari
verso il nord, dove veleggiano i picchi azzurri
e le prue son grige di gelata schiuma
e gli alberi delle navi vestiti di cotte di maglia.
Segui il sentiero degli zingari
verso occidente ove tramonta il sole,
finch sorgano dalle deserte correnti le vele delle giunche
e oriente ed occidente si congiungano.
Segui il sentiero degli zingari
verso oriente, ove il silenzio medita
presso un'onda purpurea su una spiaggia d'opale
al mormorio dei boschi di Mahim.
Libero! mormor.
Bruscamente, si ferm dinanzi alla fila di finestre della sala da musica, sul ponte di passeggiata, e frug nella sua memoria, alla ricerca della prima volta che aveva cantato il "Sentiero degli zingari".
Doveva essere accaduto al tempo in cui quei versi erano stati musicati. Certo  che allora, in proporzione, Fran e lui erano poveri. Tutto il denaro che il vecchio Herman Voelker aveva prestato loro era stato investito negli affari. (Ecco un'improvvisa nevicata l, sul freddo oceano. Quanta serenit, nelle luci della sala da musica! E Sam cominci ad apprezzare la coraggiosa sicurezza della valorosa nave, per ora sua solida casa). Gi, quella volta, egli andava in vacanze;... non c'era, allora, n chauffeur n camere di lusso nei migliori alberghi: Sam guidava tutto il giorno la piccola vecchia Revelation, e dormivano sotto la tenda gonfia di vento e odorosa di terra. Avevano viaggiato verso il West percorrendo duemila miglia verso ponente finch era parso loro di doversi trovare di fronte al Pacifico, cosparso di giunche cinesi dalle vele fluttuanti, alte contro un sole pallido. Allora, non avevano la responsabilit di una posizione e insieme avevano cantato il "Sentiero degli zingari", e avevano fatto voto che, un giorno, sarebbero andati insieme a vagare lontano lontano....
E ora, il voto si compiva!
Egli si sent colmo di tanta esultanza, di tanta tenerezza, che avrebbe voluto precipitarsi gi, in cabina, e accertarsi che Fran, la sua incantevole compagna, era sempre l. Poi ramment l'irritato impegno con cui ella stava disfacendo le valigie. Erano pi di vent'anni che s'erano sposati. E rimase sul ponte.
Esplor il piroscafo. Era per lui, meccanico, il meccanismo pi sicuro e impressionante che avesse mai veduto; lo soddisfaceva pi di una Rolls-Royce, di una Delauney-Belleville, che ai suoi occhi valevano quanto un Velasquez. Ammir l'autoritaria sicurezza con cui lo scafo fendeva le onde, la possente curva delle linee sul ponte, e l'equilibrato assetto dei cordami. Ammir il capitano, che passeggiava con disinvoltura sul ponte di comando. Pens, stupito, che in quell'ordigno il quale, dopo tutto, non era che un ferreo guscio d'uovo galleggiante, vi era posto per un'eterea sala da musica, per un fumoir col gran camino in stile inglese, solido e terrestre come un castello, per la piscina da nuoto con lo sciacquo di acque verdastre tra colonne romane. S'arrampic sul ponte delle barche, e si sent agitato da uno sconosciuto desiderio di navigare, vagando con lo sguardo lungo le corsie, tra le grandi scialuppe di salvataggio e i ventilatori simili a enormi saxofoni, verso le ciminiere maestose, che si lasciavan dietro una lunga serena massa di nero fumo lanoso, su fino all'altezza dell'albero maestro. E le raffiche di neve sopra coperta, e tutto il mistero di quel mondo, appena intravisto nella gelida luce, lo stimolavano come frustate. Rabbrivid, si tir su il colletto, mentre la sua fantasia lavorava fervidamente, dinanzi alla cabina radiotelegrafica, ascoltando il crepito di quei messaggi che, per le vie dell'aria, tra il gelo dell'oceano, balzavano verso fulgide e calde citt, verso lontane pianure.
Eccomi sul mare!
Scese per dire a Fran...; in verit, non sapeva troppo bene che cosa le dovesse dire, se non che i piroscafi erano delle cose magnifiche, e che laggi, tra le nebbie dell'orizzonte, presto si sarebbero intraviste le praterie dell'Inghilterra.
Nella loro cabina dai letti gemelli in ottone, con le pareti a pannelli, e le affettate imitazioni di stampe francesi, Fran scompariva tra un disordine di vesti dispiegate, mucchi di scarpe, vestaglie, scatolette di cipria, tre copie del "Perennial Bachelor" avute in dono, binocoli, lettere e telegrammi d'addio, scatole di dolci, cestini di frutta gigantesche e scatole di confetture, con cui essi dovevano completare la scarsezza dei sette pasti giornalieri; e le camicie di Sam (il quale doveva metterne una pulita ogni sera, ma non l'avrebbe fatto certamente); e romanzi francesi (che Fran avrebbe dovuto leggere, nel dolce far niente di ogni giorno sopra coperta, ma certo non l'avrebbe mai fatto).
 terribile! lament Fran. Far appena in tempo a mettere in ordine tutta questa roba per quando sbarcheremo.... Oh, ecco un telegramma di Emily, la cara piccola, dalla California. A quanto pare, lei e Harry sopportano la luna di miele tanto bene, quanto la maggior parte delle vittime.
Pianta tutto quanto, e vieni di sopra. Mi piace questo piroscafo.  cos.... L'uomo ha certamente vinto la natura, una volta tanto! Credo che avrei potuto costruire navi anch'io. Vieni fuori, vieni a vedere anche tu.
Mi sembri felice. Mi fa piacere. Ma lasciami disfare i bagagli! Ora ti caccio via....
In tanti anni, non gli era accaduto sovente di fare il ragazzo, ma ora l'afferr, mentre ella ridendo si difendeva, la sollev al disopra d'un mucchio di maglie, scarpe da tennis, costumi da bagno e pattini, e la baci gridando: Vieni! Questa  la nostra luna di miele! Ti rapisco! Mi son ricordato di ripeterti che ti adoro? Su via, vieni a vedere un po' d'Oceano con me! Ce n' tanto, intorno a questo battello!... Al diavolo i bagagli, fatti e disfatti!
Egli faceva la voce grossa, per quanto, quando si mostrava autoritario, si sentisse felice che ella gli permettesse di essere cos. Con soddisfazione vide ch'ella consentiva di buon grado a goder la vita per partito preso, e che si rallegrava di cose senza importanza, soltanto perch erano piacevoli.
Col mantello di lana ruvida, color foglia morta, e il berretto arancione, la sua figura faceva pensare a giorni autunnali e colline imporporate. Una fanciulla: non certo la madre d'una figlia sposata: ed egli si sent orgoglioso di lei e delle occhiate di furtiva ammirazione che le lanciavano i passeggieri, mentre passeggiavano sul ponte.
Buffe, certe cose che vi prendono cos all'improvviso;... voglio dire;...  quasi la prima volta che ce ne andiamo in viaggio cos come due innamorati, senza un pensiero al mondo. Avevi ben ragione tu, Fran:... abbiamo lavorato abbastanza;... ora bisogna vivere! insieme... sempre! Ma quante cose dovr imparare, per non far brutta figura accanto a te! Tu, e l'Europa.... Buon Dio, ecco che divento sentimentale! Ti faccio ridere, d'? Mi pare di uscir di prigione! E ci sono rimasto vent'anni!
Su e gi, gi e su per il ponte. A tribordo, la lunga fila delle sedie a sdraio, coi passeggeri imbacuccati nelle coperte da viaggio, verdognoli in viso per il rullo! e il disordine dei giornali scompigliati dal vento, e le tazze da t dimenticate qua e l, e bambini che correvano attorno coi tricicli. Lo stretto passaggio a poppa, dove il vento li assaliva respingendoli indietro, e il piroscafo s'inchinava tanto che duravano fatica a risalire, a capo chino, con le membra di piombo. E dopo quella fatica, un'occhiata in quel magico mondo marino, pieno di novit per la loro immaginazione terrestre. S'azzardarono a guardare in un boccaporto; dentro, si diceva, c'era una mezza dozzina di coguari del Brasile ch'erano stati imbarcati; poi alzarono gli occhi su per una passerella aerea, che parve loro vertiginosamente alta, e conduceva al ponte di comando, e alla gabbia del timone, e a una luce solitaria nel buio incerto. E videro l'ultimo bagliore della luminosa sca, che si stendeva l, verso Nuova York.
Poi, spinti dal vento girarono all'angolo, leggeri come foglie in un turbine, si trovarono dall'altra parte del ponte, deserta di sedie a sdraio, libera dal disordine delle tazze da t. Parve loro di volare a cinque miglia all'ora dinnanzi alla porta del fumoir, donde uscivano folate di fumo di tabacco, effluvi di birra e gutturali voci americane. L, il ponte s'allargava in un'alcova; spesse mura d'acciaio, disseminate di teste di chiodi dipinti con un grosso strato di bianco; e la porta della dispensa, donde, nel pomeriggio, uscivano enormi quantit di panini imbottiti e dolci e tazze e teiere. Presso la doppia porta dello scalone principale una cameriera in grembiule bianco chiacchierava in permanenza con un cameriere. Dalle finestre della sala da musica, chiuse nell'acciaio, s'intravvedevano delle giovani-vecchie donne, dall'aria infelice, che accompagnavano le loro madri all'estero, e ora sfogliavano distratte delle riviste. L, dove il ponte era libero, il liscio parapetto giallo, le colonnette bianche, brillanti alla luce dei lumi del ponte, pi vivide ancora contro la cupa massa delle onde. E sempre, davanti a loro, la lunga linea dritta del parapetto, rigido come una riga di musica, intercalato da commessure di lucido catrame. Il ponte, il piroscafo, il mare!
Avanti ancora: gente lungo la balaustrata, coraggiosi passeggeri invernali, che guardavan l'Atlantico dietro le vetrate, coppie di sposini che si separavano rapidamente alla vista dei disturbatori, gravi signori anziani che criticavano i passeggeri di terza classe i quali, ignari delle sprezzanti occhiate dei privilegiati "passeggeri di classe", ballavano la giga al lamentoso suono d'una fisarmonica, stando al riparo sotto un copertone incatramato, e soffiandosi allegramente sulle dita gelate.
Poi, rifecero tutta la strada, sempre pi in fretta, si sentirono non pi semplici pedoni, ma podisti in quella maratona oceanica. Avanti! Le curve sempre pi brusche. La gara col vento aggressivo, col ponte inclinato. Sorpassare quella ragazza robusta e slanciata, tutta sola....
Ecco il vero modo di camminare! Senti, Fran, chiss se una volta o l'altra non si potrebbe sfuggire gli alberghi, e fare un giro a piedi lungo la Riviera... Sarebbe interessante, non credi?... Cara!
Avvicinarsi, senza mai sorpassarlo, a quel signore dal lampeggiante monocolo, avvolto nel soprabito di tweed, che  loro sembrato antipatico a prima vista e che, tre giorni dopo, forse si riveler una persona tanto semplice e cordiale.
Un colpo d'occhio su tutti i compagni di viaggio, loro concittadini in quell'animoso paesello in mezzo al gran deserto dell'acqua; gente straniera e odiosa sulle prime, disdegnata per timore del loro disdegno, destinata a esser presto meglio conosciuta e a diventar simpatica e a imprimersi nella mente pi degli amici di tutta la vita in terraferma.
La loro dimora, per una settimana; e non tarderebbe a diventar loro familiare, per quella rapida sensibilit che  la gran fortuna di tutti i viaggi: pi familiare delle stanze abitate per anni interi. Ogni macchia di grasso sulle scialuppe, ogni poltrona nel fumoir, ogni tavolino nel loro settore del salone da pranzo, tutto essi avrebbero notato, e rammentato con giocondo e acuto senso d'osservazione.
Come mi sento bene! disse Sam, e Fran soggiunse: Anch'io. Da tanto tempo non camminavamo cos insieme! E seguiteremo a farlo; non ci lascieremo imprigionar troppo dalla gente. Ma ora lasciami andar gi, a finir di disfare i miei innumerevoli bauli. Che idea mi  mai venuta di portarmi dietro tanti vestiti? Arrivederci tra poco, caro!
Egli si vest per la cena prima di lei. Dopo molte parole su quell'argomento, ella aveva deciso che, per le persone della buona societ il non vestirsi da sera per la prima cena a bordo, era una superstizione. Sam si avvi lentamente a prendere il primo cocktail della traversata e nell'andare si sentiva un bell'uomo, elegante, viaggiatore consumato; ma poi, nel salotto da fumare, pieno di persone dall'aria simpatica, che parevano gi tutte vecchie conoscenze, si sent solo e abbandonato. Non conosceva nessuno a bordo, all'infuori di Fran.
Ecco il guaio, meditava. Sentir molto la mancanza di Tub e del dottor Hazzard e di tutti quanti. Ah! Se fossero qui con me! Allora s che sarebbe una gran bella vita.
Prese possesso di una specie di piccola alcova, con un divano semicircolare, davanti al tavolino massiccio. C'era molta gente. Un inglese che pareva un figurino entr, recando con s un folata d'aria marina umidiccia, si ferm davanti al tavolo di Sam e domand a bruciapelo: Permettete che sieda qui?
E ordin il suo cocktail con competenza: Fate bene attenzione, cameriere. Voglio met di gin Booth e met di vermut francese, e quattro gocce, non una di pi, di bitter all'arancio. Niente vermut italiano, eh? niente vermut italiano.
L'inglese tracann d'un sorso il suo cocktail; Sam lo trov antipatico, e fu contento di trovarlo tale. Aveva una testa senz'espressione come un rozzo idolo di legno; anche il colore della sua faccia pareva quello di un idolo di cedro. Arrogante peggio del diavolo. Gente che non ci degna d'una occhiata gentile, se non vi conosce da dieci anni. Oh, non abbia paura! Non gli rivolger nemmeno la parola. Non c' che un inglese per farvi sentire piccoli e insignificanti e col nodo della cravatta mal fatto, senza che vi abbia nemmanco guardato. Beh, se crede....
L'inglese parl.
Tempo discreto, per una traversata in febbraio, disse, breve.
Davvero? Io non me ne intendo.  la prima traversata che faccio.
Davvero?
E voi, ne avete fatte molte?
Oh, una ventina forse. Ero con la Missione Inglese, durante l'ultima conferenza... E non facevano che mandarmi su e gi. Mi chiamo Lockert. Adesso, ho delle coltivazioni di cacao nella Guiana Inglese. Paesi caldi! Lei rimarr molto a Londra?
Ne avrei l'intenzione. Vado in vacanza senza limite di tempo.
Sam aveva la smania americana di far conoscenza, di illustrar le proprie imprese, non tanto per vantarsi, quanto per far capire di essere un uomo che sa il fatto suo.
Io ero fabbricante d'automobili... la Revelation. Stavolta, per, era tempo di lasciar da parte gli affari e di andare a vedere un po' il mondo. Il mio nome  Dodsworth.
Piacere di far la vostra conoscenza. (Come tanti europei, Lockert credeva che tutti gli americani di tutte le classi dicessero sempre "Piacere di fare la vostra conoscenza" e s'aspettassero che cos si dicesse a loro.), Revelation? Ottima macchina. Ne avevo una, nel Kent. Mio cugino (abito con lui quando sono in Inghilterra: un vecchio generale a riposo) va matto per le automobili. Va in giro su di un'indecenza di vecchia caffettiera: baffi e decorazioni al vento, non fa in tempo a pagare tutte le oche e i preti che schiaccia per strada.  un filoamericano incurabile come me, del resto, fuorch per la vostra disgustosa acquaccia gelata. Un altro cocktail?
Dopo una ventina di minuti, Sam e il maggiore Clyde Lockert erano d'accordo che la superproduzione era un gran pericolo, che viaggiar di notte, con i fari accecanti, poteva essere pericoloso, che Bobby Jones era un giocatore di golf in gamba, e che loro due eran uomini che sapevano stare al mondo e godersi la vita.
Non mi mancheranno le conoscenze. Questo piroscafo mi piace. Quest' il pi bel giorno della mia vita, dopo quello del mio matrimonio, si capisce.
E Sam aveva gi gli occhi imbambolati, allorch il secondo gong della cena inond il piroscafo di isteriche onde sonore, ed egli usc per andar a scuotere Fran dalle sue misteriose faccende. In cabina trov un cablogramma di Tub Pearson:
"Buon viaggio stop prego vedere Londra mio nipote Jack Starling Ambasciata Americana abitazione Georgian House stop auguri vostro Tub".
Era incerto se presentare o no il maggiore Lockert a Fran.
Non era mai sicuro del modo come ella avrebbe ricevuto le persone che egli incontrava per combinazione e che fieramente le portava in casa. Uomini d'affari che a lui parevano solidi ed energici, ella li giudicava noiosi; forestieri, europei che lui trovava eleganti, ella era capace di dichiararli "poco per bene", e certuni, che egli le aveva presentati facendo le sue riserve su di essi, brave persone ma piuttosto insignificanti, ecco che ella mostrava di considerarli uomini distinti e molto intelligenti. E malgrado in teoria ella avesse tutte le buone intenzioni di far della loro casa una dimora simpatica per lui e per chi gli piacesse invitare, non aveva mai imparato a tener per s quel che pensava della gente. Quando gli invitati la seccavano era capace dire: "Non vi offendete se vado a letto, ho un certo mal di testa..." con una cordialit che non ingannava nessuno all'infuori di lei, e che lasciava tra gli ospiti un gelo imbarazzato.
Lo avrebbe trovato pesante, quel Lockert?
Allorch, finita la cena, sedettero nella sala da musica, mentre si cominciava a ballare, Lockert si avvicin con disinvoltura.
Il maggiore Lockert; mia moglie, brontol tra i denti Sam.
Lockert s'inchin, sedette senza batter ciglio, al fiacco invito di Sam; ma questi s'accorse che i suoi smorti occhi azzurri s'accendevano, mentre valutava Fran con l'occhio del conoscitore... Fran, squisitamente fragile, in una robe de style quale soltanto la sua esile grazia poteva permettersi di sfoggiare.
Sam si accomod, occupato del suo sigaro, e li lasci parlare. Per lui, come sempre, la conversazione pi piacevole non era quella che gli dava modo di brillare personalmente, ma quella che divertiva Fran, togliendola alla sua eterea calma.
Siete stato molto tempo in America, maggiore?
Questa volta no. Di solito, vivo alla Guiana Inglese... in una piantagione;... non c' soda per il wisky, laggi, per c' sempre la probabilit di trovare un serpente arrotolato sulla propria sedia, nella veranda: bei serpenti grossi, tutti a righe, molto amabili e domestici; per quanto io non mi ci sia ancora abituato.
Lockert non le parlava con l'impersonale cortesia che aveva per Sam, n con l'annoiata cerimoniosit che la maggior parte degli uomini, a Zenith, dimostrava per ogni donna che non fosse una monella di diciotto anni; le dimostrava invece una concentrata premura, quale era dovuta a una bella donna, e rivelava che egli le amava, le donne; e Fran ne era tutta lusingata e animata, bench un po' intimidita. Dapprima, ella aveva mostrato verso Lockert una fredda cortesia. Ecco qui un altro di quei noiosi uomini d'affari che Sam si trascina sempre dietro. Poi la sua attenzione fu desta; ella, dimentica di Sam, giovanilmente chiacchierava:
Dev'essere terribile. Che emozione, per! Credo non mi spiacerebbe davvero, un bel serpente striato, tanto per cambiare! Ne ho fin sopra i capelli delle nostre tranquille citt americane, dove si vive cos al sicuro, e sulle sedie non si trova mai altra sorpresa all'infuori del giornale del mattino. Voglio andare anch'io a cercare serpenti!
Andrete in Oriente?
Non lo so. Non abbiamo progetti su quel che faremo dopo la permanenza a Londra. Che bellezza, eh?
Vi tratterrete un poco a Londra?
S, se non ci saranno troppi americani. Chiss mai perch gli americani in viaggio son sempre persone impossibili? Guardate, l, alla seconda tavola, che gente orrenda... no, dietro la colonna:... il pap con gli occhiali di tartaruga sono certa che star parlando o di Coolidge o del regime secco, e mamm com' perbene, con il suo abito fatto in casa; si vede proprio che  partita alla scoperta della Cultura, e che piglia le cose sul serio; e la figlia ha una voce che pare un trapano. Com' mai...?
E com' mai che voialtri americani, quelli ammodo, siete tanto pi snob degli inglesi?
Fran soffi come una gattina; e Sam s'aspettava un fulmine, che non venne. Con suo gran stupore, di fronte alla tranquilla cortesia di Lockert, ella si pieg con un timido: Trovate proprio che lo siamo?
Spaventosamente! Conosco soltanto due specie di persone che odiano la propria razza, o trib o nazione o come volete chiamarla; che viaggiano essenzialmente per fuggirsene lontano dai loro simili, che ne parlano solo con disprezzo, e che sono molto contenti di non esser scambiati per uno dei loro. Sono gli americani e gli ebrei.
Via,  idiota quello che dite! Io per esempio sono orgogliosa di... No.  cos, in parte. Forse avete ragione. Ma com'?
Suppongo che sia perch certi fanfaroni, da voi, esagerano facendo tante parole sul "paese benedetto da Dio..."
Ma ormai non si dice pi cos.
Davvero? In ogni modo, allora sar "il pi gran paese del mondo" e "la guerra l'abbiamo vinta noi." E poi quei vostri orribili campanilismi, e le vostre associazioni segrete, tutta roba odiosa, per gente come voi. E poi credo che gl'inglesi abbiano, come voi direste, "segnato su di voi un punto di vantaggio"...
Non ho mai usato una frase simile!
...dichiarando con la pi gran disinvoltura di essere il popolo pi nobile e giusto della terra. Quando un uomo o una nazione ha il coraggio o il bell'egoismo di dirlo ad alta voce, siate certa che tutti ci crederanno. Oh, in fondo gl'inglesi sono molto pi insopportabili degli americani.
Ma almeno, sono meno rumorosi, concluse Fran pensosa.
Sam non comprendeva bene se quella discussione piaceva a Fran.
Forse no, riprese Lockert. Forse non esiste nulla di pi rumoroso della vocina tranquilla, con cui un inglese mormora: "Non fate tanto fracasso, mio caro!". Secondo le leggi della fisica, arriva a un metro, appena, ma moralmente arriva al cielo, quella vocina! E la sentir, ora che sono diventato un coloniale. Persino mio cugino un fanatico dell'automobilismo (ne parlavo poco fa con vostro marito) quando andr da lui nel Kent, sar gentilissimo meco; ma con una certa degnazione. Un buon vecchietto, del resto:...  il generale Herndon.
Il generale Lord Herndon? disse, Fran. Quello della campagna italiana?
Gi. Vedete, il mio riverito bisnonno ha fatto tanto buona riuscita nei cotoni, che  stato ricompensato con un titolo.
E voi ne siete molto orgoglioso, andate l! Ecco perch godete a far mostra di finta umilt. E avete provato una soddisfazione tutta americana nel far sapere che vostro cugino  un lord.  sempre la stessa storia;... voglio dire: non  vero, quel che dicono gli inglesi, che soltanto gli americani prendano sul serio i titoli. Voi siete tanto contento di non dover chiamare Lord vostro cugino, quanto...
Quanto lo sarebbe una bella signora americana di chiamarlo Lord...
Ella pareva senza difesa di fronte alla blanda impertinenza di Lockert. Quasi fosse lieta di esser maltrattata cos, ammise: Gi, forse  cos. E si sorrisero.
Sul serio, dopo un anno di vita in Inghilterra, voi sarete pi inglese di me, disse Lockert. Io ho girato tanto, tra l'America del Sud, il Colorado e Ceylon, che son diventato un vagabondo. Un vero topo della jungla!
Credete davvero che diventer inglese? Era sconsideratamente franca, lei, di solito sempre sulle sue.
In tutto e per tutto... Mi permettete ora questo ballo?
Malgrado la sua pesantezza, d'apparenza era solido e sgraziato quanto una costoletta di montone, Lockert ballava con eleganza. Sam si sprofond nel suo seggiolone e li guard.
Meno male che ha trovato qualcuno che la diverte, disse tra s.
Non erano passati tre giorni, che gi ella aveva una dozzina d'uomini "che la divertivano", e ballavano, discutevano e passeggiavano con lei. Ma era sempre Lockert quello che aveva l'aria del padrone, ed esaminava a una a una le nuove conoscenze, e non si peritava di pronunciare il suo giudizio su di esse. Le pretese di lui la incollerivano senza ch'ella reagisse, e le sue scuse erano cos affabili e poco sincere, ch'ella si divertiva a litigare con lui per ore di seguito, avvolta nella coperta da viaggio sul ponte. E quando Lockert e lei ebbero scoperto di essere entrambi appassionati per i cani, e parlavano con cognizione di causa dei fox-terriers a pelo duro, Sam, sdraiato sulla sua seggiola, ascoltava e guardava Fran coll'ammirazione d'un padre per una figliola intelligente.
Di tanto in tanto, con lui era pi allegra e affettuosa che non fosse da anni; e ogni giorno l'impassibilit di un industriale come Sam si dissolveva in emozioni sorprendenti e irrefrenabili.
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Capitolo 6.
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L'ultimo giorno della traversata (l'arrivo a Southampton era fissato per l'indomani a mezzogiorno) il piroscafo era pieno dell'animazione e della gioiosa attesa di una veglia di Natale. Quando i Dodsworth, prima di pranzo, entrarono nel bar per il cocktail, furono accolti dalla dozzina di persone che Lockert, l'animatore ufficiale del viaggio, era riuscito a radunare attorno alla tavola rotonda nel centro del salone. Sam era raggiante. Che simpatiche persone! un vero piacere, viaggiare con loro. Ecco Lockert, l'avventuroso inglese imperturbabile e loquace; il piccolo ebreo negoziante di mode di Denver, allegro e rumoroso, che pure era l'uomo pi spiritoso di tutto il piroscafo; il pianista Lescintsky, il colonnello Endersley, addetto militare all'ambasciata di Costantinopoli; Sally O'Leary, la felina stella cinematografica, il cui vero nome era Guendalina Alcovar; il buon vecchio professor Deakins, assiriologo amabile e brontolone; Max Ristad, aviatore norvegese; e Pierce Pattison, banchiere di Nuova York.
Furono accolti con molte esclamazioni:
Presto, siete in ritardo! Sedete qua; noi abbiamo gi bevuto e gi venivamo a cercarvi...
Quella gente aveva la gaiezza animata di un gruppo di studenti senza gelosie, e lo stesso disordine.
Il mercante di mode ebreo raccont due storielle nuove (contro la propria razza, naturalmente), e in gruppo tutti si avviarono alla sala da pranzo.
La cena d'addio, offerta dal capitano l'ultima sera della traversata, avvenne in gran pompa. La sala da pranzo era decorata di rosso, i camerieri portavano il frak rosso dei cacciatori, e la cena inaffiata di champagne offerto dalla Compagnia, ebbe luogo al suono di una fanfara di corni da caccia. Persino i fanatici del proibizionismo dimostravano coi loro sorrisi di non voler rinunciare alle amicizie di quella gaia settimana di mare. I brindisi fiorivano da un tavolo all'altro, accompagnati da molti inchini, e il grosso impresario di Seattle, che esagerava ogni cosa, lanciava coriandoli, bench quella sera nessuno facesse caso alla sua alcoolica filantropia. La contessa di Val Montique, che era nata a Chicago e possedeva nove milioni di dollari, due castelli e, in parte almeno, un bellissimo marito decorativo, attraversava l'oceano regolarmente due volte all'anno ed era cos aristocratica da concedere la propria amicizia soltanto ai suoi domestici, ma quella sera pareva cos ben disposta, da sorridere amabilmente a chi passava accanto al suo tavolo. E il vecchio capitano dalla barba ispida e grigiastra, andava e veniva per la sala, battendo sulle spalle dei convitati e dicendo bonario: "Voi tornerete a far la traversata col vecchio pap, eh?....".
Sam sentiva per tutti una benevolenza esagerata. Non che fosse ubriaco, ma dopo due cocktails, mezza bottiglia di champagne e un paio di bicchierini di cognac, aveva perduto il suo riserbo solito, e usciva da quella concentrazione sui propri affari che mai lo abbandonava. Dapprima era stata l'allegria generale a eccitarlo, poi gli era parso ben fatto che tutti quanti, e lui per il primo, cos spontaneamente cessassero l'ostinata affermazione dell'importanza dei loro piccoli affari privati, delle loro case, della loro scienza, e aveva finito per associarsi alla baldoria. I suoi compagni gli sembravano bambini invasi dall'eccitazione del giuoco, ma non avrebbero tardato a ricadere nella malinconia della loro maturit. Egli sentiva intorno a s un poco delle "Lacrimae rerum" del mondo intero. Avrebbe potuto commuoversi allo splendore dei camerieri, quando (e fu il solo momento del viaggio in cui si mostrarono veramente importanti e magnifici) fecero il loro ingresso portando come un trofeo i grandi vassoi di gelati. Avrebbe pianto sulla piccola sposa provinciale e delusa, la quale per un momento sembrava dimenticare che la luna di miele non era il sogno che si attendeva, n il mare un dolce riposo. E altrettanto commovente gli appariva il fatto che Fran si attendesse di ritrovare la sua giovinezza soltanto cambiando di parallelo.
E durante tutta la serata, quell'uomo grave e pesante, chino sulle numerose portate del pranzo, ebbe l'aria assai poco sentimentale.
Poi ci fu il gran ballo; il ponte di prima classe, decorato di lanterne giapponesi, rassomigliava stranamente alla veranda del Kennepoose Canoe Club, di tanti, tanti anni prima, quando aveva scoperto Fran. Ma si guard bene dal dirglielo. Non poteva. Diceva invece: "Amor mio, sei proprio bella in quest'abito bianco e oro." Effettivamente non aveva molte occasioni per espansioni sentimentali. Non c'era a bordo ragazza che avesse pi ammiratori di Fran; certamente, nessuna, danzava con maggior grazia di lei. Lockert l'aveva addirittura monopolizzata e, disinvolto, diceva a Sam:
Vi trasciner da Lord Herndon per un week-end, se verrete gi; e penser io a farvi veder Londra. Faremo un pranzetto al Claridge.
Sam sapeva benissimo che Lockert non avrebbe fatto nulla di tutto questo; aveva il sospetto che quel Lockert dimenticasse le amicizie con la stessa facilit con la quale le stringeva; tuttavia ci gli diede l'illusione di non essere poi il primo venuto in Inghilterra. Del resto, avrebbe trovato all'ambasciata americana il nipote di Tub Pearson; e c'era anche Hurd, il direttore dell'Agenzia londinese della Revelation. No, non era il primo venuto!
Sent in s tanta audacia, che invit a ballare Sally O' Leary, la diva del cinema, che della seduzione aveva fatto un'arte.
Non sono un gran ballerino, io, mormorava mentre il piroscafo beccheggiava e faticavano per mantenere un dignitoso equilibrio. Dovreste ballare con uno di quei bei ragazzi, non con me.
Non dite sciocchezze! Siete un cavaliere delizioso. Voi almeno siete un uomo, e non uno di quei gigolo, o come si dice. Se non foste il marito di una bella donna, forse appoggerei la mia testa sul vostro petto robusto e generoso, e vi chiederei di venire a Hollywood con me e di far la festa a un paio di quei graziosi cow-boys da salotto.
Egli prov un certo piacere nel credere che ella dicesse la verit. La sua esagerata sensibilit e la malinconica concezione della sua solitudine nel mondo si scioglievano in un agitato senso di benessere. Quando, ballando con Fran ella si fece un dovere di sottolineare la sua rudezza, egli rise. Ella aveva un vero talento per farsi sentire superiore a lui con quei suoi commenti, sempre a proposito, coi quali bollava la sua pesantezza, facendo paragoni oltremodo delicati tra lui e altri uomini pi eleganti. Ma questa volta egli ne rise:
Non sono un Nijinsky, ma sono tanto soddisfatto di me che nemmeno tu puoi farmi diventare di cattivo umore!
E senza piet la faceva girare in tondo; poi, scivolando destramente sul lungo ponte, la ricondusse al loro tavolo.
Quando poi Fran gli assicur che avevano bevuto abbastanza, invasero giocondamente il salotto da fumare, dove li accolsero tavolate di gente gaia e scatenata: Qui! Venite a sedervi!
Dunque, egli era bene accetto! Era "qualcuno"! Non solo perch era il presidente della Revelation, ma perch era lui, ovunque andasse!
Egli sedette; pass da un tavolo all'altro, in un'estasi d'amicizia che a poco a poco divenne qualcosa di vago, di torbido... Ma quella gente a bordo, erano i migliori amici che avesse mai avuto, tutti quanti... Ma bisognava fare attenzione: ora si sentiva un po' brillo... Quantunque fossero i migliori amici...
Risal sopra coperta, per schiarirsi le idee; barcollando arriv fino al ponte delle barche. L rimase; e tutta la sua rumorosa allegria svan in un'estasi sottile, limpida, alta.
All'orizzonte appariva una luce fissa, permanente, una luce di terraferma, dopo quelle giornate d'acqua instabile e di sballotto. Torn a guardare, per esser certo. S! Era un faro, un faro che scuoteva la sua lama fiammeggiante. Ecco, erano al termine; l'avventura era compiuta, avevano trovato il loro cammino attraverso la cieca immensit, e, dopo tante miglia sull'oceano, finalmente erano a casa... in Inghilterra. Egli non sapeva (non lo seppe mai) se il faro fosse quello di Bishop Rock o un altro sulla costa inglese, ma la sua fantasia febbrile gli fece credere che quella massa oscura ed enorme che si stendeva verso nord, fosse l'Inghilterra. Madre Inghilterra! La terra dei suoi avi; la terra dei soli re che, agli occhi di un ragazzo americano, rappresentassero l'autentica monarchia: Carlo I ed Enrico VIII e la regina Vittoria; non quella massa confusa di legiferatori francesi e tedeschi. Una terra dove, per l'eterno fanciullo ch'era Sammy Dodsworth, ancora cavalcava Riccardo Cuor di Leone; dove il prode Bandito Nero s'affrettava a liberare Ivanhoe; e ancora Oliviero Twist sgattaiolava per vie popolate da criminali, e l'enorme risata di Falstaff bollava i nobili signori, e lo Zio Ponderevo s'agitava sbuffando, e al crepuscolo Jude vagava per la landa, e il vecchio Jolyon sedeva con i suoi occhi tranquilli, in un'immortalit pi durevole della vita umana. La sua propria famiglia (egli ne aveva perso la traccia, ma sapeva d'avere dei lontani cugini, laggi nel Wiltshire, nel Durham) forse abitava nelle vicinanze (con una barca a motore si poteva essere a riva in una mezz'ora!). Forse c'era una citt... laggi, lontano... Ed egli se la figurava come le figure del vecchio "Punch" e dell'"Illustrated London News", come le belle illustrazioni ammirate nella sua infanzia: una cittadina di mare: una gettata di casette basse, la porta di una taverna con l'insegna d'ottone e, verso le colline, un calessino che si arrampicava su su, fino a un paesello nascosto tra il verde, e un'altura biancastra sparsa di ruderi romani, verso i quali saliva sbuffando il dotto curato, insieme all'ex-governatore dai baffi bianchi, antico signore di jungle e di Maharaiah e di perduti templi ove gridavano i pavoni.
Madre Inghilterra! la sua patria!
Egli si precipit gi da Fran, per dividere con lei tutte quelle emozioni. Malgrado la sua buona abitudine di procurarle sempre una compagnia piacevole e di non volere mai disturbarla, interruppe a met le confidenze che ella stava facendo a Lockert, tra un ballo e l'altro. La prese per le spalle, esclamando:
Terra! Terra! Ci siamo! Vieni anche tu sul ponte. Lascia, non c' bisogno di un mantello! Appena un momento, per vedere.
La sua insistenza vinse Fran; e salirono soli, senza la deliziosa compagnia del maggiore Lockert. Nascosto da una scialuppa di salvataggio, in maniche di camicia, lo smoking sulle spalle della moglie, Sam guardava il cordiale saluto dei lumi della costa.
Furono cinque buoni minuti di tenerezza romantica, prima che Lockert giungesse placido ad avvertirli che avrebbero preso freddo... che avrebbero trovato la contea di Kent di loro gusto... che Dodsworth doveva imparare a non commettere l'errore di ordinare le scarpe da passeggio e gli stivali per cavalcare dallo stesso calzolaio.
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Capitolo 7.
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Londra ha un odore di nebbia, di gaz, di carbone; eppure per certi viaggiatori quell'odore  pi stimolante, pi suggestivo e ricco di vitalit, che non i profumi primaverili di una collina in fiore, o la fredda dolcezza di una notte autunnale; quell'odore tutto speciale, nostalgia dei naviganti tra profumi velenosi sull'Orinoco, che sale alla memoria tra le folate nauseabonde a Chicago, tra l'odor caldo dei campi polverosi e risonanti di cicale che circondano Alberta, quel respiro possente della buia citt gigantesca accoglie il viaggiatore, venendogli incontro fin quasi a Southampton. Sam lo sentiva, sgradevole, insistente, mentre pensava tra s quanto fosse mai strano quell'uso degli scompartimenti separati nei treni, invece del lungo vagone dal comodo corridoio che permette di osservare con agio caviglie, giornali, distintivi di associazioni, collaretti di ecclesiastici e particolari simili che rendono il viaggio interessante.
E quella bizzarria delle fotografie di paesaggi, inquadrate dietro ai divani, e quei bracciuoli alle porte, fuori di seta ricamata cos ruvida al tatto, dentro di pelle morbida e fresca? Ma la stranezza maggiore era quella di pretendere che quei divani fossero pi comodi delle dure poltrone dei Pullman americani. E pi strano ancora era il vedere fuori, nel pallido sole di febbraio, campi non coperti di neve, ma verdeggianti di spighe primaverili, salici piangenti e tetti di paglia e casette tutte costruite di legno...
Proprio come nei quadri, l'Inghilterra!
Come tutti gli americani che non avevano mai viaggiato in Europa, Sam non avrebbe mai creduto che quelle scene di carattere esistessero in realt, e che ci fossero delle creature umane capaci di vivere in un ambiente totalmente diverso dai sobborghi di Zenith. Insomma, l'Europa era per lui un mito allettante come il Venusberg; ma appena intravvista la realt, egli si affrett ad accettarla con lo stesso entusiasmo che per tanti anni aveva dedicato alla fabbricazione delle automobili in serie.
N la rumorosa e sbuffante colonna di grandi autobus rossi, n il panorama delle torri di Westminster rispecchiato nel Tamigi, n la vista degli edifici grigiastri del Carlton House Terrace delizi tanto Sam, provandogli che, incredibile ma pur vero, era a Londra, quanto quel carro da lattaio che faceva il giro del pomeriggio, quel ridicolo carretto tirato da un cavalluccio, con l'unico bidone di rame, invece dell'autocarro carico di inappuntabili bottiglie.
Questa s, che  un'anticaglia! mormor ammirato, nel taxi.
Avevano progettato di fermarsi al "Berkeley", ma quando Sam, cercando di darsi un contegno di viaggiatore consumato, disse con indifferenza all'impiegato che venne loro incontro: Vorrei un appartamento, questi rispose: Spiacentissimo, signore, ma tutto  completo.
Ma avevamo telegrafato dal piroscafo! disse Fran, seccata.
Ora che ci penso, ho dimenticato di spedire il telegramma, disse Sam con aria umile all'impiegato, come per scusare quella bambina impertinente.
Ella era pallida di collera; per si contenne, poich scene in pubblico non glie ne aveva mai fatte.
I signori potrebbero provare al "Savoy" oppure al "Ritz" all'angolo di Piccadilly, sugger l'impiegato.
Tornarono al taxi che attendeva con tutti i loro bagagli. L'incidente era sgradevole, e quando furono seduti, Fran cominci:
Mi sembra che avresti potuto ricordarti di mandare quel cablogramma, visto il gran da fare che avevi sul piroscafo.... all'infuori del bere. Ai bagagli ho pensato io e... Sam, non credi che non sarebbe un disonore per la tua grande mente di industriale se una volta tanto mi usassi qualche riguardo, se non lasciassi fare a me nel modo pi assoluto tutto quello che riguarda la casa e il viaggio? Tutto questo non  molto carino; lo sai che sono stanca dopo tutte le formalit di dogana e...
Ma non sei stata tu a prendere i biglietti per l'Europa; n ad occuparti dei passaporti...
Insomma,  stata la tua segretaria! Non puoi certo vantarti di esserti stancato troppo, va!
E non ebbero il tempo di seguitare quella piccola scena di famiglia, che gi erano arrivati al "Ritz"; ma Fran ebbe la soddisfazione di sentirsi una martire e di mostrarsi, in conseguenza, di cattivo umore, perch anche il "Ritz" era quasi al completo e non poterono avere l'appartamento che il giorno dopo. Per quella notte Fran dovette accontentarsi di una camera a due letti con bagno privato.
La tempesta scoppi: Ho gi bell'e visto che a Londra dovr passare i miei giorni a fare e disfare i bagagli e a girare da un albergo all'altro. Che stanza orribile! Proprio, avresti potuto ricordarti....
Ogni gaiezza era scomparsa dal faccione di Sam. Confuso, le prese il braccio, brontolando, Andiamo, via! dovresti vergognarti. Mi guardo bene dal fartelo sentire, ma quando ti ci metti, sei una vera tiranna! Proprio quello che non vuoi essere. La stanza non potrebbe essere migliore, e domani avremo l'appartamento, e per stasera non c' bisogno di tirar fuori niente altro che uno spazzolino da denti, tanto non ci cambieremo d'abito per pranzo. Mi fai stizza quando prendi queste arie da martire alle quali non credi neanche tu. Lo so che sei stanca e nervosa, ma non  possibile che, una volta tanto, sii stanca e nervosa senza far sentire a quelli che ti stanno vicino che lo sono anch'essi?
Che bisogno c' di strillare per provarmi la tua calma, la tua olimpica calma... Che bisogno c' di rompermi il braccio? Non sono una tiranna, non ti ho mai tiranneggiato! Ma che proprio tu, che ti vanti sempre di essere quel grande organizzatore che non dimentica il minimo dettaglio...
Non ho mai detto nulla di simile!....
....che proprio tu ti sia scordato quel cablogramma, e per di pi ti vanti di averlo fatto....
Fran! Egli le mise un braccio intorno alla vita e l'attir alla finestra. Guarda! Piccadilly, Londra! Ho sempre desiderato quanto te di vedere tutte queste cose; e vuoi che ci mettiamo a litigare proprio ora? Ti ricordi quella sera, la prima volta che ci siamo incontrati? Tu eri tornata allora dall'Europa, e io dissi che saremmo venuti qui insieme... E ora eccoci qui. Insieme...; oh, lo so che sono romanticherie, ma essere qui in Inghilterra, la terra da cui  venuta la mia gente... con te...
Scusami, il torto  mio. Scusami. Poi ella rise. Ma la mia gente non viene di qui! I miei venerabili avi in calzoncini verdi si arrampicavano per le montagne della Baviera e cantavano la tirolese e, molto probabilmente, avranno combattuto con i tuoi a ogni occasione.
Ma la sua gaiezza era poco sincera; e il suo ritorno alla gioia, incompleto. Mentre si affaccendava in camera da bagno, disfacendo la valigetta a mano, disse, con accento piuttosto stanco e scoraggiato:
Gi tu, mio caro, come tutti i mariti americani, non ti curi troppo di me. Non sei n migliore n peggiore degli altri. Tu non pensi a niente fuori che agli affari e ai quattrini. Non ti viene mai in mente che noi povere donne siamo molto pi contente se il marito si ricorda di mandarci dei fiori, o di telefonarci una volta tanto nella giornata per dirci qualcosa di carino, oh, molto pi che se ci regalasse una nuova automobile. Fammi il piacere, non credere che io sia esagerata, forse lo ero poco fa, ma ora non lo sono, credimi! Vorrei tanto che fossimo felici insieme! E ora che non hai pi i tuoi affari per il capo, non credi che sarebbe bene che cominciassi a conoscermi? Sono una persona abbastanza simpatica, non credi?
Simpatica? oh, Signore!
Ella fu pi gaia, dopo il lungo bacio, e lui, lui ebbe molto da fare a cercar di dimostrarsi un marito previdente.
Dopo avergli dato ragione, quando egli ebbe detto che non era necessario cambiare abito per il pranzo, ella s'affrett a tirar fuori i loro vestiti da sera.
Si faceva notte, ed egli voleva che la prima serata di Fran a Londra fosse una bella serata; e, come la maggior parte dei mariti americani, stimava che il miglior modo per riuscirvi fosse d'invitare qualcuno: qualcuno possibilmente un po' pi giovane e allegro di lui.
Il maggiore Lockert?
Al diavolo il maggiore Lockert!
L'avevano veduto anche troppo sul piroscafo; e ne avevano abbastanza delle sue arie di protezione: come quando era entrato nel loro scompartimento, affrettandosi a offrir loro dei giornali inglesi, e quando aveva spiegato loro che bisognava stare attenti a non confondere un fiorino con una mezza corona...
Eppure, Lockert era pi giovane di lui, d'una dozzina d'anni, forse, e sapeva chiacchierar di baccarat, di Paris-Plage e d'altre cose che sembrava avessero una certa importanza agli occhi di Fran.
Cerchiamo qualcuno che ci tenga compagnia a cena, amore, disse lui, dopo, potremo magari andare a teatro. Che ne dici? Se andassi in cerca di Lockert?
Oh! No!
Egli fu contento; ma fu meno contento, quando ella aggiunse:  stato cos gentile con noi, cos pieno di attenzioni, che sarebbe una scortesia scomodarlo la prima sera che passa in casa. Piuttosto, quello Starling, il nipote di Tub, che  all'ambasciata americana...
Prover.
A quell'ora l'ambasciata era chiusa, e a casa sua il portiere spieg che il signor Starling era andato a passare quindici giorni in Riviera.
Non ti ricordi di nessuno, tra le persone che hai conosciute quando sei venuta qui da ragazza? le domand Sam.
No, proprio no. E qui non ho nessun parente; sono tutti in Germania. Dio mio, in tanti secoli la mia famiglia avrebbe ben potuto fornirmi un rispettabile conte inglese come parente!
E Hurd, l'agente della Revelation? Mi pare che sia venuto una volta a casa nostra, quando  stato a Zenith.
Oh, quello no, un uomo impossibile, un vero villano.... Anzi non capisco come mai ti sia venuto in mente di mandar qui un americano come Hurd, quando avresti potuto trovar sul posto un agente inglese molto pi distinto.... Se ti ricordi ti ho raccomandato di non scrivergli che venivamo qui! Non voglio far la figura della "signora del presidente" con quella banda di tuoi commercianti maleducati.
Ma Hurd  un gran brav'uomo! Un po' volgare,  vero, e credo non abbia mai letto un libro da quando, ragazzo, guardava i figurini di mode nei cataloghi, ma in quanto a vendere automobili sa il fatto suo, e sa anche raccontare certe storielle.... e sono certo che conosce a puntino i migliori ristoranti di Londra.
Raddolcita, leggermente materna, o almeno, sororale, ella ammise:
Dopo tutto, se ti fa piacere vederlo, perch no? Telefonagli, allora.
No, la festa  in tuo onore. E voglio qualcuno che piaccia a te. Avr tutto il tempo per incontrare Hurd; forse gli telefoner domani.
No, davvero, sarei contentissima di vedere Hurd. Non era poi cos terribile; ho esagerato. S, s, telefonagli, fammi il piacere. Non voglio avere il rimorso di impedirti di vederlo, e forse  necessario per i tuoi affari. Chiss che non abbia ricevuto qualche cablogramma dalla U. A. C.
Va bene, allora. E se non troveremo Hurd, che ne diresti del colonnello Henderley e di sua moglie? Mi sembra che fossero persone molto simpatiche, sul piroscafo, e forse stasera non avranno impegni. Oppure che ne diresti di Ristad, l'aviatore?
Benissimo.
L'ufficio di Hurd era chiuso, e il suo indirizzo non esisteva nell'annuario.
Il colonnello Henderley non alloggiava al Savoy.
Max Ristad era uscito.
Chi cercare?
Quanti milioni di mariti americani si son seduti sulla sponda di quanti milioni di letti, da San Francisco a Stoccolma, gemendo nel telefono indifferente: Ah, uscito? sfogliando affannosamente il libro del telefono, e gemendo da capo, Ah, uscito? in cerca di commensali per rallegrare le graziosi mogli, mentre le mogli ascoltavano con degnazione senza dir mai, neppure una volta: Ma non voglio nessuno! Non siamo abbastanza noi due?
Discretamente malinconici per dovere sopportare da soli la loro seconda luna di miele, cenarono in albergo e poi andarono a teatro. Nel taxi, egli si sentiva confusamente timido: non era timore di violenza n di tradimento, ma un senso di inferiorit in questa terra straniera; paura di fare cattive figure, e di sentirsi disprezzato da Fran e da tutti quegli stranieri tanto sicuri di se stessi; paura della solitudine; paura di non tornar mai pi a Zenith, al suo focolare tranquillo e sicuro di Zenith. Rivide il suo club, il suo ufficio, la cara prigione che era la sua casa; e fece il paragone con quello sfondo di paesaggio londinese, coi contorni delle severe facciate, con le vie affollate e i rumorosi venditori di giornali sulle cantonate, con tutto quell'intrico di vie che lo irritava perch gli pareva assurdo... perch non sapeva dove lo avrebbe condotto. Anche gli pareva fantastico quel ristorante, gigantesco assai pi di qualsiasi Child di Nuova York, inaspettato in un paese dove egli s'era atteso di trovar tutto minuto e grazioso e poco appariscente come un giardinetto giapponese.
Eppoi, il conduttore del taxi non aveva capito la sua pronuncia, aveva dovuto fargli ripetere il nome del teatro dal portiere dell'albergo, e chiss che cosa bisognava dargli di mancia! Non poteva domandar consiglio a Fran, dacch cercava di riparare alla dimenticanza di quel certo cablogramma mostrandosi brusco e competente, come uomo del quale ella si potesse fidare, e che avrebbe amato di pi, constatando la sua superiorit in un ambiente nuovo. Dio mio, pensare che egli l'amava pi che mai, ora che aveva tempo di farlo!
E com'era quella storia di non confondere una mezza corona (vediamo un po'; una mezza corona, erano quasi cinquanta cents, o no?) con un fiorino? Perch Lockert aveva voluto confondergli le idee col far un gran caso di quell'inezia? Maledetto Lockert! Ragazzo simpatico, molto cortese, ma lo trattava come se fosse un inetto, esposto a fare pessima figura nella buona societ inglese, se lui, Lockert, non gli avesse fatto da guida, dicendogli come doveva vestire e cosa doveva dire quando si trovava tra le signore! Non c'era mica voluto l'aiuto di Lockert, per farlo diventare presidente d'una societ tutt'altro che di second'ordine!
A teatro si sent ancor pi sperduto.
Non capiva la met di quel che gli attori dicevano sulla scena. Gli avevano insegnato che la lingua degli inglesi e degli americani era in fondo la stessa; ma come doveva fare un cittadino di Zenith a capir certe frasi? Di che cosa parlavano? Di che cosa trattava quella commedia?
Sapeva che in America, persino a Zenith, in quel sano Middlewest, dove fabbriche e grattacieli non erano troppo lontane dal vento che agitava i campi di frumento, un'incredibile anarchia era penetrata nella vita familiare la quale, egli pensava, era stata una delle colonne della grandezza dell'America. Uomini che egli conosceva, come suo cugino Jerry Loring, dopo un'onesta carriera di banchiere, eran caduti in mano di ragazze allegre, e avevan financo sopportato che la propria moglie avesse un amante, senza ammazzarlo come un cane. Perdio, se lui, Sam Dodsworth, avesse mai trovato sua moglie in intimo colloquio con un altro uomo...
No, probabilmente non ne avrebbe fatto nulla. Non lo avrebbe ucciso. Non aveva ella il diritto di andar per la sua strada? Era qualcosa di pi di lui... quella creatura eterea e radiosa, nell'abito di broccato d'oro che a ogni costo aveva voluto tirar fuori dal baule ad armadio. Ella era un essere divino, e lui uno scarafaggio, e... ah, che desiderio di baciarla, se non fosse stato per tutte quelle persone che avevano attorno, cos imperturbabilmente calme! Se avesse dovuto ammettere che ella guardasse mai un altro uomo, egli l'avrebbe lasciata al suo destino... e si sarebbe ucciso.
Ma ora doveva prestar attenzione alla commedia, considerando che aveva ricevuto un'educazione letteraria e anche abbastanza costosa.
Arriv a concludere che era una commedia assurda. L'America era invasa da una quantit addirittura criminale di divorzi, e di divorzi giusti, ma quel crollo di ogni senso di decenza doveva essere impossibile nella Vecchia Inghilterra, in quella terra ove da secoli regnavano la casa, la Chiesa, lo statuto! Eppure l, sul palcoscenico, un signore inglese della buona societ (senza alcun mistero) era rappresentato come l'amante di una signora onesta, moglie di un chimico, e si rifiutava di fuggire con lei, perch non avrebbero potuto continuare a prendere il t insieme e ad amarsi a spese del marito di lei. E il pubblico inglese, in apparenza composto di brave persone, rideva.
Uno strano senso di gelo imbarazzante crebbe in lui durante l'intermezzo, mentre passeggiava nel ridotto con Fran. La gente che lo circondava gli appariva molto lontana, molto indifferente. A Zenith, sarebbe stato sicuro d'incontrare chiss quante conoscenze, a teatro; persino a Nuova York, avrebbe avuto la probabilit di un incontro con un compagno di studi, o con qualche fabbricante d'automobili. Ma qui... Gli parve d'essere un cane sperduto. Si sent solo come era stato il primo giorno che aveva messo piede all'Universit.
E s'accorse inoltre che il suo abito da sera non era affatto quel che ci voleva.
Fran e Sam andarono a letto in silenzio. Egli avrebbe dato non so che perch ella proponesse di riprender il giorno dopo il piroscafo per l'America. A che pensava ella in quel momento? Non lo sapeva. Ella s'era racchiusa in quel mistero che nascondeva il suo vero essere sin da quella notte in cui, per la prima volta, al Kennenpoose Canoe Club le aveva fatto la corte. Ora, ella era gentile con lui, troppo gentile. Con troppa naturalezza disse che la commedia le era piaciuta, e disse, senza pur dirlo, che era molto lontana da lui, e ch'egli non doveva toccare il suo corpo, il suo corpo sacro, orgoglioso, appassionatamente custodito, fuorch nel lieve bacio della buona notte. Gli parve cos estranea come il pubblico del teatro londinese. Inconcepibile ch'egli le vivesse accanto da pi di vent'anni; impossibile ch'ella fosse la madre dei due figli suoi; ugualmente impossibile ch'ella provasse piacere a viaggiare con lui, lui, che era cos vecchio e stanco e inutile, lei, cos giovane e fresca e sicura di s.
Quella notte, ella non aveva quarantadue anni, ma trenta, di fronte ai suoi sessanta.
Riud le facezie di Tub, le chiacchiere bonarie del suo meccanico, le rispettose domande della sua dattilografa.
S'accorse che anche Fran era sveglia e che, col viso nascosto tra i cuscini, cercava di soffocare un pianto silenzioso.
N egli osava consolarla.
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Capitolo 8.
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Sam non si era mai potuto abituare a far colazione a letto sebbene, da tanti anni, Fran gli andasse ripetendo che era un'usanza raffinata. A lui invece sembrava piuttosto una cosa poco pulita: croste di pane che si insinuavano tra le lenzuola, miele versato sul pigiama; gli era impossibile di gustare una buona tazza di caff se non era comodamente seduto davanti ad una onesta tavola. Gli pareva poco bello lasciarla sola il primo mattino che erano a Londra, ma aveva fame. Prima di sgusciar vergognoso gi al ristorante, fece mille moine, assicurandosi che tutto fosse a puntino per la colazione di lei. Un cameriere, con molta sostenutezza, consigli un'insalata di pesce e delle aringhe. Ora, per quanto Sam fosse molto liberale in materia di politica e di freni anteriori, era ortodosso in materia di colazione all'americana; e fu con una certa tristezza che si incammin verso la propria onesta pappa di grano, di fronte alla docilit con cui Fran accondiscese a quel cibo che si chiamava aringa.
No, disse Fran dopo colazione, credo che me ne star a letto fino alle dieci. Piuttosto, aggiunse poi, penso che tu avrai bisogno di un po' di moto. E perch, disse con un sorriso subito rientrato, come un elastico teso, perch non fai una passeggiatina?
Egli fece la passeggiatina.
Fece subito amicizia con le poche vecchie botteghe che ancora rimanevano in Saint-James Street; vetrine incorniciate da mattoni, con le finestrucce a vetri piombati, che avevano conosciuto gli elegantoni e i poeti del diciottesimo secolo: un cappellaio con una mostra di antiquati cappelli a cilindro; un vinaio con vecchie bottiglie polverose. C'era, accanto a quelle reliquie, una vetrina scintillante di bei fucili da caccia. Egli non avrebbe mai creduto che l'Inghilterra avesse dei fucili cos perfetti. L'orizzonte si rischiarava: l'Inghilterra e Sam Dodsworth sarebbero andati d'accordo.
Ma il cielo era nebbioso, e faceva freddo, e le superbe facciate bianche dei clubs di Pall-Mall gli apparvero deprimenti in quell'atmosfera grigia. Si sent sollevato davanti all'insegna di una banca americana, la Guaranty Trust Company, dall'aspetto cordiale e attivo dietro le larghe vetrate.
Perch non entrare a dare una capatina? Egli veramente non ne aveva bisogno; denaro ne aveva in quantit e la sua posta non poteva ancora essere arrivata. Peccato! ch avrebbe molto gradito ricevere una buona lettera di quel buontempone di Tub Pearson, magari una lettera di affari della U. A. C. piena di domande spinose cui avesse dovuto rispondere; qualcosa, insomma, che gli facesse sentire che egli era qualcuno, e che aveva la sua parola da dire in questa citt tutta tradizione, tutta fredda grandiosit, fra questa gente ben vestita e senza fretta che lo ignorava.
Il prossimo piroscafo per l'America....
Troppo tardi ormai, per "far conoscenze nuove", come dicevano quelli di Zenith. Cap che la tesi di Fran, che l'aveva per met convinto quando si era trattato di partire per l'Europa, facendogli sperare che la loro vita potesse diventar pi piena e completa soltanto perch fuggivano verso una civilt pi complessa e raffinata, era ingenua come l'illusione di una ragazza di paese, che col solo andare a New York crede di diventare per incanto bella, seducente e felice.
Per qualche giorno aveva dimenticato che, ovunque andasse, avrebbe dovuto portare con s la propria personalit, e che questa sarebbe stata una eterna ombra tra lui e i nuovi cieli, per quanto rosei fossero. Egli amava il suo se stesso; l'aveva servito bene, perch era stato suo compagno di lavoro. Forse sarebbe stato anche un docile allievo. Ma che mai poteva imparare qui, dove tutto gli era sconosciuto? Meglio a Zenith, nella sua biblioteca quieta, in solitarie passeggiate, e in sinceri colloqui con s stesso...! E dove erano dopo tutto, quelle cose nuove che Fran si aspettava, con tanto entusiasmo, di imparare?
La pittura? Perch parlare a vanvera di quadri, quando poteva discutere con autorit di macchine? Lingue? Se non aveva niente da dire, a che pro dirlo in tre lingue? La buona educazione? Forse quei supposti duchi e gran signori che lo sfioravano in Pall-Mall potevano fare il loro ingresso con pi disinvoltura di lui nella sala del trono, ma lui poteva fare benissimo a meno di entrare nella sala del trono. Preferiva imporsi a un Alec Kynance dell'U.A.C. che a un tale che, per semplice diritto ereditario, aveva il diritto di chiamarsi re.
No. Egli sarebbe stato Sam Dodsworth, pi Sam Dodsworth che mai. Non si sarebbe lasciato mettere i piedi sul collo dall'Europa. Fran, senza dubbio, aveva le sue idee; e avrebbe fatto di tutto per introdursi nella societ elegante. Lui, Dio mio, l'amava tanto che le avrebbe dato ragione. Ma sentiva di dover resistere e, fra sei mesi, fare il possibile per ricondurla felicemente a casa. Ecco! Sapeva quel che doveva fare e quel che avrebbe fatto fare a lei.
Quasi rasserenato, cominci a guardare gli inglesi amichevolmente, con aria superiore e scevra d'invidia... e vide che il suo cappello era fuori moda, n pi n meno dello smoking. Pure era un buon cappello, un cappello d'importazione, garantito dal miglior cappellaio di Zenith come il pi elegante cappello che si potesse comperare in America. Ma gli cascava sulla fronte con un'aria insolente e troppo americana.
Giurando a se stesso che nessun inglese gli avrebbe imposto ci che egli dovesse indossare, risal verso Piccadilly e si diresse da un cappellaio che aveva visto in quei paraggi. Soltanto per darvi un'occhiata... Certamente, non gli avrebbero venduto nulla, a lui. Figuriamoci se un inglese era capace di vendere a un americano! Cos entr nel negozio e ne usc con un cappello grigio per citt, uno marrone per campagna, un cappello duro, un cappello a cilindro per la sera e un berretto, assai fiero per aver cominciata quell'europeizzazione di se stesso che non aveva in animo di compiere.
Invit a colazione Hurd: il signor A. B. Hurd, direttore dell'agenzia di Londra della Revelation Motor Company, un americano che viveva in Inghilterra da sei anni.
Fran si degn di accogliere l'ospite gentilmente, essendo lieta perch la direzione dell'albergo, finalmente, le aveva dato l'appartamento richiesto, con un vasto salotto in azzurro e oro.
Ero proprio contrariata ieri sera, disse a Sam. Mi sentivo cos sola. Sono stata cos sgarbata e tu, invece, eri cos gentile. Ma ora sar buona.
Non seppe tuttavia rinunciare a mostrarsi eccessivamente cerimoniosa, quando giunse Hurd.
Il signor Hurd era un uomo dalla faccia rotonda, con gli occhiali di tartaruga e un vocione da orco, il quale credeva fermamente di essere diventato cos inglese nel modo di fare e di parlare che nessuno lo dovesse mai pi scambiare per un americano, ma che, invece, anche rimanendo in Inghilterra per cinquant'anni di seguito, non avrebbe mai potuto nascondere la sua origine americana. Egli aveva talmente l'aria di un frequentatore dell'Athletic Club di Zenith, che gli americani del West in viaggio si sentivan presi dalla nostalgia al solo vederlo; e ancor pi nostalgia sentivano al suono di quel vocione dall'autentico accento del Jowa.
L'antica timidezza di fronte a Sam e all'eleganza di Fran si era mutata in netta superiorit, come di chi conosca a fondo la sua Inghilterra e senta di poter esser d'aiuto agli amici novellini. Piomb nel salotto, strinse loro la mano e gracchi:
Beh, sono rimasto di princisbecco quando ho saputo che eravate da queste parti. Ma perch non farci sapere niente del vostro arrivo? Vi saremmo venuti incontro con la musica!... Per, padrone, sapete che mi dispiace davvero, dover far comunella con quelli dell'U.A.C. Era un vero piacere aver a che fare con uno che sa il fatto suo come voi; speriamo che vi decidiate a entrare nella U.A.C. A proposito: non si potrebbe appiccicare agli inglesi tutta la vecchia ferraglia della serie V.? E ora ditemi un po' che progetti avete; la sola cosa che qui in Inghilterra impariamo sul modo di trattare i nostri ospiti...
(Sam si domandava se Hurd si fosse accorto dell'improvvisa freddezza con la quale Fran aveva accolto l'idea di poter essere considerata ospite del signor A. B. Hurd.)
... di non seccarli come fanno gli americani, ma di lasciarli andare pei fatti loro quando vogliono essere lasciati soli. Per oggi, intanto, mi farete il piacere di venire a mangiare un bocconcino con me al Savoy Grill Room; ho gi ammaestrato i camerieri, laggi, e dir loro di non trattarvi come i soliti americani... Tutti mi credono inglese; e credono che io li prenda in giro quando ripeto loro che sono un buon yankee, e che ne vado anche orgoglioso! Domani sera poi dir a mia moglie di venire in citt, sapete, stiamo a Beaconsfield, abbiamo l una casetta con un po' di terreno, e ce ne andremo tutti quanti a teatro. Vedrete che il teatro inglese vi piacer: attori in gamba, che sanno parlar l'inglese come si deve, non come tutti quei villanzoni di Nuova York. E forse domenica ventura verrete gi da noi, e faremo un giretto in campagna, e vi far vedere qualche bel paesaggio inglese e conoscerete anche qualche inglese puro sangue. Il mio vicino di casa  un vero signore, un baronetto niente meno;  Sir Wilkie Absolom il famoso avvocato. Voi, cara signora, vi innamorerete subito di lui. Giuochiamo al golf insieme e vi dico che  un vero democratico; vi inviter a casa sua e vi tratter proprio come se foste inglesi.
Non vi pare, signor Hurd, che sia ora di andare? disse Fran con una dolcezza, come se stesse dando gli otto giorni a una cameriera. Tutti questi bei progetti li faremo per strada. Siete molto gentile con noi, ma temo assai che in questi primi giorni saremo terribilmente occupati. Purtroppo abbiamo gi accettato un invito per domenica da certi vecchi amici (sapete, sono stata parecchio tempo a Londra prima di sposarmi) e anche per domani sera abbiamo un invito a cena. Ma ora andiamo a colazione, e Sam e voi avrete tempo per discutere tutto ci che riguarda la U.A.C. Fate come se io non ci fossi.
Hurd non s'accorse della freddezza che aveva suscitato.
Uh,  difficile dimenticar la vostra presenza, signora! Certo che mi piacerebbe sapere come sono andate le cose... Ma potreste venire da noi la settimana ventura... abbiamo in casa una cosa americana alla quale teniamo molto: il termosifone. Forse da noi non ci saranno tutti quei lussi che si trovano qui nei castelli, ma certo che si sta comodi lo stesso.
Oh, ne sono certa. E ora, andiamo?
Dentro di s Sam bolliva.  vergognoso che essa lo tratti con tanta insolenza! Non  possibile essere pi gentili di cos. E, intonandosi alla cordialit di Hurd, esclam: Un momento, marcia indietro, Fran! Giacch il povero Hurd spende tanti quattrini per farci mangiar bene, gli dovremo offrire almeno un cocktail. Inaugureremo cos il nostro appartamento.
A gran passi attravers la stanza, suon per chiamare il cameriere e ordin i cocktails fingendo di non vedere la rabbia compressa di lei, pure sapendo che pi tardi l'avrebbe pagata cara.
Sperava che, almeno, Hurd non avrebbe detto bevendo: "Beh, alla vostra salute, padrone!"
Hurd non disse proprio cos; ma: Cento di questi giorni. Ah, ah, ah! perbacco,  un anno che non sento dir cos! Ci sono certe vecchie espressioni americane che uno mantiene volentieri, anche dopo tanto tempo che vive in Inghilterra, come me. Beh andiamo a metter le gambe sotto la tavola! Perdio, son proprio contento di vedervi qui; dobbiamo trovarci spesso.
Non che Fran si mostrasse particolarmente sgarbata durante la colazione. Quasi sarebbe stato meglio: si limit ad aggrottare le sopracciglia e a prendere un'aria da vittima. Fortunatamente, Hurd non parve accorgersene; forse perch non la guardava, e forse appunto perch era uno di quegli americani di cui Fran diceva che non si prendevano cura di guardare una donna che avesse pi di diciannove anni.
Hurd andava avanti col vento in poppa.
Suppongo che non vi dispiaccia qualche buona pietanza americana, tanto per cambiare. Io non ne ho perso l'abitudine in tutti questi anni, e ridendo ordin una zuppa di vongole, pollo arrosto e focaccia di granturco.Vedrete che qui vi troverete magnificamente, diceva, farete un sacco di conoscenze. Non mi meraviglierei se qualcuno nella City (che sarebbe quello che  Wall Street da noi) avesse sentito parlar di voi, padrone. E la gentile consorte trover tante signore con le quali passare il tempo... Ah gi, dimenticavo che siete stata qui da ragazza. Oh, non tarderete a mettervi al passo; e vi abituerete alla vita inglese prima che non abbia fatto io, e s che io mi ci trovo come un pesce nell'acqua. Certo, io sono un americano al cento per cento, ma non mi dispiace la vita inglese, e quel dannato regime secco (scusatemi, signora Dodsworth, ma io sono contro il regime secco) credo sia il solo terreno su cui non mi posso avventurare quando i miei camerati mi prendono in giro sull'America. E quello che costa la servit, qui! Dite un po', non  incredibile quello che le cuoche vogliono guadagnare in America senza far mai niente? S, s vi troverete benone, qui! Per, dovete stare attenti a non commettere il solito errore di tutti gli americani, anche quelli di gran classe, quando vengono qui per la prima volta. Non bisogna vantarsi del denaro che si guadagna... (certamente Hurd aveva sentito il ruggito di collera di Fran)... perch per gli Inglesi  tutta boria, come dicono loro. Non dico per voi, naturalmente, ma volevo dire... non vi potete immaginare quante persone, che magari si danno delle arie, lo facciano. E naturalmente, non ho bisogno di fare osservare a uno che ha una posizione sociale come la vostra, mio caro, che qui non potete attaccare discorso con chicchessia nel bar dell'albergo, come si fa a casa nostra. Insomma, non mi farebbe meraviglia di vedervi prendere le abitudini inglesi assai pi presto di... Beh, come dicevo, non voglio insistere con voialtri, ma ricordatevi che sar piacere mio di darvi tutte quelle informazioni sugl'Inglesi che mi saranno dettate dalla mia esperienza, e di farvi stringere amicizia con persone simpatiche.
Siete veramente molto gentile; abbiamo passato un'ora deliziosa con voi, disse Fran. Ma ora non vi offendete se scappiamo? Ho un appuntamento col parrucchiere e sono gi in ritardo...
Dopo aver camminato per un bel po', in silenzio, per Trafalgar Square, Sam scoppi:
Insomma, parla!
Ce n' proprio bisogno?
 meglio che tu dica la tua!
Mi pare che la stia dicendo tu, e non male!
S, ma faresti meglio a non far storie. Non manco d'intuizione, io...
Davvero? Se tu ne avessi, avresti invitato quel simpatico signor Hurd, cos servizievole e pieno di tatto, a colazione con me? Non avresti potuto godertela da solo, la sua augusta britannica presenza?
Fran, queste cose le abbiamo dette sul conto di tante altre persone; ammetto che sono un gran sciocco a voler far stare assieme la gente che non va d'accordo.
Ma s, mio caro; lo sei, e tutti riconoscono che sei leale e ospitale...
Ammettiamo.  vero che Hurd  un po' presuntuoso. D'altra parte,  un uomo generoso, e onesto, e probabilmente ha ricevuto una educazione un poco primitiva. E cos... no, aspetta, non sai quello che voglio dire. Ormai non abbiamo pi nulla da dire su questo tema, anche se continuassimo cos per tutto il pomeriggio. Tu continueresti a dire che  un villano rifatto, e io insisterei che  un uomo di cuore. Non puoi fare a meno della soddisfazione di cogliermi in fallo? Siamo a Londra, abbiamo tutto il pomeriggio davanti a noi e la corve di far colazione con Hurd  gi finita. Hai bisogno di fare il broncio?
Non faccio il broncio, ma non puoi aspettarti di vedermi raggiante dopo un'esperienza simile. Oh, non fa niente! e abbozz un mezzo sorriso. Non fa niente. Verr il momento che troveremo qui delle persone a modo. No, non vorrai mica dirmi che quell'Hurd sia una persona presentabile. Oh Dio, non batter sua moglie, non dico; e sono certa che il suo amicone, Sir Toppingham Cohen,  l'ornamento migliore per un salotto... No, non aver paura Sam, non ti dar pi fastidio. Ma per carit, per carit, dover perdere il proprio tempo cos... E ora andiamocene a Bond Street a buttar via un po' di quattrini in cose inutili.
Dopo due ore passate nei negozi tra Regent Street e Bond Street, Fran era diventata allegra, espansiva, giovanile.
Torniamocene all'htel, esclam;  cos carino il nostro salotto... Prenderemo il t accanto al caminetto.
Nel salotto, sul tavolo, c'era un mazzo di rose.
Oh, hai pensato a me stamattina! disse Fran tutta lieta.
S, egli aveva pensato a lei, ma non aveva pensato ai fiori. Quelli erano del maggiore Lockert.
Oh, non importa, ella disse in un tono che voleva dire invece che importava molto; e mentre egli si dava da fare per ordinare col t i dolci che piacevano a lei, fu annunciato il maggiore Lockert in persona.
Come se si fossero lasciati da cinque minuti appena, Lockert enunci:
M' costato quasi un patrimonio in telefonate, fatte dal club, per sapere dove vi eravate cacciati. Sentite, Dodsworth, mio cugino dice che avete torto riguardo ai freni idraulici; allora siamo intesi che venite da lui a passare la domenica. Oh, un buco modesto in campagna; sar molto lieto di conoscervi.... No, grazie, niente t, devo scappare.... Scusatemi. Il generale  vedovo; quindi niente visite di dovere a Lady Herndon...
In fondo, diceva Sam, Hurd e il tuo amico Lockert non sono poi cos diversi l'uno dall'altro. (Chiss se dobbiamo recarci da questo Lord Herndon, non ne vedo la ragione; e sar una di quelle case con quaranta domestici.) Certo Lockert ha pi educazione di Hurd, ma sono tutti e due asfissianti, e vogliono assolutamente far per noi una quantit di cose che noi non abbiamo chieste. Ah, se fosse qui Tub Pearson!
Sissignore! invece andremo da Lord Herndon; e non perch  un generale e un lord ma perch... Ebbene, s: perch  un generale e un lord. Guarda che scoperta interessante che ho fatto su me stessa. Sarei per caso una snob. Benissimo!... Ci arriver, se voglio sul serio.
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Capitolo 9.
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Lockert venne a prenderli in un lussuoso cabriolet Sunbeam che guidava egli stesso. Pretendeva che davanti ci fosse posto per tutti e tre, ma parve a Sam che fossero troppo ristretti, e che Fran, cos giovanile nella sua pelliccia petitgris e col suo minuscolo feltro, s'appoggiasse con troppo evidente soddisfazione sulla spalla di Lockert.
Ma dimentic presto tutto ci, nel piacere di lasciare la nebbia di Londra per il sole invernale della campagna: i campi incominciavano a striarsi di verde; ne vaporava una nebbiolina leggera e brillante, e i corvi gracchiavano gioiosamente sui rami lucidi degli alberi. Vedeva graziosi villaggi, con sale da t piene di intimit, e insegne d'albergo: "La rosa e la corona", "Al drago verde", "All'amico fedele"; vedeva fattorie dal tetto coperto di canne, col forno accanto e, sopra una collina, le rovine di un castello; il suo primo castello!
Tornei di cavalieri; Elaine nella bianca tunica, mistica e meravigliosa, no, forse era Ginevra che indossava la tunica bianca? Bisognava che rileggesse Tennyson. E duchi partivano per le crociate con i menestrelli che suonavano.... che cosa suonavano? La ribeca? Le bandiere spiegate al vento, e migliaia di spade sguainate. E quelle gesta fantastiche erano avvenute per davvero, l, intorno a quelle mura con le torri in rovina! La sfilata dei cavalieri per la strada che essi percorrevano divent pi vera dell'automobile stessa; la conversazione di Lockert e di Fran l'annoiava; si smarr tra i ricordi di vecchie illustrazioni colorate, che rivedeva nostalgiche e quasi tragiche.
Gli altri due parlavano del cricket a Lord, del polo a Hurlingham; con ironia ricordarono il vecchio banchiere impacciato, che tutte le sere pranzava nel salone dell'"Ultima" in uno smoking preistorico, col cinturino dei pantaloni che sotto il gil bianco tutto sformato, pareva una stretta sciarpa nera.
Sam voleva sfuggire la Londra degli alberghi e dei teatri e dei turisti, e conoscere la vera Inghilterra; i pastori di Dorset, i tessitori di Salford, i capitani delle navi carboniere di Bristol, i minatori di Cornovaglia, i rettori di Cambridge, i raccoglitori di luppolo nelle praterie del Kent, le antiche dimore ducali. Ma tutto questo era o troppo alto o troppo basso per incatenare l'attenzione di Fran; e sarebbe mai stato possibile, egli sospir, vedere qualcosa che non fosse stato scelto da lei?
Con un certo stupore si accorse che Lockert era eccessivamente simpatico a Fran; lei, che non aveva mai tentato neppure il pi innocente flirt intorno a una tavola da t, che si era limitata ad arrossire e abbassare gli occhi solo quando riceveva complimenti da qualche ospite di gran riguardo: uno scrittore inglese in giro di conferenze, o un giovane barone italiano venuto in America per studiare l'organizzazione delle fabbriche di automobili; lei, che aveva sempre ostentata la sua disapprovazione per quelle ragazzette che notoriamente autorizzavano le ardite carezze furtive che a Zenith chiamavano "pelotage". Ma ora sembrava che Lockert, con la sua tirannia sorniona, fosse riuscito a spezzare la lucida conchiglia della insensibilit di Fran. Ella, di solito cos suscettibile, cos facile a offendersi, considerava Lockert come un amico intimo, col quale poteva ridere e bisticciarsi.
Andiamo troppo presto, gli disse.
Sarebbe troppo presto per uno che non fosse buon guidatore come me.
Davvero? Avrete anche vinto qualche corsa, penso....
S. Con i proiettili tedeschi. Ero soltanto automobilista prima di essere mandato in America. Sono riuscito a guidare di notte, per una strada tutta crivellata dalle granate, a fari spenti e a trenta chilometri all'ora.... Ma come vi dicevo, signora Dodsworth, siete troppo americana. Gli americani sono il popolo pi mal compreso dalle altre razze. Siete superiori in tutto ci che vi si accusa di non sapere: la poesia, i modi urbani, il disinteresse. E siete straordinariamente incerti in tutto quello in cui pretendete il primato: la velocit con l'automobile, l'aviazione, il senso degli affari, la colonizzazione; l'Inghilterra, in dieci anni di colonizzazione nel Canad, in Africa, in Australia, in Cina, ha fatto pi di quanto non abbiate fatto voi in venti, a casa vostra. E voi, che vi illudete di possedere lo spirito europeo, siete tipicamente americana. Avete di voi stessa un'opinione straordinariamente falsa, vi credete una donna orgogliosa, padrona di s, ragionevole e ambiziosa, mentre in realt siete semplicemente una giovane donna ardente, generosa, che si meraviglia di tutto; e la vostra timidezza vi impedisce di rappresentare la parte della nipotina dagli occhi ingenui.
Caro maggiore Lockert, spero che guidare l'automobile con tanta prudenza e indovinare il mio carattere con tanta perspicacia non vi stanchi troppo.
Essa si era completamente voltata dalla parte di Lockert. Non prestava neppure pi attenzione a Sam quando mormorava: "Che graziosa chiesetta antica", o "suppongo che siano pertiche per sostenere il luppolo"; quando le prendeva la mano, cercando di esprimerle con piccole strette furtive il piacere che gli dava la campagna inglese.
Finalmente, pensava.
Pensava a Pickwick e alla diligenza coi gioviali filosofi che, ben riscaldati, andavano a passare il Natale in campagna.
Come  bello! esclam.
Fecero colazione in una locanda di villaggio. Dopo essere passati sotto una volta enorme, attraversarono un cortile per il cambio dei cavalli che datava dall'epoca delle diligenze, e, che piacque moltissimo a Sam. Si incant davanti alle iscrizioni poste sopra le porte basse e scure: "Caff, sala, bar".
Batterono i piedi e agitarono le braccia per riscaldarsi come avevano fatto i Pickwickiani, arrivando, forse, alla stessa locanda. Se Fran l'aveva dimenticato, di nuovo egli le torn presente. Ella lo confort con un sorriso e con un: Ma  meraviglioso, Sam.... Proprio quello che desideravamo. Insist, nonostante le proteste di Lockert, per far colazione nella sala comune, con le travi basse, probabilmente dell'epoca, i pannelli di quercia scura, il pavimento a piastrelle color ciliegio. Sedettero su sgabelli intorno ad una lunga tavola di legno, e Sam e Lockert comandarono il whisky, mentre Fran beveva l'assenzio in una tazza di stagno (che Sam compr segretamente dalla domestica, e poi perdette a Parigi).
Sulla scala che portava alla sala da pranzo era teso un tappeto rosso cupo; stampe dell'epoca vittoriana pullulavano alle pareti: Wellington a Waterloo, Melrose Abbey sotto la luna, collaretti e polsi alla Tudor, Rochester Castle, e c'era anche una vetrina di curiosit come Sam non ne aveva pi viste dalla sua fanciullezza: un ventaglio giavanese, ceramiche cinesi, pedine di scacchi scolpite e una pepita d'oro australiano.
La sala da pranzo era dominata da un enorme camino in pietra sul quale erano scolpite le rose dei Tudor e lo stemma dei conti della regione.
Accanto, sopra il buffet di quercia, dove facevano bella mostra enormi piatti d'argento, c'era un maestoso prosciutto, un pasticcio di vitello dalla crosta dorata, una torta di ribes; ad una tavola due viaggiatori mangiavano con appetito una bistecca.
Dopo Sevenoaks, Lockert fece suonare gioiosamente la sirena e grid: Siamo quasi arrivati. Benvenuta nelle nobili dimore inglesi...
Apparve un castello; nel parco al di l dei cancelli in ferro battuto, si vedevano dei cervi, e i comignoli stile Tudor sovrastavano una distesa di pini.
Dio mio, dobbiamo andare l? si domand Sam. Terribile! Dieci camerieri, almeno.... E poi, a chi si dovr dare le mance?
Ma l'automobile pass senza fermarsi davanti a quella grandiosit, attravers un villaggio tutto di mattoni rossi, volt sulla strada maestra e penetr in un sentiero angusto e triste tra doppie siepi, poi in un viale che portava ad una casa senza pretese, nuovissima, di undici o dodici stanze.
Come un altro migliaio di case che avevano visto uscendo da Londra, anche questa aveva una tettoia a vetri, ingombra di biciclette, di pneumatici inutili e di gerani anemici. Poco distante c'erano un campo da tennis, un frutteto e pochi rosai scheletrici, ma in compenso il terreno non era molto vasto.
Vi avevo avvertiti che era una bicocca, disse Lockert frenando davanti alla porta.
Dall'interno usc un ruggito. La porta fu aperta da una cameriera, veramente dignitosa, con la cuffia e il grembiule bianco, ma dietro di lei si precipit l'autore del ruggito: un individuo piccolissimo, magro, coi baffi troppo curati e grigi, e con una voce che pareva dovesse comandare una rivista, una voce troppo enorme per quella miniatura di soldato.
Come state signora Dodsworth? Siete stata molto buona a venire fin qui, tuon, e Lockert mormor:
Ecco il generale.
L'insieme dell'abitazione aveva disilluso Sam che cercava il romanticismo; il salone per corrispondeva perfettamente a quello che egli aveva sperato di trovare, senza averne la coscienza esatta. Era veramente il focolare, pieno di quell'intimit che non esisteva nell'abitazione di Zenith, dove tra il mobiliere e le giovani decoratrici che non pensavano ad altro che all'"armonia" e allo "stile", ogni salotto riusciva impersonale e brillante come una lama di rasoio nuova.
A Herndon, fortunatamente, nessun mobile apparteneva alla stessa famiglia o alla stessa epoca, senza, per questo, che le tappezzerie, il caminetto, le catenelle di bronzo, i pannelli di legno chiaro stonassero fra di loro. In un angolo, su un tavolo rotondo, c'erano tutte le coppe vinte dal generale: coppe vinte al polo o al golf, la coppa che gli avevano regalato i suoi ufficiali in India, molte medaglie e una statua di Siva. Attraverso le finestre si scorgeva il giardino che degradava dolcemente fino allo stagno circondato da salici. E la cameriera faceva avanzare una tavola da t, con la grande teiera d'argento antico, con una montagna di brioches imburrate e di crostini cos sottili, come Sam non avrebbe mai creduto potessero esistere.
Mentre prendevano il t, Herndon raccont certe storielle piuttosto piccanti sui suoi camerati di reggimento; poi uscirono, attraversarono uno spiazzo pieno d'asini e di oche bellicose; dopo essere passati davanti alle botteghe, le cui minuscole vetrine contenevano appena un boccale o due di caramelle, entrarono nella chiesa che sintetizzava la storia della contea di Kent. La torre era quadrata, sormontata da merli, apparentemente atta a sfidare il tempo. Nel portico basso c'erano le lapidi coi nomi di tutti i pastori, a cominciare da quello del normanno Gilles de Pierrefort, 1190. Le colonne della navata erano tagliate in pesanti blocchi di pietra; sulle mura erano state poste delle placche di bronzo, con epitaffi in nero e rosso; nella cripta si poteva ancora vedere il fonte battesimale in pietra dell'epoca cattolica; e sul pavimento una lapide in memoria di Thos Siwickley, cavaliere. E tutto, salvo il blasone e il nome, era stato consumato dai piedi di innumerevoli generazioni di preti.
Mentre Herndon spiegava loro le bellezze artistiche della chiesa, con una chiara allusione alla cassetta cerchiata di ferro nella quale si permetteva ai visitatori, e specialmente ai visitatori americani, di mettere le offerte per la riparazione del tetto, entr il prete, un uomo di quarantacinque anni, ingenuo e entusiasta, alto e curvo, che parlava un inglese cos strano che Sam pot appena comprendere: "Vlte straordinariamente ben proporzionate"; ma questa spiegazione non lo illumin molto.
Tornando a casa, not i candelieri posti sui davanzali delle finestre. Si fermarono a salutare una piccola vecchia signora dalle guance di porcellana, con un vecchio cappello nero, un vestito a sacco e scarpe e guanti stranissimi. Herndon la present come Lady Nonimportailnome.
Tutto questo, pens Sam, non  reale.  romanzo. Villaggio e gente sono un capitolo di un romanzo inglese di cui io stesso faccio parte. Siamo appena al secondo capitolo, ed  delizioso. Ma mi domando quello che succeder al ventesimo capitolo. Ci saranno delle difficolt? In fondo mi sento estraneo a questa vita pi facile e umana; sono abituato all'ufficio, a comandare ai miei impiegati. Ora che vivo completamente libero non ho da occuparmi che di me stesso e di Fran. Lockert e Herndon possono vivere con pi naturalezza per se stessi: per essere felici non hanno bisogno di un cinema o di un fragoroso garage. Bisogna che anche io lo impari, ma... s, ho provato un vero piacere a visitare la chiesa, eppure ho la nostalgia delle chiacchiere del vecchio Tub.
La sua gioia scomparve camminando accanto a Lockert, ambedue silenziosi, dietro a Fran e a Herndon che chiacchieravano.
E fu urtato quando Herndon si volse per gracchiare:
Lo sapete che io non vi avrei mai presi per americani. Avrei pensato a due coniugi inglesi che avessero trascorso molto tempo in colonia.
Questo, per gli inglesi, deve essere il miglior complimento che vi sappiano fare, bofonchi Sam tra s e s.
Ma Herndon era cos cordiale che non pot tenergli rancore. In quel primo momento avrebbe preferito una mancanza di riguardo o una discussione eccitante. Poi il senso di solitudine e quella specie di angoscia senza causa sparirono col whisky-soda che Lockert e Herndon gli fecero bere per prevenire i raffreddori e tutte le malattie.
In camera sua (rosso vivace, bronzo brillante, fuoco impertinente) Sam si disse con inquietudine: Sta a vedere che divento suscettibile, variabile e chiacchierone come una zitellona. E s che mai, in ufficio, sono stato nervoso, o troppo agitato. Sono forse troppo vecchio per imparare a oziare? No, e soggiunse ad alta voce mentre si sorprendeva ad ammirare lo splendore di Fran in una combinazione di seta bianca:
Oh, mia cara, a proposito di chiese antiche, nella navata di pietra sembravi veramente la signora del castello.
E tu? Eri cos diritto e alto. Lockert e Herndon sono veramente gentili, ma.... Oh, la mia cara vecchia statua di pietra!
E per settimane intere egli si ricord del loro reciproco affetto in quella camera tiepida e rossa, mentre si svestivano scherzando. Quel principio di gelosia che l'aveva morso scomparve per incanto, pensando a Lockert che si vestiva solo, lontano, in una camera fredda come un corridoio pieno di correnti d'aria.
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Capitolo 10.
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A pranzo non venne che un vicino, un certo signor Alls, o Aldys o Allis o Hall o Aw o Hoss, con la moglie e una sorella nubile. Causa la mania inglese di presentar persone senza specificarle, Sam non ebbe mai il bene di sapere quale fosse la professione del signor Alls (posto che cos si chiamasse); naturalmente, per un americano, la professione d'uno sconosciuto  cosa assai pi importante delle sue rendite, delle sue opinioni sul socialismo e sul regime secco, e della marca della sua automobile. Nel corso della conversazione, il signor Hall apparve successivamente a Sam sotto le spoglie d'un avvocato, un banchiere, un professore, un impresario teatrale, uno scrittore, un deputato, o un commerciante in ritiro, appassionato per le antichit romane e le scommesse alle corse. Poich il signor Hall aveva una conversazione piena di risorse.
Inoltre, per tutta la serata Sam non fece che confondere la signora e la signorina Hall. Le quali si rassomigliavano come due gocce d'acqua: tutt'e due alte, slanciate, timide, gentili, silenziose nei loro vestiti da sera d'un nero opaco, senza carattere e d'una moda alquanto vaga. Accanto alla loro modestia, Fran, vestita di raso bianco, con filo di perle arrotolato intorno al braccio destro, era appariscente come un'attrice.... e anche leggermente ricercata e fuor di posto.
Quando Sam fu presentato alla signora Hall (o forse era la signorina?) ella disse:  la prima volta che lei viene in Inghilterra? E si tratterr a lungo?
Al contrario, quando fu presentato alla signorina Hall (o che fosse la signora?) questa mormor: Piacere.... Quanto tempo si tratterr in Inghilterra? Ci viene per la prima volta, non  vero?
Non gli parve di ricordare di aver inteso dir da loro altra cosa fino al momento di andarsene.
Ma Herndon, Lockert, Fran e il signor Hall ripararono ampiamente a quel silenzio. Al generale piaceva avere un pubblico, e considerava Fran un pubblico d'eccezione. Quando si trovava con qualcuno che ne valesse la pena, ella sapeva essere un'allegrona, una gran dama, una civetta, e tutto in una volta. Seppe essere abbastanza impertinente per stuzzicare Herndon e, intanto, gli faceva capire che lo trovava pi grande di Napoleone e pi galante di Casanova. E cos, egli proclamava con voce tonante certe sue opinioni alquanto contradditorie su Guglielmo II, sull'allevamento delle volpi argentate, sull'inverosimiglianza del "Cappello verde" di Michael Arlen, sulla scandalosa e universale negligenza del manrovescio nel tennis, sul modo di cucinare la trota, sugli errori di Winston Churchill, gli errori di Lloyd George, gli errori di lord Kitchener, gli errori di Ramsay MacDonald, gli errori di lord Birkenhead, e gli incomparabili errori di Lockert in materia di emigrazione e di nutrimento dei cani. Altri soggetti, il generale non ne tocca.
Il male  che in questo paese, osservava Herndon, c' troppa gente che va dicendo "Il male  che in questo paese..." e tra noi, che dovremmo dare il buon esempio al paese, siamo guastati dal sentici chiamare "Generale" o "Colonnello" o "Dottore" e via dicendo. Se avete un'appendice al vostro nome, dovreste almeno mostrarvi tanto democratico e di spirito, da non imporla alla folla.
Se verrete in America, cercheremo di liberarvi da questi fastidi, disse Fran. Vi presenter come il Signor James Herndon, il coltivatore di viole del pensiero, e dir al mio domestico che amate tanto la vita campagnola, che vi far un gran piacere chiamandovi Jimmy.
Ho bisogno di dirvi, cara signora, che il vostro domestico potr sempre chiamarmi come gli pare e piace? Sul serio; lo pregher di non far complimenti e di chiamarmi "Whiffins". Per, ho la disgrazia di non chiamarmi James.
E noi abbiamo la disgrazia di non aver un domestico, ma soltanto un gentiluomo di colore, il quale  tanto cortese da aiutarci a preparare i cocktails quando abbiamo gente, sempre che non sia troppo occupato a predicare, a Shanty Town... Ma, sul serio, trovate che ho cattivo gusto? Del resto, non  una cosa piuttosto gradevole sentirsi chiamare Vostro Onore?
Oh! ho ereditata quell'appendice mentr'ero ancora cadetto; non ho portato davvero un gran lutto, sapete; l'ho ereditata da un vecchio zio piuttosto funebre. Ma non sono mai riuscito a impressionare il mio colonnello: per quanto l'abbia tentato, da quel ragazzaccio che ero, egli non se ne  mai accorto. Quando ricevetti l'eredit, di solito era lui che usciva dai gangheri per mettere a posto me; e allora capii che la cosa aveva prodotto una certa impressione. Di fatto, si mostrava cos rigido con me, che diventai subito popolare alla mensa ufficiali. Ma gi, voialtri sull'altra sponda, abituati a vedere le cose in grande, non sognate nemmeno la soddisfazione di questi trionfi puerili.
Affatto. Han troppo da fare a marcare il bestiame, disse Lockert, e il signor Alls volle essere informato: A proposito, come si fa a marcare quelle disgraziate bestie?
Si usa un punzone automatico, spieg Lockert. Un bel buchetto pulito, attraverso l'orecchio. La signora Dodsworth  una autorit in materia; buca sei bestie in una volta, e intanto canta lo "Star Splangled Banner" e scarica la pistola in aria.
Ma il mio cavallo di battaglia  il tirare agli Indiani, disse Fran. Non avevo ancora cinque anni che ne avevo gi ammazzati cinque.
 vero, domand Lord Herndon, che le signore eleganti in America portano delle cinture di scalpi?
Oh, certamente,  di rigore come, per una signora inglese, un mazzo di cavoli di Bruxelles in una festa, oppure....
Sam si rodeva dentro di s.
Che maledetto modo di parlare! pensava.
Perch non se ne stanno almeno zitti, se non sanno dire quattro parole di buon senso? Che bisogno c' di parlar tanto, se non si ha da dire "datemi qua il sale" o "quanto alla tonnellata"?  possibile che questa gente non sappia star seria?
D'un tratto si fecero tutti ser, ed egli si sent ancor pi a disagio.
Signor Dodsworth, gli domand il signor Alls (o Hoss che fosse), com' che l'America non ha ancora riconosciuta la Repubblica Sovietica?
Ma... hm... Siamo contrari alla loro propaganda.
Ma chi sono i veri responsabili della politica americana? Il Congresso o il Ministero degli Esteri?
Temo di non ricordarmene esattamente.
Sam scopr che egli era malissimo informato sui rapporti tra Russia e America; era molto se ricordava una conferenza intorno alla vendita delle automobili in Russia. Si sent ugualmente malsicuro quando lo interrogarono a proposito dell'attitudine dell'America sulla questione dei debiti di guerra degli Alleati, e a proposito del Giappone.
Forse che comincio a invecchiare? si domandava. Una volta, tenevo dietro alle cose. Si direbbe che in questi ultimi cinque anni non abbia pensato ad altro che a vendere automobili e a giocare al golf.
E si sent vecchio, assai pi vecchio di Fran e di Herndon, i quali ora s'erano abbandonati a una frivola discussione intorno alla caccia del leone. Non avrebbe mai creduto che Fran potesse essere cos fantasiosa.
Ecco che ora stava raccontando una storiella alquanto sciocca di un simpatico vecchio leone ch'essi avrebbero avuto per casa in luogo d'un cagnolino; e che Sam, una notte ch'era di cattivo umore, aveva cacciato a calci gi per le scale; e il povero leone se l'era svignata per strada, inseguito da un bellicoso micio nero, e aveva cercato rifugio al Giardino Zoologico, mugolando per essere ammesso in una gabbia. (E dire che a Zenith non c'era nemmeno un Giardino Zoologico!)
Vecchio! E lontano da tutte quelle cose. Non poteva prender parte ai loro discorsi, sia che s'aggirassero intorno a stupidaggini, o alla nazionalizzazione delle miniere presentemente patrocinata da Herndon, il quale si dichiarava socialista con lo stesso fervore col quale venti minuti prima si era dichiarato un vecchio conservatore.
Da anni era quella una delle poche conversazioni in cui Sam non avesse una posizione importante, anzi, predominante. A Zenith, quando nei pranzi egli non si sentiva un'autorit, sia che si parlasse di Strawinsky o di viaggi in Algeria, o tosto o tardi il discorso ricadeva sui motori, o su un mistero noto come "condizioni d'affari", e allora egli metteva tutte le cose a posto.
D'un tratto, si sent malsicuro.
Il mattino dopo, mentre andavano alla messa, egli prov per quel villaggio del Kent la stessa tenerezza che per una vecchia nonna affezionata e grinzosa. Quando poi vide una Revelation, sul piazzale davanti alla chiesa, tra altre macchine, torn a sentirsi Qualcuno. Ma tra la pia accolta dei fedeli alla funzione del mattino, elegante e piena di educato raccoglimento, che lo guardava di sfuggita al disopra del libro di preghiere rilegato in celluloide, egli torn a sentirsi malsicuro. Si sent grossolano, maleducato, ignorante. Avrebbe voluto fuggire da quella quiete tradizionale, cercar protezione tra il chiasso anonimo di Londra.
Nell'ora tra la messa e la colazione fecero una passeggiata su cavalli irsuti ma vigorosi della scuderia del paese. La signora Alls aveva imprestato un rudere di abito da amazzone a Fran la quale, col suo berretto arancione, aveva un'aria gaia anzichen irregolare, e usciva un po' dalla sua solita eleganza troppo accurata. Cavalcarono fuori del villaggio, per campi e boschi intricati, sino all'altura di North Downs.
Per anni di seguito, Fran aveva cavalcato due volte la settimana con un antico groom inglese, diventato maestro d'equitazione e trainer in America e il cui accento londinese era stato accettato in tutta Zenith come l'essenza della pi alta distinzione inglese: Ella cavalcava il vecchio ronzino, dritta e svelta come un giovine ufficiale di cavalleria, Lockert e Lord Herndon la guardavano con pi ammirazione che mai, le parlavano, pi che mai di buon umore, quasi la sentissero della loro razza.
Per Sam, cavalcare rappresentava uno scherzo da ragazzo in vacanza, e a cavallo si sentiva tanto malsicuro quanto sarebbe stato in aeroplano, non avendo mai potuto sormontare l'impressione di essere a una spaventosa altezza dal suolo. Herndon aveva una gamba malandata, sicch lui e Sam andavano adagino. All'improvviso Lockert e Fran li lasciarono indietro, spingendosi al galoppo lungo la ridente spianata sulla cima dell'altura.
Non volete tener loro compagnia? La mia gamba si fa sentire un poco, oggi, disse Herndon.
No, preferisco andare al passo, sospir Sam.
Un quarto d'ora dopo, Fran e Lockert ritornarono al piccolo trotto. Ella rideva; s'era tolto il berretto, e aveva i capelli al vento.
Scusateci se siamo scappati, ma l'aria fresca era deliziosa, morivo dalla voglia di fare una bella corsa! grid Fran; e poi, a Sam: Oh! Il povero bambino  rimasto solo! Poverino!
E al ritorno ella insistette nel cavalcargli accanto e nel consolarlo.
Un mese prima gli pareva di proteggere la fragilit di lei. Ora, egli s'accorgeva d'aver il fiato corto, d'essere corpulento.... e che Fran la quale si volgeva a chiamare Lockert, era stufa di lui.
Ma pi malsicuro si sent Sam in quel pomeriggio in cui andarono in automobile a prendere il t a Woughton Hall, la residenza di campagna di sir Francis Ouston, la nuova speranza dei liberali al Parlamento.
Qui, in proporzioni cos opprimenti da togliere il respiro, Sam trov una delle grandi case che aveva tanto temuto. Per un viale di olmi lungo un miglio, giunsero a una superba facciata in stile del Palladio, austera come una reggia, con un'ala di pietra greggia da un lato.
La vecchia casa, con quei sassi laggi,  del 1480 circa, disse Herndon.
Davanti alla facciata c'era una terrazza, di cipressi tosati a forma di galli, mezzelune, piramidi, e ornata di vecchie anfore italiane. A destra, al di l di due campi di tennis, mezzo miglio di prato d'un pallido verde invernale finiva in praterie incolte; a sinistra v'era il minuscolo villaggio delle scuderie e delle stalle in mattoni rossi. Una quiete appena rotta qua e l dal cinguetto dei passeri e da lontano gracchiar di cornacchie, abbracciava tutto intorno quel palazzo smisurato. E le ville dei milionari che Sam aveva viste a Long Island e sulle spiaggie intorno a Chicago, castelli Tudor, ville italiane, manieri francesi, mastodontici Mount Vernons, dimore ch'egli ammirava e invidiava un poco, ora le trovava rozze come fabbriche nuove accanto a un vecchio e morbido prato.
Attraverso un vasto vestibolo, con pareti a stucchi tappezzate di arazzi ed alte torcere italiane ai piedi d'uno scalone in noce, essi vennero spinti come pecore in un salone a pannelli di quercia scolpita, alto quanto una chiesa, e assai pi rumoroso. Dopo di che, per Sam tutto si amalgam in un'impressione di ciarle e confusione. Gli parve di rammentare che c'erano cinque persone, piovute all'improvviso per il t, gente con titoli fastosi e modi gioviali, gente cos cortese che egli non fu capace di odiarli come avrebbe desiderato. Di che cosa parlassero, egli non lo seppe mai. Parlavano di Sybil che, a quanto pareva, era un'attrice, e di uomini politici (gli parve che fossero uomini politici) che venivano designando come Nancy e F. E. e Jix e Winston e P. M. Un uomo alluse a qualcosa che chiamava Gran Nazional, e Sam non fu ben certo se fosse una banca, una compagnia d'assicurazione o un albergo.
Che poteva fare, quando ad una signora, ch'egli non pot identificare, venne in mente di chiedergli:  molto che non avete veduto H. G.?
Parecchio... rispose Sam con presenza di spirito, per quanto dovesse ignorare per sempre chi era H. G.(si allude all'uso inglese delle frequenti abbreviazioni nel designare le persone notevoli o i loro uffici per mezzo di sigle convenzionali)
E attraverso quel variopinto vortice di gente, il cuore stretto dalla solitudine, egli scorgeva Fran muoversi placida, luminosa, conscia della presenza degli uomini e del suo fascino su di essi, e come in casa propria. In quella specie di grande famiglia essi l'avevano accolta tra di loro; ma, in quanto a lui, non sapeva come penetrarvi. Egli aveva presieduto dei consigli di banche; era stato direttore di sala in un ballo di un migliaio di persone all'Union Club; ma qui, tra quella gente cos chiusa, cos serenamente sicura di s, egli si sentiva un estraneo.
Riusc a sfuggire alla signora amica di H. G.; si fece strada tra la folla di tazze da t protese, e tent di raggiungere Fran. Ella stava confidando a un uomo con monocolo (senza troppa vivacit) il suo enorme, appassionato, instancabile interesse per il gioco del polo.
Sam, non appena pot, le bisbigli con un sospiro: Usciamo un poco! Troppa gente, qui dentro, per me!
Sono cos cari! Ho fatto un'amicizia di ferro con Lady Ouston. Ci vuole a cena da lei, in citt.
Beh,... volevo soltanto... volevo andare a prendere una boccata d'aria fresca prima di cena. Mi sento girare un poco la testa, qua dentro! Chiacchierano tutti come tanti mulini a vento!
Non mi  parso che tu ti trovassi tanto male. Ti ho veduto, in un angolo, con la contessa di Baliol.
Davvero? Quale era? Tutte le donne con le quali ho parlato mi sembrano donne n pi n meno come le altre. Perch non portano le loro corone? Sul serio, Fran, tutto questo  troppo per il mio povero sangue. Son capace di sopportare la presentazione di duecento persone in una volta, ma non di tutta l'aristocrazia inglese. Essi...
Caro Sam, tu parli proprio come A. B. Hurd!
Ma la penso, anche, come A. B. Hurd!
Pretendi forse che portiamo Zenith con noi, dovunque andiamo? Non ti diletter pi niente che sia un po' diverso da una partita a poker in casa di Tub Pearson? E insisti perch diventi una vecchia timida, anch'io, e non cerchi la gran vita che posso imparare a padroneggiare benissimo?... Vuoi farmi tornare via con te proprio ora, a leggere il giornale in quella sontuosa villa di Lord Herndon, o altrimenti mi punirai con il tuo broncio?
E intanto era lei che teneva il broncio; per quanto egli si fosse affrettato, bench dubbioso, a pregarla di rimanere finch le piacesse, o finch piacesse a Herndon. Per tutta la sera ella parve stizzita, ma non verso Herndon, e decisamente nemmeno verso Lockert. Non ci fu che una cena fredda, con prosciutto e arrosto, senza altri ospiti. Fran ostentava una certa frivolezza. Suon il piano, senza farsi pregare; e poich Herndon era stato colto dalla passione di discutere con Sam di fanali d'automobile, Lockert pareva incollato al pianoforte. Herndon e Sam stavano dall'altra parte del salotto, dinanzi al caminetto, volgendo le spalle al pianoforte; ma nello specchio veneziano al disopra del caminetto Sam poteva osservare gli altri, e cos faceva, con un certo malessere.
Allora soltanto fu certo che Lockert aspirava a qualcosa di pi di una cordiale amicizia con Fran. Le voltava i fogli, seguitando intanto a mormorarle amabili insulti, apparentemente assai pi seducenti di qualsiasi complimento. La sua mano le toccava la manica; una volta gliela pos sulla spalla. Ella scotendola via ebbe un moto del capo, ma non and in collera. Una volta, Sam la intese dire: "... non so proprio perch mi siete simpatico... quella vostra auto-ammirazione cos sconcertante...".
A Sam parve di essere un degno pap che sorvegliasse la propria figlia e un pretendente. Si sent rassegnato. Poi cominci a irritarsi.
Accidenti, che sia per questo che Lockert ci abbia condotti qui? Per far la corte a Fran? Crede forse che io sia di quelli che lasciano fare? E speriamo non lo creda anche lei!
Mentre andavano a letto, sfog tutta la sua rabbia accumulata.
Ascoltami bene, mia cara! Tutti questi signori, Vostro Onore e Vostra Grazia, e la vecchia Inghilterra e queste dimore aristocratiche, tutto  una grande e bella cosa, e piace anche a me, ma a te fa girare la testa. E ti lasci far un po' troppo la corte da Lockert. Hai perduto la calma. A casa, ti accorgeresti che egli non ha soltanto intenzione di farti dei bei complimenti...
Mio caro signor Dodsworth, vuoi forse insinuare che...
No, lo dico chiaro e tondo! E faccio il tiranno, proprio come a casa mia!
Vuoi forse insinuare che io abbia permesso al maggiore Lockert o a qualunque altro, la minima familiarit verso di me? Io, che non ho mai tollerato che in casa mia si ballasse in modo men che corretto, io che nella mia vita non mi sono mai nemmeno lasciata stringere una mano in un taxi? Io che... no,  di un'ironia troppo splendida!... io che sono stata accusata pi di una volta da te di essere senza sesso, incapace di corrispondere ai tuoi ardori! No davvero, questo  troppo!
S,  vero, a casa era cos! Per quanto io non ti abbia mai accusata di essere senza sesso... anche se mi hai fatto soffrire abbastanza per questo! Ho avuto pazienza. Ho atteso. Ho atteso interminabilmente. Ecco perch soffro tanto pi, ora, dopo che ti sei sempre sentita cos poco attratta verso di me, di vederti esaltata per quell'uomo, o quanto meno, di vedere che ti piace, soltanto perch...
Oh, dillo, via! Soltanto perch  cugino di un Lord!  questo che volevi dire? Cerca pure di ridurmi una meschina civettuola di provincia!
Non volevo dir nulla di simile... Beh, piuttosto, ecco quel che intendevo e che voglio dire: soltanto perch  abbastanza navigato, e sa che le donne si trattano con la frusta... Io non potrei. Non sarei capace di picchiarti. Nemmeno per forza... Oh, non credere; non voglio dire nulla di grave. Voglio dire... Anche se tu hai nella tua natura qualcosa di europeo, ricordati che  un vecchio paese che la sa lunga, pieno di pericoli. Ma gi, tu gi hai troppo buon senso. Mi rincresce d'aver detto...
Ella era in piedi un po' rigida nel pigiama scollato, guarnito di merletti. Egli barcoll verso di lei, a braccia tese, borbottando: Mi rincresce... Dammi un bacio!
Ella rabbrivid. No, non mi toccare! disse quasi piangendo. Che non ti venga in mente di pensare cose simili, mai pi. Lockert? Non mi interessa affatto, intendi? Ho vergogna per te, va! Dovresti vergognarti!
E tacque risolutamente, finch si furono coricati; e al mattino era singolarmente tranquilla pur avendo gli occhi stanchi.
Lord Herndon, il pi cortese degli ospiti e uno tra i pochi uomini al mondo che si mostrasse allegro e pieno di trovate a colazione, parve offeso nel vederli assai distratti, ma Lockert era inquisitivo e leggermente divertito, e alla stazione (i Dodsworth tornarono col treno) cerc gli occhi di Fran con aria interrogativa... non priva di speranza.
Sam fu lieto quando il treno fu in moto, ed ella tent di mettere insieme un sorriso per lui. Ma egli era tutto avvilito, pieno di selvaggio disprezzo per s, per aver guastato la pi bella parte della sua vita, la sua bambina, con bucolici sospetti. Ella era stata cos innocentemente felice nello scoprire l'Inghilterra campestre! aveva trascorso il tempo in franca amicizia con Lockert, in chiacchiere con Herndon, in una bella cavalcata al vento! e lui si rammaricava di averle guastato tutto il divertimento.
Le prese una mano, ma la sent fiacca, come se ogni vigore avesse abbandonato quella stessa mano che ieri era cos salda sulle redini.
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Capitolo 11.
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Sir Francis Ouston possedeva molte e bellissime cose. Possedeva migliaia di acri di terreni carboniferi nel Paese di Galles, possedeva Woughton Hall nel Kent, e una gran casa dalla facciata gelida in Eaton Square; possedeva la celebre cavalla Capricciosa Terza; e la posizione che occupava nel partito liberale seguiva immediatamente a quelle di Lord Oxford e di Lloyd George.
Sir Francis in persona apparteneva a sua moglie, lady Ouston, bella donna, e parecchio autoritaria, che aveva la voce acuta, vivace, appassionata, e opinioni molto risolute. Si mostrava salda e persino un po' aggressiva circa la superiorit di Jay su Poiret in fatto di vestiti, circa la slealt del partito laburista, circa l'opportunit (tutta a vantaggio del paese) dell'elezione di Sir Francis a Primo Ministro, circa i disastrosi effetti della birra tra le classi operaie, e l'atrocit di un pollo arrosto senza una salsa appropriata, ma soprattutto circa la pessima educazione, l'ignoranza e la rapacit degli Stati Uniti d'America.
Ella era nata, e suo padre e sua madre erano nati prima di lei, a Nashville, nel Tennessee.
Era una padrona di casa formidabile. Aveva un salotto; e invitava esploratori, chimici, e i pochi letterati che sapessero vestire; e non desisteva dal riempire le sue stanze di pittori cubisti in voga, nazionalisti hindu, cowboys americani, e altri articoli con cui le padrone di casa professionali, che andavano a gara con lei, attiravano le persone per bene.
I suoi pranzi erano ammirevoli. Si poteva esser sicuri del suo cognac Napolon, del cugino di un duca, e dell'ultima storiella sulla volgarit newyorkese.
Per quanto Lockert non riuscisse a persuadere Lady Ouston a invitare i Dodsworth a un pranzo di prima categoria, con un ministro amico di famiglia, pure il loro era un ottimo pranzo di second'ordine, con del vino di Borgogna e col rettore d'un collegio di Cambridge.
Silenzioso, estremamente attento e non troppo allegro, Sam osservava quel reggimento d'una ventina di persone, che rosicchiavano con tanta delicatezza il loro salmone e la riputazione altrui. Nessuno, tra di loro, pareva avere opinioni pedestremente decise, e ognuno desiderava saper da lui due cose solamente: "Era la prima volta che veniva in Inghilterra?" e: "Quanto tempo si sarebbe trattenuto?". La risposta, poi, li lasciava alquanto freddi.
Si domand quante volte avesse mai chiesto ai forestieri che venivano a visitare le officine della Revelation, Inglesi, Svedesi, Tedeschi, Francesi, se era la prima volta che venivano in America, e quanto si sarebbero trattenuti. E giur a se stesso: "Non far mai pi una domanda simile!"
Il pranzo procedeva passabilmente. La minestra, e un mormoro sulla radio e su Shaw; il salmone, e un mormoro delicato sulla stagione e sulla febbre spagnola; l'agnello arrosto, e uno scambio di confidenze senza troppo entusiasmo, sui topi d'albergo. Sam era intorpidito, tra la ghiottoneria e la cortesia, quando s'accorse che Lady Ouston gli parlava dell'America, e che tutti gli occhi, intorno alla tavola, cominciavano a fissarsi su di lui. Egli non sapeva ch'ella era americana di nascita, e l'ascoltava sconfortato:
...Naturalmente a nessuno di noi verrebbe in mente di porre voi e la vostra cara signora, tra quella razza terribile, oh, terribile, di Americani che si vedono, o piuttosto si sentono, al Cecil o in treno. Ma da dove sbucano fuori, quegli Americani l? Di fatto, sono certa che voi due potreste passar benissimo per Inglesi, dopo che aveste vissuto qualche anno qui. Come vedete, la questione  affatto impersonale. Ma non so se voi abbiate la nostra stessa impressione, malgrado tutta la nostra ammirazione per l'energia americana e per la sua civilt meccanica, che sia il paese pi mostruoso che ci sia al mondo! Oh, quelle voci, paiono tante trombette! E che modi grossolani! Che mancanza di ogni discrezione! E che materialit di ideali! E la standardizzazione, poi: ognuno con la stessa opinione su tutte le cose! Vi do la mia parola che tra due anni sarete talmente felice d'aver abbandonato la vostra orrenda patria, che non vorrete tornarci mai pi. Non sentite gi adesso che  cos?
Mai, in tutta la sua vita, Sam Dodsworth s'era vantato di essere Americano, n se n'era scusato. Fu lo stupore che lo fece mormorare, con un tono che sembrava umile: Ecco, a dir la verit non ho mai pensato troppo all'America, cos in grande. Direi piuttosto che l'ho accettata com'...
Oh, ma presto non lo farete pi! Che paese! Con quegli uomini politici cos corrotti, la pi bassa specie di vita animale ch'io mi sappia, positivamente! peggiori forse dei repubblicani irlandesi! E non vi vergognate d'essere americano, quando pensate che l'America ci sta facendo pagare il debito di guerra, che, dopo tutto,  stato il loro contributo?
Veramente, no! Sam si sent subitamente incollerito, e per davvero, e spoglio d'un tratto di qualsiasi timidezza di fronte a quella societ cos formalizzata. Non sono mai stato un nazionalista a oltranza. Non credo affatto che l'America sia perfetta, assolutamente no. So che ci sono tra di noi molti imbecilli e molti mascalzoni, e non do loro un soldo di credito. Ma mi perdonerete se non condivido la vostra opinione.
Conciliante, Lockert disse: Non vorrete sperare che Dodsworth sia d'accordo con voi, Lady Ouston. Non dimenticate che ...
Ma Sam, irrefrenabile, seguitava: Credo sia sottinteso, in certo qual modo, se ho ben capito, che gli Stati Uniti sono la pi grande nazione del mondo. E forse  cos. Forse appunto perch siamo pieni di difetti. Questo testimonia che siamo un paese d'avvenire! Mi rincresce che sia cattiva educazione non vergognarsi di essere Americano, ma in questo caso, debbo esser maleducato!
E dentro di s, malgrado il suo scatto, diceva a se stesso, e timidamente: Guarda che occhiate! Ecco che ho rovinato le cose a Fran. Ora s che avr il fatto mio!
Ma, cosa incredibile, fu Fran stessa che riprese l'offensiva: Mia cara Lady Ouston, su centodieci milioni d'Americani, ce ne sar qualcuno che ha una voce armoniosa, e che pensa ad altro che ai dollari! Consideriamo che molti di noi hanno lasciato l'Inghilterra da una generazione appena; ci dovr pur essere qualche persona simpatica, tra di noi! E mi domando se ogni membro del Parlamento Inglese sia poi un perfetto galantuomo. Ho sentito parlare di certe zuffe!... Probabilmente, noi abbiamo verso noi stessi pi senso critico di qualsiasi altra nazione; i nostri scrittori stessi ci pensano a malmenarci, trattandoci da abitanti di Main Street e da Babbitt. Eppure, per quanto possa parer strano, noi sentiamo che dobbiamo lavorare al nostro destino, senza ricorrere al generoso aiuto degli stranieri!
Credo che la signora Dodsworth abbia ragione, disse Sir Francis. Noialtri Inglesi, non siamo troppo soddisfatti quando i Francesi e gl'Italiani ci chiamano barbari; cosa che fanno spesso e volentieri!
Egli aveva parlato soavemente, e con fermezza, ma Sam sapeva che d'ora innanzi lui e Fran sarebbero stati ben visti in casa Ouston come due cani arrabbiati.
Un quarto d'ora dopo le dieci, Fran dichiar un mal di capo pieno di tatto.
Sir Francis e Lady Ouston si dimostrarono molto cordiali al momento dei saluti.
Nel taxi, Sam e Fran tacquero, sino a che Sam sospir: Mi rincresce, cara. Ho fatto male. Mi rincresce molto d'aver perduta la pazienza.
Oh, non fa nulla! Sono ben contenta che sia andata cos! Quella donna  pazza! Oh, caro! E Fran rise nervosamente. Vedrai che gli Ouston e noi diventeremo amiconi! Insisteranno perch facciamo il giro del mondo in yacht con loro!
Gi, perch noi gli coliamo a fondo il yacht!
Non hanno una figlia, per darla in moglie a Brent?
Fran! Non farmi impazzire!
Du! Vecchio bigio! Sam, mi viene un'idea infernale. Scommetto qualunque cosa che quella pazza  un'americana! Una convertita! Espatriata professionale!  troppo inglese, per essere una Inglese. Non che i veri Inglesi ci vogliano molto pi bene, ma essa  come un critico irlandese stabilito da anni a Londra, o come un Pari ebreo, a sette passi dalla destra del re. Oh, caro, caro Sam, e dire che avrei potuto diventare anch'io un'espatriata. Sam, se mai mi coglierai in fallo di voler essere altro che un'americana da capo a piedi, ti do il permesso di battermi!
Lo far. Ma vuoi esser battuta a lungo?
Probabilmente. In fondo, sono una donnetta. La mia sola qualit  di saperlo. E ho flirtato con Clyde Lockert, da Lord Herndon! Mi sentivo tutta fiera di farlo uscire da quella sua maledetta superiorit. E l'ho tirato fuori! Ma ora mi vergogno!
Nel loro appartamento, ella strofin la sua guancia contro la spalla di lui, mormorando: Oh, come vorrei sgattaiolar dentro di te, diventar una parte di te! Non lasciarmi mai andar via, Sam; mi comprendi?
Non ti lascier, mai!
Il disastro Ouston incepp considerevolmente la carriera mondana di Fran, per quanto Lockert seguitasse a far loro da mentore. Venne il giorno dopo a prendere il t, con la solita disinvoltura, e disse:
Insomma, Merle Ouston era una vera piaga sociale, iersera! E anche voi, Dodsworth!
Beh, non potevo mica starmene l ad ascoltarla tranquillamente...
Avreste dovuto sorridere. Voialtri Americani, siete sempre cos sensibili. A noialtri Inglesi non importa nulla, sentir criticar l'Inghilterra. Ci facciamo una risata sopra.
Hm! L'ho sentito dire altre volte, e da Inglesi. Non so se questo non sia uno dei miti che diffondete su voi stessi, come quello che ogni Americano sia cos ospitale, da dare la propria camicia ad un estraneo. Vi assicuro che non ho mai visto nessuno dei nostri banchieri newyorkesi pregare un emigrante polacco di venire a stare in casa sua finch non abbia trovato lavoro! Sentite, Lockert: quella Ouston ha detto che tutti i nostri uomini politici sono dei porci. Ora, pensate un po', se cominciassi a raccontar delle storielle sudicie sul re d'Inghilterra o sul principe di Galles...
La cosa  differente!  questione di buon gusto! Ma non vi date pensiero. Herndon ed io siamo americanofili.
Lo so, disse Fran. Vi piace l'America, fuorch la cucina americana, i modi, e la gente.
C' un'americana, almeno, che stimo moltissimo! disse Lockert, lanciandole un'occhiata ardente.
Sam s'attendeva che ella mettesse a posto Lockert, ma Fran non disse nulla.
Lockert li condusse a ballare da Ciro e li aveva fatti iscrivere in un club notturno molto animato, che si chiamava "Il Rigodone", dove regnava molta cordialit, il gin, e diversi svariati odori. Magnati di fabbriche d'automobili inglesi vennero a far visita a Sam, e lo condussero a visitare le loro officine. Conobbero due o tre grosse matrone, a un pranzo offerto da Lord Herndon al reparto signore del Circolo Militare, e di nuovo si trovarono esposti al tedioso pericolo di inviti randagi.
Intanto, continuavano a essere cos lontani dalla vera vita inglese, come se fossero seduti in una stazione ferroviaria, in attesa del treno pel continente. Una settimana dopo il pranzo dagli Ouston, Lockert era partito per la Riviera. Sam fu sollevato, dapprima, poi, fin per sentirne la mancanza. Con Lockert lontano gl'inviti diminuivano.
Beh, disse Sam, mentre aspettiamo di far delle conoscenze qui, visitiamo la citt, i luoghi storici, e tutto quanto.
Aveva studiato l'opera filosofica del dottor Karl Baedeker sulla citt di Londra, e non vedeva l'ora di vedere la famosa Torre, il Parlamento, Kew Gardens, il Temple, la Piscina Romana, la National Gallery, e di fare una corsa a Stratford per rendere onore a Shakespeare. Non che egli avesse reso onore a Shakespeare leggendolo spesso, da venticinque anni in qua; ma aveva anche voglia di andare a Canterbury, per quanto non fosse mai giunto sino alla lettura di Chaucer.
Ma Fran l'aveva smontato, lamentando: Oh Dio, Sam, non siamo mica dei volgari turisti! Non li posso soffrire, quei luoghi da cartolina illustrata. Non ci va nessuno che appartenga alla buona societ. Scommetto che Clyde Lockert non ha mai visitato la Torre di Londra. Naturalmente, chiese e musei  una cosa diversa, e anche la gente raffinata le studia. Ma starsene seduti a Cheshire Cheese (Bettola famosa per i ricordi dello scrittore Johnson) con tutta quella gente di Iowa e di Oklahoma, che fanno gli oh e gli ah sul dottor Johnson, questo poi  atroce!
Se permetti, non sono del tuo avviso. A che serve, venire in una citt famosa, e non andare a vedere i luoghi per cui  famosa? Non c' mica bisogno che tu mandi delle cartoline illustrate, se non ne hai voglia!
Invano ella cerc di dilucidargli le bellezze dello snobismo in viaggio. Ma poi, sentendosi sola, accondiscese ad accompagnarlo, persino a mangiare il pasticcio d'allodole al Cheese, per quanto si mostrasse piuttosto arcigna col cameriere, che insisteva per far veder loro l'albo dei visitatori.
Vagabondando per Londra, senza una mta particolare, Sam giunse a trovar naturale la sua cupa immensit: e indovinava le vicende, che a milioni si svolgevano, come le scene d'un dramma, dietro le finestre di milioni di case. Nelle giornate chiare, quando un sole scarso e tepido carezzava le tegole grigioverde che rivestono il dorso delle case londinesi, Sam, lieto di veder le fitte cortine di nebbia diradarsi, trovava in quei brutti muri un fascino, che a Zenith non aveva trovato nel sole che inondava fulgido le belle giornate d'inverno. Gli piacevano, man mano che gli diventavano familiari, le bottegucce che ostentavano ridicolmente vanitose insegne di vetro dorato; confetterie coi ritratti dei Reali sulle scatole di dolci, tabaccherie con portasigarette d'argento falso, eleganze di commessi in gita domenicale; gli piaceva persino il caldo e il fumo che usciva dalle friggitorie. S'insuperbiva di conoscere le linee d'autobus; diceva con importanza: Prendiamo il 92, e andiamo a casa sull'imperiale. E si sentiva in casa sua, in quella Londra virile, citt d'uomini che tornavano dall'aver dominato popoli selvaggi e conquistato deserti solitari... Ma poi Fran cominciava a parlare di Parigi, quel rifugio contro le volgari realt, femminile e amoroso.
Nel mezzo delle loro scorribande conobbero una solitudine che era rimasta loro ignota nell'affaccendata vita di Zenith.
Una sera dopo l'altra, sedevano nel loro appartamento, e pretendevano di essere stanchi morti, dopo una giornata di "visite ai monumenti"; stanchi morti, e felici di andarsene tranquillamente a cena soli. Sam sapeva che Fran aspettava, e anche lui aspettava ansiosamente, e pregava il Cielo perch il telefono squillasse per un qualche inatteso richiamo.
Ogni tanto, a qualche cena alla quale erano stati invitati, incontravano persone simpatiche, le quali dopo aver detto loro "Venite presto a trovarci!" si affrettavano a dimenticarli. L'indifferenza che Londra dimostrava alle sue grazie deprimeva Fran, quasi la spaventava. Ed era malinconicamente riconoscente a Sam, quand'egli pensava a farle mandare dei fiori, quando scopriva un luogo simpatico e imprevisto per andare a pranzo. Egli si rammaricava che Fran non incontrasse pi successi mondani; e nello stesso tempo, si rallegrava di non averla mai avuta cos vicina, tutta per s in quella nuova solitudine.
Fran si mostr quasi timida, quando Jack Starling, il nipote di Tub Pearson che era segretario all'ambasciata americana, tornato all'improvviso, fece loro una visita d'obbligo, ispezion la carnagione di Fran e la grammatica di Sam, e li adott entrambi con un entusiasmo non privo di riserve. Era un giovane simpatico, frequentatore di sale da ballo, impomatato e pieno d'idee. Non che le sue idee fossero particolarmente felici, ma erano vivaci, animate. Chiamava Sam "sir", cosa che lusingava Sam, pur imbarazzandolo. A Zenith, nessuno usava dire "sir", salvo qualcuno ch'era stato ufficiale in guerra, rivolgendosi ai ragazzini di cinque anni se voleva sgridarli.
E d'un tratto, col ritorno di Starling, Lockert ricomparve come se non fosse mai partito, e Lord Herndon venne a passare un mese a Londra, e senza alcuna ragione rintracciabile, i Dodsworth ebbero pi inviti a colazione, t, pranzi, balli e teatri, che non avrebbe potuto sopportarne una signora arrivista in fatto di mondanit. Sam era cos contento di veder Fran tutta felice e animata, che ci volle una quindicina di giorni prima ch'egli confessasse a se stesso che la sola cosa che lo annoiava ancor pi che far da tappezzeria nei balli, era l'essere testimone sonnolento e intorpidito ai pranzi di cerimonia; e non avrebbe certamente pianto, se non avesse mai pi riveduto tutta quella gente cui si "doveva" telefonare, ricordando d'invitarla alle loro piccole cene. N riusciva a persuadersi che quei festini (in un salotto particolare del "Ritz" lui facendo finta di preparare i cocktail, Fran in grande agitazione per i fiori) riuscissero poi meglio che in casa di altri. La conversazione era altrettanto oculata, la salsa non meno densa, e l'ora temuta, dalle nove e mezza alle dieci e mezza, non s'involava pi rapidamente, sull'ali di sommesse risate.
A. B. Hurd era un sollievo, ora che Fran era abbastanza occupata, e Sam poteva sgusciar via a gozzovigliare con lui, tra chiacchiere d'affari, prezzi d'automobili, storielle salaci e volgarit americane in genere.
Hurd s'era fatto in quattro per esser ospitale, e non essendosi accorto ancora che c' della gente al mondo, come Fran, che non vuole essere ospitata, era rimasto imbarazzato, intimidito e quasi diminuito nella sua bella sicurezza d'agente commerciale. Dopo innumerevoli telefonate, Fran lo aveva invitato una volta a prendere il t, ed egli, indossata una giacchetta alquanto fuor di moda e delle ghette nuove fiammanti, era venuto con la moglie, orginaria dell'Oklahoma.
Egli entr nell'appartamento dei Dodsworth con una certa baldanza, ma quando, dietro al rumoroso marito, Sam vide spuntare la signora Hurd, ne fu cos commosso, che dispieg tutta la cortesia che teneva in serbo per certe occasioni. Ella era vestita di seta turchina. Le sue mani riuscivano tanto pi vistose con le unghie rosate e aguzze curate di fresco. Hurd aveva una buona posizione, ora, ma Sam sentiva che per molti anni, la signora Hurd doveva aver lavato i piatti, la biancheria, i pavimenti. Un sorriso arrotondava le sue labbra, ma aveva gli occhi pieni di timore, allorch, nel piccolo vestibolo laccato di bianco dell'appartamento, ella strinse la mano a Sam, gridando: Dio mio, signor Dodsworth, ho tanto sentito parlare di voi! Mio marito parla sempre di voi, e dice che siete un organizzatore meraviglioso, e come si  trovato bene con tutti quanti voialtri l'ultima volta che  stato a Zenith e che bel pranzo c' stato a casa vostra e... Son proprio contenta di vedervi qui a Londra, e spero che voi e la signora Dodsworth troverete un giorno per venire da noi in campagna. Mi figuro quanto avrete da fare, con tanti inviti, ma...
Sam la introdusse nel salotto; cerc di far capire con un'occhiata a Fran di essere gentile, mentre diceva: Fran, ecco la signora Hurd. Sarai contenta di far la sua conoscenza, dopo tanto tempo che conosciamo suo marito...
Come state, signora Hurd? disse Fran, e Lady Ouston non avrebbe potuto essere pi cortese e pi spiacevole. Fran aveva pronunciato "'me state" e verso la fine la sua voce si elevava in una calma brusca, che smont completamente la signora Hurd.
Ella balbett: Piacere di fare la vostra conoscenza... poi sedette sull'orlo d'una sedia, rifiut il dolce che le faceva pi gola, e parve terrificata quando Fran, facendo le fusa come una gattina, parl di Parigi. Non osava pi formulare l'invito in campagna ch'era evidentemente scopo della sua visita. Tra i grossolani complimenti di Sam a Hurd, e i complimenti grossolani di Hurd a Sam, e il tono velenosamente melato con cui Fran diceva: "Troppo gentile d'esser venuta cos da lontano per salutarci, cara signora... uh... Hurd", ella si perdette d'animo, e non os avventurarsi oltre a frasi come "Ma che belle stanze che avete qui! Mi figuro che avrete molte conoscenze inglesi, eh, dei lord, e cos via, vero?".
Dopo di che Hurd, risentito, non telefon pi.
Ma quando, col ritorno di Lockert e di Jack Starling, Fran si ritrov nell'atmosfera di ammirazione che le era naturale, Sam riusciva ogni tanto a sottrarsi vilmente e a impossessarsi di Hurd per un pranzo alla buona.
Circa due settimane dopo, mentre facevano colazione insieme, Hurd propose: Sentite un po', capo, vorrei combinare un pranzo per voi, una di queste sere, tra uomini soltanto, qualcuno tra gli uomini d'affari americani pi in vista qui; tanto per star un po' insieme senza complimenti, tra amici. Credete che potreste spedire la cara consorte, per quella sera? Vi andrebbe, venerd sera?
Benissimo! Vedr se mia moglie ha qualche impegno per quella sera.
Beh, speriamo che ce l'abbia! La polizia  severa da queste parti! Ha! Ha! Ha! Sam non si scandalizzava. A Hurd piaceva raccontar aneddoti un po' spinti, e sghignazzare sulle donne di strada, eppure c'era in lui una sana naturalezza, che a Sam pareva infinitamente pi pulita delle blande allusioni a certe perversioni, che s'udivano sempre pi spesso a Nuova York e a Londra, e che gli davan la nausea e lo rallegravano di sentirsi normale e provinciale all'antica. Hurd, diavolo, Hurd gli piaceva. E le sue manate sul sedere erano sincere. E ne aveva bisogno, lui, di manate, da un po' di tempo! Perch considerarle un saluto meno cordiale di una tepida stretta di mano, di un "'me state?" all'acqua di rose?
Tornato all'albergo, Sam trov Fran che prendeva il t con Lockert.
Potrei dire a occhi chiusi, che siete stato con uno dei vostri giocondi amici americani, disse Lockert.
E perch?
Voi avete una voce passabile, dopo aver subto per una settimana le nostre influenze raffinatrici insulari. Acquistate anche un certo colore. Ma al momento che ricascate nell'America, ecco che torna a inasprirsi e diventa monotona...
Che peccato! brontol Sam, appoggiandosi al caminetto, quant'era alto; e si domandava che cosa sarebbe successo se avesse buttato il suo t, con tutta la tazza, in faccia a Lockert. Maledetto individuo! Oh, naturalmente non era un cattivo ragazzo, non aveva cattive intenzioni, e probabilmente aveva anche ragione, quanto ai suoi consigli sulla condotta che uno schietto barbaro Americano deve tenere in Inghilterra. Eppure... Diavolo c'erano pure delle persone per bene al mondo, le quali volevano bene a Sam Dodsworth tale e quale era!
Interruppe la relazione di Fran intorno alle sue compere e alle seterie Liberty, per azzardare, Senti un po', cara. Quel vecchio Hurd vuol dare un pranzo d'uomini in mio onore, sabato sera, per presentarmi a qualche uomo d'affari americano. Credo sia meglio che ci vada;  stato tanto cortese con me, dopo tutto.
E credi che ti divertirai? Tornare alle delizie rotariane di Zenith?
Ma certamente che mi divertir! Non mi pare che abbiamo impegni per quella sera. Non potresti organizzare una cena di signore, o andare al cinema? Io per mio conto...
Ma caro, non c' mica bisogno che tu mi chieda il permesso per uscire una sera!
No certo. (Altro se ce n' bisogno!) ma non vorrei che tu ti sentissi sola.
Sentite, Fran, intervenne Lockert, volete cenar con me quella sera, e poi andare all'Opera?
Ma... obbiettava Fran.
Benissimo! disse Sam. Facciamo cos.
Jack Starling piovve nel salotto in quel momento, molto animato, e Sam rimase in silenzio, mentre gli altri tre prendevano allegramente in giro l'America, Sam rifletteva (in modo alquanto obbiettivo, che era un'occupazione nuova per lui) e si sentiva un poco disorientato. Era diventata una vera malattia, nei due paesi, pensava, quella discussione America contro Inghilterra; una lite di famiglia, incessante e irritata. Naturalmente, laggi nei campi di frumento del Middlewest non si discuteva di queste cose, n tra i contadini delle lande del Yorkshire, o tra i pescatori della Cornovaglia. Ma quelli che viaggiavano e avevano occasione di far conoscenza coi proprii cugini dell'altra nazione, quelli che si nutrivano di giornali, da tutte e due le parti dell'acqua, ne erano ossessionati.
E Fran e Lockert e Starling, non la finivano di trovar da dire intorno a quel tema...
E trovavano tanto da ridere...
Quanto a lui, preferiva le storielle di Hurd...
No. Non era vero. Non le preferiva. Quei londinesi (e Fran e Starling erano degli aspiranti londinesi) parlavan meglio dell'onesta borghesia di Zenith. Qualche volta erano un po' sciocchi, un po' insulsi, un po' sprezzanti, ma trovavano la vita pi divertente dei suoi colleghi di Zenith, curvi sotto il peso degli affari.
Non era dunque possibile concepire, tanto in Inghilterra quanto in America, della gente di iniziativa, semplice e col cuore alla mano come Hurd, e nello stesso tempo pieno di spirito come Fran o Starling, e colta come Lockert, il quale malgrado il suo aspetto di eterno annoiato, lasciava intravedere talvolta visioni e immagini da ragazzo vivace e ingenuo com'era stato quando andava a scuola, l nella canonica paterna, sul fiume, nel Berkshire?
Lockert: maledizione, perch doveva aver sempre quel Lockert pel capo?
Dunque era vera, quella cosa che finora aveva cercato di nascondere a se stesso. La bella intimit che per una quindicina di giorni Fran e lui avevano trovato nella loro solitudine, la gioia di lei, di essere con lui e di mandare al diavolo il mondo intero, s'era diradata, poi era sparita, e ora gli sfuggiva pi che mai.
La cena di Hurd in onore di Sam era alle otto e mezza. Lockert e Fran uscirono dal "Ritz" alle sette, per cenare prima di andare all'Opera. Sam li accompagn paternamente, e con vero amor filiale Fran grid: Spero passerai una bella serata, Sam, salutami tanto Hurd. Sono convinta che  un brav'uomo, davvero. Ma non si volse nemmeno per un cenno di saluto, mentre egli guardava loro dietro, per il corridoio che conduceva all'ascensore. Ella aveva preso il braccio di Lockert; e chiacchierava, gi lontana e assorta in altre cose.
Durante un'ora, Sam cammin su e gi per l'appartamento, troppo solo per i suoi pensieri.
La cena di Hurd ebbe luogo in una sala particolare d'un ristorante di Soho, il "Dindonneau". La tavola, per trenta persone, era a ferro di cavallo; ornata tutt'intorno di bandierine americane, piantate in vasetti di miosotis. Dietro il seggio d'onore c'era il ritratto del Presidente Coolidge, drappeggiato di stamigna rossa, bianca e turchina, e alle pareti (Dio sa come avesse fatto Hurd a radunarli) c'erano scudi e gagliardetti di Yale, di Harvard, dell'Universit di Winnemac, delle Associazioni degli Alci, degli Oddfellows, dei Moose, dei Woodmen, dei Rotariani, dei Kiwaniani, della Camera di Commercio di Zenith, con un cartellone a quattro pannelli della Revelation.
Fran avrebbe sorriso di disprezzo...
Fuori si stendeva il viale di Soho, buio e sinuoso, con le luci nebulose d'una taverna singalese, d'una libreria francese, d'un parrucchiere, d'un bar di ostriche. E l'ambiente era violentemente forastiero, con i suoi affreschi d'un pittore d'insegne, o d'un pittore contadino: Isola Bella, Fiesole, Castel Sant'Angelo. Ma Sam non li guardava. Lui, che una sola volta nella sua vita aveva preso parte a un pranzo rotariano, guardava alla ruota, simbolo dei Rotariani, con un sorriso che era singolarmente timido. Per quanto non ci fosse nessuna ragione apparente, pure d'un tratto tutti quei gagliardetti gli avevan fatto sentire che nella fredda ignominia dell'esilio, egli era tuttora Qualcuno.
E pi che mai si sent Qualcuno allorch fu presentato agli invitati.
Era gente che viveva in Inghilterra alcuni da un mese altri da trent'anni; diversi l'uno dall'altro come le bestie d'un giardino zoologico, dove il leone  vicino alla gabbia delle scimmie. Pure, in tutti c'erano i segni della cordialit americana, e di quell'accento nasale che si chiama "parlar col naso", perch proviene appunto dal fatto che non si pu parlare attraverso il naso... C'era Stubbs, della succursale di Haymarket della Pittsburg and Western National Bank, un uomo solido, sui cinquanta, grigiastro, gran giocatore di golf; il giovane Ertman, il corrispondente londinese del "Register" di Chicago, ex allievo di Rhodes a Oxford, molto distinto, colto; il giovane Suffern dell'"Eagle" di Baltimora, rosso in viso, le spalle larghe, chiassoso; Doblin, direttore dell'agenzia inglese della Lightfoot Sewing Machine Agency, vecchio, magrissimo e garbato; Markart, della Orient Chewing Gum and Chicle Corporation; Knabe della Serial Cash Register; Fish della American Forwarding Company; Smith della International Tourist Agency; Nuttal dell'Anglo-Peruvian Bank nato nel Lancashire, ma vissuto diciott'anni a Omaha, e americano al trecento per cento; e parecchi altri, agenti di fabbriche d'automobili americane.
Ognuno d'essi schiacci la mano di Sam, brontolando (solo il brontolo dell'ex allievo di Rhodes fu pi felino che canino): Piacere di fare la vostra conoscenza. Vi tratterrete a lungo qui?
Accanto alla porta c'era un tavolino carico di cocktail. Sam non pot cavarsela con meno di quattro bevute, e quando, vacillando, si fu seduto vicino a Hurd, aveva gi completamente dimenticato di esser mai stato solo, e che Fran era andata con Lockert.
Ci furono grandi manifestazioni di chiassoso buonumore durante la cena; grandi urla, da un capo all'altro della tavola; una quantit di storielle che cominciavano tutte "Mai sentito quella dei due Ebrei..."? E bisogna dire che Sam, ammesso ora alle delizie dei sobborghi della buona societ inglese, si divert a quella cena, pi che non si fosse divertito a qualsiasi altra da un paio di settimane. Si divert pi che mai quando al dessert seguirono cognac e whisky e soda; e alcuni tra gli invitati, liberi una volta per settimana dalla tirannia delle mogli americane, cui il soggiorno in Inghilterra non aveva affievolito la fede nel loro diritto femminile di proibire ogni libert maschile, afferrarono l'occasione per ubbriacarsi con una certa misura, e per intonare canti americani come "Il vecchio giunse a casa male in gambe" e "Ei seppell Jesse James" e "Laggi a Bingo Farm", con ci che stimavano un'esatta versione londinese di "Era povera ma onesta", terminando tutti col ritornello in coro:
Mi chiamo Yon Yonson
E vengo dal Wisconsin
Lavoro in un cantiere,
E quando vado a spasso
La gente che incontro
Mi diiiiiiiice:
"Come ti chiami, di?"
E io diiiiiiiico:
Mi chiamo Yon Yonson
E vengo dal Wisconsin...
Dopo una certa quantit di liquori, pareva una bella canzone, e seguitarono cos per dieci minuti.
Ma, tra momenti di ebbrezza, Sam Dodsworth entr in un vero vespaio di dubbi su una questione che anche per lui stava diventando una malattia:  l'America la Roma del mondo, o  inferiore all'Inghilterra e all'Europa? O  tutte e due le cose insieme?
Su quei trenta uomini, non ve n'era dieci, la cui pronuncia testimoniasse del soggiorno in Europa. Se qualcuno, ogni tanto, usava qualche espressione prettamente inglese, avreste detto che l'aveva letta in un romanzo. Non ve n'erano sei tali da poter essere scambiati per Inglesi da Americani, e nemmeno tre, che degli Inglesi potessero prender per Inglesi.
Eppure Sam scopr con stupore che non ve n'erano pi di sei i quali avrebbero voluto tornare in America, per passarvi il resto dei loro giorni.
Egli capiva che un certo ibrido ambiente cosmopolita, con tendenza ai titoli e al baccarat, artisti eccentrici che avevan delle amanti e giocavano agli scacchi, poltroni in cerca di qualcuno con cui passare il tempo in ozio, preferisse vivere in Europa. Ma che ci fosse vero anche per quella trentina di brave persone, onesti commercianti, indiscusse autorit in fatto di registratori di cassa e pneumatici, ci lo sconcertava, lo disorientava.
Quella gente credeva fermamente, e proclamava animosamente, che l'America era "il pi grande paese del mondo", non soltanto per le sue risorse e la popolazione in aumento e l'incomparabile comodit della vita di tutti i giorni, non soltanto per le sue energie e possibilit industriali, ma anche per la sua generosit, la sua cordialit, il suo umor comico, il suo amore per il sapere. A malapena, giudic Sam, qualcuno tra di essi aveva desiderio di rivedere l'angolo di terra ove era nato...
Nuova York in una notte d'inverno, con tutti i suoi teatri fiammeggianti di luci, e le case lungo Park Avenue che svaniscono nel cielo selvaggio, rosseggiante di milioni di luci. Vermont in un pomeriggio autunnale, in cui gli aceri dorati sembrano torce accese. Estate nel Minnesota, dove i campi di grano mormorano tra loro; e sopra miglia e miglia di frumento ondeggiante, mosso dalla brezza, si scorgono i grandi elevatori di mattoni rossicci, e le guglie della chiesa cattolica tedesca. Grave silenzio della landa deserta: altipiani in cima ai picchi devastati della Sierra Nevada, variopinti pali da frontiera nell'Arizona, e laghi del Wisconsin le cui acque oscure carezzano i tronchi d'oro dei pini di Norvegia. Finestre a semicerchio su vecchi portali sereni nel Connecticut, a Litchfield e a Sharon. Fiero e freddo tramonto, durante gli ultimi cinque minuti di gioco nel Grande Incontro del Giorno del Ringraziamento, Illinois contro Chicago, Yale contro Harvard... indimenticabile e lontana dolcezza...
Citt di duecentocinquantamila abitanti con fantastiche acciaierie fumose, simili a cattedrali costruite da dementi, cresciute in vent'anni su dune sabbiose e deserte. La grande strada maestra, e una famiglia irsuta e avventurosa in un'automobile cigolante, novello carro dei pionieri, in viaggio per un giro da Seattle a Tallahassee, soffermandosi ogni tanto per guadagnarsi il pane il lardo e l'olio lavorando alla mietitura, e cantando a sera, presso gli accampamenti alle porte delle citt nelle verdi praterie...
Certo, non mi spiacerebbe tornare nell'Alabama; ci sono delle belle ragazze laggi; e dite quel che volete della vostra Georgia, ragazzi, ma la cucina dell'Alabama  la migliore del mondo, disse Stubbs della Pittsburgh and Western National Bank.
E Primble della International Films Distributing Agency url: Una volta all'anno almeno, bisogna che me ne torni a pescare nelle mie montagne dell'Ozark!
Ma all'infuori d'una mezza dozzina di anime malate di nostalgia, ognuno era pronto ad ammettere che poteva andare avanti benone amando e vantando e ammirando l'America, pur rimanendo in Europa fino a che la durasse.
Le loro confessioni avrebbero potuto riassumersi nelle considerazioni di Doblin, proconsole delle macchine da cucire, decano della colonia industriale americana, vecchio magro e garbato, il quale mormorava (e intanto gli altri ascoltavano, chi approvando, chi scotendo la cenere della sigaretta, con mossa nervosa, chi col sigaro piantato all'angolo della bocca)
Beh, vi dir come la penso io personalmente.  chiaro che la met, due terzi forse degli Americani, sono la miglior gente del mondo, la pi garbata e quella che pi s'interessa a tutto e la pi buontempona. E il terzo che rimane, credo che siano i peggiori zoticoni, gli idioti i pi screanzati, gli imbecilli pi ignoranti e presuntuosi che Dio abbia mai mandato in terra. Maschi e femmine! Io sarei beato di vivere in America, se... se potessimo liberarci del Regime Secco, in modo che un uomo potesse trovare un buon bicchiere di birra quando vuole, invece di essere costretto a bere gin e whisky. Se la smettessimo di prender sul serio un sacco di predicatori e giornalisti e politicanti, gente che si fa la piazza, asini calzati; allora, il popolo imparerebbe a pensar di testa sua, invece di farsi menar pel naso da tutti quei poliziotti del cervello e della morale. Se le nostre strade non fossero cos maledettamente rumorose, se ci fossero un po' pi di caff e un po' meno d'automobili... Scusatemi, caro Dodsworth,  vero che siete un fabbricante d'automobili, ma m' scappata e dovete mandarla gi.
"Ma la cosa principale, la ragione fondamentale,  molto pi difficile a esprimere di tutto questo. Non  una cosa cos semplice come il Regime Secco... Perbacco, quanta gente crede di diventar profonda, quando abborda la gran questione!... Ecco, in sostanza... Qui, certo, la vita  pi facile! Il vicino non vi fa la spia, non pettegola, n si sente in dovere di darvi dei consigli sul modo come dovete vivere, come si fa da noi. Non ch'io abbia niente da nascondere; son trent'anni che non ho preso pi una sbornia. Son stato sempre fedele a mia moglie, se si toglie quella volta che ho baciato una vedovella a bordo del "Baltic" e non sono andato pi in l! Ma se c' una cosa che mi fa venir la voglia di praticar tutti i vizi di cui ho mai sentito parlare,  l'idea di tutti i cani da guardia della morale, che mi sento scatenati alle calcagna, come accade negli Stati Uniti! E le persone di servizio sono molto migliori qui, sicuro...;  gente affezionata al proprio lavoro, molto pi delle nostre impertinenti ragazze, perch  gente abile, che si sente rispettata, protetta, e non c' la padrona che caccia il naso in dispensa e nelle lettere amorose tutto il santo giorno come da noi! Quanto poi agli affari, il pi grande mito americano  che noi rendiamo di pi di questi Inglesi e dell'altra gente, l sul continente. Tutta questa favola di bravura ad alta pressione dei nostri agenti commerciali, cosa ne dite? Io per me, credo che questa gente fa scappare i clienti, invece di attirarli! E qui, queste cose non si sopportano. Un Inglese sa quello che vuole comprare, e non ha nessuna voglia d'esser spinto a comprare qualche altra cosa. E uno Scozzese sa quello che non vuole comprare! Met della nostra energia consiste nell'andare in giro, a far vedere lucciole per lanterne e perder tempo. Io mi figuro sempre l'uomo d'affari americano "zelante" come uno che passa la met del suo tempo ad archiviare la sua corrispondenza, e l'altra met a cercarla. Eppoi, un Inglese non si sente eroico, se anche passa qualche oretta in pi nel proprio ufficio, senza far nulla di speciale. Va a casa presto, e va a giocare al golf o al tennis, o lavora un poco in giardino, ed  persin capace di leggere qualche libro! E ha la sua piccola mania, sicch, quando si ritira dagli affari, ha la sua brava occupazione, e non muore di noia, quando  vecchio, come accade da noi.
"L'Inglese vuol lavorare, e lavora sodo, ma non creder mai alla panzana che il lavoro, ogni specie di lavoro per qualsiasi scopo, sia nobile di per se stesso. Ogni volta che torno in America, per esempio, beh, c' il vecchio Emmanuel White, il presidente della mia compagnia, che ha settantadue anni, e non ha mai preso un giorno di vacanza in vita sua: un uomo che vale due milioni di dollari, e va in ufficio alle otto, e qualche volta ci rimane fino alle undici di notte, e se ne va in giro a vedere se nessuno ha lasciato una lampadina accesa. Pu darsi che in fondo ci si diverta, ma a vederlo, non si direbbe proprio. Si direbbe che campi d'aceto, e avere un colloquio con lui,  press'a poco il divertimento di curare una tigre malata. E certi individui di trenta o quarant'anni, che non riposano mai, nemmeno quando si prendono un pomeriggio di vacanza, si precipitano a una velocit d'inferno a giocare al golf! Il pi grande mito dell'universo!
"Ma mi pare che anche in America si stia imparando a oziare un poco. Questo mi fa sperare che un giorno o l'altro, forse, guariremo persino dall'ottimismo e dall'eloquenza. Ma certo, io quel giorno l non lo vedr pi, ed  perci che me ne rimarr qui in Inghilterra, anche dopo che mi sar ritirato dagli affari. Ho una piccola propriet nel Surrey, con quattro palmi di terra e un giardino pieno di rose. Ma sono americano, pi americano che mai. E grazie a Dio, qui ci sono abbastanza Americani, perch possa vederne finch mi pare. Ammiro gli inglesi, s, ma mi sento sempre un po' rustico, a pari di loro. Ma quanto a vivere qui, oh, udite! Non vi pare la miglior prova che l'America sia il pi grande paese del mondo? Parigi e Londra son diventate due tra le pi belle citt americane! Sissignori!"
Sam era piuttosto disorientato. Doblin era della razza dei vecchi yankee, americano al cento per cento, che egli preferiva a tutti gli adepti del nuovo vangelo degli affari.
Pi disorientato ancora si sent quando Fish dell'American Forwarding Company, il grosso gioviale Fish, giocatore di centro nella squadra dell'University of the Western Conference, ridendo disse:
Giustissimo! Il primo anno che ho passato qui, pativo di nostalgia. Tornai in America, con l'intenzione di restarci. Beh, ho resistito un giorno, in quella cara vecchia Chicago! Dio buono, il Loop, la ferrovia aerea, e la corsa attraverso tutto quel traffico, ogni sera, per tornare a casa, fino a Wilmette, e quelle eterne chiacchiere, sempre uguali, sull'impiego del capitale, e il bridge! Neanche il golf non mi divertiva pi! E s che ci davan dentro, quella gente! Si sentivan colpevoli, se facevano un punto di meno del giorno prima! E la maggior parte giocava per fare la conoscenza, al club, di clienti eventuali: per vender loro diciotto azioni su diciotto buche! Mi feci trasferire di nuovo qui. Credo che se dovessi difender l'America, contro il pi bel paese del mondo, correrei ad arruolarmi, ma... Chiss, forse l'America finir per civilizzarsi; almeno lo spero. I miei due ragazzi, li mander a studiare in America, in universit americane, e poi, decidano loro se voglion restare laggi, o tornare qui. Forse, il nostro dovere sarebbe di rimanere a casa nostra, e combattere gli intrusi, non lasciarci cacciar via da loro. Ma la vita  breve. Io vorrei essere buon patriota, ma... Ah! Se vedeste la mia casa a Chelsea! a venti minuti da Trafalgar Square, anche con uno di quei taxi londinesi antidiluviani; eppure, c' una pace come in una cittaduzza del Nebraska. Anzi, di pi! Qui almeno non ci sono ragazzacci che bevono gin e vanno in giro in automobile, n predicatori che facciano un baccano del diavolo sotto la loro tenda. Sissignori!
Sam rifletteva.
Cominciava ad amar l'Inghilterra. Forse, gli sarebbe piaciuto viver qui, interessarsi a qualche azienda d'automobili, avere una casa dell'epoca elisabettiana, in bianco e nero, nel Kent, con dieci acri di terreno, farsi socio del Club Americano. Brave persone, queste qui: forse, due o tre avrebbero anche potuto passare la censura di Fran. E qui, non si sarebbe sentito solo. Avrebbe imparato a prender le cose con calma. E pensava gi al vecchio Tub, quando verrebbe a passare un po' di tempo da lui, l'estate! Avrebbero fatto il giro della Scozia e dell'Inghilterra in automobile con Tub, avrebbero giocato al golf a St. Andrews...
S.
Poi, rievoc gli orrori di un t d'artisti, al quale li aveva condotti Jack Starling, a St. John's Wood. Rievoc le cene tediose: gente isolata, che penava in pubblico. Rievoc il disagio di non conoscere la violenta differenza tra un ex studente di Oxford e un laureato dell'Universit di Londra, e quella abissale tra un uomo che avesse compiuto gli studi classici e un altro che non li avesse compiuti. Eppure... Qui, la vita aveva un sapore...
Qui, quando camminava per le vie, non provava il bisogno di affrettarsi. E non aveva voglia, proprio ora, di ritornare in un ufficio a Zenith, e dar retta a dei giovani esaltati, i quali tenevano delle concioni sui parabrise; non aveva alcun desiderio di ritornare a studiare i preventivi d'una compagnia che avrebbe fornito la stoffa per ricoprire i sedili a doll. 06774 di meno al yard; e nemmeno di stare ad ascoltare il dottor Wimpole, il buffone del Golf-club, nelle sue imitazioni di Svedesi, oppure nel suo celebre modo di salutare: Beh, eccolo qua, il vecchio brigante! Quante vedove e orfani avete messo sotto, con la vostra dannata vecchia Revelation, questa settimana?
No!
Torn verso casa, dopo molte strette di mano tremendamente cordiali, pi che mai soddisfatto di quello spirito avventuroso nuovamente riconquistato... e sperava che Fran non avrebbe detto, Ti sei divertito con quei luminari del commercio americano?
Avrebbe detto cos! Per quanto leggermente egli fosse entrato nella stanza, ella si sarebbe svegliata, e avrebbe detto... (gi, in taxi, si figurava la scena): Beh, spero che ti sia divertito con Hurd e con tutti quegli altri Rotariani, cos cordiali!
Oh senti un po'! Si  parlato di cose sensate, stassera, di cose che valgono pi di quanto non abbia sentito parlar finora nei tuoi pranzi di gala, dove la gente di societ cerca di parlar come membri del Parlamento, e i membri del Parlamento cercan di parlare come gente di societ...
Ma Sam, caro, stai diventando letterario, a quanto pare! L'influenza del buon Hurd  stupefacente! C'era anche sua moglie? Avrebbe fatto la sua figura, a un pranzo d'uomini!
Oh senti un po'! So che sei una donna colta, e so che io non sono che uno zoticone d'uomo d'affari, ma permettimi di ricordarti che son stato allevato in un ben noto istituto per i ragazzi della buona societ, a New Haven, e che ho anche letto una discreta quantit di libri, e che inoltre...
Il suo trionfo era completo, in taxi.
Entr raggiante nell'appartamento. Sul divano, sul suo mantello da sera di broccato d'oro, Fran giaceva singhiozzando.
Rimase inchiodato sulla soglia per cinque buoni secondi, prima di gettare sul tavolo il suo cappello a tuba, precipitarsi verso di lei, e lasciarsi cadere sul divano accanto a lei gridando:
Che cosa c'? Cara! Che cosa c'?
Convulsamente ella alz il volto, tanto da celarlo contro le ginocchia di lui, mentre gemeva:
"Avevo sempre detto, oh Dio, avevo sempre detto che per una donna era un complimento esser, come si dice, insultata. Pu darsi che lo sia, ma... oh, Sam, non mi piace affatto! Non mi piace! Oh, voglio tornare a casa! Andarmene via dall'Inghilterra, comunque sia. Non posso sopportare... Sar stata colpa mia se...
"No, non  stata colpa mia! Non gli ho mai dato la pi lontana, la pi lieve ragione di credere che Sua Grazia, oh Dio, come lo odio, quell'uomo!  cos arrogante, e perch poi? Con che diritto, domando io? Dopo tutto, che cosa , quell'imbecille, se non un mancato, un vagabondo cosmopolita? Anche se suo cugino  una persona per bene, chi , lui, domando io?
"Ecco come sono andate le cose. Oh, Sam, Sam, caro, quasi mi vergogno di raccontartelo, perch dev'essere stata colpa mia... in parte almeno.  stato dopo l'Opera. Avevo proposto a Clyde, al maggiore Lockert, di andare a ballare, in qualche luogo, ma lui disse che tutti i posti dove si sarebbe potuto andare erano troppo rumorosi e che era pi bello venir qui da noi, bere qualcosa e chiacchierare un po'. Non dissi di no, tanto pi che ero un po' stanca. Da principio  stato molto carino. (Oh, ora vedo la sua linea di condotta, e bisogna dire che non c'era male, dopo tutto!). Si era seduto, sedeva l, su quella sedia, e mi raccontava della sua infanzia, e quanto era stata solitaria. Tu sai ch'io divento un'idiota quando mi si parla di bambini, sai quanto soffro, al sentir soltanto raccontare che uno non  stato felice da bambino. E allora, quasi mi son messa a piangere. E poi disse che non si sapeva esprimere, che era timido (s proprio cos!) ma che non poteva fare a meno di dirmi che cosa significava per lui l'avermi incontrata, che aveva subto la mia dolce influenza femminile; sul serio, mi pare che abbia usato proprio queste parole... speriamo che non subisca una dolce influenza femminile pi di due o tre volte per settimana... figuriamoci a che razza di donne dir queste cose l in India, nelle sue piantagioni! ah, come lo odio!
"Insomma, mi disse ch'io ero stata una vera sorellina per lui, e io, che sono una stupida, sette volte stupida, lo sai, io ci cascai, e prima che potessi accorgermene, me lo sono trovato seduto qui accanto a me, sul divano, con la mia mano tra le sue. E confesso che... Oh, voglio essere terribilmente franca! Se un giorno poi, sarai tanto vigliacco da servirtene contro di me, ti uccider, ti giuro che lo faccio!... Confesso che non mi dispiaceva, sentirmi tener per mano... Sono una sgualdrina? Ho paura di poterlo diventare!... Ma insomma, quello che voglio dire  che c', intorno a quell'uomo, una certa elettricit; sa stringer molto bene le mani; non troppo forte, eppure vi d un certo brivido...
"Insomma, teneva la mia mano come se fosse una specie di reliquia specialmente sacra. E continuava a dirmi che il mio esempio l'aveva persuaso a metter fine ai suoi vagabondaggi, e a mettersi a posto con una donna straordinaria come me. E io gli credevo! E mi pareva d'essere una suora accanto al letto d'un moribondo!
"Ma insomma, avrebbe troncato quel suo esistere senza scopo, e avrebbe incominciato a far qualcosa nella vita. Disse proprio cos: far qualcosa nella vita! Ah, come avrei dovuto capire!
E poi...
Oh, te lo puoi figurare, tutto quello che ha detto! Non c' bisogno che te lo ripeta. Chiss che anche tu non le abbia raccontate a qualche bambina, queste cose! Soltanto, bada che se mai ti ci colgo, ti uccido! Tu ed io, d'ora in avanti, siamo i monogami modello, hai capito? Insomma, ti figurerai tutto quello che ha detto. Dove mai avrebbe trovato l'ammirevole sposa, la quale fosse simile a me? E io, naturalmente, facevo le fusa come una gattina! E poi, daccapo, prima che potessi muovere un dito, mi getta le braccia al collo e cerca di abbracciarmi, e nello stesso tempo, si sforzava di farmi capire che ero io che l'avevo invitato... Oh, adesso sono capace di riderci sopra, o almeno cerco di riderne. Ma t'assicuro che  stato un brutto momento. Quell'idiota insisteva nella sua parte tragica, sul genere di "Donna, il tuo sorriso avvelenato mi ha condotto alla perdizione". Oh, Sam, Sam, Sam, caro amore mio! Tu sei cos onesto! Ma senti; quando si  accorto che non avevo nessuna intenzione di lasciarmi abbracciare, allora ha fatto il viso dell'arme. Ecco una cosa che gli riesce a meraviglia! E seguitava, che ero stata io a cominciare. Diceva che "tra la gente civile" c'erano delle "regole di gioco" e che il modo come io mi ero lasciata baciare sulla spalla... Gi, perch nel taxi, mentre andavamo a cena, aveva... Oh, sono sincera, disastrosamente sincera, forse!... Spero, caro, che non ne farai tesoro, e non te ne servirai contro una povera sciocchina, la quale credeva di essere una donna di mondo! E ti assicuro, quando mi ha baciato sulla spalla, credevo fermamente e sinceramente che se avessi fatto finta di non capire, avrebbe avuto tanto buon senso da capire che con me non c'era niente da fare! "Regole di gioco tra gente civile!" Imbecille! Come se non le conoscessi tanto quanto lui, e forse meglio di lui... Ma insomma...
"E forse, il suo bacio sulla spalla mi ha fatto piacere! Non so... Non so pi nulla, dopo una serata cos orribile... Ma insomma...
"Disse che la colpa era mia, e altre cose simili, che ti puoi figurare, e poi, quando vide che con me non poteva fare il padrone, allora cominci a scusarsi di avermi lasciato intravvedere "il suo vero animo", ti domando se quel porco ce l'abbia un'anima! E mi baci sull'orecchio, e sul naso, un pessimo tiratore! e preg e supplic e... Ma non so davvero perch tu debba star a sentire tutti questi particolari disgustosi! Insomma, ho finito per cacciarlo via...;  stato d'una gentilezza squisita, mio caro!... ha continuato a ripetere, con quella sua grazia, che tutte le donne americane sono degli esseri senza cuore, che godono a prendere in giro gli uomini e che...
"Ah, s, e poi ha detto altro ancora. Questa era proprio buona, t'interesser particolarmente! Per quanto non mi pare concordasse molto con la qualit di sirena senza cuore che egli compiangeva in me, ha detto, mi ha fatto capire che non si sarebbe contentato di qualche bacio di consolazione, perch io stessa, diceva lui, non sapevo quanta sensualit si nascondesse in me. Quanto a te,  stato tanto gentile da dire che tu eri un ottimo mercante d'automobili, e un simpaticissimo amico, che probabilmente avresti saputo difenderti da un assalto di banditi, ma che non avevi nessun fuoco sensuale, "fuoco spirituale" ha detto, se non sbaglio, per essere esatti; e io ero quel che si dice "non risvegliata", e lui sarebbe stato ben lieto di (sia benedetta la sua anima caritatevole, amabile, altruistica!) sarebbe stato ben lieto di contribuire al risveglio.
"Oh, Sam, cerco di riderci sopra, ma credimi, non sono mai stata trattata cos, insultata, ferita, non mi sono mai sentita giudicare cos male, pur essendo cos innocente...
"O forse credi anche tu che sia stata io a cominciare...".
Durante tutta quella sua violenta cronaca, Sam era riuscito a commuoversi, e con molto successo; aveva cercato di mettersi dal punto di vista di lei, ma non con altrettanto successo; e mentre le accarezzava i capelli, stava studiando una stampa sulla parete che aveva di fronte.
Fino ad allora non aveva fatto troppo caso al loro salotto. Ma in quegli istanti egli vi si concentr con tanta intensit, che mai pi avrebbe dimenticato il minimo insignificante particolare: le pareti, d'un azzurro fiordaliso; il soffitto, oro vecchio; una poltrona di tela stampata a ciuffi di rose; la scrivania di mogano, con eleganti volumi di memorie inglesi, recente acquisto di Fran; un piccolo portalibri al disopra del piano su cui ella aveva ammucchiato in bell'ordine la discreta carta da lettere del "Ritz" e le lettere che cominciavano ad arrivare dall'America; il basso tavolino da t, col servizio d'argento antico ch'ella aveva comperato con tanta soddisfazione in Bond Street. Quei tratti d'intimit, che Fran cercava sempre di dare alle camere d'albergo, lo commossero. Ma pi che da qualsiasi altra cosa era distrattamente attirato dal colore della stampa che aveva di fronte a s. Non era una stampa particolarmente eccellente. Era tale quale l'avrebbe fatta un qualsivoglia artista maturo e infarcito di letteratura. Eppure, in quel momento critico, Sam era affascinato da quel disegno: un giovane cicisbeo, lindo e attillato, curvo su una donna con un sorriso sulle labbra e un cappello fiorito, contro uno sfondo di torri e di rose.
Si scosse dallo studio della stampa, alla domanda di lei: O forse credi anche tu che sia stata io a cominciare?
No. Sono certo che non sei stata tu. Fran. Per...
D'un tratto, sent che perdeva ogni controllo sulle proprie parole; non era pi lui, ma quasi un estraneo, che istintivamente si lasciava andare a mormorare:
Oh, Dio mio, come sono stanco!
Se tu credi che non sia stanca, io!
Senti, Fran. Non credo di saper troppo bene come si trattano in casa propria gli ammiratori della propria moglie. Non ho mai avuto nulla a che fare con quel genere di vita l. Sono pure convinto che tu stessa non avevi idea che Lockert avrebbe scambiato la tua gentilezza per amore.  stato un porco. Credo che il mio dovere sarebbe di sparargli una rivoltellata.
Via, non dir sciocchezze!
Beh, mi sentirei un po' ridicolo se lo facessi, ma se tu vuoi proprio che... Dentro di s, s'andava dicendo che sarebbe stato meglio non dire tutto quello che pensava; ma d'un tratto, ecco che lo diceva suo malgrado:
Ma in fondo, io non posso dar torto a Lockert. Tu hai flirtato con lui, hai flirtato in casa di Lord Herndon, persino sul piroscafo, ti comportavi gi come se Lockert non vivesse e non parlasse che per te. E bisogna dire che aveva le sue buone ragioni per credere che avrebbe potuto conquistarti. Tu poi, hai un modo cos grazioso di darmi sulla voce in presenza sua, quando dici "Se tu cercassi di ricordarti che Lady Vattelapesca non ha l'abitudine degli Americani, e non le parlassi tanto di Zenith" e cos via, finch mi fai perdere il lume degli occhi, e mi sento nervoso come un toro che entri in un negozio di porcellane in Bond Street; e Lockert intanto ascolta, e naturalmente, immagina che tu mi prenda per un imbecille qualunque, mentre lui  un essere superiore e...
C' qualche altro peccato capitale ch'io abbia commesso?
S. C' dell'altro. Tu ti diverti a mortificare Hurd, e altre ottime persone come lui, e diventi d'una cortesia cos ironica, che in presenza tua si sentono degli stallieri, e giochi con essi come il gatto col topo, e l'hai fatto in presenza di Lockert, ed egli ti ha vista voltarti verso di lui per cercar la sua approvazione; quindi penser che tu lo creda tanto superiore a me e ai miei amici...
E ora lascia parlar me! Non c' una parola di vero in quello che dici! Non ti ho mai dato sulla voce! Non ho mai detto nulla per metterti colle spalle al muro! E credo che anche tu vorrai ammettere che in certe cose ho un po' pi di tatto e di pazienza di te! E quando, per pura amicizia, e unicamente pel tuo bene, cerco di aiutarti a capire certe persone che tu hai giudicate male, ecco che tu dici che ti tiranneggio! Oh,  una vera brutalit da parte tua! E un'idiozia! Se tu non mi voltassi le carte in mano con tanta disinvoltura, se tu mi dessi retta e ti lasciassi aiutare, forse non faresti certe pessime figure, come quella sera che hai insultato Lady Ouston e hai rovinato la serata a tutti quanti!
Ma se m'hai sostenuto anche tu! Se m'hai dato ragione!
Naturalmente! L'ho fatto per solidariet verso di te! Perch sono sempre solidale con te, io! Non ti sono mai mancata, in questo, come in altre cose, del resto!
Oh! davvero? Secondo te,  solidariet divertirsi a insinuare e far capire a tutti che io non sono che un povero ignorante d'industriale, mentre chiunque, dico chiunque, abbia l'accento francese o inglese, qualsiasi fannullone che viva alle spalle delle donne  un gentiluomo e un sapiente! Dopo tutto, son stato in rapporti d'affari con pi d'un importatore europeo, e non ho mai avuto l'impressione...
Avanti! Spiega che tu sei il grande Herr Geheimrat Generaldirektor! Che sei stato tu a inventare e sviluppare tutta l'industria automobilistica! Tutte cose cos nuove, cos interessanti! Oh, Sam, non avrei mai voluto dirtele, certe cose, ma tu mi obblighi a farlo! Che tu sia riuscito,  fuori causa. Ci sono poche personalit cos marcate come la tua... a Zenith! Ma una volta tanto, succede che non siamo nella tua beneamata Zenith, in questo momento, ma in Inghilterra, e ci sono certe cose, qui, che tu non conosci affatto, e che io, invece, conosco molto bene! Dopo tutto, questo non  il mio primo viaggio in Europa! Ma gi, tu sei troppo presuntuoso, per lasciarti guidare da me! Non voglio mica insinuare che tu sia un maleducato, o un uomo comune, ma credimi, mi rincresce proprio dovertelo dire! sembri comune e maleducato a certa gente che non ti capisce...
A Lockert, suppongo?
...e a certa gente che vive nell'illusione che le grandi tradizioni dell'Europa sian d'un gradino pi su della vivacit e dell'agitazione che si trova a Zenith... E io potrei fartele vedere, queste tradizioni, ma tu non mi lasci...
Sarai un'autorit in materia, suppongo?
Certo che lo sono, a paragone tuo! Dopo tutto, non  la prima volta che vengo in Europa, e la casa di mio padre  sempre stata piena di Europei. E in questi vent'anni ho letto pi libri francesi e tedeschi e inglesi, che tu non abbia letto romanzi polizieschi! Sono bene accolta, qui! Oh, Sam, se tu ti lasciassi aiutare...
Ma, cara bambina, non puoi soffiarmi sul naso per la mia volgarit, e nello stesso tempo far la mammina pietosa! Troppa carne al fuoco! Quanto poi alla volgarit... Ma dove diavolo si sono cacciate tutte quelle sigarette?
In quel momento, era assai pi importante trovare le sigarette, senza le quali nessun vero fumatore si sente a posto ed  capace di sostenere validamente una discussione, ed assaporare le amare delizie dell'odio. La battaglia fu sospesa, per le ricerche in comune. Sam rovist il suo smoking, cacci le mani in tutte le tasche del soprabito, vuot i cassetti della scrivania, mentre Fran si alzava dal divano per guardar, prima trionfante, poi delusa, nella scatola russa nera e scarlatta che aveva comperata il giorno prima.
 un'altra cosa, un'altra cosa. Ma dove saranno quelle sigarette? Son sicuro che avevo ancora un mezzo pacchetto, mormorava Sam, senza lasciar di cercare.
Fu Fran che ebbe l'idea di telefonare gi, in portineria; lei che sent che sapeva farsi servire, non importa a che ora della notte, mentre lui sarebbe stato sempre americanamente timido di fronte agli umili.
Seduta sull'orlo del divano, ella si lisci il vestito, e con grazia irritante sporse il capo verso di lui per farsi dare del fuoco, quando ebbero finalmente le sigarette, e con irritante dolcezza disse:
Sam, mi rincresce di doverci tornar sopra, ma non credo che ti aiuti molto, quando discuti, il perder le staffe e adoperar paroloni forti e virili come "maledetto", e "diavolo". Purtroppo, per me non sono una novit, e non mi mettono paura! Ma come sempre, non raggiungi con ci il tuo scopo. Non ti "soffio sul naso", per usar la tua elegante espressione, n gioco a far la mammina pietosa. Son sempre ben disposta a sentire i tuoi consigli in fatto di golf, e sul modo di collocare il mio denaro. Per conto mio, ti domando semplicemente di ammettere che ci siano al mondo alcune cose, di cui una povera donna ignorante possa intendersi pi di te! Oh, tu non sei diverso da tutti gli altri Americani! Tu non conosci le lingue. Non sai distinguere Rodin da Mozart. Ignori se la Siria sia sotto il protettorato della Francia o dell'Inghilterra. Tu, tu, tanto competente in fatto d'automobili, non ti ricordi mai se devi sederti alla destra o alla sinistra d'una signora, in automobile. E Bach e Antheil ti seccano ugualmente. Ti annoi a venir con me, per comperare i pi bei ricami russi che si possano vedere. A tavola, non sai sostenere una piccola discussione spiritosa con una bella signora. E... Ma questi non sono che sintomi, e, presi uno per uno, non contano. Il fatto importante  che tu non hai la pi lontana idea di ci che sia la civilt europea, fondamentalmente, e di quanto la tradizione dell'onore, della galanteria, del far le cose con agio, dell'educazione innata, differisca dal materialismo americano. E non hai nessuna voglia d'imparare. Tu non potresti mai diventare europeo...
Fran! Finiscila di prendermi in giro!
Non ti prendo...
Finiscila! Mia cara, io non pretendo di avere nessuna di tutte queste virt. Credo che tu abbia detto la verit: io non potr mai diventare europeo. Ma perch dovrei diventarlo? Sono americano, e sono ben contento di esserlo. E tu sai che non t'impedir mai di diventare tanto europea quanto ti far piacere. Ma non sfogare su di me la tua collera verso Lockert, ti prego!
Le sue braccia, allacciandola, dissero molto di pi, ed egli attir sulla sua spalla la testa di Fran la quale singhiozzava:
Lo so. Scusami. Per...
Ella si raddrizz, parl risoluta:
Mi vergogno di tutta questa faccenda di Lockert, terribilmente. Mi sento umiliata fino in fondo. La sola idea mi  insopportabile! Sam, vorrei lasciare l'Inghilterra, subito. Non potrei sopportar di restare in questo paese, e pensare che quell'uomo ride alle mie spalle. Altrimenti, sarei capace di dirti di tirargli un colpo di rivoltella, e le leggi di qui sono cos sfavorevoli! Voglio andare in Francia. Subito!
Ma per Dio, Fran, a me piace questo paese! Comincio a conoscere Londra! Mi trovo bene qui. Mi sentir cos straniero in Francia!
Proprio quello che voglio essere! Voglio ricominciar tutto da capo. Non voglio passar di nuovo per stupida. Oh, Sam, caro, perch non fuggire, come due scolaretti che si tengono per mano? E pensa... Pensa alla gioia di vedere dei sifoni blu, delle brioches, dei chioschi, delle cinture rosse, dei sedili di velluto rosso e delle cassiere grasse! E sentir dire: B'jour, m'sieu e madame! cos come lo dicon loro, quando si esce da un negozio... come un campanellino! Ascoltami, Sam: partiamo!
Avrei voluto visitare certe fabbriche d'aeroplani, qui. Avevo gi preso un appuntamento...
Quattro giorni dopo, partivano per Parigi.
Il piroscafo che faceva la traversata della Manica parve a Sam un levriero, agile, slanciato, solo la tozza e bassa ciminiera rivelando la sua forza. Nei passaggi stretti tra i ponti, le cui rapide curve verso prua davano l'idea della velocit, egli ritrov le delizie del viaggio di mare, che gi aveva conosciute sull'Atlantico. Dopo che ebbe accomodato Fran su una sedia a sdraio, sul ponte superiore, tra montagne di valige eleganti, egli sgusci gi nel bar.
C', in ogni bar di piroscafo, in qualsiasi bar di qualsiasi piroscafo, per quanto piccolo sia, una allegria sconosciuta ovunque nell'oscura e metodistica valle della vita. Ci si trova la celata sicurezza di un'osteria inglese, con un briciolo di avventuroso, per le onde che sfiorano gli obl, per le considerazioni che si fanno intorno ai passeggeri: gente che viene dalla Cina o dal Brasile o da Saskatchewan, gente che va in Italia o in Liberia o al Siam. Mentre risaliva per tornare da Fran, Sam, nella crescente impazienza di vedere il continente, dimentic il suo rimpianto per l'Inghilterra; e quell'impazienza perdur, mentre sul ponte udiva una conversazione tra un maturo pastore del Wiltshire, una zia, e la cara amica della zia, la signora Illingworth-Dobbs:
Oh, certamente, ci tratterremo molto tempo a Firenze.
Andrete alla Stella Rossa ancora una volta?
No, credo che questa volta andremo alla pensione della signora Brown-Bloater. Sapete che abbiamo abitato sempre alla Stella Rossa, ma stanno diventando proprio esosi. Figuratevi che l'anno scorso hanno cominciato a far pagare il t a parte.
A parte? il t?
Sicuro. E pensare che ci si stava cos bene, una volta! Non ci si trovavano che persone veramente per bene. Ma ora,  pieno di Ebrei e Americani, e coppie non sposate, e ci sono persino dei Tedeschi!
Che orrore! Per, Firenze  una citt cos bella!
Incantevole!
Cos artistica!
S, molto artistica. E sir William ha affittato una villa per la stagione.
Davvero? Allora, chiss che divertimento sar per voi!
S, s, sar una cosa veramente simpatica. William ha una passione per tutto ci che  artistico. Sar proprio come se fossimo in casa nostra. E la signora Brown-Bloater mi ha assicurato in persona che non avrebbe fatto pagare il t a parte!
Sam dimentic la prospettiva d'un continente pieno di signore Illingworth-Dobbs e nella volutt della velocit dimentic persino il cattivo umore di Fran, a causa del piroscafo che ballava parecchio, cosa di cui ella pareva voler imputare Sam. La prua urtava contro le onde come un pugno inguantato di ferro. C'era giusto quel tanto di movimento per cui si sentiva che si era in mare; e allorch lasciarono le coste d'Inghilterra, andando verso una fresca brezza, incontrarono dei battelli d'aspetto esotico: uno francese, che rullava sulle acque agitate, mentre dei marinai piccoli e grassocci, in maglia a righe, facevano gran cenni di saluto; uno tedesco, da cabotaggio, beccheggiante sulle onde increspate di sole e anche uno olandese diretto alle Indie.
Su quello dov'erano i coniugi Dodsworth, i marinai che passavano accanto alle sedie a sdraio e gli ufficiali sul ponte e tutti quanti apparivano vigorosi, coi loro volti color mogano, veramente solidi, schiettamente britannici.
Pass un signore dai lunghi baffi biondi, con un monocolo. Fran insisteva nel dire che era Thomas Cook, di Thos. Cook e Sons. E Karl Baedeker, come sar? si andava domandando. Piccolo e tozzo, con una breve barba quadrata, e grosse lenti, attraverso le quali scrutava le liste dei ristoranti, le rovine dei templi, e i cartelli con la scritta "Roma 3 chilometri".
S, e come sar Mr. Bass? E i fratelli Haig? Chiss se rassomiglieranno ai fratelli Smith? diceva Sam, e poi: Perbacco, Fran, sono proprio contento!
Poi, scorse una pallida linea, ed era la costa della Francia.
Ma se ne and barcollando verso poppa, per guardar indietro, all'Inghilterra. S'immaginava di vedere l'ombra delle sue scogliere. Ci ch'egli vedeva era certo un banco di nuvole, ma egli si figurava il dolce declivio delle fresche colline, le strade sinuose e benevole, i volti simpatici.
L'Inghilterra! Forse non la rivedr mai pi... Fran e Lockert me l'hanno portata via... Ma le voglio bene. L'America  mia moglie e mia figlia, ma l'Inghilterra  mia madre. E quegli sciocchi che parlano d'una possibile guerra tra l'Inghilterra e l'America! Se mai ci si verr... Pensavo che Dobs fosse un pazzo, a farsi mettere in prigione per protesta contro la guerra, ma ora mi sembra di capirlo meglio. "Se mai ti dimentico, o Inghilterra, possa la mia mano destra dimenticar la sua destrezza; se non mi ricorder pi di te, possa la mia lingua attaccarsi al palato". E come si diceva, in chiesa? Ah, ecco: "Se non porr Gerusalemme, Londra, al disopra di qualsiasi gioia!" Benissimo... io non potrei mai preferire l'Inghilterra all'America, ma subito dopo l'America... Dio mio, come mi sarebbe piaciuto restarci! Chiss, i Dodsworth avranno vissuto in Inghilterra per tremila anni, mentre non sono in America che da trecento.
Inghilterra!
Poi, con ardore, si volse verso la Francia.
Entrarono nel porto, oltrepassarono la diga coi suoi piccoli fari, a fatica andarono a collocarsi lungo un rozzo molo di pietra, videro grandi cartelli-rclame di strane bevande, in una strana lingua, e furono assaliti da un'orda di piccoli facchini in blusa turchina, dalla voce acuta; udirono dei bambini parlar loro in francese come se anche per loro dovesse essere una lingua naturale; e per la prima volta in vita sua, Samuele Dodsworth si sent preda d'un paese veramente straniero.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Sam era rimasto calmo tra la frenesia di un salone automobilistico a Detroit, s'era fatto strada tra la folla di una notte di capo d'anno a Broadway, limitandosi ad allontanare dal proprio cammino tutta quella giovent turbolenta con trombette e piumini; ma si sent smarrito alla dogana di Calais. I facchini urlavano parole feroci che suonavano come "attonshion", facendosi avanti a gomitate, vere montagne ambulanti di bagagli; i passeggeri si pigiavano intorno alla piattaforma; e Sam si sentiva addosso gli occhi freddi e ostili dei doganieri; tutti mugghiavano, ruggivano, urlavano, emettendo suoni tutto meno che umani; e Sam si ricord che aveva quattrocento sigarette nella valigetta a mano.
Il facchino che aveva preso le loro valige sul piroscafo aveva urlato qualche cosa che rassomigliava vagamente a "catravandeuce". Fran spieg che ci voleva dire che quel facchino aveva il numero novantadue. Poi il maligno "Catravan-Deuce" era scomparso, con tutti i loro averi. Sam sapeva che non c'era niente di male in ci, ma non si fidava troppo. Cerc di persuadersi che non c'era probabilit che un facchino francese rubasse i loro bagagli pi di un facchino della Grand Central Station; soltanto non era ben certo che "Catravan-Deuce" non li avesse derubati. Naturalmente, si sarebbe potuto ricomprar tutto quanto senza troppa spesa, fuorch per i gioielli di Fran, ma... Diavolo, gli sarebbe dispiaciuto di perdere quelle certe vecchie pantofole rosse...
Il lieto fine della faccenda lo deluse alquanto: alla dogana si trov accanto Catravan Deuce che sorrideva nella barbetta facendosi strada a forza di gomiti tra i passeggeri pi importanti.
Il francese di Fran (di Stratford, Connecticut) inorgogl Sam; specie quando l'ispettore dal berretto gallonato disse qualcosa d'incomprensibile e Fran rispose con qualcos'altro che suonava come "ri-an...". Gli parve una professoressa; e lui si sent ignorante e zotico; e pieno d'ammirazione si affid a lei. A questo punto apr la valigetta a mano e le quattrocento sigarette apparvero agli occhi dell'ispettore.
L'ispettore guard stupefatto, a bocca aperta, alz le braccia al cielo, protest in nome della libert, uguaglianza, fraternit e dei diritti doganali. Fran tent una risposta, ma il suo francese non si rivel all'altezza e naufrag. Volta a Sam, priva di tutta la sua disinvoltura, gemeva: Non capisco proprio quello che dice! Parla forse in patois! Di fronte alla sua disperazione, Sam divent d'un tratto competente, pronto ad affrontare l'intero continente europeo, con tutti i suoi poliziotti, le sue leggi, i suoi tribunali e penitenziari.
Aspetta! esclam. Vado a cercare qualcuno. E all'ispettore doganale, il quale stava improvvisando un discorso: Un momento. Aspettate, perdio.
S'era messo in capo di ritrovare un prete inglese al quale aveva dato ascolto sul piroscafo, durante la traversata della Manica. Mi pareva, che quell'individuo l conoscesse tutte le lingue europee. A fatica attravers la folla, e vide davanti a s un berretto con le tre parole d'oro "American Express Company". L'uomo cui apparteneva il berretto sorrise e si precipit, affascinato dal modo col quale Samuel Dodsworth della "Revelation Motor Company" si rivolgeva a lui: Potete venire un momentino a farmi da interprete? In quel momento Sam sent che ritornava Samuel Dodsworth, che non era pi il marito di Fran Dodsworth... e per un attimo ammise di poter magari essere il brutale yankee di Mark Twain e Booth Tarkington. E non riusciva a dolersene.
L'uomo dell'"American Express" li accompagn fino al treno fermo (che a Sam parve immenso, cupo e fumoso); imped a Sam di dare al facchino una mancia tale da permettergli l'acquisto di una bottega; e finalmente Sam e Fran si trovarono soli in uno scompartimento, sani e salvi fino a Parigi.
Sai? rideva Sam, Credo che dovr imparare a dire in francese almeno due frasi: "Quanto costa?" e "Andate al diavolo!" Ma che bellezza, eh? Eccoci in Francia, in Europa!
Ella gli sorrise, lo lasci dire e non gli rinfacci nemmeno il suo americanismo. Sedevano tenendosi per mano, in una tranquilla e felice intimit che non avevano gustata dal giorno in cui avevano lasciato l'America: tutto li riempiva d'ammirazione: la fila di bottiglie rosse e dorate sulla loro tavola a colazione, la destrezza con cui il cameriere tagliava un cono di gelato, e la vedova misteriosa che stava cercando di sedurre il misterioso francese, il quale con un vestito a scacchi e una cravatta rossa, portava una nera barbetta quadrata...: una barba (mormorava Fran) che valeva la pena di attraversare l'Atlantico per vederne una cos.
Cos pure li elettrizzava la novit dello spettacolo che passava davanti al finestrino del loro scompartimento: donne che guidavano carri da buoi, citt con dei caff sui marciapiedi, e atroci case nuove di mattoni gialli tra due strati di pietra incorniciati di cemento rosso: in fondo, un paesaggio che mancava di novit. In un certo senso, non era giusto che alberi e erba in Francia fossero del medesimo verde, e il cielo francese del medesimo azzurro, e la terra francese del medesimo bruno, come in un paese naturale e corretto come l'America. Dopo i piccoli campi chiusi e lisci d'Inghilterra, la vasta pianura di Piccardia, che l'aprile vicino rinverdiva, gli pareva rassomigliasse straordinariamente alle praterie dell'Illinois e del Jowa. Era una piccola disillusione, non proprio normale e giusta dopo un viaggio cos lungo e costoso; pure, lo soddisfaceva quel senso di cose viste che  una delle pi innocenti ed egoistiche diversioni umane, quel sentimento di comprensione e di cosciente osservazione. Insomma era soddisfatto come un individuo qualunque il quale trova nel giornale il nome di un suo conoscente.
Mi piace tutto questo, disse Sam. Aveva avuto sempre l'abitudine di "valutare" le citt americane; dal finestrino di un pullmann, guardando Kalamazoo oppure Titus Centre, era capace di stimar la popolazione senza sbagliarsi pi del dieci per cento. Ne era capace, e lo faceva volentieri: i numeri di qualsiasi specie fossero lo affascinavano, ed erano venti anni che cercava di persuadere Fran come non ci fosse proprio nulla di disonorevole nel ricordare a memoria la popolazione delle citt, le superfici, le altitudini e la durata media dei pneumatici. A un dipresso, era stato capace di valutare l'entit delle citt inglesi; in Inghilterra, di fatto, non c'era nulla che l'avesse troppo stupito, una volta che gli era passata la sorpresa di vedere i portalettere con certi cappelli buffi e i taxi che pur andando velocemente pareva non si muovessero. Ma a Parigi, mentre rimbalzavano e scivolavano e filavano in taxi dalla stazione del Nord all'albergo, non capiva troppo bene quello che vedeva.
Fran invece dimostrava rumorosamente la sua ammirazione. Si alzava a met nel taxi, e gridava, Oh, Sam, guarda! Non  delizioso? non  divertente? Oh come sono buffi quei piccoli dischi con la rclame del Cointreau invece del chewing gum, e quelle case alte con quelle facciate bianche e lisce! E tutti sono cos rumorosi, eppure cos allegri. Oh, come mi piace...
Ma a Sam invece sembrava un film girato da un manicomio; un terremoto accompagnato da un'eruzione vulcanica. E poi, lampi improvvisi, e fischi di sirene, edizioni speciali di giornali, e la guerra.
Ecco che il loro taxi sfugge appena in tempo a un omnibus, rifugiandosi dietro la piattaforma posteriore. Un policeman, ridicolmente piccolo, con una ridicola mazza bianca. Due preti, seduti davanti a due boccali di birra, in un caff. E ovunque un grigio argenteo, invece del bruno dorato londinese. Due signore eccessivamente nude, di gesso, sostengono un balcone al quinto piano. Pile di pezze di stoffa davanti a un negozio e, accanto, un piccolo francese che guarda soddisfatto il suo piccolo commercio, invece di sospirare verso il grande negozio di fronte, a guisa di colpevole, come farebbe a Nuova York o a Chicago o a Zenith. Dei pesci. Del pane. Delle barbe. Del brandy. Dei carciofi. Delle mele. Delle acqueforti. Del pesce. Una viuzza dall'aria equivoca. Un bel boulevard spazioso. Piccole costruzioni circolari di metallo, sul cui uso preferiva sorvolare e che gli apportarono una urtante rivelazione sul modo latino d'intender la decenza, e sui signori dall'aria rispettabile, quasi tutti barbuti, che si affrettavano verso di esse. Molti libri, dalla copertina sottile d'un giallo pallido. L'incessante, snervante, irritante blat-blat-blat delle esasperanti trombe d'automobile. Edifici che nel loro biancore parevano pi alti dei grattacieli. E la facciata severa e pur graziosa d'un palazzetto, che richiamava alla mente la Rivoluzione, e donne scatenate dal berretto rosso e dalle gonne immense. E un autentico artista (cos almeno stabil Sam), un individuo dalla barba rossa, con un cappello nero dalla larga falda, e un mantello, e una cartella frusta piena di carte sotto il braccio. E un chiacchiericcio di donne, donne che ridono, accusano, perdonano, ridono. Solenni edifici pubblici, dall'aspetto solido come i forti di Gibilterra. Ecco un altro taxi evitato, con una gara ammirevole di bestemmie da parte dei due conduttori...
Una citt molto attiva, si vede. Ma non mi pare che ci sia molto ordine nella circolazione, disse Sam Dodsworth, la cui voce era particolarmente profonda e solenne, perch si sentiva particolarmente confuso e timido.
Soltanto al "Grand Htel des Deux Hemisphres et de Dijon", egli seppe ritrovare la facile padronanza di s con la quale (cos almeno sperava) aveva fatto impressione a Fran nella dogana di Calais. Il vicedirettore dell'albergo parlava ottimo inglese, e Sam non s'era mai sentito completamente perduto, quando si trovava di fronte a persone tanto perbene da parlare una lingua comprensibile.
Lucile Mac Kelvey, a Zenith, aveva detto a Fran che l'Htel des Hmisphres era "un albergo simpatico e tranquillo" e Sam aveva fissato le camere fin da Londra con un telegramma. Se si fosse trattato di lui soltanto, si sarebbe iscritto e avrebbe preso docilmente la prima stanza che gli avessero offerto. Ma Fran insisteva per vedere l'appartamento. Lo trovarono umido e malinconico. Dava su di un cortile senza sole.
Non  proprio quello che volevamo, gemeva Fran. Possibile che non ci sia nulla di meglio?
Il vicedirettore, un francese proveniente dalla Rumenia via Algeri, li guard dall'alto in basso, con l'incomparabile e disarmante disprezzo che i vicedirettori riservano per i clienti stranieri il giorno del loro arrivo a Parigi.
Siamo al completo, disse con voce nasale.
Ma non avete proprio niente d'altro? protest Fran.
No, madame.
Le parole erano quelle, ma il tono voleva dire: No, peste straniera che non siete altro; potete dire d'essere fortunati che vi si voglia qui; chiss poi se siete veramente sposati, voialtri due; beh, passiamoci sopra, ma non sopporter la vostra impertinenza di Americani.
Persino la disinvoltura di Fran cadde, ed ella disse solamente: Non mi piace...
E allora Sam Dodsworth rientr in scena.
La sua conoscenza degli alberghi parigini e dei rispettivi vicedirettori era forse limitata, ma la sua esperienza in materia di impiegati insolenti era assai vasta.
Niente affatto, disse egli. Non ne facciamo nulla. Cercheremo altrove.
Ma il signore ha fissato l'appartamento!
L'internazionale e il provinciale si guardarono l'un l'altro in cagnesco, ma fu il vicedirettore ad abbassar per primo gli occhi, imbarazzato, mentre Sam serrava i pugni, e la sua nuca gli si increspava di collera.
Oh sentite un po'! Lo sapete che questo  un lurido buco! Andate a chiamarmi il direttore, il padrone, o come diavolo lo chiamate!
Gelido, il vicedirettore alz le spalle e s'allontan rapidamente.
Sam torn in silenzio accanto a Fran al taxi che attendeva. Fece ricaricare i bagagli, e distribu delle mance esose a tutto il personale che riusc a far uscire dall'albergo.
Grand Universel! grid al conduttore; e l'uomo parve capire il suo francese.
Nel taxi, brontolava: Te l'avevo detto che avrei dovuto imparare a dire in francese: andate al diavolo!
Un silenzio. Poi, rumin: Son ben contento che ci siamo tolti di l dentro. L'ho strapazzato un po', quel povero diavolo. Mi rincresce, ma che farci? Sono tre volte pi forte di lui, e non ci vuole poi molto... Ora capisco perch ce l'hanno con gli Americani della mia razza. Scusami, Fran.
Va', mi piaci tanto! disse lei, e ci parve stupirlo alquanto.
Al "Grand Universel", rue de Rivoli, trovarono un appartamento simpatico, che dava sulle Tuileries, e venti volte all'ora, mentre disfaceva i bagagli, Fran si precipitava alla finestra per saziarsi della vista di Parigi, la Casanova delle citt.
Egli trovava il loro salotto assai civettuolo e femminile, colle pareti a pannelli di serico broccato giallo, e le fragili sedie ricoperte di seta a righe giallo limone e argento. Persino la pesante scrivania era d'aspetto un po' frivolo, e anche il caminetto di marmo, d'un rosa un poco sfacciato. Sentiva che quello era un ambiente grazioso, ma forse creato apposta per abbandonarsi al peccato, in abito da sera. Decisamente, tutta Parigi doveva essere cos.
Poi usc sul balcone in ferro battuto, guardando a destra, verso Place de la Concorde, l dove principiavano i Champs Elyses; e, dall'altra parte della Senna, la Camera dei Deputati.
Ammutol d'un tratto, ed ebbe coscienza di un'altra Parigi, maestosa, solitaria, grigia per i lunghi anni di storia, eternamente tranquilla in fondo al suo cuore malgrado l'irrequietezza superficiale.
Oltre il fracasso delle automobili, udiva un sordo rotolo di carrette. Sentiva le trombe di quel Napoleone che aveva salvato l'Europa dalle mani di piccoli principi petulanti. Sentiva, pur senza la coscienza di sentirlo, il cannone di un Imperatore che era stato un rivoluzionario. Sentiva cose che Sam Dodsworth non sapeva d'aver udite, n avrebbe mai creduto di poter intendere.
Ne ha degli anni questa citt, eh, Fran... disse meditabondo. E poi Sam Dodsworth di Zenith aggiunse: Una citt che la sa lunga. Gi, la sa lunga.
E con un po' di tristezza: Vorrei saperla lunga anch'io...
Vi sono tante Parigi, l'una diversa dall'altra come potrebbero essere Lione e Monte Carlo, o Back Bay e i campi di frumento del Dakota. Ecco la Parigi degli intrusi, dei forestieri; una dozzina di alberghi, una dozzina di bar e di ristoranti, pi americani che francesi; tre riviste scollacciate, tre stazioni ferroviarie; il Caf de la Paix, la Torre Eiffel, l'Arco di Trionfo; il Louvre; botteghe di vestiti, profumi, scarpe di pelle di serpente, e pigiama di seta; le pessime maniere dei cocchieri parigini; e le sale da ballo di Montmartre, dove degli Americani commessi viaggiatori in biancheria da signora, grassi e rubicondi, s'ubbriacano di champagne contraffatto ma non per questo meno ignominiosamente caro, e finiscon per credersi dei grandi conquistatori, perch con un cappello a pan di zucchero in testa lanciano confetti e riescono in generale a dimenticar la loro triste sorte.
La Parigi degli studenti, intorno alla Sorbonne,  occhialuta e molto posata. La Parigi degli artisti da burla, alquanto letteraria e ubbriacona,  piena di teorie. La Parigi degli artisti veri, nascosta e attiva e silenziosa. La Parigi cosmopolita, che va a colazione al Bois, prende il t al Ritz, e legge sulle cronache la statistica di coloro che hanno pranzato chez Ciro con delle principesse , infine, una Parigi la cui maggior soddisfazione consiste nel sentir la propria superiorit sugli intrusi.
Si dice anche che vi sia una Parigi disertata da tutti, fuorch da tre milioni di Francesi.
Si dice che in questa ignota Parigi vivano librai, elettricisti, agenti di pompe funebri, e giornalisti, e nonni, e cani, e altri individui altrettanti poco romantici quanto la gente a casa nostra, l dall'altra parte del mare.
Una gran parte di tutte queste Parigi, tolta quest'ultima,  formata dagli Americani. Parigi  una delle pi grandi, e certamente la pi piacevole delle citt americane.  una gaia citt, e la sua pi grande gioia consiste nella gelosia. Ogni cittadino  in perpetua rivalit con gli altri, per la sua conoscenza del francese, dei musei, dei vini e dei ristoranti.
Le diverse caste, di cui ognuna guarda con disprezzo a quella pi in basso, si susseguono in quest'ordine: Americani residenti di fatto a Parigi da anni, e affini per matrimonio all'aristocrazia francese; Americani domiciliati da tempo a Parigi, ma senza rapporti con l'aristocrazia; Americani che si trovano a Parigi da un anno; Americani che vi sono da tre mesi, da due settimane, da tre giorni, da mezza giornata; quelli appena arrivati. L'Americano che si trova da tre giorni a Parigi guarda dall'alto in basso l'intruso che vi si trova da mezza giornata appena, allo stesso modo che l'Americano con una parentela nel gran mondo francese disprezza il povero diavolo che si trova da anni a Parigi, ma unicamente per ragioni d'affari.
Il discorso favorito di tutti quanti, senza eccezioni,  il corso dei cambi. E si rassomigliano tutti, e in generale patiscono tutti di nostalgia.
Pretendono di non poter vivere in America, ma, fatta eccezione per un decimo, il quale  veramente riuscito ad acclimatarsi in Europa, sono cos affamati di notizie americane, che non posson fare a meno dell'abbonamento al giornale delle loro citt, sia essa Keokuk o Nuova York o Pottsville, e il pi bel giorno della settimana  quello dell'arrivo della posta americana, sulla quale si precipitano con delle grida: "Senti questa, Mamie! Dice che metteranno un nuovo impianto di termosifone alla Lincoln School!". E sono altrettanto informati quanto la zia Luisa, di quando sar terminata la sistemazione di Washington Avenue. Ostentatamente, danno un'occhiata al Matin o al Journal, ma dedicano tutta la loro attenzione al New York Herald o alla Tribune, edizione di Parigi, dalle notizie in prima pagina "Nomina d'una commissione d'inchiesta sulle spese per le elezioni" e "Progetto d'una linea d'aviazione transatlantica", gi, sino alle "Notizie sugli Americani in Europa", ove  annunciato che Mrs. Witney T. Auerenstein di Scranton ha offerto un pranzo al Bristol in onore del Geheimrat Bopp e della sua signora, e che Miss Mary Mink Meeton, scrittrice e conferenziera,  giunta all'Htel Pdauque.
Ciascuna di tali caste  suddivisa secondo i gusti di ognuno, per la societ elegante, o per la societ tanto elegante che non ha pi bisogno di boria, per la societ che frequenta i bar di second'ordine e beve con convinzione, per la societ dedita agli affari, o per la societ pi importante di tutte: quella che non fa niente. Felice colui il quale pu dire di appartenere esclusivamente a una di queste cricche: egli si trover un gruppo di compagni fanatici, e, bevendo o facendo spese o praticando dell'arte, si trover sempre in compagnia di camerati volonterosi e pieni d'entusiasmo.
Ma Sam Dodsworth non ebbe fortuna: sua moglie agognava di unire l'eleganza con l'amore per l'Arte, mentre egli preferiva gli affari e i bar di second'ordine.
Sebbene Fran affettasse un certo disdegno per le "visite turistiche alla citt", dapprima si trovarono un po' soli e sperduti, e cos Sam pot trascinarla in tutti i luoghi citati nelle guide. Andarono a ballare da Zelli, salirono sulla Torre Eiffel, ove ella ebbe la nausea in tutti gli angoli. Andarono tre volte al Louvre, e una volta egli la persuase anche a entrare nel New York Bar, per bere un whisky e soda, in animata conversazione con uno sconosciuto sugli ski e sul Bronx. Ella dimostr ancor pi zelo di lui nella scoperta di nuovi piccoli ristoranti, mentre egli ormai sarebbe stato beato e felice di tornar tutte le sere l dove gi conosceva i camerieri e la carta dei vini.
Cosa strana, egli si divertiva pi di Fran nei musei e nelle esposizioni di quadri.
Fran aveva letto molti libri che parlavan d'arte. Ogni mese dava un'occhiata alle riviste artistiche, e conosceva ogni galleria d'arte in Fifth Avenue. Ma per lei la pittura, come, del resto, tutto ci che concerneva la cultura, era interessante solamente in quanto rappresentava un ornamento sociale. In tutti i libri che seguono la falsariga della tradizione di Mark Twain, la moglie americana sguita a trascinarsi dietro il marito nei musei dai quali egli cerca di fuggire. Ora, in realt le nevi azzurre e le spalle dorate e i triangoli dinamici elettrizzavano assai pi l'immagine di Sam, che non quella di Fran. Probabilmente egli si sarebbe mostrato recalcitrante di fronte agli scarabocchi degli Impressionisti o alla matematica a suon di jazz dei Cubisti, ma si dava il caso che l'artista in voga in quel momento fosse un certo Robinoff, il quale "faceva" degli interni rischiarati da un sole tisico penetrante attraverso persiane alla veneziana, o minacciosi raggi di sole che trafiggevano oscure boscaglie, e mentre Fran impaziente sospirava l'ora d'andar a prender il t, Sam ci si soffermava a lungo e soddisfatto, trattenendo il fiato come se respirasse tutto quel sole.
Inquieta e mutevole, Fran aveva in serbo per le visite turistiche le stesse sorprese che non risparmiava a Sam nei giudizi sui suoi soci d'affari. Un giorno, era abbastanza impudente da mostrarsi in giro con il distintivo dei turisti, il Baedeker. Il giorno dopo, rifiutava di sedersi con Sam in un caff all'aperto: il Napolitain o la Closerie des Lilas.
Ma perch non vuoi? protestava Sam. Non c' un posto migliore per veder passare la gente. E ci vanno tutti.
Le persone distinte non ci vanno.
Beh, non sono una persona distinta, io!
E io s.
Quand' cos, dovresti sentirti abbastanza distinta per infischiartene di quel che pensa la gente!
Pu darsi... Ma non mi piace che mi vedano seduta con tutti quei forestieri in impermeabile.
Ma ieri sei venuta con me al caff, e ti ci sei trovata benissimo. Ti ricordi quel mendicante che  venuto a cantare...
Appunto per questo! Ne ho avuto abbastanza! Oh, se tu vuoi andare a commuoverti sui tuoi cari compagni di viaggio americani, fai pure, caro il mio Samuele! Io me ne vado al Crillon, a prendere un t come si deve.
A commuoverti sui cari compagni di viaggio che, per combinazione, sono ricchi!
Ma che tu abbia proprio sempre bisogno di litigar con me, perch voglio fare a modo mio? Io non ti impedisco mica di andarti a sedere ai caff all'aperto... Non ci venire, al Crillon! Va in uno dei tuoi prediletti bar americani, a pescarci qualche conoscenza... un sacco d'uomini d'affari ubbriachi.
Finirono per mettersi d'accordo, e andare al Crillon.
Egli non riusciva a rendersi conto del sentimento di lei, di dover a ogni costo apparire una signora distinta, agli occhi delle persone distinte che ignoravano la sua esistenza. Poteva capire che laggi a Zenith, ella provasse una soddisfazione, troppo umana, ad apparir pi elegante della signora che abitava in faccia a loro: vecchia soddisfazione, che consiste nel "far crepar di rabbia il vicino". Anch'egli talora si era compiaciuto nel vederla pi elegante della sua buona amica e temuta rivale Lucille MacKelvey, e aveva esclamato: "Ma cara mia, eri la ragazza pi ben vestita di tutta la sala!"
Ma che cosa poteva importare a Fran che una illustre incognita dell'aristocrazia francese, passando in carrozza davanti a un caff, li vedesse tutti e due seduti l, tranquilli e contenti, e gettasse loro uno sguardo di meraviglia?
Ammetteva che la serena e classica Place des Vosges, col Museo Carnavalet, fosse certo pi elegante che il Pat's Chicago Bar, e l'anitra presse un piatto pi scelto delle frittelle di granturco del Savannah Grill. Ma perch non goderseli tutti e due, se ti piacciono tutti e due? insisteva Sam. Non siamo mica pagati per venir qui a far le persone distinte! E non abbiamo obblighi verso nessuno! Nel nostro paese forse, l ci sono delle leggi per impedire alla gente di divertirsi come piace a loro, ma qui non ce ne sono!
Ma Sam, caro,  questione di dignit personale.  come l'Inglese solo nella jungla, che si veste ogni sera per cena.
Gi, ho letto qualcosa di simile. Ma probabilmente, anzitutto, non  vero, e se qualcuno lo ha fatto era un cretino. Almeno io ho sempre pensato cos.
Oh, tu, si capisce... Tu non potresti comprendere ci che significava per lui...
Beh, se faceva consistere la sua dignit personale in una dannata camicia inamidata, avrebbe potuto mandarla al diavolo! Se io non posso conservarla anche in camicia di flanella, la mia dignit personale, allora tanto vale che mi butti in mare e...
Oh, gi, tu non capisci proprio niente!
A Zenith, non avevano mai avuto tempo per litigar sul serio, per abbandonarsi a volgarit domestiche. Lui passava le sue giornate in ufficio; la sera per lo pi andavano in societ, la domenica c'era il golf e la famiglia. Ma ora avevano tempo dal mattino alla sera, sia per litigare, sia per un'intima e avventurosa felicit in comune. Un giorno si baruffavano, e all'infinito, forse appunto perch non litigavano su nulla di particolare, fuorch sulla differenza della loro concezione filosofica della vita. Il giorno dopo partivano in gita per la foresta di Fontainebleau; e lei si dimostrava talora tanto semplice e gaia, da lasciare ch'egli si empisse le tasche di sandwichs, e ridendo se ne andavano per i boschetti le cui tenere fronde rabbrividivano al vento dell'aprile.
Egli imparava a conoscerla, e qualche volta, di sfuggita, anche a conoscer se stesso.
Sam vedeva pochi Francesi, all'infuori dei domestici dell'albergo, di camerieri e commessi di negozio, ma ci che nelle sue gite riusciva a vedere in superficie della vita francese, gli dava da pensare. Molti viaggiatori, nel suo caso, manifestano in risentimento la loro confusione, e condannano un intero paese come triviale e pazzo. Ma c'era in Sam un ostinato desiderio di approfondire ogni situazione in cui si trovava. Egli non era un uomo da appagarsi di novit, oppure di scenate, n da far collezione di tipi bizzarri che s'incontrano in viaggio, e che finiscon per stancare; ma una volta che si sentiva attirato da qualcosa di nuovo, voleva andare a fondo a ogni costo, e quando non arrivava a capire, spiegava con umilt un profondo senso della propria ignoranza.
E questi Francesi non arrivava a capirli.
Li osservava nei caff, nei teatri, nei negozi, nei treni per Tours e per Versailles. Come mai potevano starsene seduti con tanta calma, a giocar a domino o a chiacchierare, davanti a una cosa tanto innocua quanto un bicchiere di caff (perch poi, bere il caff nei bicchieri invece che nelle tazze?)
Piaceva loro tanto parlare. Che cosa diavolo trovavan da dire, per ore e ore? come potevano rimanere senza far niente?
E perch c'erano cos poche aiuole erbose, intorno alle case? E come mai certe vecchie coppie rispettabili, vecchietti dai capelli bianchi e vecchiette curve, la sera si mostravano in certi caffeucci volgari, mentre gente come loro, laggi a Zenith consideravano il saloon, il caff, come un covo d'abbominazione?
Nei negozi, vedeva dei Francesi pieni di cortesia, ne vedeva che si estasiavano sui bambini nel giardino del Luxembourg, e che ridevan tra di loro mentre si pavoneggiavano per via, e concluse che erano la bont in persona. Vide un Francese mostrar i denti ai barbari Americani che osavano penetrare nel suo scompartimento, occupato per un quarto, e assistette a una scena feroce tra Fran e una commessa che fino ad allora era apparsa sorridente, bonaria, linda e piacente, solo perch Fran insisteva di aver pagato dieci centesimi in pi per il lavaggio d'un paio di guanti, e decise allora che i Francesi erano screanzati e spilorci e si rendevano odiosi... Ma il piacere che Fran poneva nella contesa lo turbava un poco.
Vedeva il Louvre, i negozi di seterie in Place Vendme, le raffinatezze del loro appartamento al "Grand Universel", e pensava che i Francesi erano il popolo che aveva il miglior gusto del mondo. Vedeva i grandi magazzini con le orribili insegne di ottone rilucente, e nelle vetrine uno sfoggio di pesci, di pollame, di stampe colorate con la Marchesa-nel-Giardino, le credenze di legno scolpito, certi giocattoli di sedie di cui non si sapeva se fossero pi violenti i colori o incomoda la forma; vedeva, nell'altero Parco Monceau, le rovine importate, vedeva dei Francesi dall'aria intelligente sghignazzare su cartoline pornografiche e sulle eterne immutabili vignette di donne nude della Vie Parisienne e del Rire, e si persuadeva che i Francesi non avevano gusto affatto.
Ma dietro a tutte queste opinioni si nascondeva l'opinione che Sam Dodsworth sarebbe rimasto eternamente disorientato da usi e costumi stranieri, mentre Fran, forse, li avrebbe adottati con tanto ardore, onde la loro buona amicizia sarebbe stata distrutta per sempre.
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Capitolo 13.
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Sam conosceva abbastanza bene gli alberghi di Nuova York, e qua e l d'estate aveva trascorso un paio di settimane, in qualche osteria di campagna nel Nord del Michigan, nel Maine, nel Berkshire; ma aveva sempre ignorato l'esistenza di quegli individui che si pongono al riparo della vita, attaccandosi per anni, come ostriche al guscio, ad un albergo e a una pensione, ove le cameriere fanno loro da mamma, e i portieri da pap, e i camerieri da amici, quando sono abbastanza cortesi e oziosi per sopportare pazientemente la loro smania di chiacchierare.
Tutto ci gli piaceva poco.
Gli pareva di vivere in un Ospizio di Vecchi. Le attenzioni delle persone di servizio gli davano l'impressione di essere vecchio; il ragazzo dell'ascensore lo esasperava, mettendogli una mano sotto l'ascella per aiutarlo a uscire da un ascensore che s'era fermato un buon palmo pi in su del piano; il garzone del vestibolo lo faceva uscire dai gangheri roteando come un filatoio la porta girevole (e di solito, la faceva roteare con tanta grazia, che un'ala, per un miracolo, non sbatteva sul naso, a Sam) e lo faceva andare su tutte le furie il capo-cameriere, indagando, come se Sam non avesse mai visto in vita sua un menu: "Una minestrina stasera, signor Samuele?"; ma la sua furia raggiungeva il diapason quando i camerieri, meravigliati ogni mattino che egli desiderasse delle uova, insieme con la prima colazione del mattino francese, s'affaccendavano con coltelli e forchette, smuovevano le sedie, lo privavano del piacevole disordine dei giornali, e gli porgevano il tovagliolo come se egli fosse troppo debole per prenderselo da s.
Eppure, egli dipendeva da loro. E anche Fran, bench ora si vantasse di leggere ogni giorno il Matin e fosse al corrente di tutte le mostre di pittura e dell'orario dei teatri, doveva pur rivolgersi all'imponente e condiscendente portiere, per informarsi quale treno prendere per Versailles, e dove comperare delle pantofole, e chi era il miglior dentista americano, e quanto poteva costare un portasigarette giapponese di lacca, e perch mai Mathilde et Co. non le avevano mandato la sciarpa da sera che le avevano promesso per il pomeriggio, e quale fosse la fama di Mathilde et Co, per mandare la roba a casa e far pagare prezzi salati...
A poco a poco egli andava affondando in quell'accettar l'albergo come la sua naturale dimora, cos come un prigioniero finisce per accettare la sua prigione. Ora, non lo seccava pi il girolungo dall'ascensore al loro appartamento, prima a destra, poi andare avanti, poi a sinistra, presso quel vecchio baule polveroso a righe rosse e verdi, che pareva fosse l nel corridoio da un'eternit, poi la settima porta a sinistra, la porta con la lunga graffiatura sotto la maniglia. Aveva finito per accettarlo cos come un contadino qualunque accetta la via che conduce alla sua capanna, la via buia e indifferente e pesante per i suoi piedi stanchi. Non lo seccava pi nemmeno l'appariscenza frivola della troppa filigrana, delle troppe dorature dell'ascensore francese; impar che l'ascensore era il "lift" o, "l'ascenseur", o qualsiasi cosa fuorch "l'ascensore"; impar che il campanello di servizio non serviva, e che il miglior sistema per chiamare il cameriere era di mettersi sull'uscio e di urlare "gar-song"; e impar che quel Samuele Dodsworth il quale, un tempo, era stato ricevuto con una certa deferenza negli uffici generali della Revelation Motor Company a Zenith, qui poteva dirsi ben fortunato di un cenno di saluto nel vestibolo, da parte di quegli impertinenti.
Si abitu persino a vivere in una mancanza d'intimit; come una scimmia in un giardino zoologico. Dopo un po' di tempo, fu capace di starsene seduto nella vecchiotta sala di lettura dell'albergo, non troppo conscio di s; a leggere l'edizione parigina dei giornali americani; e vi scendeva ogni giorno, malgrado avesse un salotto particolare, con l'abbietta e inconfessata speranza che un giorno o l'altro verrebbe a essere riconosciuto e raccolto da qualche americano compagno d'esilio. La sala era moderna, con le brutte tavole strette ricoperte di ottone, con la fontana del Nettuno simile a una statua sepolcrale, e gl'innumerevoli cocktails giornalmente ingoiati alle cinque da giovani signore che parlavano il chicagoese con una lontana imitazione di accento francese. Ma il modernismo della sala non era giunto ancora alle sedie; le quali erano di velluto felpato rosso e oro, con un casto e delicato schienale, con una vaga apparenza di essere state consacrate da Napoleone III.
Certo, non era stato facile per Sam abituarsi alla lettura in quella sala, e ammaestrare in pubblico il suo spirito. Egli era abituato al comunismo dei clubs, dove nessuno faceva caso al proprio vicino. Ma qui, a quanto pare, nessuno aveva molto da fare, fuorch da far attenzione. Tutti guardavano, con una perenne aria risentita. Quelle due inglesi, madre e figlia, che erano le persone le pi esclusive e sdegnose verso i forestieri, erano precisamente le persone che passavano la maggior parte della giornata nella sala, altere e invadenti. Quel magnate provinciale francese, giunto al mattino, era precisamente la persona che guardava con la pi grande irritazione un veterano come Sam, installato l, da ben due settimane, il quale lo seccava solo col prender la sedia pi vicina e trasportarla di due pollici. E poi c'erano sempre delle coppie anziane, capellute, dispeptiche, le quali passavano il tempo a guardarlo, e a mostrarsi indignati perch anch'egli li aveva guardati.
Ma dopo due settimane fu capace di entrare nella sala di lettura, ignorare la mobilia umana, e frusciar col giornale con la stessa libert o quasi, come se si fosse trovato nella sua biblioteca di Zenith.
Egli si stava abituando alla casa dei senza-casa.
Lentamente, e non senza stupore, s'accorse che anche i Francesi erano un popolo civile, sia pure secondo la media comune degli Stati Uniti d'America.
Scopr, che in certe camere da bagno, in Francia, si pu avere l'acqua calda senza star ad aspettare un geyser. Scopr che non ci sarebbe stato bisogno di portare con s dall'America due dozzine di tubi del suo dentifricio favorito (e molto profumato) poich a Parigi si poteva acquistare dentifricio, cerotto per i calli, giornali domenicali americani, Bromo-Seltzer, sigarette Luckey Stries, lame di rasoio e ice cream con la stessa facilit che in America, e un tale che egli aveva incontrato al Bar di Luigi insisteva nel dire che con un po' di pazienza, si potevano anche trovare le maglierie B. V. D.
E infine scopr che gli chauffeurs francesi guidavano meglio di quelli americani.
Seduto solo al caff Weber davanti a un cognac alla soda (aveva imparato a dire: une fine  l'eau de seltz, e spesso i camerieri lo capivano) egli meditava su tutte queste cose, durante una non spiacevole ora di libert, mentre Fran era andata a provare dei cappellini.
"Che cosa mi aspettavo di trovare in Francia? Ma non lo so. Ora non riesco proprio a ricordare come me l'ero raffigurata. Mi pare che pensassi di non trovare affatto comodit, neppure stanze da bagno, e che la gente al mattino facesse colazione con delle lumache e del vino rosso, e niente autobus, e treni incomodi, e niente cocktails, e che tutti gli uomini portassero i baffi incerati e delle barbe ridicole.
"E tutti quei giovanotti, che vestono a Londra e guidano delle Hispano-Suizas a cento all'ora... al Ritz, li sentite tutti parlare perfettamente inglese, di acciai inglesi e di costruzioni di ponti in Argentina e dell'influenza dei Sovieti in Cina e...
"A quanto pare, finora io ho creduto che il mondo intero girasse intorno agli Uffici Generali della Revelation Motor Company, Costitution Avenue, Zenith, e intanto... torri e cattedrali e viali dell'Europa intera non si curavano che Sam Dodsworth meditasse di fare i modelli 1928 carrozzati in bleu Delft...
"E a me sembrava cos importante!
"Beh, malgrado tutto, son contento di essere un americano! Per!...
"Quanto era pi semplice la vita allora! Almeno si sapeva chi si era! Sapevamo che l'Europa era sudicia e a pezzi, e che l'America era il solo baluardo del mondo tra il Bolscevismo e la carestia. Quante bugie ci raccontano, quei conferenzieri nelle riunioni di clubs, e quegli scrittori di riviste! Ci dicono che gli Europei non sanno giocare al tennis, che non insegnano i dieci comandamenti nelle scuole, e che non costruiscono ferrovie, e che la sola cosa che impedisce all'Europa di ritornare all'epoca delle caverne  il denaro americano.
"Sciocchezze!
"Eppure, io non sar mai un europeo! Fran, forse... Oh, Fran, tesoro mio, ti vuoi staccare da me? Ogni giorno arricci di pi il naso sul mio povero vecchio americanismo provinciale! Si direbbe che tu stia proprio aspettando che qualche europeo in gamba venga a portarti via. E, per Dio, se c' una cosa che non tollero...  quel suo farmi capire quanto io sia al disotto di certi vagheggini...
"Il babbeo sono io! Certo, lei, povera bambina... Gi: ecco quello che : ancora una bambina! Ha qualche anno di pi di Emily, ma meno buon senso. E l'Europa, naturalmente, le ha fatto girare la testa. Il suo dovere, dopo tutto, lo ha fatto; ha mandato avanti la casa, ha allevato Emily e Brent... E io debbo aver pazienza.
"Per, perdere la testa per quel peso-piuma di Lockert...
"Triste mondo! Ah! Se Tub fosse qui. Siamo cos soli, Fran e io....
"Va l, ragazzo mio, che hai ancora da vedere la fine!
"Sam Dodsworth, che cosa vuoi fare? Lo sai, che sei pi provinciale d'un cane delle praterie; e hai soltanto cinquantun'anno, con la speranza di camparne altri trenta; e hai scoperto un nuovo mondo...
"Niente da fare! Troppo tardi. Bello spettacolo darei, proprio ora, se facessi come quegli uomini d'affari americani che vengono quaggi e cercan di nascondere che hanno fatto i quattrini col sapone e coi maiali... E ora fan collezioni di edizioni numerate e chiedon scusa alla gente di essere quel che sono! Per, d'ora in avanti imparer a starmene seduto tranquillamente, e a non credere di dovermi dar da fare a ogni costo e scappare sempre...
"Dio buono! Gi le cinque! Debbo scappare, Fran mi aspetta!"
Per, sua moglie gli diede una gran consolazione. Mathieu, il loro cameriere al "Grand Universel", un individuo grasso, ricciuto, untuoso, che ogni giorno ostentava sui risvolti della sua marsina nuove macchie affascinanti passava per uno che parlasse perfettamente l'inglese.
Secondo l'uso americano Sam, sin dal primo mattino, a colazione, gli aveva domandato: Dove avete imparato l'inglese?
Sono stato cinque anni a Tchicago, aveva risposto Mathieu con un risolino.
Mathieu conosceva tante belle espressioni di puro gergo americano, e se ne serviva assai pi di Sam, quando lo consigliava nella scelta della colazione del mattino, o del lunch, nei giorni in cui pioveva troppo per andare fuori, o quando era giunta molta posta dall'America.
Che ne diremmo di una bella bistecchina alla diavola? diceva col suo bell'accento di Chicago; oppure: Dico, padrone, c' del bel caviale giunto proprio ora dalla Russia.
Cos fu che Sam giunse a credere che Mathieu parlasse proprio americano.
Ma infine, quel certo giorno, Fran disse: Mathieu! Non sapete mica dove sono quei cinematografi sulla Riva Sinistra, dove danno dei film futuristi?
Pardon, Madame!
Teatri... Film futuristi... cinemas... Come li chiamate, insomma!
E Fran s'affrett ad andare a prendere, sulla fragile scrivania, il dizionario.
Mathieu la guardava con aria d'intelligenza superiore: Oh s! Domandi al concierge. Lui lo sa! Ci son delle belle bistecche di vitella, oggi proprio come a Tchicago!
Quando Mathieu se ne fu uscito per andare a prendere quelle bistecche di vitella che erano cos belle, Fran mormor: Ho fatto una grande scoperta! A parte il vocabolario gastronomico, i Mathieu non parlano l'inglese meglio di quello che noi parliamo il francese! Non c' poi tanto male, caro mio!
Per te certo. Ma io! Un orrore!
Non dir sciocchezze! Ieri, quando hai chiesto al chauffeur: "A quelle herre est le Louvre ferm?", veramente, mi sembra che tu abbia detto "le Louvre closed?", lui ti ha capito benissimo; e io so che se tu volessi soltanto curartene un poco, impareresti magnificamente il francese!
Dici davvero? esclam Sam.
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Capitolo 14.
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Una sera s'erano avventurati fino al Caf Novgorod, sulla Riva Sinistra, prediletto dagli Americani dediti all'arte. Parve a Sam che quel caff fosse estraneo a Parigi ancor pi di lui stesso... Nella strada tutto  francese: borghesi che passeggiano con la famigliola, uomini dagli occhi neri che celiano con ragazze dal fazzoletto rosso, una vecchia che se ne va tutta sola parlando tra s. Qui, invece, al Caf Novgorod, un bruso di voci americane:
...prendere una piccola Citroen e fare il giro della Normandia...
...un pasto completo per sei franchi, con un ottimo roast-beef, per quanto probabilmente sia carne di cavallo...
...quel Paolo Elliott  il solo critico che valga qualcosa per...
Qui i giovani Americani dettavan legge su tutto. Ai tavolini intorno al suo, Sam li udiva sentenziare sul paesaggio californiano, sull'istituzione del matrimonio, su Whistler, sulle frittelle di granturco, sul Presidente Wilson, sulle strade cementate e sull'uso dei sottaceti. Si sent pi depresso che al pi noioso pranzo londinese, e gi pensava ad andare a letto, allorch ruppe la sua mestizia una voce simile a quella d'un attore che interpreti una parte femminile.
Lycurgus Watt (il quale si faceva chiamare Jerry) stava dinanzi a loro, raggiante in volto di sincero affetto.
Lycurgus (o Jerry) Watts era l'amatore d'arte professionale di Zenith. A un grosso faccione da conduttore di camion egli univa un vero piagnisteo di voce; ed era solito sghignazzare sui suoi scherzi, che erano numerosi e non troppo felici. Si diceva che avesse cinquant'anni, ma pareva d'et incerta, dai venticinque ai cento. Apparteneva a ci che si dice "una buona famiglia" che, in tutti i casi, era una famiglia ricca. Suo padre era morto quando egli aveva dieci anni. Fino ai quarantatr, aveva vissuto con la madre vedova, per lo pi in viaggio, e diceva a tutti quanti lo volevan sentire ch'ella era l'essere pi nobile che avesse mai conosciuto al mondo. A suo confronto, tutte le ragazze erano tali fraschette che egli non si sarebbe mai sposato. Per, si consolava con un certo numero di amicizie alquanto intime con uomini eguali a lui nel registro di voce e nella tendenza all'infantilismo.
Viaggiava molto, in Europa e in Asia, ma sempre tornava al suo appartamento di Zenith. Il quale era talmente ingombro delle sue collezioni di merletti, chiavi, ed edizioni di Oscar Wilde, che a mala pena vi rimaneva posto per l'autentico samovar russo e per un letto dalla coperta nera e oro. A Zenith egli trascorreva la maggior parte del suo tempo a blaterare sugl'industriali, i quali fabbricavano sapone e automobili invece di radunar collezioni di merletti; salvo poi a raccogliere i suoi proprii utili negli affari di saponi e automobili. Egli organizz la prima esposizione di ricami slavi negli Stati Uniti; leggeva versi ad alta voce, e parlava molto spesso di fondare una nuova rivista di prosa e poesia moderna.
Ogni volta che Sam aveva incontrato Jerry Watts in qualche casa di Zenith, rientrando aveva brontolato con Fran. Cosa diavolo lo invitano a fare, quel verme bianco? Mi fa venir mal di stomaco! Ma siccome Jerry regolarmente diceva in tre lingue a Fran che era la pi bella signora di Zenith, ella rimbeccava: Gi si capisce! Perch Jerry  una persona veramente colta, perch ha abbastanza cervello per passare il suo tempo in modo piacevole, invece di muffire in un sudicio ufficio, ecco che tutti voialtri, i nobili capitani dell'industria, lo guardate come un cavallo da tiro guarderebbe un bel cavallo da corsa.
Ella invit Jerry a cena. In verit Sam era giunto a trovarlo cordialmente antipatico; ma in quella Parigi estranea e opprimente ogni volto conosciuto poteva sembrar una novit, e per cinque minuti Sam credette d'esser contento di vedere Jerry Watts.
Jerry sedette. E ridacchiava: Ve l'avevo detto, eh, Fran, che fuggireste da quell'orrendo Middlewest, e finireste in un paese civile! Non  adorabile il Novgorod? Che simpatici villanzoni! E certi posatori deliziosi! Ah, miei cari, proprio iersera ne ho sentita una buona! Tommy Troizka, un caro ragazzo finlandese, e grande acquarellista, (bisogna sentire come parla l'inglese, divinamente, vi dico...) beh, Tommy ha detto: il guaio della vostra "intelligentsia" americana,  che per lo pi non sapete riconoscere un gentleman quando vi ci trovate davanti! Incantevole, vero? Oh; vedrete come vi piacer Parigi! Anche a voi, eh, Dodsworth?
Gi, gran citt... disse Sam.
Siete gi stati al Lion d'Or?
Oh s, disse Fran.
E i rognons de la maison, da Emil, li avete provati?
S.
E all'"Ane Rouge" e al "Rendez-Vous des Mariniers" ci siete stati, naturalmente?
S...
E alla "Chemise Sale"?
No, non mi pare...
Come? Non siete stati alla Chemise Sale? Oh! Fran! Ma, santo Cielo, non lo sapete che la Chemise Sale  il pi carino dei piccoli ristoranti di Parigi?
Fran apparve seccata.
Non che ella si fosse data corpo e anima ai piccoli ristoranti parigini, o a qualsiasi altra sintetica forma di Bohme, ma che un altro cittadino di Zenith dovesse saperne pi di lei sulla vita di Parigi, ci le pareva intollerabile. E alz leggermente le sopracciglia quando Jerry, conscio della propria superiorit, decret che andare a Versailles era una cosa ormai comune, ma che non si poteva fare a meno di vedere l'esposizione dei Prismatici Internisti. Sam pazientava, pensando che presto ella avrebbe mandato Jerry a quel paese. Ma ella si rasseren quando Jerry modul:
Conoscete di gi Endicott Everett Atkins? Verr a prendere il t a casa mia, venerd prossimo... Ho un piccolo buco di studio nella Rue des Petits Champs. Veniteci, voi e vostro marito.
Ci verremo, con molto piacere, rispose Fran, con notevole disperazione di Sam.
Nel taxi, Sam grugniva: Che cosa ci vai a fare, a casa sua? Chi  questo Everett Endicott Atkins? Un nome che pare un grido di guerra di studenti. Un altro candido giglio come Watts, eh?
No,  una persona seria; il decano della colonia letteraria americana; scrive sui romanzieri francesi e sui mobili rustici austriaci e sul Correggio e sulle caccie in Inghilterra e Dio sa su che altro ancora.
Ma non ci sar mica bisogno che m'istruisca anch'io sui mobili rustici, eh? domand Sam con un filo di speranza.
Si diceva che Endicott Everett Atkins rassomigliasse a Henry James. Ne aveva la testa possente e calva, la maestosa dignit. Parlava, e parlava molto, con voce misurata; e aveva una moglie piccolina e vivace che si diceva lo adorasse. Egli si distingueva (ci d'altronde serviva d'incremento ai suoi studi critici) per una completa mancanza di senso umoristico; per quanto uno non lo sospettasse che dopo molte ore, tale era il suo repertorio di aneddoti brillanti. Era di Biddleford, nel Connecticut, e suo padre, di cui parlava spesso come "di quel caro bibliofilo, cos imbevuto di spiriti classici", era stato un ottimo fabbricante di cappelli. Possedeva a Parigi un'intera casa di parecchi piani: parlava con una certa familiarit dell'ambasciatore.
Quel giorno, contrariamente a ogni attesa, mantenne la sua promessa e comparve al t nello studio di Jerry Watts: un vero appartamento affetto da una febbre scarlattina di drappi d'altare spagnoli, cappe ricamate e vesti da mandarino. La sola appariscente ragione per chiamarlo studio era che aveva una finestra a nord, e che Jerry Watts come studio l'aveva battezzato.
Non so fare all'amore che con la luce a nord! bisbigli a Fran.
Sul tavolo da refettorio c'era una piccola teiera, un piccolo piatto di dolci di pasta frolla, e un'enorme boccia di punch. Dopo che ognuno ne ebbe bevuto tre bicchieri, la conversazione divenne alquanto animata. Attorno al tavolo c'era una trentina di persone che gridavano. Sam non riusc mai a ricordarne una sola, all'infuori di Everett Endicott Atkins. Gli altri gli parevano altrettanto confusi quanto un nugolo di moscerini, e assai pi rumorosi. Ma Endicott Everett Atkins non aveva nulla di rumoroso in s. C'era in lui tale equilibrio, come avrebbe potuto essere in un seguace della Scienza Cristiana, che Sam si sentiva dinanzi a lui come davanti al suo professore di greco a Yale.
Il signor Atkins faceva le fusa al ricordo di cose particolarmente piacevoli e belle, una medaglia greca, una danzatrice giavanese, un assegno del suo editore, ma tra la gente egli rimaneva altrettanto calmo e poco espansivo quanto un pallone d'osservazione in una giornata senza vento. Nel pi tranquillo angolo dell'appartamento, egli seguitava a discorrere del Rinascimento Italiano, della superiorit del Parlamento sul Congresso, dell'avvenire del Cattolicismo Inglese, delle lettere di Horace Walpole e della perfezione dell'anarchia in teoria. Da giovane, viaggiatore appassionato, aveva assistito a un congresso anarchico a Milano, nel 1890. Era ben difficile rammentare quello che stava dicendo, per quanto si capisse che egli ne era profondamente convinto; ma a chi ascoltava accadeva di sentirsi a disagio, e di sospirare, passandosi un dito tra collo e colletto: Che razza di cultura...
Il signor Atkins piomb su Fran, e se non piomb precisamente su Sam, almeno lo toller. Valut i lucidi capelli di Fran, la sua freschezza, la sua svelta grazia. Le offr una tazza di punch, con un inchino alla Luigi quattordici. Conquist Sam raccontandogli di aver conosciuto il dottor Carlo Benz, il padre dell'automobile, a Mannheim, nel 1885, e di aver veduto la prima vettura senza cavalli: era, diceva Atkins, un triciclo dalle ruote a raggi, con una catena come quella delle biciclette, un manubrio in luogo di volante, e sotto il sedile un macchinario complicato come quello d'una sveglia.
Mi sarebbe piaciuto vederla! mormor Sam. Sapete per caso quanti cavalli erano?
Endicott Everett Atkins lo guard con benevolenza; la sua lustra calvizie appariva soffusa di rosa sotto il paralume rosso. Erano tre cavalli e un quarto, rispose.
(Solamente sessanta ore pi tardi, sveglio di buon mattino nel suo letto, Sam s'accorse che Atkins non aveva la minima idea della forza del motore della Benz).
Endicott Everett Atkins si lasciava andar di rado con gli uomini, ma con le signore, quando erano sottili e graziose, diventava quasi umano. Fece capire a Fran d'esser venuto allo studio di Lycurgus Watts per un puro diversivo, lui ch'era uso, di solito, muoversi soltanto tra le pi belle signore, tra gli uomini pi spiritosi, tra le prime edizioni le pi rare; e non domandava di meglio che di farle conoscere tutte queste cose.
Ella ne fu assai soddisfatta.
Egli le raccont un delizioso aneddoto che aveva udito da Andr Sorchon, il quale lo aveva udito da E. V. Lucas, il quale a sua volta lo aveva udito direttamente da Swinburne. Le disse che suo marito (Mr. Samuel Dodsworth) rassomigliava straordinariamente al defunto Duca de Malmaison, ma che lei era mille volte pi graziosa della Duchessa. Le disse che i suoi capelli biondo cenere rassomigliavano immensamente a quelli di Madame Zelie du Strom, la grande tragica svedese la quale, afferm Atkins, era pi grande di Sara Bernhardt, della Duse e della Modjeska messe assieme...
Sam se ne stava seduto, cos come tante volte se n'era rimasto seduto in assemblee generali, contento di lasciar parlare gli altri mentre lui poteva agire, e cercava di rendersi conto del carattere di Endicott Everett Atkns.
Questo  uno che la sa lunga. Beh, diciamo che ha letto molto, quanto meno. O se non ha neanche letto molto, si ricorda quello che legge. Ecco che ora fa la corte a Fran, e le dice che  l'ottava meraviglia del mondo... e lei ci casca. Che Dio la benedica! Lasciamo che si diverta, se il balocco non  pi pericoloso di quel vecchio Atkins. Chiss se tra quindici anni sar anch'io un pallone sgonfio come lui? Allora, mi ritirerei in una capanna a fare il contadino!
Davvero, belava Endicott Everett a Fran, non vi posso esprimere l'ammirazione che provo per la vostra saggezza, di venire in Europa per un pellegrinaggio, per oziare a vostro bell'agio. E mi domando se vi rendete conto del dovere patriottico che state compiendo, mostrando all'Europa che noi possediamo delle creature comprensive e squisite come voi, se permettete a un vecchio topo di biblioteca di dirvelo, mentre invece quelle turiste americane... oh, quelle tremende femmine chiassose, schiamazzanti, con la loro ignoranza d'ogni pi elementare educazione, e quella loro mana di frequentar quegli orribili bar americani, e certe spaventose sale da ballo...
E perch le "turiste americane" non dovrebbero andare a ballare a Montmartre, se ci trovan gusto? meditava Sam. Crede forse Atkins che le graziose modiste di Detroit vengano qui per far piacere a lui? Il bigotto americano in Europa  tale quale il Puritano rimasto laggi: il Puritano disapprova qualsiasi cosa voi beviate, l'espatriato vi dir che fate male se bevete altro che Chteau Haut-Chiss-che-cosa alla giusta temperatura, e cos...
"Vorrei tornarmene in America per la mia riunione di classe, a giugno. La trentesima riunione! Possibile che sia gi tanto vecchio? seguitava tra s. Che gioia rivedere Tub e Poodle Smith e Bill Dyers e... come si chiamava quel gigante dai capelli rossi che teneva il centro? Florey... Floreau... Flaharty? Un tipo coi fiocchi, quello... E Atkins non la pianta. Sar meglio che ascolti, almeno imparer qualche cosa, perch ho ben paura che "il nostro pellegrinaggio per oziare a bell'agio" sia alla fine...
...per quanto, signora Dodsworth, io tema che troverete la nostra casa un po' troppo pedante e piena di libri. Creature belle come voi sono superiori ai libri. Voi non dovreste mai legger nulla; voi dovreste solamente vivere. Voi dovreste vivere imperitura su qualche isola della Grecia, circondata dal mare purpureo, e danzare al sole. Ma se voi e vostro marito ci farete la grazia di venire a colazione da noi domenica prossima, spero di potervi far almeno vedere una o due stampe...
La domenica seguente, a colazione in casa Atkins, Sam conobbe la sua prima principessa; la principessa Mirabilia. Sulle prime non l'avrebbe affatto scambiata per una principessa; la credeva piuttosto una piccola parente povera, amabile, bench piuttosto mal vestita. Ma Atkins rivel il titolo di lei in una drammatica didascalia, e Sam ne fu altrettanto colpito quanto qualsiasi altro democratico americano che si rispetti.
Ed essa era, Fran se ne accert accuratamente, un'autentica principessa, di alto lignaggio, per un quarto solamente americana.
Sam la ebbe vicina di tavola, nell'ampia sala fredda ornata di specchi veneziani e d'un sereno busto di Platone; e mentre si faceva uno studio per non apparir troppo umile, il ragazzo ch'era sempre entro di lui e che aveva letto Ivanhoe e Shakespeare e Gl'Idill del Re si estasiava: Eccomi seduto accanto a una principessa!
La principessa cicalava su quello che aveva detto a Mussolini, e su quello che Sua Eminenza il Cardinale di Stato aveva detto a lei, e per dieci minuti Sam desider conoscere i potenti della terra. Ricordava (cosa diavolo era?) qualcosa che Fran aveva detto: che egli con la sua maestosa dignit e competenza, avrebbe potuto diventar ambasciatore, e quindi amico intimo di tanta gente che aveva detto cos a Mussolini, e a cui Sua Eminenza aveva detto cos...
Ma il chiacchiero della principessa Mirabilia lo stancava. Era molto importante ch'egli vedesse Trouville e Biarritz; e ancor pi importante ch'egli odiasse come si deve i Bolscevichi; importantissimo che andasse al t da Lady Ingraham.
Egli paventava quelle nuove obbligazioni.
Per quel che mi sembra, rifletteva mestamente, il viaggiare consiste nello scoprir perpetuamente nuove cose che bisogna fare se si vuol esser considerati persone per bene.
Fran dimostr verso la principessa Mirabilia una fredda cortesia, dalla quale Sam argu che doveva averle fatto impressione. Ma tutta la sua attenzione era attratta da una certa madame de Pnable. Era questa una donna piuttosto pingue, rossa di capelli, dalla pelle candida, che sembrava essersi specializzata in conoscere le persone pi influenti in ogni paese. I Dodsworth non seppero mai se fosse nata in Polonia, Nebraska, Africa, nella Dordogna o in Ungheria. Non seppero mai chi fosse monsieur Pnable. Non seppero mai se fosse una donna d'affari, se godesse di una pensione o se vivesse di rendita. Sam la sospettava di essere una spia internazionale. Era una donna assai simpatica e molto intelligente. Parlava costantemente di s, senza pur mai dire nulla di s stessa. Parlava perfettamente l'inglese, il francese, il tedesco e l'italiano, e nei ristoranti, con dei camerieri altrettanto misteriosi quanto lei, usava certe lingue che potevano essere russo, dialetto del Lancashire o greco moderno.
Apparentemente i Dodsworth le piacquero come un'aggiunta alla sua corte. Sam la ud invitare Fran e lui a colazione all'Hermitage.
Fran  lanciata! sospir. Eccoci finalmente gente allegra e cosmopolita. Chiss se glie la far ancora a poker con Tub, ora che il mio stile di gioco sar perfezionato dalla civilt europea?
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Capitolo 15.
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Cessarono di esser bimbi in cerca di scoperte, quasi felici nella loro solitudine. Ormai, erano in preda a Endicott Everett Atkins, a Madame de Pnable e alla loro elegante societ. Madame de Pnable s'era accorta subito che Fran, pi fresca, vivace, ingenua delle donne europee, sarebbe apparsa pi nuova e seducente agli occhi degli innumerevoli corteggiatori indigeni che aveva sempre intorno a s, sia che eseguissero le sue commissioni, o bevessero il suo ottimo vino della Mosella, o ascoltassero i suoi aneddoti scandalosi; e s'era anche accorta che probabilmente Sam impedirebbe a Fran di conquistarsi quelli tra i suoi uomini che ella intendeva serbar per s.
Coltiv quindi con entusiasmo la relazione coi Dodsworth.
La vita di Fran divenne turbinosa, come solo pu essere la vita a Parigi: cavalcata obbligatoria al Bois, colazione, commissioni, ora del t, bridge, cocktail, rivestirsi, la cena, il teatro, le danze in luoghi gelidamente scintillanti come il "Jardin de ma Soeur", e, infine, il sonno esausto sotto la maschera di cold cream. Tra una cosa e l'altra, ella trovava tempo per tre ore alla settimana di lezioni di francese.
Quanto a Sam, le teneva dietro.
Per un mese ci lo divert. Era una vita piena di colore e di movimento, come una marea sotto la grigia scogliera che si chiamava Parigi. C'erano belle donnine che lo prendevano sul serio come uno dei capitani dell'industria americana (con un segreto risolino, egli aveva il sospetto che lo credessero pi ricco di quanto non fosse in realt). C'erano abiti sontuosi, e una cucina eccellente. Egli impar un pochino a conoscere i vini. Da tempo sapeva che i vini del Reno devon esser serviti freddi; che il Borgogna  migliore di quell'effeminata bevanda che si chiama Champagne. Ma ora, frequentando persone che davano ai vini la stessa importanza che dianzi egli aveva dato ai motori d'automobili, e sentendoli discutere con riverenza a proposito di essi, impar le essenziali differenze tra i vari Borgogna, tra un Nuits St. George ed un Nuits-Prmeaux; e le catastrofiche differenze tra le varie annate, tra l'annata d'oro del 1911 e i mediocri prodotti del 1912. Impar ch'era un delitto guastarsi il palato con un cocktail, prima di una veneranda bottiglia di buon vino, che era un sanguinoso tradimento riscaldare il Borgogna immergendolo di colpo nell'acqua bollente, invece di intiepidirlo lentamente a grado a grado, fino... a che... adagino... (e qui gli amatori trattenevano il respiro) prendesse... la temperatura... dell'ambiente.
Quel ciclone di sensazioni nuove gli piaceva. E per la prima volta dopo tanti anni Fran appariva completamente soddisfatta.
Tra Atkins e la de Pnable, conoscevano una dozzina di ambienti. Atkins andava a caccia di ritrattisti, critici francesi, signore americane appartenenti al genere elegante di Back Bay e Rittenhouse Square, poeti inglesi che posavano a biologi e biologi inglesi lusingati di esser scambiati per poeti. Madame de Pnable era specializzata in aristocrazia assortita (un giudizioso misto di Italiani, Francesi, Rumeni, Georgiani, Ungheresi) e oltre a ci, c'era sempre un capriccio del giorno, genuino e scelto con cura: un ameno birbaccione da burla, o un esploratore polare di seconda mano.
Di tutto quello zibaldone, l'uomo per cui Fran aveva pi simpatia era un galante aviatore, il capitano Gioserro, giovanotto dagli occhi vivaci e dall'eterno sorriso, dieci anni pi giovane di lei. Fran l'aveva affascinato coi suoi modi franchi che lo sbalordivano. Egli le diceva ch'era Freya, la Dea del Nord, e un giglio pasquale, e tante altre cose molto raffinate, ed ella si divertiva e andava a cavallo con lui.
Sam sperava che non vi sarebbe stato un altro cataclisma del genere di quello di Lockert. Le credeva, quando ella asseriva di considerare Gioserro "niente altro che un ragazzo". Ma quando era solo e ci rimuginava sopra, era contrariato. Si domandava se l'antica avversione di lei per il flirt non fosse venuta solo dal fatto che non aveva trovato troppo seducenti gli uomini americani. Ora pareva pi dolce, pi arrendevole, pi graziosa, e alquanto meno fiduciosa in lui. Era sempre circondata di uomini divertenti, i quali l'animavano coi loro complimenti stravaganti. La coscienza ragionante di Sam asseriva ch'era impossibile ch'ella fosse indotta in tentazione, ma la sua subcoscienza se ne allarmava.
Intanto, quell'agitarsi senza posa lo stancava. Quelle voci, quelle voci che non tacevano mai, quelle alte risate stridule, quelle allusioni a Michel Tale e Giacomo Talaltro e agli amori di lady X. e il dovere di farsi vedere a ogni esposizione, a ogni t elegante, a ogni concerto...
Bruscamente, Fran aveva lasciato da parte tutte le loro conoscenze, i volgari avventurieri incontrati nei bar, le coppie di Zenith incontrate all'albergo, persino il povero Jerry Lycurgus Watts, una volta che questi aveva adempito alla sua biologica funzione contribuendo a far scoprire loro Endicott Everett Atkins. Tutto ci non fece che acuire l'appetito di Sam per una buona sana volgarit; per il poker, il gusto di mettersi in maniche di camicia, il sauerkraut, le operette oscene, e le discussioni intorno al prezzo delle automobili e alla politica zenithiana.
Fran si faceva fare un ritratto oltremodo brillante e costoso, da un pittore belga, che con le sue abilit nel servire il t e nel porre in rilievo le novit della moda aveva potuto accalappiare un certo numero di ricche signore americane. Il dipingere equivaleva per lui a una funzione sociale: lavorava circondato dai pappagalli e pavoni umani i pi altamente decorativi, i quali strillavano d'ammirazione per la sua abilit, tutt'altro che comune invero. Era riuscito a fondere l'indecisione di una Marie Laurencin alle qualit fotografiche d'un Sargent; ma le donne che egli dipingeva facevano tutte la figura di ricche e si rassomigliavano tutte.
Madame de Pnable aveva insistito perch Fran andasse da questo brav'uomo, e Sam, allorch seppe che costei aveva ugualmente insistito perch molte altre signore beneficiassero dei doni del pittore belga, si domand se per caso la briosa de Pnable non fosse cointeressata nell'impresa. Ma Fran apparve superbamente scandalizzata di quell'insinuazione.
Forse, esclam su tutte le furie, ti interesser di sapere che monsieur Saurier voleva farmi il ritratto gratis, sissignore, perch diceva ch'io sono il pi perfetto tipo di bellezza americana che abbia mai visto! Capirai che non potevo mica accettare. Gi, tu non ti sei nemmeno accorto che c' qualche europeo che non mi trova brutta...
Senti, cara, disse dolcemente Sam, non fare la sciocca.
And un giorno a una delle orgiastiche sedute di Fran: e lui, ch'era rimasto calmo come una roccia secolare in una crisi d'affari, ebbe voglia di mettersi a gridare, quando sent Madame de Pnable e altre sei donne che parlavano tutte le lingue, meno il francese, con accento francese, dichiarare che "il Maestro" era un genio autentico, il quale dimostrava una particolar competenza storica nelle "tinte carne".
Si guard bene dal tornarvi.
Giunse ad amare le affabilit di Endicott Everett Atkins ancor meno dei clamorosi spettacoli di Madame de Pnable. Costei era attorniata in permanenza da una compagnia di mattacchioni. "Mica male", si diceva Sam, "prendere il cocktail con una bella ragazza che vi dice che siete una via di mezzo tra messer Lancillotto del Lago e Jack Dempsey". Ma Atkins ignorava tuttora che cosa fosse un cocktail. E non stava zitto un momento. Non c'era luogo dove non fosse stato, e non c'era luogo che, descritto da lui, non sembrasse interessante. Vi guardava attentamente, e s'informava se avevate fatto un pellegrinaggio a Viterbo per vedere la necropoli etrusca, e in bocca sua diventava un dovere cos imperioso, che Sam faceva voto di non lasciarsi mai attirare nelle vicinanze di Viterbo; e a proposito di musica americana dimostrava tanta severit, che Sam ora sospirava per quei jazz che gli erano sempre parsi irritanti e odiosi.
Sam aveva per le sette arti l'inespressa riverenza di un poliziotto irlandese per un altarino della Vergine intravisto durante la sua ronda... una piccola luce, alle tre del mattino. Per lui, rappresentavano romanticismo, evasione, e s'irritava quando glie le ponevano davanti, come un prete rappresenta le virt della sobriet e della castit. Gli mancava l'educazione per smarrirsi in Bach o in Goethe, ma Chesterton, Schubert, o un Corot erano stati capaci di fargli dimenticare le automobili e Alec Kynance, e la gaia anarchia di Mencken gli strappava sempre un risolino. Ma con crescente caparbiet asseriva che se avesse dovuto considerar le arti come un esame da subirsi, allora avrebbe preferito mandarle al diavolo e contentarsi del poker.
Fran aveva una posa e una prova dal sarto (due cose che parevan la stessa a Sam, salvo che il sarto di Fran gli pareva pi virile e men rapace del pittore); e quel pomeriggio Sam lo aveva interamente libero per s.
In segreto, sentendosi lievemente colpevole, rifletteva: "Ho liquidato Notre-Dame, con Fran. Ma ho voglia di darci una capatina, per vedere se mi piace davvero! Non si pu mai sapere! Chiss! Anche se il vecchio Atkins mi consiglia di... Diavolo! Come vorrei essere a Zenith!".
Solennemente, ostentando senza pudore il suo Baedeker, Sam scese dal taxi davanti a Notre-Dame, e con altrettanto poco pudore sgattaiol dall'altra parte del fiume e and a sedersi in un caff proprio di fronte alla cattedrale. Qui, tranquillo, senza gli sproloqui ammirativi di Fran, cominci a sentirsi a suo agio.
Ammirava la grigia dominazione della cattedrale. C'era della forza in essa: forza e pazienza e saggezza. Gli esili pilastri si slanciavano leggeri come ali. La cattedrale intera pareva espandersi dinanzi ai suoi occhi; l'opera della mano dell'uomo sembrava elevarsi pi in alto dei cieli. Oscuramente, in modo sconnesso, sentiva che anche le sue mani avevano fatto qualche cosa; che l'automobile non era una creazione da disprezzarsi; e che egli era assai pi vicino agli obliati, agli anonimi, a quei rozzi e allegri artigiani i quali avevano creato quell'oscuro poema epico di pietra, che non un qualsiasi Endicott Everett Atkins col suo pomo d'Adamo ecclesiasticamente palpitante, mentre enunciava delle pomposit sulla "transizione nei motivi gotici". Chiss come avrebbero riso di lui quegli allegri artigiani tracannando il loro vino:... chiss, forse a quel medesimo angolo di strada!
Lesse nel Libro dei Libri. (Ruskin e il Cellini e Dante avevano veramente la strana audacia di viaggiare senza Baedeker?). "Notre-Dame... In un'epoca romana primitiva, sulla stessa area sorgeva un tempio a Giove. La costruzione della chiesa attuale fu principiata nel 1163".
Depose il libro e si abbandon alle pi piacevoli visioni cui potesse abbandonarsi dopo le fatali settimane in cui era caduto in mano delle Persone Distinte.
Un tempio di Giove. Sacerdoti ammantati di bianco. I tori destinati al sacrificio, con pazienti occhi stupiti, scuotevano le grevi teste inghirlandate. Carri attraversavano la piazza e il fiume stesso! Quindi il passato, che per il giovane Dodsworth intento al football, e per l'uomo ossessionato dalla costruzione delle sue automobili non era stato che un mito fiammeggiante, d'un tratto diventava una realt. Egli passeggiava con Giulio Cesare, il quale in quel momento cessava di essere un freddo fantasma da libri scolastici, anzi un automa ventriloquo buono per recitare le anticaglie grammaticali comprensibili soltanto dai maestri di scuola; ma diventava proprio un conoscente, vivo, sensibile, loquace, e sedendosi a bere un bicchierino con Sam mostrava di somigliare straordinariamente a Roosevelt nella sua vita privata.
Grave di pensieri, felice di passare inosservato e di non dover tener bordone alle prodezze di Fran, pag il suo conto al caff, poi riattravers il ponte ed entr nella cattedrale.
Come sempre, lo conturbava la mancanza di banchi dall'alto schienale rigido, e imbottiti di cuscini, come nelle chiese protestanti d'America; la cattedrale gli pareva nuda e un poco ostile; ma dietro una vasta colonna, eterna al pari delle montagne e del mare, scopr una sedia, diede una mancia allo scaccino, si scord d'adirarsi con certa gente che gli si affaccendava d'attorno e voleva fargli da guida, e si perdette in pensieri impenetrabili.
Torn in s, per leggere pazientemente nel Baedeker: "Goffredo Plantageneto, figlio di Enrico Secondo d'Inghilterra, fu sepolto dietro l'altare maggiore nel 1186. Nel 1430 Enrico VI d'Inghilterra fu incoronato re di Francia, e nel 1560 Maria Stuart (pi tardi Maria, regina di Scozia) fu incoronata quale regina consorte di Francesco Secondo. L'incoronazione di Napoleone I e di Giuseppina Beauharnais fu celebrata qui da Papa Pio Settimo in pompa magna (1804)".
E intanto nello studio di Saurier quelle femmine sfacciate ciarlavano di corse!
Plantageneto! Leoni rampanti su vessilli scarlatti bordati d'oro. Maria Stuart, dalla testa piccola e fiera. Napoleone in persona... qui, l... dove sedeva Sam Dodsworth.
Hm! sospir.
Fiss la grande vetrata a rosoni, ma ne vedeva il significato, non l'apparenza. Intuiva nella vita qualcosa di pi grande, di pi stimolante che non il cibo e un po' di sonno. Sentiva che d'ora in poi egli non sarebbe stato soltanto un venditore d'automobili; capiva che, immergendosi in quel Passato che lo circondava, avrebbe poi potuto avventurarsi nelle onde del Presente ancor pi elusivo. Vedeva, e ne soffriva, che l'esistenza degli Atkins e dei de Pnable in cui Fran l'aveva trascinato non era la realt della "gran vita" da lui sospirata, ma anzi ne era la negazione con tutta quell'agitazione, quei piccoli snobismi, quei titoli nobiliari di seconda mano, quei piccoli protezionismi dell'arte.
Bisogna che me ne vada via da questa citt, che mi metta a fare qualcosa... qualcosa che mi risvegli. E far venire anche Fran con me! Son stato troppo debole verso di lei, disse debolmente.
Il suo desiderio di stare in compagnia di gente volgare ma intelligente ora trionfava. And al New York Bar, dove, per mezzo del corrispondente di un giornale di Nuova York conosciuto quando era reporter a Zenith, aveva fatto amicizia con una dozzina di giornalisti, e vi si sentiva come in casa propria. Essi non riversavano su di lui un fiotto di complimenti con lieve aria protettiva, come le donne incontrate nell'antro delle celebrit di Madame de Pnable. Si sentiva elettrizzato da conversazioni che per i giornalisti non eran che discorsi di mestiere: come Trotsky se l'intendeva con Stalin: ci che Briand aveva detto a Sir Austen Chamberlain: ci che accadeva tra le quinte della lotta internazionale per i petrol.
Quel pomeriggio, fece conoscenza con Ross Ireland; del quale aveva gi inteso parlare come di uno dei migliori tra i giornalisti americani. Glie lo present l'antico reporter di Zenith. Ross Ireland era un uomo robusto al pari di Sam, sui quarant'anni; e con i suoi occhiali enormi e non cerchiati sembrava un chirurgo.
Felice di fare la vostra conoscenza, signor Dodsworth, disse, con una voce che serbava ancora il primitivo accento di Iowa. Vi trattenete molto qui?
S, qualche mese.
 la prima volta che venite in Europa?
S.
Dite un po', sapete che io vengo proprio adesso da un viaggio in India, nella jungla, e mi sono servito di una delle vostre Revelation? Ottima prova, anche su strade pessime...
In India?
S. Ne torno or ora. Il vero paese di Kipling. Oh, non dico d'aver proprio veduto dei Mowglis a chiacchierare con le tigri o coi serpenti di sedici piedi; e si sente parlare pi spesso di juta e d'indigo che non di Madama Hauksbees, da quelle parti, ma  certo un paese che vi d nell'occhio! Quel gran tempio di Tanjore, per esempio: una torre di undici piani, una sola scultura. E poi, nella vita di laggi tutto  cos diverso!; persino gli odori son diversi (e non dico che sian sempre molto piacevoli!), e la gente va ancora in giro vestita in costume da carnevale; e poi, quella cucina al curry, strana anche quella, e le botteghe Eurasiche, dove i Babus ve le sballan grosse... c' da farne una storiella di ognuna! Dovreste andarvi, se avete tempo. Poi, gi di l, c' la Birmania. Ci si va in battello sul fiume: un vero mercato galleggiante, cogli indigeni che han certi buffi turbanti, accoccolati dappertutto sul ponte. Si risale d'Irrawaddy, fino a Mandalay e a Bhamo. Oppure si pu prendere il piroscafo a Rangoon per Penang e Sandoway, Akyab, Chittagong, e tanti altri paesi che paion di fiaba... E si prosegue per Giava, per la Cina e il Giappone, e si torna a casa passando per la California.
Non mi dispiacerebbe, un viaggio simile, disse Sam, Parigi  una bella citt, ma...
Oh, Parigi! Parigi non  che un corso di perfezionamento di Broadway.
Per me, non c' male, disse l'ex reporter di Zenith.
Non dico di no! Parigi  una citt per gli Americani che non sanno sopportare il lavoro, disse Ross Ireland; ma io sono impaziente di riveder l'America; non sto nei panni all'idea di tornarci in giugno. Son stato fuori tre anni ed era la prima volta che ne uscivo. Ho una nostalgia indiavolata; ma voglio l'America vera; non sotto forma di una banda d'espatriati seduti nei caff di Parigi. E quando s'ha da viaggiare, viaggiare sul serio! Per esempio, sbarcare a Bangkok, con quel gran tempio d'oro che domina tutta la citt, e i battellieri che cantano in... beh, non so in che lingua cantano...; oppure, andare a Mosca, a vedere i mugik in stivali felpati e casacche di pelle di montone, e le chiese dalle guglie che sembrano un merletto bianco e oro, contro il cielo... Questo s che si chiama viaggiare!
Sicuro! Questo ci vuole! pensava Sam; e si proponeva di viaggiare a quel modo andando... a Costantinopoli, tornando attraverso l'Italia e l'Austria, cos da tornare in tempo per il trentesimo anniversario del suo anno d'universit. C'era giusto il tempo di farlo, quel viaggio, se non indugiava troppo. E poi, Fran e lui avrebbero potuto ripartire in autunno, per l'Egitto e il Marocco...
Cos vagamente sognava...
Un'opinione prediletta dagli americani  che "se gli attori sono buoni, ci si pu divertire a teatro, sia che parlino in inglese, o in una lingua che non si capisce". Fran si atteneva a questo "credo". Sam lo rigettava decisamente. Non gli piaceva starsene l a sentir recitare in francese; ma, tornando all'albergo dal New York Bar, dove in compagnia di Ross Ireland aveva sognato il fiume Irrawaddy e Chittagong, trov Fran con dei biglietti per "Le Singe qui parle", con l'aviatore Gioserro, e con un discreto cattivo umore.
Dio, che odore di whisky! Atroce! E ora fammi il piacere di andarti a vestire, presto! Il capitano Gioserro e tu ed io andiamo a teatro. Vuoi farmi il piacere di sbrigarti? Intanto, vado a ordinare i cocktails. Sono gi pronta, come vedi. Dopo il teatro, abbiamo appuntamento con Rene de Pnable e altre persone, per andare a ballare.
Vestendosi, Sam borbottava: Una commedia in francese!... Non capir chi  il marito e chi  l'amante, per i due primi atti almeno!
Se dorm durante lo spettacolo, lo fece molto modestamente, senza dare nell'occhio; e fu insolitamente cortese verso Madame de Pnable. Fran era soddisfatta, durante il ritorno; e, con la stessa naturalezza che avrebbe avuto a Zenith, mentre si spogliavano, Sam osserv: Fran, ho idea che...
Scioglimi un po' questo gancio, qui, alla spallina, per piacere... Grazie. Sei stato molto carino, questa sera. Eri il pi bell'uomo in tutta la sala, di gran lunga!
Questo poi...
E sono contenta che tu cominci ad andar d'accordo con Rene de Pnable.  proprio una cara e leale persona! Ma, vedi Sam, non m' piaciuto che tu abbia tirato fuori quella questione dei diritti francesi nel Riff.
Ma Dio mio, sono stati loro i primi che hanno cominciato a parlare dell'America ad Haiti e nel Nicaragua!
Lo so, ma la cosa  diversa. Quella  una questione molto vecchia, e poi, anche a Rene dispiaceva, e a quella signora inglese, non so pi come si chiama. Non fa nulla, del resto. Dicevo soltanto per dire.
Ma, ricominci egli, un po' stizzito nel vedere che Fran non lo ascoltava, mentre si spazzolava i capelli, volevo dire che... Senti, Fran, ho un'idea. Siamo quasi a maggio, ma si potrebbe andare a passare un mese e anche pi in Riviera, e avremmo ancora tempo per ritornare a casa in giugno, e cos, io potrei prender parte alla mia commemorazione scolastica... la trentesima...
Dici davvero? La trentesima?
Oh, non sono poi tanto vecchio! Ma volevo dire: non abbiamo ancora parlato definitivamente del nostro ritorno...
Ma ci sono ancora tante cose che voglio vedere in Europa! Non ho nemmeno incominciato!
E nemmeno io. Sono d'accordo con te. Ma lasciami dire; avrei alcuni affari che ci terrei a sbrigare, a casa, e quella riunione, e vorrei vedere Emily e la sua nuova casa, e Brent...
Ma forse si potrebbe fare in modo che venissero loro qui quest'estate. Vuoi fare il piacere di passarmi la cold-cream?  in camera da bagno... no, no... mi pare che sia sul cassettone... oh, grazie.
Pensavo che avremmo potuto andare a casa per un paio di mesi soltanto, forse tre, e poi ripartire. Per esempio, per l'Oriente, questa vota, imbarcarci per la Cina, il Giappone, poi verso Rangoon, l'India, e cos via.
S, non mi spiacerebbe quel giro, un giorno o l'altro... Caro, ho tanto sonno!... Ma non ora, certo, non ora che conosciamo tante persone simpatiche, qui.
Non trovo che sia proprio cos, per conto mio!... Oh, gente piena di vita, di buona famiglia in genere, ma non trovo che siano persone simpatiche...
Che cosa vuoi dire?
Voglio dire che sono una banda di perdigiorno. Tutto quello che sanno fare, la de Pnable e la sua compagnia, e Atkins e i suoi seguaci non valgono di pi,  ballare, chiacchierare e metter in mostra i propr vestiti. E il loro concetto di divertimento non va pi in l di quello che pu avere una girl...
Fran era rimasta distratta, sino a quel momento. Ma ora non lo era pi. Afferr uno scialle di merletto, se lo gett sulle spalle, sopra la camicia da notte, e gli si fece innanzi come un gatto bianco furibondo:
Sam! Mettiamo le cose a posto! Sentivo che mi tenevi il broncio, che avevi paura di...
Troppo gentile!
...di dire quello che pensavi. Ebbene, sono stanca e stufa di doverti chieder scusa, s, chieder scusa d'aver commesso il delitto di presentarti qualcuna tra le persone pi simpatiche e divertenti che ci siano a Parigi, e di dover prendere sempre le tue difese, ogni volta che tu offendi qualcuno col tuo cattivo umore! Vuoi farmi capire che consideri Madame de Pnable e la sua "banda", come la chiami elegantemente, quasi gente inqualificabile? Permetti che ti faccia osservare che se non nutro una viva ammirazione per gentiluomini nati come A. B. Hurd...
Fran!
...probabilmente  perch la mia natura  pi vicina della tua a certe persone veramente eleganti e cosmopolite! Permetti che ti rammenti che Rene de Pnable  intima amica di famiglie della pi chiusa aristocrazia ancien rgime...
Ma sar poi vero? E con ci?
Vuoi fare il piacere di finirla di prendermi in giro? Tu, che ti compiaci sempre di accusarmi di prender te in giro! E poi, mio caro Samuel, non credere di riuscir troppo bene in ci. L'ironia delicata non  il tuo forte, caro il mio uomo!
Accidenti, ti proibisco di parlarmi come a uno stalliere!
E allora, non ti comportare da stalliere! E se mi autorizzi a continuare, e a rispondere alle accuse che tu stesso hai mosse, non io... oh, com' ripugnante tutta questa discussione! oh, Sam,  di una tale volgarit, cos bestialmente volgare! Per un secondo ella apparve drammaticamente offesa e dolente, ma subito dopo, riprese l'attitudine di un cosacco alla carica: Ma quando ti scagli contro qualcuno che  stato verso di me d'una gentilezza squisita, come Rene, tutto quello che posso dire ... Non ti rendi conto, di', che essa  la pi cara amica della Duchessa de Quatrefleurs? e mi ha promesso di condurmi al castello della Duchessa, in Borgogna...
Intanto non l'ha mai fatto!
Per combinazione, la Duchessa  ammalata, in questo momento! E la tua amabile osservazione conferma quello che intendevo dire, a proposito delle tue intenzioni ironiche! Prendiamo per esempio l'amica di Rene, Mrs. Sittingwall.  la vedova di un generale inglese, che si  molto distinto in guerra e vi ha trovato la morte.
Non era un generale! Era un colonnello, e adesso quella donna  fidanzata a quella vecchia brenna di Andillet, l'agente di cambio.
E che male c'? Andillet veste in modo un po' troppo appariscente, e guida troppo in fretta, ma  un vecchio pieno di spirito, e sa ordinare i migliori pranzi di Parigi. Ed  amico di ministri, di banchieri, di diplomatici, e di tante persone influenti!
Per me, ha l'aria di un imbroglione. E tutti quei giovani gigolo che se la fanno con la signora Pnable?
Sei ben gentile di servirti della parola "gigolo", che t'ho insegnata io, se non sbaglio...
Non  vero affatto!
...e di servirtene contro di me, Sam, caro il mio poliglotta! Suppongo che tu alluda a dei ragazzi come Gioserro e Billy Dawson. Eh gi, non rassomigliano mica agli industriali americani, quelli! Cercano di piacere alle donne, quelli, e di passare qualche ora d'ozio con esse, e ballano a meraviglia, e parlano di qualcos'altro che non sia la Borsa...
Oh, si permettono degli ozi,  vero! Senti, Fran, non voglio far la cattiva lingua, ma tu sai come approfittano delle donne...
Mio caro, il capitano Gioserro (e potrebbe anche farsi chiamare conte Gioserro, se volesse) ha una rendita rispettabilissima, come la sua famiglia l'ha avuta per generazioni prima di lui, del resto...
Ma andiamo, via! Si pu dubitare che le sue rendite siano rispettabilissime. Quando  con noi trova sempre modo di non pagare. Non che me ne importi, ma non ho mai avuto il piacere di vedergli spendere un soldo, all'infuori di stasera, quando ha dato dieci centesimi a quel poveraccio che ha aperto lo sportello del taxi. Senti, Fran, ascoltami e non andar su tutte le furie. Non siete sempre tu e la signora Pnable, che pagate i conti del ristorante, e i taxi, e le mancie e i biglietti di teatro, per Gioserro e per quell'altro giovanotto, Dawson, e per tutti quei giovani sfaccendati che essa si tiene d'attorno?
E con ci? Se ce lo possiamo permettere... Intanto, te l'ho gi fatto osservare un centinaio di volte almeno, si chiama Mad. de Pnable!... O vuoi forse... e divenne regalmente oltraggiata ed energica, ...vuoi forse insinuare che, poich mi mantieni con tanta generosit, hai diritto di impormi per chi e per che cosa io debba spendere ogni centesimo? Desideri che ti dia un esatto rendiconto delle mie spese, come un commesso d'ufficio? Allora, permetti che ti rammenti... oh,  cos spiacevole per me, ma non posso fare a meno di rammentarti, che posseggo ventimila dollari all'anno del mio, e proprio ora che ho l'occasione di essere cos felice, con persone divertenti...
Ella singhiozzava. Egli la prese per le spalle, dicendo: Andiamo, ragazza mia, finiscila di far la tragedia! Lo sai, e lo sai benissimo, che io rimprovero a quei giovanotti di sfruttarti, soltanto per farti vedere che sono dei poco di buono; farfalloni e nient'altro.
Ella sfugg alla stretta di lui, smise di singhiozzare, e ridivent aspra: Allora, siano benedetti i farfalloni. Ne ho abbastanza delle lodevoli formiche!... Sai, sarebbe meglio che la finissimo una buona volta con questa storia... se dobbiamo continuare a stare insieme.
Quelle ultime parole gli misero un gelo nel cuore. Rimase incredulo. Ma Fran sembrava convinta, e risolutamente seguit:
Definiamo, decidiamo quello che vogliamo fare; quello che preferiamo. Ora che hai conosciuto tante persone piene di spirito, eleganti, le apprezzi, oppure ne hai gi abbastanza? Insisterai per tornare alla compagnia di persone... oh, persone per bene, ma che nella loro vita non hanno altri divertimenti all'infuori del poker, del golf, dell'automobile, che hanno paura di modi un po' raffinati, e che credono che esser villani voglia dire esser forti? La civilt accumulata da duemila anni in Europa significa qualche cosa per te, oppure...
Oh, Fran, smettila! Non sono un villano, io, e tu lo sai. Non sono un selvaggio. E mi piacciono i bei modi. Ma li apprezzo nella gente che  qualche cosa di pi d'un dilettante cameriere e... E dopo tutto,  pi facile levigare una roccia che una spugna! Tutta quella gente l, compresa la Pnable, sono dei pappagalli. La gente che a me piacerebbe frequentare?... Per esempio, dei governatori di colonie inglesi... Gente che abbia altro da fare, all'infuori di passar una notte dopo l'altra in quei ristoranti cari ai tuoi gigolo...
Sam, permetti che ti dica che per stassera credo d'aver sentito insultare abbastanza i miei amici! Vedi di trovare qualche cos'altro, per domani. Vado a letto. E subito.
Sia che dormisse o no, rimase immobile e silenziosa, volgendogli il dorso.
Egli s'attendeva di trovarla dolce, disinvolta, pentita, il mattino dopo. Ma verso le nove, allorch si svegli, pareva inflessibile come l'acciaio. A fatica, egli cerc di parlar del pi e del meno, della colazione, di biancheria, poi brontol: Non so se mi sono spiegato bene iersera...
Oh, benissimo! Ti sei spiegato perfettamente. E non credo d'aver voglia di discutere. Non sarebbe meglio lasciar da parte quell'argomento l? E appariva cos indulgente, cos superiore, che egli si sent ribollire. Esco, adesso. Torner verso mezzogiorno. Faccio colazione con Rene de Pnable, e se credi di poter sopportare per un'ora ancora quei degenerati dei miei amici, saremo ben liete di averti con noi.
Scomparve nella stanza da canto per vestirsi, e non si pot cavarle altro di bocca. Quando fu uscita, egli rimase seduto a lungo, in accappatoio e pantofole, davanti a un secondo caff e latte.
Mai, prima di allora, ella aveva lasciato che una contesa si prolungasse oltre la notte, almeno, quando aveva torto...
O era possibile ch'ella non avesse avuto torto, nella loro controversia?
Ma (di minuto in minuto egli sentiva le sue idee confondersi sempre di pi) in che cosa consisteva propriamente la loro controversia?
In ogni modo, ella non intendeva certamente nulla di serio, con quel "se dobbiamo continuare a stare insieme". Ma se non fosse stato cos? C'erano pure dei coniugi che, cosa incredibile, si separavano in tarda et. E per tenere Fran legata a s, sarebbe dunque stato costretto a frequentare eternamente dei pavoni come quella Mrs. Sittigwall e quell'Andillet, il quale era certamente qualcosa di pi di un semplice conoscente, per la de Pnable?
Macch! Per nulla al mondo!
Ma se ci significasse perdere Fran? Dio buono! Ora che non aveva pi il suo lavoro, non aveva pi nulla che lo attraesse all'infuori di Fran, Emily, Brent, e tre o quattro amici come Tub Pearson; n era desideroso d'altro. Dubitava che qualsiasi altra impresa l'avrebbe mai stimolato quanto l'aver creato la Revelation Company; dubitava di trovar nuovi amici; dubitava che viaggi, pittura, musica sarebbero mai altro per lui fuorch il diversivo d'un'ora al giorno. Di tutto ci che gli rimaneva per rendergli la vita tollerabile, Fran era la prima cosa. Era la sua ragione d'essere! Era una seconda Fran, una Fran rinnovellata ch'egli amava in sua figlia Emily. Lavorare, guadagnar denaro, tutto era stato per Fran. Beh, no, non tutto forse (diavolo! era difficile esser sinceri verso se stessi) non tutto forse: c'era anche la soddisfazione dell'uomo d'affari; ma in ogni modo, la ragione principale era stata lei. Quanto agli amici, oh, se non fosse piaciuto a Fran, avrebbe mandato a quel paese anche Tub!
Fran! Che poco tempo fa, era ancora una fanciulla, fredda e luminosa e strana, l, sotto il portico del Canoe Club...
Dio buono, il Canoe Club era bruciato vent'anni fa... Ora nel radioso maggio parigino, cogli ippocastani in fiore ai Champs Elyses, egli se ne stava l tutto raggomitolato, e aveva freddo.
And a colazione con Fran, Madame de Pnable e Billy Dawson, un giovanotto americano che era il pi etereo e il pi equivoco tra i cavalier serventi di Madame; e anche con lui si mostr gravemente cortese. Per due settimane, con Fran e la corte de Pnable, gir tutta una serie di ristoranti appestati da fumo di sigarette e costosi profumi e scandali eleganti. Ogni tanto se la svignava, come un ragazzino che va al circo equestre, e andava in locali volgari, cercando sopratutto il corrispondente vagabondo, Ross Ireland; e quando seppe ch'egli si sarebbe imbarcato il 15 giugno sull'Aquitania, il quale arriverebbe a tempo per la festa commemorativa della classe a Yale, si affrett a fissare una cabina "a due letti". Gli piaceva Ross Ireland; trovava assai divertente, e in armonia con le proprie esigenze culturali, il fatto che Ireland, assolutamente incapace d'imparar qualsiasi lingua all'infuori del nato dialetto del Iowa, tuonasse che l'inglese " sufficiente a chiunque per andare dovunque", e che "quegli individui che pretendono che bisogna sapere il francese per far della politica in Europa, dicono cos per darsi delle arie". E gli piaceva la variet delle storie di Ireland, che andavan dai templi indiani a quelle del vecchio dottor Jevons laggi a Iowa.
Sam nascondeva simili volgarit a Fran, e le nascondeva anche la noia mortale di non aver nulla da fare. Ma la devozione di lui non bast a riconquistarla. Ella rimaneva sempre avvolta nella sua fredda cortesia.
Quando egli dovette prendere una decisione definitiva, riguardo al ritorno in America, ella rispose con vivacit:
S, ho riflettuto. Capisco che tu abbia bisogno di tornare a casa. Ma io non vengo con te. Ho quasi promesso a Rene de Pnable di prendere una villa con lei per quest'estate, nei dintorni di Montreux. Ma voglio che tu parta, e vada a trovare Tub e tutti quanti e te la goda e verso la fine dell'estate verrai a raggiungermi, e penseremo al viaggio in Oriente.
Ma quando l'accompagn alla stazione di San Lazaro, all'improvviso si commosse.
Pianse, gli si attacc al collo, singhiozz: Oh, non sapevo che avrei sentito tanto la tua mancanza! Chiss che non venga anch'io a Zenith. Divertiti pi che puoi, caro. Vai a fare un campeggio con Tub; salutalo tanto da parte mia, e di' a lui e a Matey che spero di vederli qui; e vedi di decidere Em e Brent a venire anche loro. Oh, caro, perdona alla tua stupida moglie dal cervello di gallina! Ma lascia che si sfoghi a far le sue pazze, ora! Ti ho dato una casa, una vera casa, non  vero? E vedrai che l'avrai ancora. Abbiti cura, amore, scrivimi ogni giorno, e non essere in collera con me; oppure s, sii in collera, se questo ti fa piacere! Buona fortuna!
E il primo giorno, gli radiotelegraf: "Sei un grande orso bruno e vali settantanove mila gigolo anche con capelli unti miglior crema stop mi sono ricordata di dirti che ti adoro?"
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Capitolo 16.
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Sam Dodsworth e il suo amico Ross Ireland passavano la maggior parte delle loro giornate nel fumoir dell'Aquitania a discutere con altri passeggeri sulle glorie dell'America. Se Sam dava alle cose il loro giusto valore, Ross era non solo eloquente, ma addirittura lirico, veemente.
Al sentir vantare Parigi, la Cambogia, Oslo, Glasgow, o qualsiasi altra gloria nazionale straniera, egli diceva sprezzante: Sentite un po' mio caro, queste sono storie, e lo so, io! Sono tre anni che vado in giro. Ho intervistato il conte Bethlen, e ho risalito il Congo; ho scritto un articolo coi fiocchi sui Lena Gold Fields, e ho fatto tre mila chilometri d'automobile in Inghilterra. E credetemi, son ben contento di tornarmene in un paese come si deve!
"New York rumorosa? E dite un po', perch non dovrebbe esserlo?  una citt dove non si dorme, ecco! Credetemi, persino il Paradiso lo stanno rimodernando sul tipo dei grattacieli di Nuova York! Credetemi pure, se non andremo a finire in bocca ai pesci e avr la fortuna di andar di nuovo ad attaccare il mio cappello in Park Row, beh, non mi farete andar pi lontano di Atlantic City, per una seduta degli Alci! E non date retta a chi vi dice che gli Alci, i Rotariani e la Federazione Civica Nazionale hanno le mani pi lunghe del mercante inglese, il quale  tanto nemico della nostra caccia al dollaro, che cerca di neutralizzarci rifondendo tutti i dollari che riesce a cacciare, n dell'elegante posatore francese, il quale non ama il suo franco pi di quanto non ami Dio. Persino per quel che riguarda il bere, ammetto che preferisco un caff all'aperto a uno spaccio clandestino; ma quando mi trover di nuovo da Denny's con la mia vecchia banda e potr metter le gambe sotto la tavola con dei veri Americani, fatti in casa, invece che con delle cattive copie di francesi che se ne vanno a zonzo per il continente... Oh, ragazzi miei!"
Un giorno che era capitato nella cabina di Ross Ireland, Sam scopr che Ross si dava a pratiche intellettuali segrete. Salvo quando, in giacca da mattina, intervistava dei Lord cancellieri di Stato e dei generali d'esercito, Ross si sentiva in dovere di affermare la sua maschia indipendenza dicendo: "Ehi, maschietto", e "Chi te l'ha data a bere" e "Valla a raccontare al portiere". Mai, in nessun caso, avrebbe "fatto uno studio analitico": tutt'al pi "faceva il pezzo". Chiamava i camerieri inglesi "capitani"; all'inserviente londinese del fumoir diceva di portargli il suo "check", e una delle poche espressioni francesi che conoscesse era "whiskey soda". Dichiarava ad alta voce che ogni giornalista che si facesse chiamar "pubblicista" era un posatore, un fesso di prima categoria; e ogni corrispondente estero che leggesse libri di storia, frequentasse i concerti o portasse delle decorazioni, era uno sbruffone.
Ma Sam scopr Ross Ireland in flagrante: egli leggeva grossi e noiosi volumi di storia; e ammirava Conrad pi di Conan Doyle; e furtivamente preferiva gli scacchi al poker, e ostentava i suoi abiti da sera fatti a Londra.
Che un uomo simile, violentemente americano, e che pure aveva viaggiato in lungo e in largo, si rallegrasse tanto di tornare a casa, rendeva Sam ancor pi convinto della sua gioia di rivedere la patria. Le numerose e polite raffinatezze dell'Aquitania non gli facevano gran che impressione; n quel piroscafo gli dava le sensazioni di ferrea decisione che gli aveva dato l'Ultima; ora, tutto il suo animo era rivolto alle persone che avrebbe rivedute fra breve.
Tub Pearson...
Gi si sentiva dire: "Beh, vecchia rozza, come va? Ladro di cavalli che non sei altro, perbacco, son contento di vederti!"
Sul ponte di passeggiata, se ne stava in avanti, figurandosi che il suo cuore battesse in ritmo con l'alzarsi e il ricadere della prua, e la pazza corsa della gran nave attraverso le onde lo riempiva di giubilo. Aveva l'aspetto benigno ma burbero, quell'uomo grande e grosso dall'impermeabile grigio, col berretto grigio in capo: uomo competente e poco sentimentale. Pure, dentro di s ardeva di sentimento. Una notte, vedendo dinanzi a s le luci di un piroscafo, gli parve che fossero le luci della riva di Long Island, e gi la sua fantasia riscaldata si figurava le care cose familiari: le larghe strade, il traffico rumoroso, le rimesse di mattoni, lo sfacciato splendore dei grattacieli, e l verso le campagne, per miglia e miglia, le casette bianche e verdi dove individui ch'egli comprendeva giocavano giochi ch'egli comprendeva, poker e bridge, e ascoltavano alla radio quel genere di facezie e di musica ch'egli comprendeva.
"...E stavolta rester!" canterellava esultante.
Durante l'intero viaggio, Ross Ireland e Sam non avevano cessato di preconizzare a quei passeggeri che non avevan mai visto l'America che "non avrebbero creduto ai loro occhi" quando sarebbero stati in vista di North River. "Il pi bello spettacolo che ci sia al mondo!" esclamava Ross. "Un grattacielo dopo l'altro... alti trenta, quaranta, cinquanta piani,  qualcosa di bello! Accanto a essi, la Cattedrale di Colonia pare una cappella metodista, e la Torre Eiffel un ombrello da ricoprire!".
E dopo avere dipinto con tali colori la vista del porto di Nuova York, Sam stesso s'andava poi domandando se avrebbe provato quell'emozione che annunziava agli altri. Si rammentava come, dopo aver fatto tante parole di Notre-Dame con Fran, la prima volta ne fosse rimasto deluso. Gli era sembrata bassa, con le pareti nude, e non gli aveva fatto met dell'impressione della Notre-Dame di travi e di gesso che aveva visto nei film. Tuttavia giunse a montarsi la testa. Sperava che la vista di Nuova York lo esalterebbe, come un giovane innamorato spera d'esser rapito dalla vista della sua bella.
Passati i Narrows, entrarono nel porto di Nuova York un mattino di giugno, poco dopo l'alba. Sam era in piedi fin dalle cinque. L'amabile verde delle praterie di Fort Hamilton, dopo il mare infido, lo riempiva di delizia. Ma l'estate precoce era insolitamente calda (nemmeno sul ponte si provava refrigerio) e l'orizzonte si velava di nebbia. Sam vedeva la sua riscoperta di Nuova York in pericolo. Dopo la visita sanitaria, lungo il tragitto da Staten Island verso North River, non pot discernere altro che battelli ancorati e un ferry boat dalla voce rauca e prepotente, che pareva un enorme scarafaggio. Poi la nebbia si dirad, ed egli pot esclamare: "Dio mio!"
Torri e guglie di una citt incantata, fluttuante al disopra delle brume, si slanciavano verso il cielo, piramidi e cupole splendevano al giovane sole, e immense mura tempestate di finestre d'oro apparivano, magiche e irreali.
Dietro di lui, Ross Ireland mormorava: "Cristo!". E poi: "Dite un po', non vi sentite orgoglioso di tornare in un paese simile?"
Vero  che mentre il piroscafo risaliva pesantemente North River, la disordinata fila dei docks, dei magazzini e delle fabbriche produceva un effetto di disordine. La canicola tremolava intorno a essi, e le acque del fiume apparivano chiazzate di macchie d'olio che assumevano colori fantastici. Ma dopo che penosamente si furono accostati ai docks, quando Sam ud i ben noti richiami americani, dalla siepe oscura di gente che attendeva sul molo: "Attaboy!" e "Dove l'hai preso quel monocolo?" e "Come l'hai lasciata Mary" e "Suvvia, commuoviti e buttamene almeno una di bottiglie!", allora dur un pezzo a mormorar tra s: "Bella cosa, dopo tutto, essere a casa!"
Poi, venne la dogana.
Non che i doganieri fossero cos inumani come si diceva, ma  irritante esser sospettati di contrabbando di liquori, specie quando, come Sam, si cerca appunto di frodar dei liquori. Egli aveva una fiasca di whisky scozzese d'anteguerra nascosta tra i suoi vestiti in un baule ad armadio, e l'ispettore la trov subito.
Che cos'? Come chiamate questa roba?
Beh! Qualcosa che rassomiglia a una bottiglia! fece Sam, conciliante. Non so proprio come ci sia capitata. Permettete che ve la offra.
E si busc una multa di cinque dollari. Ma il peggio fu che l'esser depredato di quel liquore provoc in Sam, per reazione, una violenta sete. Proprio lui, Sam Dodsworth, che non aveva mai preso un cicchetto prima di pranzo, fuorch una volta, dopo una certa partita di football a New Haven, ne sentiva ora un bisogno irresistibile...
Dopo ore trascorse a pagar diritti doganali, ad ammansire facchini di cattivo umore, per farsi rotolare i bagagli lungo un'interminabile piattaforma di cemento, per rivederli poi alla luce del sole, pericolosamente appesi a un'abile e perfezionata teleferica, per giunger finalmente a gettarsi, insieme con essi, trafelato e ansante, nell'antro del leone, cio nel traffico delle strade di Nuova York, Sam si ebbe dal conduttore del suo taxi il primo benvenuto in terra d'America.
Dove volete che vi porti? grugn egli.
Sam si sent scandalizzato nello scoprire che tanta democrazia lo indisponeva al pari di moltissimi Americani; a Parigi pretendeva che tutti i chauffeurs dei taxi parigini fossero dei briganti, ma ora gli sembravano dei bambini innocui e carezzevoli.
L'afa era soffocante nelle strade intorno al porto, sudicie da far paura. Davanti ai magazzini e alle volgari case di mattoni, c'erano giornali svolazzanti, mucchi di bottiglie, cenci e immondizie. Dalle cassette per la spazzatura s'alzavano nugoli di cenere, e l'aria estiva di Nuova York era satura di cattivi odori: banane marce, biancheria sporca, vecchi materassi e selciato umido. Sam si sentiva balzare il cuore dallo spavento, allorch il suo taxi sfiorava ragazzini cenciosi (vispi e di ottimo umore, contrariamente a ogni logica). Sugli stretti terrazzini delle scale di soccorso madri scarmigliate spupazzavano dei lattanti, i quali ogni tanto alzavano lamentose proteste contro l'ingiusto calore. La citt parve a Sam nervosa come una femmina isterica. (Sam credeva ancora alla forza virile e alla fragilit femminile.) La potenza di Nuova York si scorgeva, in verit, negli alti edifici d'acciajo; ma di virile non c'era pi nulla nei nervi di Sam esasperati dal caldo e tesi dal frastuono fino a impazzire. Il policeman che dirigeva il traffico inveiva contro l'autista di Sam, che ingiuriava i conduttori di camion, e questi, alzando la voce oltre il ronzo dei loro motori, ingiuriavano l'intera contrada.
La Nona Avenue, colla rombante ferrovia elevata, pareva impazzita; la Ottava Avenue sembrava un campo di baracche per minatori; la Settima Avenue era un immenso bailamme, tra le enormi insegne dei negozi: "Lwenstein e Putski, abiti per ragazzi" e "Al Busto della Gaia Vita, Rothweiser & Gitz"; nella Sesta Avenue si trovavano riuniti il fracasso della Nona con la volgarit dell'Ottava e la congestionata circolazione della Settima; e quando finalmente Sam ebbe un respiro di sollievo dinanzi all'eleganza della Quinta Avenue, la trov ingombra di una massa inumana di lucide vetture.
E quello stesso Sam Dodsworth, il quale si reputava instancabile, si sent sfinito, allorch, finalmente, arriv a trascinarsi nel fresco rifugio del suo albergo. Sedette presso la finestra della sua camera, e, contemplando la tetra vista dello smisurato edificio che si ergeva dall'altra parte della strada, desider ardentemente una bevanda qualsiasi.
In fede mia, in questo momento darei venticinque dollari per quella bottiglia di whisky che il doganiere m'ha portato via... Ah, Signore Iddio!... Questa Nuova York non mi piace poi mica tanto, con questo caldo. Se potessi andarmene in campagna! Quella l  la vera America. Almeno, spero che lo sia... E d'ora in avanti non credo che dovr lamentarmi di non aver nulla da fare, come a Parigi! Dio, qualcosa da bere!
Che con un semplice colpo di telefono in men di mezz'ora gli riuscisse di avere una bottiglia di whisky nella sua stanza, non aument gran che la sua deferenza per il proibizionismo: la faccenda non gli sembrava che pi imbecille, noiosa e ridicola; ed egli stava bevendo a un'ora assai meno avanzata di quanto si fosse mai sognato a Parigi.
Doveva vedere parecchie persone, prima di partire per New Haven per la riunione universitaria. Ma non telefon a nessuno, dopo avuto il suo whisky. Gli rimaneva appena tanto d'energia per starsene seduto presso alla finestra, a respirar quel poco d'aria, cercando di dimenticare l'incessante minaccia del bruso della citt; si sentiva pi derelitto che in Europa, mentre si sforzava di metter insieme un cablogramma un po' brioso per Fran, e di ottenere la comunicazione telefonica con Brent, a New Haven.
Non aveva telegrafato a Brent la data della sua partenza pensando: "Il ragazzo avr da fare, tra esami e altre cose; quando arriver a Nuova York, ci metteremo d'accordo per telefono per la sua venuta a Nuova York". Ma non gli riusc di farlo venire al telefono. Allora gli mand un telegramma, e fu tutto quello che si sent capace di fare. Ripos fino all'una, fino all'una e mezza. Si fece portare in camera una colazione leggera, e la gioia di poter mangiar di nuovo del vero granturco americano lo sollev alquanto; ma poi rimase daccapo a ruminare presso alla finestra fino alle tre. La stanchezza lo avvolgeva come una gran ragnatela.
Che cosa era venuto a fare a Nuova York? Che cosa faceva, ovunque? Quale era mai la sua ragione di vita? A Fran, laggi a Parigi, egli non era necessario. E l'industria automobilistica, sembrava che andasse avanti magnificamente anche senza di lui.
Riconsider a mente fredda una piccola ma interessante scoperta che aveva fatta mentre entrava in albergo, ma che fino a quel momento era riuscito quasi a dimenticare. Mentre scendeva dal taxi, aveva veduto il nuovo modello della Revelation, quale lo produceva ora la Unit Automotive Company, a trecento dollari di meno dell'antico suo prezzo. Avrebbe voluto trovarlo odioso, poter dire che era una porcheria a buon mercato, ma dovette riconoscere che era una meraviglia di eleganza, il cofano pi basso e affusolato, i parabrise pi slanciati. Si sent sorpassato. La U.A.C. aveva creato quel nuovo modello in sei mesi; con la sua organizzazione, egli non vi avrebbe impiegato meno di un anno; e l'avrebbe tenuto nascosto sino alla mostra automobilistica autunnale, per rivelarlo poi in pompa magna, come un sacerdote il quale a malincuore ammetta i profani ai suoi misteri. Dunque la U.A.C. si prendeva gioco di stagioni e di date e lanciava sul mercato i nuovi modelli come se fossero sacchi di grano?
S'avvide allora che nessuno aveva pensato di avvisarlo quando si lanciava il nuovo modello della Revelation. Durante i primi mesi della sua assenza, aveva avuto sovente notizie da Alec Kynance, con tutti i pettegolezzi, e reiterati inviti a rispondere. Poi, negli ultimi tre mesi, le notizie si eran diradate. Forse che l'avevan tagliato fuori: per sempre, forse?
Egli era tornato in America col sentimento che il mondo dell'automobile lo chiamasse a s; ora, in questo pomeriggio afoso e confuso, capiva che non c'era un cane che si curasse di lui... Vero  che, per essere pi libero, non aveva avvertito nessuno del suo arrivo, ma, diciamo la verit, in un modo o nell'altro avrebbero ben potuto venire a saperlo.
Ora che ci ripensava: non uno dei giornalisti che eran saliti a bordo dell'Aquitania, a caccia delle celebrit in arrivo (il campione polacco di tennis, il celebre "speaker" della radio che era andato a perfezionarsi a Berlino, l'ultima divorziata Nuova York-Parigi) non uno l'aveva degnato della sua attenzione. E dire che quando era partito, l'avevano intervistato come uno dei pi eminenti uomini d'affari americani...
Quell'esser seppellito nell'oblo lo spaventava.
Alle tre e mezzo il campanello del telefono lo fece sussultare e lo riconfort al tempo stesso.
Pronto? Dodsworth? Sono Ross Ireland. Ma s, sono nel medesimo albergo. Avete da fare? Permettete che salga un minuto?
E Ireland irruppe nella stanza, rosso, il colletto fuor di posto, accaldato.
Dite un po', Dodsworth, sono pazzo? Ho l'aria d'un pazzo?
No, avete l'aria d'aver caldo.
Caldo? Diavolo, si moriva dal caldo a Rangoon. Ma io ero seduto in una bella macchina, col mio bel vestito bianco e l'elmetto da sole, e non si stava malaccio. Non mi sentivo come se me ne venissi da duecentoventisette scontri ferroviari uno dopo l'altro. Sapete che mi sono accorto di una cosa? Che odio questa maledetta citt!  la pi sudicia, la pi rumorosa, la pi matta ch'io abbia mai veduto! La odio, io che per questi tre anni ho girato il mondo in lungo e in largo spolmonandomi a gridare a tutti quanti che Nuova York  una grande metropoli... Avete qualcosa da bere? Dio mio, niente altro che whisky? Beh, proviamolo un po'.
"Beh, stamane non ho nemmanco disfatto le mie valigie. Volevo andare a rivedere la cara vecchia redazione e i buoni colleghi, perbacco, laggi a Park Row. Ho gridato in anticamera, e il ragazzo non conosceva nemmeno il mio nome; e s che da tre anni non ho fatto altro che mandar tre colonne firmate per settimana! Poi s' trovata una dattilografa che si ricordava d'aver sentito parlar di me, e allora m'han lasciato entrare dal vecchio (...il direttore, ...sapete, ...esser ricevuti da lui,  sedici volte pi difficile che vedere re Giorgio a Buckingham Palace) e quando sono entrato, l'ho trovato coi piedi sulla scrivania che leggeva la pagina umoristica del New Yorker.  saltato in piedi, mi ha detto che ero l'araba fenice, che il solo vedermi l'aveva salvato dal tifo, e abbiamo chiacchierato per mezzora, e poi abbiamo preso appuntamento per metter a posto i nostri affari, domattina a colazione! Gi gi, pare che fino ad allora non avesse un minuto di tempo! Stasera non se ne faceva nulla, doveva andar a inaugurare un nuovo giardino sui tetti.
"Dio buono, che pecora sono stato! Andar in giro per l'Europa e per l'Asia a dire ai profani che a Nuova York andiamo sempre cos di furia perch lavoriamo per quattro. Fino ad oggi, non avevo mai scoperto che se ci affrettiamo tanto e ci pigiamo nei subways e facciamo a gomitate negli ascensori,  appunto per aver qualcosa da fare che c'impedisca di lavorar sul serio! Sentite: credo che sbrigherei pi sacrosanto lavoro in tre ore a Vienna che non qui in tre giorni! Quegli alti papaveri austriaci, non hanno uscieri servizievoli, n sistemi complicati che impediscan loro di parlar d'affari. E trovan sempre due ore di tempo per andar a pranzar in casa loro. Poveri diavoli! Non aver nemmeno da prender un subway! E niente altro che i caff, per passar il tempo, invece di locali notturni!
"Insomma, dopo aver passato quella mezz'ora col padrone (gli ci  voluta quasi tutta a raccontare l'ultima storiella allegra che aveva sentito... ma che io raccontavo gi a Jowa nel 1900) ho dato una capatina al Chronicle per vedere i miei vecchi compagni di lavoro... Pensare che ero capo cronista, l, una volta! Met della banda era liquidata... Tutti nella politica, credo... L'altra met, per quel che m' parso, eran ben contenti di rivedermi, ma o eran sposati come asini, o avevano imparato a giocare a bridge, o insegnavano in una scuola festiva o s'eran dati a pratiche immorali di quel genere, e per Dio, non ho potuto bloccarne nemmeno uno per cenar con me e andar poi a teatro questa sera. A proposito, siete libero stasera, per caso, Dodsworth? Magnifico! Proprio quel che ci voleva!
"Beh, sono andato a pranzo con un tale dell'edizione domenicale. Lui proponeva del whisky, ma io stavo per qualcosa di rinfrescante. Diceva di conoscere un posto dove si poteva avere del vero Chianti italiano, e lo chiamava anche "genuino italiano". Aveva voglia di scherzare. Credo abbia insegnato l'inglese a Harvard per un anno, ma, come vecchio giornalista, si sentiva in dovere di mostrarsi scanzonato, tanto per far vedere che non era un pedante... Come me. Anch'io, una volta, mi davo di quelle arie.
"Per farla breve: andiamo a dar un'occhiata a quella genuina gargotta italiana; a giudicar dall'odore, credo che il locale abbia servito da lavanderia, finch non  diventato troppo sudicio; e il ribaldo oste ci serve una bottiglia di qualche cosa che somigliava al Chianti come io assomiglio a un giglio. Parola mia, Sam, pareva aceto che avesse servito per un'insalata di barbabietole.
"Eppoi, cosa volete, di ritorno dal mio primo lungo viaggio, mi credevo per lo meno di avere un messaggio per la Giovane America; mi pareva d'essere Peary che se ne torna col Polo Nord sottobraccio. Ho cercato di raccontare a quell'individuo tutto quello che sapevo sulla Birmania, e che amicizia avevo fatto con Lord Beaverbrook, e tutto quanto avevo imparato sul problema agrario nell'Alta Slesia; ma credete che sia riuscito a interessarlo? Press'a poco quanto mi sarei interessato io d'una bella chiacchierata sui progressi della Scienza Cristiana in Liberia! Per, lui aveva un sacco di notizie importanti da darmi. Capperi! Bill Smith aveva avuto un aumento di venti dollari alla settimana! E Pete Brown avrebbe preso la cronaca dell'hockey al posto di Mike Magoon! Il ristorante Edam avr una nuova orchestra-jazz! Le portatili Fishback sono cresciute di cinque dollari! Ellen Whozis, la regina del cocktail, quella che fa le "Note Mondane" sta per sposare il redattore della rubrica religiosa!
"Vi dico, tale e quale come al mio ritorno nella cara vecchia Jowa, dopo i primi tre anni che passai a Nuova York! Allora volevo istruire i vecchi amici intorno al ponte di Brooklyn e agli scandali, ed essi mi volevano parlare della nuova vettura di Henry Hick!... Insomma,  tutto mondo e paese: il Buddismo in Birmania, e la nuova automobile di Henry Hick! Sempre pettegolezzi sul vicino, salvo che i vicini cambiano.
"Ma no, non  la stessa cosa! Ho veduto... Dio mio, Sam, ho veduto sorgere il sole nella jungla, e quegli individui sono rimasti l, inchiodati al loro scrittoio; non si sono mai scostati di cinque passi nella solita strada, da casa all'ufficio, allo speak-easy, poi di nuovo all'ufficio, al cinema, a casa. Sono stato su un piroscafo in fiamme nel golfo di Persia...
"So che sono vanit, Sam, ma c' qualche cosa al di fuori dell'America... Se laggi avranno abbastanza buon senso per crear gli Stati Uniti d'Europa; se l'Inghilterra si decider a riconoscere la Russia; in mano di chi andr il petrolio russo; che cosa ne sar della Polonia; che cosa significa il fascismo in Italia: tutte queste cose dovrebbero essere per lo meno altrettanto interessanti quanto il prossimo match di base-ball. Ma questi ragazzi che sono rimasti quass a Nuova York sono cos contenti di se stessi (proprio come ero io una volta!) che a loro non importa un fico di qualunque cosa che non sia il prezzo corrente del gin! Essi ignorano che esiste un'Europa, al di l dei bar parigini. E, del resto, nella mia bottega, in Europa, io passo per il grande insostituibile inviato speciale all'estero, ma qui,  un fatto che quel tale che tutte le settimane fa le storielle illustrate di Pap Hiram Winterbottom,  pagato tre volte pi di me... Ah se venisse quello in ufficio, il vecchio direttore si scomoderebbe a dedicargli l'intera giornata!
"Beh, e ora che vi ho tracciato un quadro della mia triste situazione, andiamocene...
"Per, questa citt che ho tanto desiderato di rivedere... (Ma dite, caro mio, ci pensate che potremmo rimbarcarci sull'Aquitania, tra una settimana? Pensate un po' a quell'angolino fresco nel fumoir)... Ho scoperto che il solo vero modo, moderno, nuovo, ingegnoso per arrivare in qualsiasi luogo, se ci volete arrivare, in questa citt,  di camminare! Con questo traffico, un taxi impiega dieci minuti per fare dieci isolati. Quanto al subway...; quanti anni sono che non avete preso il subway, voi? Beh, non ne fate nulla! Io mi credevo un tipo in gamba, e abbastanza svelto, ma alla Grand Central Station, il controllore m'ha cacciato un ginocchio nella schiena, e mi ha ficcato in un vagone che era gi pieno come un uovo, come se fossi un bambino di tre anni! E son rimasto in piedi fino al ponte di Brooklyn, col naso nel collo di un cenciaiolo ambulante! Mi sento anarchico! Non so che darei, per far saltare in aria l'intera citt!
"Dopo colazione, mi viene in mente d'andarmi a comprare l'ultima novit in fatto di maglieria sport americana, e vado al negozio di Mosheim. Avete visto il loro nuovo edificio? Pare un palazzo del ghiaccio di venti piani. Vetrine piene di diamanti e sete, e avori, e vecchi mobili spagnoli, e biancheria da far arrossire un'attrice del cinema. "La citt del lusso l'Europa battuta d'un miglio!" mi son detto: "Grandioso! La capitale mondiale del piacere scoperta da H. Ross Ireland!" Poi, ho cercato di entrare nel negozio. Vi assicuro, Sam, che quando mi ci metto non rimango indietro a nessuno. Da studente, quando giocavo il foot-ball stavo al centro, ed ero classificato tra i pesi massimi. Ma, perdio, mi ci  voluto del bello e del buono per farmi strada fino alle porte. C'era una corrente d'invasati che usciva, e un'altra che entrava, come se ci fosse il fuoco, e quando finalmente si arriva al reparto che si cerca...
"Beh, in altri paesi, la gente venale m'ha disgustato, con i suoi modi. Ho visto un mercante di tappeti turchi andar su tutte le furie perch mi rifiutavo di pagar il doppio del prezzo d'un tappeto; ho subto le collere d'un farabutto greco, che m'aveva quasi buttato a terra sul ponte d'un battello: c' stato un gondoliere che m'ha detto sulla faccia quel che pensava della mancia che gli avevo data. Ma insomma, dopo tutto, quella gente vi trattava come se foste press'a poco loro simili. Come dice Chesterton, se uno fa volar le scale al proprio domestico, non vuol gi dire che manchi di spirito democratico;  soltanto quando si sente troppo superiore al domestico per mettergli le mani addosso che si dimostra veramente sprezzante. Ed  proprio cos che son stato trattato da quel bel signorino del reparto maglierie. Aveva press'a poco sei persone da servire, e a meno che non mi spicciassi a dir quel che volevo, e a prendere quel che lui voleva darmi, non aveva nessuna intenzione di perder tempo con me, e seguitava a guardarmi come se volesse dirmi: "Furbacchione che non sei altro, non me la fai, quella roba che porti indosso non viene da Nuova York; puoi pure tornartene a Yankton!"
"Poi ho cercato di uscire dal negozio, con uno che mi cacciava i gomiti nello stomaco, e un altro che spingeva per di dietro, e il garzone dell'ascensore che gridava: "Presto avanti, signori!" fino a far venir voglia di rompergli il naso... Sul serio, mi sentivo come un profugo inseguito dai Cosacchi...; no, sarebbe stata cosa troppo umana; piuttosto un toro cacciato in branco al mattatoio. Dio, che citt! Lusso! Oro! Tutto, fuorch dignit e buona grazia e discrezione!
"E che razza di orazione!  il discorso pi lungo che ho mai fatto, dal giorno in cui in Birmania ho trovato il mio boy numero uno che aveva indossato il mio miglior paio di pantaloni!
Beh, disse Sam, conciliante, vi sentirete molto meglio, quando potrete andarvene in campagna.
Ma non mi piace, la campagna! Siccome son d'origine contadina  logico ch'io preferisca la citt. Ne ho visti abbastanza di letamai e di campi di frumento, prima che scappassi da casa, a quattordici anni. E da quello che ho potuto sentire, a colazione, tutte le altre citt americane stanno diventando peggio di Nuova York: un traffico mostruoso, e grandi cinema, e delle radio che abbaiano ovunque; e tutti devono avere il lavapiatti elettrico e l'aspiratore elettrico, e ogni famiglia deve avere non una macchina sola, ma due o tre, perdio; e tutto quanto col sistema del pagare a rate! Ma io credo che qualunque buco valga meglio di questa jungla di scimmie che  Nuova York.
"E dire che credevo di conoscerla, questa citt! Dopo averci vissuto dieci anni! Vi giuro che  peggiorata sedici volte, da tre anni in qua, o almeno a me pare cos. E chiss che bellezza, da qui a tre anni! E piena di stranieri!: quando s'incontra un'autentica faccia americana, per istrada, vien voglia di chiedersi da dove sia sbucata fuori. Credo che me ne torner a Londra, per vedere dei veri Americani!".
Sam aveva l'impressione che Ross esagerasse. Ma dopo che se ne fu andato, e che anch'egli si scosse dal suo torpore per uscire a far due passi, per andar a prendere un po' di caldo, si sent sperduto e piccolo e straniero in quell'immenso intrico di vie afose.
Non sapeva dove andare. Si rendeva conto che in quella barbara capitale d'oro e di marmo si poteva trovare ogni cosa necessaria all'uomo, fuorch un posto qualsiasi, un caff, una piazza, o una sala da t non troppo effeminata, dove ci si potesse sedere ed essere umani. Ebbene; poteva andare al Museo Metropolitano, all'Acquario, sedersi sui banchi polverosi del Central Park, oppure accomodarsi tranquillamente sugli stalli ben verniciati di una chiesa protestante.
Gente che correva con delle valigie lo urtava nelle gambe, piccoli ebrei indaffarati gli piombavano addosso, monelle dalle guance imporporate di cipria guardavano con aria di scherno il suo mansueto andare bucolico; ondate di gente sudata e incolore lo sfioravano, vetrine d'un lusso incredibilmente arrogante lo abbagliavano, e a ogni incrocio di vie il flusso del traffico lo fermava, mentre si trascinava fino alla Quinta Avenue, gi fino alla 42 Strada, occhieggiando distratto negozi e ristoranti a buon mercato, poi verso la Sesta Avenue e di nuovo fino alla Grand Central Station.
Si ferm con aria contemplativa (lui che un anno prima non si sarebbe mai sognato di star fermo, che avrebbe fatto a gara nell'affrettarsi coi pi zelanti) appoggiato alla balaustra che sovrastava la lucida e spaziosa rotonda della Grand Central Station, simile a una Piazza della Concordia coperta. Come mai, si domandava, l'immensit di Notre-Dame non rimpiccioliva n rendeva ridicole le figure dei fedeli, come in quella vastit accadeva ai viaggiatori che galoppavano verso le pensiline di partenza? Forse perch i piccoli uomini oscuri e insignificanti che si vedevano nelle cattedrali, rimanevano pur pieni di dignit e padroni di s, nella ricerca delle vie del Signore, mentre questi ostentavano la ridicola attivit di insetti?
Si figur che questo fosse il vero tempio di una nuova divinit: il Dio della Velocit.
Questo esigeva dai suoi adepti altrettanta superstiziosa credulit, quanto qualsiasi altra divinit fuori di moda: esigeva che la fede nell'Andare-in-qualche-luogo", o "Andare in fretta", "Andare-spesso", fosse in se stessa tanto sacra e alta, da meritar che per lei si lottasse. Un Dio severo, questo Dio della Velocit, assai meno indulgente delle antiche divinit coi loro errori, i loro amori, le loro vanit cos facili a compiacersi di ghirlande e adulazioni; un Dio astratto, senza difetti, e insaziabile, il quale, quando gli venivan sacrificate cento miglia all'ora, ne esigeva subito centocinquanta.
E Sam, con le sue automobili, aveva contribuito alla nascita di questo nuovo culto, e nei suoi placidi ozi europei aveva sospirato le sue monastiche asperit! Ora egli bestemmiava contro di esse, e sospirava il pi lurido bar della pi miserabile viuzza di Parigi.
Scosse la gran testa irsuta guardando i viaggiatori di commercio che avanzavano pavoneggiandosi con importanza, seguiti dai facchini curvi sotto il peso delle valigie, e uomini d'affari slombati, con le borse dei bastoni da golf, e donne di malumore, e donne boriose e troppo ben vestite, e giovincelli biancovestiti dai capelli lisci. Tutti gli parevano spinti verso la follia dal folle Dio della Velocit, quel Dio che essi medesimi si erano creati, e che anche lui, Sam Dodsworth, aveva contribuito a onorare.
Sam e Ross Ireland commisero l'ingenuit di prendere un taxi per recarsi a teatro. Quando gi erano in ritardo di mezz'ora, scesero e percorsero a piedi gli ultimi sei isolati. Videro in scena una gran quantit di deliziose giovani donne nude, nude n pi n meno come avrebbero potuto essere alle Folies Bergres.
A giudicar dagli aliti che sento intorno a noi, mi par di capire che ci sia qualcuno a Nuova York, che non sa dove stia di casa il proibizionismo, sospirava Ross Ireland, mentre passeggiavano per i corridoi, tra un atto e l'altro. Beh, per fortuna i predicatori non hanno ancora tanta influenza sul buon Dio da impedir alle ragazze di denudarsi.  una faccenda di cui dovranno occuparsi, non appena il proibizionismo sar a posto definitivamente: trovar modo che le ragazze vengano al mondo in camicia da notte di flanella... Veramente, Sam, questi Stati Uniti li capisco sempre meno. Noi permettiamo che si censurino tutti i nostri libri; e poi si rappresentano delle operette come questa, altrettanto pepate quanto a Parigi. Andiamo predicando a tutti che siamo i soli amici in buona fede della democrazia e dell'auto-determinazione, e ora facciamo a Haiti e nel Nicaragua le stesse cose di cui accusavamo in Belgio la Germania, e... fate bene attenzione a quel che vi dico... tra un anno intraprenderemo una grande campagna navale, col preciso scopo di intimidire il mondo, come l'Inghilterra non si  mai nemmeno sognato di fare. Noi facciamo tante parole intorno al progresso scientifico, e siamo il solo paese cosidetto civile, in cui migliaia di cittadini cosidetti sani di mente si mostrano disposti ad ascoltare degli analfabeti scalzacani, vuoi predicatori, vuoi politicanti, i quali si fanno passare per autorit in materia di biologia e attaccano la teoria dell'evoluzione.
Dopo i faticosi splendori dell'operetta, in un ritrovo notturno che somigliava come due gocce d'acqua a un bar d'altri tempi, salvo per il cattivo whisky, Ross Ireland seguit rabbiosamente:
Gi, e tanto per continuare il nostro paradosso sull'America, da noi si spargono pi lagrime sulle povere madri infelici nei films, e si hanno pi linciaggi di negri, che non nel mondo intero! Pi spazio, e pi abitazioni affollate; pi pionieri incalliti, e pi mogli isteriche e disilluse: pi pederasti tra i nostri giovani; pi conferenze snobistiche, e pi scherzi di cattiva lega e slang che non in tutto il mondo... Per esempio, prendete me. Io passo per un giornalista. Ho veduto un bel po' di mondo e ho anche letto molto pi di quanto non dica. Ho delle idee, ma anche quando riesco ad ammettere che m'interessino le mie idee e a costruire una frase grammaticalmente, ho paura che il primo cretino proprietario di garage mi prenda per un pedante se non mi esprimo come un facchino di porto! Oh, oggi posso dire d'aver imparato qualche cosa, su me stesso e sulla mia cara America!
Eppure, Ross, io preferisco questo paese a...
Diavolo, anch'io! Quante cose ricordo, quanta gente con la quale ho parlato, vagabondando per il paese, dalle High Sierras fino alle brughiere di Cape Cod! Il vecchio pap Conover che ai suoi tempi era stato messaggero a cavallo, e se ne andava a briglia sciolta, rischiando la vita tra gli Indiani (me lo rammento a ottant'anni, il vecchio pi bianco che abbia mai visto) viveva in una casupola a Iowa, la mia citt; s'era fatta una seggiola con un barile; passava ore a raccontar favole a noi bambini; dava asilo ai vagabondi, la notte, e se si fosse presentato un re, non l'avrebbe ricevuto diversamente. Non gli sarebbe mai passato per il capo di essere migliore di un vagabondo, o peggiore di un re. E quello era un vero Americano. E ho visto giocare al football... tutti bravi ragazzi. Ma noi facciamo della vita una corsa di sei giorni, con dei motori d'automobile, invece delle gambe che avevamo una volta!
E Ross Ireland seguitava a parlare scagliandosi contro il trambusto americano, salvo difenderlo con le unghie e coi denti quando Sam se ne lamentava. Piano, piano, giunsero cos a un cabaret in Broadway.
Si chiamava "The Georgia Cabin", ed era rinomato per il pollo alla moda del Maryland, le patate dolci e certi biscotti speciali, e l'orchestra, che, fra grandi applausi, ogni mezz'ora attaccava "Dixie". Eccettuati Ross e Ireland, ognuno l dentro era o un greco o un ebreo. Era un luogo pieno di costosa ricercatezza. La decorazione delle pareti rappresentava, in gigantesco, una capanna di tronchi d'albero; e tutto intorno al minuscolo spazio riservato alla danza, dove i ballerini, pigiati come passeggeri di tram nelle ore di affluenza, parevano colti da improvvisa frenesia amorosa, c'era qualche cosa che, nella fantasia di Broadway, voleva rassomigliare a una siepe.
L'ingresso costava due dollari a persona. Presero due limonate, a settantacinque cents l'una, diedero un quarto di dollaro di mancia al cameriere greco, il quale fece il viso dell'arme, e un altro quarto alla ragazza del guardaroba, azzimata e dagli occhi freddi, la quale comment il regalo con un: "Altri due scalcagnati!".
Parlarono poco, durante il ritorno all'albergo. Sam sentiva pesare su di s, greve, palpabile, simile a un lenzuolo funereo, la stanchezza che l'aveva perseguitato a Parigi. Viveva come in sogno; nulla di reale, in tutta quella brusca realt di scampanellii di trams, di furibondi treni aerei, di incombenti taxi, di moltitudini rumorose. La calura si andava raccogliendo in un temporale. Lampi rivelavano i cornicioni di edifici inumanamente alti. Nell'aria gravava una minaccia, eppure essa lo lasciava indifferente. Augur a Ross Ireland una stanca buona notte.
Il temporale esplose mentre egli stava alla finestra della sua camera. Ogni lampo metteva crudamente in valore la vasta facciata gialla della casa di fronte, con le sue innumerevoli finestre smaglianti; e negli intervalli di oscurit egli si immaginava di sentir rovinare dall'alto l'intero edificio. Era terrificante come un'eruzione vulcanica, persino per Sam Dodsworth, il quale non s'abbandonava facilmente alla paura. Eppure, nemmeno il terrore riusciva a rompere la crosta di triste solitudine che lo circondava.
Meccanicamente si scost dalla finestra, mestamente and a letto, ove in un angoscioso dormiveglia, mormorava: "Questa caotica vita americana  una vera battaglia e sta diventando troppo dura per me...; forse ne ho perso l'abitudine?".
E poi: "Oh Dio, Fran, come mi sento solo senza di te!"
...
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...
Capitolo 17.
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Ma la sera dopo, l'America gli apparve sotto un aspetto alquanto pi gradevole e cordiale, allorch si trov seduto in compagnia di Elon Richards, presidente della Goodwood National Bank, sulla terrazza di Willow Marsh, la sua casa di campagna a Long Island.
Al mattino Brent, il figlio di Sam, aveva telefonato da New Haven che, tra due giorni, terminati gli esami sarebbe venuto a prendersi un po' di vacanze col padre. Nel pomeriggio, Sam aveva avuto una laboriosa discussione con Alec Kynance, negli uffici newyorkesi della U. A. C. e ancora una volta aveva rifiutato le loro offerte.
Le scuse addotte erano vaghe.
 difficile da spiegare, Alec... Ecco, sento che la maggior parte della mia vita l'ho trascorsa a fabbricar automobili, e sento che preferirei starmene seduto in ozio, a far quattro chiacchiere con me stesso, tanto per far la mia conoscenza. S, mi sono trovato un po' solo a Parigi, lo riconosco. Ma ora che ho incominciato, non voglio tornar a correre tanto presto.
Kynance fu molto chiaro.
Non so se mi trover in grado di ripeter l'offerta.
Ma Sam lo ascoltava appena. Lui, che un tempo era sempre attento, ora appariva distratto.  vero, pensava, che non sar mai altro che un bue da lavoro; ma allora, perch non tentar qualcosa di nuovo, per esempio il commercio degli aranci all'ingrosso in Florida, oppure un'agenzia immobiliare?
Poi, quando Sam aveva telefonato a Richards della Goodwood National, questi aveva insistito perch egli andasse in serata a Long Island.
Sam si sent pi leggero e sollevato, nella Hispano-Suiza che Sheila, la figlia di Richards, s'era fatta comprar dal padre dopo aver letto i romanzi di Michel Arlen. Guizzarono attraverso il movimentato traffico del quartiere adiacente la Grand Central Station, svoltarono per la Prima Avenue, col suo aspetto di citt operaia, attraversarono l'arco maestoso del ponte della 59 Strada, dal quale lo sguardo spaziava verso le gru che in lontananza dominavano i docks, in attesa dei piroscafi da Rio de Janeiro, delle Barbados, e dall'Africa.
Poi filarono per un brulichio di fabbriche e casette operaie; poi, via per una strada che costeggiava la spiaggia, dove una brezza marina mormorava attraverso i finestrini aperti della gran macchina; giunsero cos a sobborghi d'apparenza pi gradevole, e svoltarono ancora per una strada campestre tra veri caseggiati rustici. L'americanismo alquanto pericolante di Sam si raddrizz esultante alla vista dei campi di grano, di zucche rampicanti, di cascine bianche circondate da cataste di legno di pioppo.
E la conversazione si faceva piacevolmente animata.
Sam non era mai stato tanto sciocco da pretendere che per essere un virile cittadino non si dovesse parlare che di titoli di borsa o di campionati di boxe, e che chiunque s'interessasse a Matisse o alla Ca' d'Oro fosse un effeminato pieno di boria. Se non che, l'aveva detto e ripetuto a Fran, egli aveva altrettanto diritto di interessarsi di titoli e seccarsi di Matisse, quanto ne aveva un pittore di provar interesse per Matisse ed esser seccato dei titoli. Per esempio, quel giorno Alec Kynance aveva trovato i titoli abbastanza importanti. Eppure, la conversazione di Alec non era quel che si dice interessante, perch il buon uomo non solo si credeva un Napoleone del commercio, ma persisteva nel trattare quanti incontrava come fedeli soldati di cui poteva pizzicar l'orecchio, o come fedeli marescialli che morivan dalla voglia di ricever dalle mani di lui, Alec, un nuovo bastone di comando.
Ma Elon Richards discorreva di consolidati, di capitali, di golf, dei pi scandalosi divorzi nel mondo della finanza, con l'impersonale semplicit di un proprietario di vacche, il quale discute la qualit dei foraggi. Mentre l'automobile, passate le piccole cascine, entrava in una regione di vaste propriet, egli annunciava che la K. L. e la Z. fallirebbero in men di due mesi, che quella compagnia che allevava un milione di renne da tiro in Australia sapeva il fatto suo, che le Smith Locomotive Common non erano un cattivo affare; e che era la pura verit che la Antelope Car stava per mettere in vendita dei parabrise di vetro come accessori standardizzati.
La vasta casa di Willow Marsh era situata su di un'altura, che guardava oltre la palude, gi fino a Long Island Sound. Cenarono in una terrazza di mattoni, Sam, Richards e la figlia, su tre seggiole di vimini intorno a un piccola tavola, con una tremula luce di candele. Sei mesi prima, Sheila aveva chiesto al padre la HispanoSuiza, ma quell'estate era in vena di socialismo. Sam si secc un poco, perch durante la cena ella non fece che domandare perch mai gli operai non dovrebbero aver diritto di prendere a Sam e al padre tutti i loro averi.
Richards, con gran sorpresa di Sam, incoraggiava Sheila stuzzicandola.
Se tu sei capace di trovarmi un dittatore non solo abbastanza forte, come pu essere Lenin, per prendermi il mio denaro, ma per costruire in secondo luogo un sistema economico che sia pratico, sono d'accordo con te: tanto vale in fondo lavorare per lui e per i suoi, quanto per i nostri capitalisti. Ma se tu, cara la mia sfrontatella, credi ch'io debba esser solidale con loro, soltanto perch senti una massa di giornalisti socialisti gridare che chiss, forse, pu darsi che un giorno la massa operaia diventi educata al punto da prender le redini dell'industria, allora  meglio che tu li lasci cantare!
E cos per un'ora.
Dopo venticinque anni di industria in grande stile, Sam Dodsworth credeva tuttora, in una maniera nebulosa e inespressa, che socialismo significasse divisione della ricchezza, dopo di che i milionari la riacquisterebbero in men di dieci anni. Credeva che i bolscevichi fossero tutti ebrei barbuti, portatori di bombe e difficili a distinguersi dagli anarchici. Non che lo credesse proprio fino in fondo; ch nel suo ufficio erano venuti soavi e sbarbati agenti sovietici i quali avevano trattato con competenza dell'importazione delle Revelation. Ma prendere sul serio il socialismo...
Ci lo indisponeva.
E perch mai era andato in Europa? Per tornarne scombussolato. A Parigi s'era annoiato,  vero; ma preferiva ormai le Crpes Susette alle torte di mele; gli piaceva appoggiarsi sui ponti della Senna, assai pi che passeggiare per la Sesta Avenue; e in questo momento, proprio, non riusciva a risvegliare in s troppo interesse per i nuovi parafanghi della Revelation. Come mai quell'America che aveva tenuto tra le sue mani con tanta sicurezza, ora gli sfuggiva?
Ed ecco la figlia di un Elon Richards, il pi conservatore dei banchieri, contaminata da tutto quel socialismo europeo. Possibile che la vita fosse poi cos complicata?
La vita gli apparve pi semplice, quando Sheila se ne fu andata. Il crepuscolo di giugno era delicato, e l, oltre il nastro violaceo di Long Island villaggi dianzi invisibili spuntavano tra un dolce ammiccar di luci. Sulla fresca terrazza, dopo due soffocanti giornate di Nuova York, Sam si abbandonava nella poltrona di vimini, stirandosi soddisfatto. I sigari di Richards erano ottimi, la sua acquavite autentica, e ora che Sheila, guidando la sua vettura privata, era andata a un ballo, la conversazione riprendeva il tono normale.
Ma non a lungo...
 strano, Richards, rifletteva Sam ad alta voce, dacch sono sbarcato a Nuova York tutta quell'agitazione fragorosa nelle vie m' riuscita insopportabile fino a che stasera ho potuto sedermi qui, in campagna, dove mi sento di nuovo un essere umano. Gi, forse sar stato il caldo. Soltanto che... sapete, in Francia e in Inghilterra tutto mi pareva pi facile. M' parso che laggi la gente lasciasse che il mestiere lavorasse per loro. E m' anche parso che il mondo fosse pieno di cose da imparare per cui noi, qui, non abbiamo tempo.
Richards mand gi una boccata di fumo con tutta calma, poi disse:
Lo sapevate ch'io son stato educato in Europa, Sam?
No! Davvero?
Sicuro! A mio padre e mia madre piaceva l'Europa. Viaggiando, quattordici dei primi sedici anni della mia vita li ho trascorsi in scuole francesi, inglesi, svizzere, e anche quando ero a Harvard tornavo ogni estate in Europa, meno che per le ultime vacanze, dopo il primo anno d'universit. Allora, mio padre ebbe la luminosa idea di mandarmi a lavorare in un campo di boscaioli, nell'Oregon. Gran bei tempi, quelli! Ero stufo di pensioni di famiglia e di caff e dell'opinione che in generale si aveva di me in Europa, che non fossi poi "tanto male" per un Americano. Nell'Oregon, quei diavoli di boscaioli me le suonavano sode, tre giorni su sette, ma alla fine dell'estate fui invitato a unanimit a restare al campo, come secondo capitano. Era una bella vita, e da allora in poi le ho serbato la mia predilezione. So che molti uomini d'affari francesi sono pi eleganti e sanno stare al mondo pi del vostro amico Alec Kynance, quello zoticone, ma a me d pi soddisfazione battagliar con Alec!
"Sam, anche qui si lotta, n pi n meno che in Russia e in Cina. E neppur voi, caro vecchio Sam, sarete mai una gazzella contemplativa... Voi siete nato per la lotta! Pensate che un giorno, forse, l'America riuscir a governare il mondo! E forse poi la Russia finir per batterci. Ma non val meglio una lotta mondiale come quella, piuttosto che starsene seduti badando a non far errori di sintassi e meditando sul proprio panciotto da sera?  la vita!
Sam medit a lungo in silenzio.
Elon, disse poi, c' stato un tempo in cui sapevo quello che volevo. Non mi limitavo a fare quello che mi consigliava l'ultima delle mie dattilografe. Ma in questi ultimi tempi ho visto troppe cose. Se ci fosse qui Fran, mia moglie, forse sarei filo-europeo. Voi mi fate diventare filo-americano.
Ma perch voler essere filo-qualcosa? Perch non buttarsi a capofitto nella battaglia che ci sembra la pi interessante? Di una cosa, intanto, potete esser sicuro: il risultato non significher nulla. Mia figlia Sheila m'ha insegnato che un'oculata pratica delle teorie eugeniche, Carlo Marx e il tennis ci trasformerebbero, in cinque generazioni, in un paese di bennati Apolli. Dio ce ne guardi! Ho un vago sospetto che nessuno di noi poveri mortali desideri, in realt, la perfezione. Ma ecco quel che voglio dire: voi siete uno di quegli americani di cuor sensibile, coscienziosi, i quali si sentono umili e inferiori non appena si ritirano a vita privata, e che passano il resto dei loro giorni cercando di contentare chiunque incontrino: la propria moglie; la propria amante...
Non ancora!
Aspettate!... e i propr amici. Sam, io sono tale un idealista, che vorrei promuovere una Lega per l'Impiccagione degli Idealisti. Per amor di Dio, fate presto a decidere se il vostro io si sente pi felice in America o in Europa, e poi stabilitevi l. Quanto a me, preferisco che ci siano dei banchieri europei che vengono a chiedermi dei prestiti, invece di andar io per i caff europei a supplicare i camerieri perch mi diano un tavolino al sole! Sam, quest'avventura americana, perch  un'avventura questa che noi viviamo, anzi  la pi grande che ci sia al mondo, non ha, come in Europa, la certezza della tradizione nell'incertezza dell'avvenire. Ma volete sapere perch sar la pi grande? perch noi sappiamo che l'Europa possiede tante cose di cui non possiamo fare a meno. Ormai, non ci basta pi la capanna di legno e la pappa di grano. Noi vogliamo tutto quello che ha l'Europa! E ce lo prenderemo!
Hm! disse Sam.
Quella notte dorm come un bambino, nel vento che giungeva dal Sound. Si svegli alle cinque, e sedette sulla sponda del letto, tozzo nel serico pigiama alquanto spiegazzato, e guard meditabondo gli acquitrini fumiganti nel mattino e il Sound che pareva un intrico di ragnatele su lucido acciaio.
Se fosse stato cinquanta miglia pi in l, su Long Island, forse avrebbe potuto scorgere la spiaggia del Connecticut e New Haven.
Gli venne in mente la grottesca analogia con un certo giorno di primavera, durante il suo ultimo anno d'universit a Yale, quando, da East Rock, aveva guardato verso Long Island, attraverso il Sound; e su quella lontana riva aveva contemplato romantici porti. Dal ragazzo seduto quel giorno a East Rock non lo separavano che Long Island Sound e trent'anni, e la certezza di quel ragazzo che avrebbe fatto "qualcosa di buono". Oggi, egli sentiva che c'erano al mondo imprese pi allettanti di quelle vagheggiate nei giorni solenni in cui era un campione di football che si manteneva in esercizio obbedendo alle monastiche regole di una vita d'atleta. Ora non gli sembrava pi ridicolo pensare a un viaggio in Giappone, a propagare o a combattere le teorie socialiste di Sheila Richards, pensando che fra una ventina d'anni sarebbe semplicemente un vecchietto con la pipa in bocca, contento tra i suoi meli, in cima a un colle sopra l'Ohio. Ma d'altra parte era evidente che egli era schiavo di tanta gente, di forze e debolezze che non gli erano apparse in quell'ora di visioni giovanili a East Rock.
A una vita semplice e sicura in America non avrebbe mai potuto tornare, per l'antipatia che Fran ne aveva; e senza l'abituale stimolo del brio e dei capricci di Fran la vita gli era inconcepibile. Ma non poteva neppure diventare un elegante perdigiorno cosmopolita perch (e qui gli si confondevano le idee) gi, perch era Sam Dodsworth.
Ogni amico che gli avesse reso la vita piacevole diventava una catena: non poteva n urtarlo, n perderlo. Si sentiva incatenato da ogni dollaro guadagnato, da ogni automobile fabbricata, perch gli ricordavano un dovere adempiuto verso la sua casta sociale; ma cominciava anche ad accorgersi che ogni ora del suo lavoro lo aveva lasciato irrigidito e, per cos dire, spiritualmente reumatizzato.
Eppure desiderava ancora il mondo... e nessun desiderio presente era cos acuto come quello di trent'anni addietro, di diventare un eroe dei romanzi di Richard Harding Davies.
Allora vide chiaro.
No, si diceva meravigliato, il guaio  che, all'infuori dell'affetto per Fran, per i ragazzi e per qualche amico, non voglio nulla con tanta forza che mi sembri valer la pena di lottare per ottenerla. Tutto quello che era nei limiti della mia fantasia, l'ho realizzato: ho una posizione, ho guadagnato del denaro, ho conosciuto delle persone interessanti. Ma sarei tanto pi felice se fossi un disgraziato che non ne abbia imbroccata una nella via. Oh, al diavolo, cosa me ne importa, dopo tutto? Forse, non ho guidato il mio carro verso una stella abbastanza alta!
"Ma!... Quando sar fuori da questa babilonia di Nuova York, e avr riveduto dei veri amici, gente semplice, di cuore, laggi a Zenith, sicuro, e alla riunione universitaria, allora respirer.
"Ma che cosa , alla fin dei fini, questa faccenda della vita?
"Darei la mia gamba sinistra per poter credere a quello che dicono i preti. Immortalit. Servire Jeova. Ma io non posso. E debbo cavarmela da solo...
"Oh, per amor di Dio, finiscila di commuoverti su te stesso! Tu non sei migliore di Fran...
"Fran! Non  mai cattiva, lei. Non lo , in fondo. Mi son ricordato di dirti che ti adoro, Fran?"
Quattro ore pi tardi, a colazione, egli era un capitano della finanza, per nulla sentimentale, e tutto intento ai biscotti.
Poi and alla Grand Central Station incontro a suo figlio, che arrivava col treno di New Haven. Lo vide, da uno dei cancelli, mentre se ne veniva lentamente gi per il marciapiede di cemento in pendenza.
"Guarda un po' se c' un pi bel ragazzo a Oxford o in tutta la Francia..." pensava tutto orgoglioso. " pi figlio di Fran, che mio, per; ha il suo bel viso e la sua vivacit".
Pallido in volto, l'alta fronte stretta, Brent sembrava di fatto un cavallo da corsa, di razza persin troppo selezionata. Ma i suoi occhi allegri erano pieni di salute e di briosa energia, allorch si mosse incontro al padre, esclamando: Evviva, pap! Son contento di rivederti! Fatto buon viaggio?
S, non c' male. Fatti vedere, ragazzo mio. Quanto tempo ti puoi trattenere?
Debbo esser di ritorno domattina. Prender il treno dell'alba.
Peccato! Qua, dai la valigia a un facchino.
Per dargli un quarto di dollaro? No, grazie, con quel che costa l'alcool di grano!
Hum. Al tuo posto, non ne berrei tanto. Ma queste cose le conoscerai, spero. Dove vuoi cenare, stassera? Al Ritz, o in qualche luogo dove ci sia un po' d'allegria?
Conosco una gargotta, dove c' della vera birra tedesca.
Va bene.
Sam diede un'occhiata timida al figlio, altrettanto timido, e borbott:
Son contento che tu te la sia cavata con bonus, bona e Fi, Beta, Kappa.
Oh, non c' di che. Vedo che hai buona cera, pap.
Scopr che Brent, per quanto non dovesse trattenersi a Nuova York pi di dodici ore, aveva portato con s l'abito da sera.
"Tutto il figlio di Fran" riflett, e in un certo senso si sent un po' solo. Avrebbe voluto poter dare a quel ragazzo nervoso qualcosa di pi di una pensione: un po' di energia, di equilibrio.
Mentre si vestivano, Brent guar dalla sua filiale timidit, giusto quel tanto per chiacchierare sulle miracolose abilit di Chick Budlong come volteggiatore, sul fatto straordinario che Ogden Rose, dopo esser stato per due anni un gran bravo ragazzo, fosse diventato un letterato e dirigesse una rivista, e sul "gioco di bussolotti" di quella nuova Revelation della U. A. C. Ora egli si rivelava giovanotto elegante, sottile nel suo smoking, appartenente a un mondo il quale avrebbe tollerato Sam come un intruso, e non aveva bisogno n di energia n di equilibrio... nemmeno se, pensava Sam, "io ne avessi tanto da regalarne".
Il "Ristorante tedesco" dove Brent lo condusse era un portento d'imitazione: boccali da birra fabbricati in Pensilvania; travi macchiate a bella posta per sembrar vecchie: finestre a vetri colorati che, se si fossero aperte, avrebbero rivelato la vista di un semplice muro; la birra poi era una deplorevole e acquosa imitazione.
Su quello sfondo di sudicio orpello, tra i camerieri polacchi sudici, insolenti e piuttosto sentimentali, Brent appariva sincero e lucido come una lama di coltello.
Sam aveva nutrito l'illusione che ora, da uomo a uomo, lui e suo figlio avrebbero potuto mostrarsi in una franca intimit. Egli avrebbe tenuto a Brent dei discorsi sul bere, sul gioco, sul valore del danaro come strumento e sulla assenza di valore come fine; e soprattutto sulle donne. Oh, non sarebbe ricorso alle grandi parole; si sarebbe limitato a comunicargli la propria esperienza di una vita che non era stata n puritana, n licenziosa; e gli avrebbe esposto con tutta franchezza i pericoli delle figlie della strada, pur ammettendo, da uomo di mondo, le esigenze "della natura"; e se poi Brent si fosse lasciato andare a delle confidenze, egli le avrebbe accolte con simpatia, senza darvi troppa importanza...
Ma tutte quelle cose premeditate con compiacenza soffersero una doccia fredda appena egli s'accorse che Brent aveva un contegno sicuro di s. Dopo tutto, il ragazzo avrebbe potuto giudicar le sue intenzioni di cattivo gusto, e dopo l'affetto di Fran e di Emil desiderava l'affetto e il rispetto di Brent pi di quello di qualsiasi altra persona al mondo. E cos, malgrado il suo paterno timore, mentre anelava a svelare la propria anima, parlava forte di Lord Herndon, di Gioserro l'aviatore, del palazzo di Versailles...
Pure, c'era un soggetto intimo che gli era permesso affrontare:
Senti un po', figlio mio, hai deciso di iscriverti alla facolt di legge ad Harvard, dopo Yale?
Veramente, non ho deciso ancora, caro genitore.
Non chiamarmi genitore! Ascoltami, Brent. Ho un'idea. Se tua madre ed io fossimo ancora in Europa, quando prenderai la laurea, che cosa ne diresti di venire da noi, per un anno, eh? Chiss che in due, non riuscissimo a deciderla a fare un giretto in Africa e in India e in Cina e cos via. Per ora, ha preso radici a Parigi. Mi sono accorto che c' un bel po' di roba da vedere, a questo mondo. E non c' nessuna fretta che tu ti metta a guadagnar danaro.
Ma tu, caro genitore, hai cominciato da giovane a lavorare.
Ti ho detto di non chiamarmi genitore... Non sono ancora abbastanza venerando, spero! Gi; ma forse io mi son messo a lavorare troppo giovane, e adesso... vorrei aver cominciato prima a girare un po' il mondo. Tu, dopo tutti questi anni di studio, buttarti ancora sui libri di diritto...
Beh, vedi, caro pap... non sono ancora certo di iscrivermi in legge.
Hm... E cosa vorresti fare, allora? Medicina? Automobili?
No. Io... Sai, Billy Deacon, il mio compagno di camera, ha il padre presidente di Deacon, Iffley e Watts, agenti di cambio; e Billy vuole che entri negli affari di banca con lui. Secondo me,  probabile che da qui a dieci anni guadagni i miei venticinquemila all'anno; e dopo aver studiato legge, anche entrando in uno dei primi studi d'avvocato di Nuova York, a quell'epoca sarei sempre ancora un impiegato. Ma un giorno o l'altro entrer anch'io nella classe dei centocinquantamila all'anno.
Brent parlava con modesta fiducia in s, ma con gli occhi fervidi di un giovine poeta, il quale proclama che scriver un poema epico.
Pieno di dubbio, Sam disse:
Pu sembrar buffo da parte di un uomo che non s' mai lasciato scappare nessun dollaro sul quale potesse metter mano, ma... Brent, io ho sempre voluto costruire; ho sempre desiderato di lasciar dietro di me qualcosa di pi di un conto in banca. Ho ben paura che non sia quella la strada, se ti metti a vendere dei titoli. Capisci, non  che io abbia qualche cosa contro i titoli! Sono delle graziose incisioni! Ma che tu abbia proprio bisogno di guadagnar del danaro cos presto...
La vita  molto rincarata, da quando tu hai cominciato, pap. Uno ha bisogno di tante cose. Quando io ero bambino, un uomo che fosse padrone di una limousine era considerato un semidio, ma oggi, chi non ha un yacht non  nemmeno un uomo. Quando uno ha fatto il suo gruzzolo, allora pu chiuder bottega e permettersi qualche distrazione, andar a visitar l'Europa o occuparsi di questioni sociali e simili cose. Per ora credo che far bene a mettermi con Billy Deacon e i suoi compari.
Beh... Certo, sei tu che devi decidere. Ma vorrei che ci pensassi su e che pensassi a crearti un avvenire sicuro.
Ma certo, pap. Ci penser del mio meglio, certamente...
Brent non risparmi a Sam i complimenti sulla sua conoscenza dell'Europa. Trov anche modo di ricordare che a Yale la gloria di Sam come campione di football era tuttora viva.
E Sam si andava dicendo, con un sospiro, che suo figlio era perduto per sempre per lui.
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Capitolo 18.
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...Sam stava preparando i bagagli per recarsi alla riunione di New Haven quando ud bussare pian piano alla porta. Avanti, grid, senza curarsi, sulle prime, di guardare chi fosse il visitatore. Il silenzio che segu, dopo che la porta fu aperta, gli fece rivolgere il capo.
Tub Pearson stava sulla soglia, sorridente.
Beh, vecchia rozza! esclam Sam, il che voleva dire: Caro vecchio amico, sono felice di vederti! E Tub, a sua volta, rispose: Eh, vecchio imbecille, non sapevano che farsene di te in Europa, eh? E t'hanno rispedito quaggi, eh? Va l vagabondo che non sei altro! E tutto ci, per chi conosceva il linguaggio americano, significava: "Mi son proprio sentito solo senza di te, a Zenith, e se tu non fossi tornato, probabilmente avrei mandato a quel paese la riunione e sarei partito per l'Europa, per venirti a trovare; sul serio che l'avrei fatto!".
Beh, hai l'aria di star magnificamente, Tub! E si battevano a vicenda brevi colpi sulla spalla.
Anche tu. Hai un'aria di distinzione. Mi pare che siate andati d'accordo, tu e l'Europa. E di', non mi hai mica portato un poco di quel buon vinetto francese?
Perbacco, ne ho una cassa nella scatola dei colletti.
Caccialo fuori, allora. Non rimandiamo l'ora fatale.
Sam and a prendere qualcosa dietro un baule (l dove, sotto le nuove leggi americane, i clienti nascondono la solita bottiglia di whisky, affinch la servit d'albergo possa trovarla pi facilmente), e intanto rideva tra s: Adesso tu troverai che questo  volgare alcool di contrabbando, ma ricordati, Tub, che tu non hai speso un patrimonio in viaggi per istruirti, come me... Se tu sapessi... Oh, Tub, ce l'avevo una buona bottiglia, vero scozzese d'anteguerra; ma me l'hanno portata via alla dogana!
Santi Numi! Che sacrilegio! E ora raccontami un po', ti sei divertito davvero?
Ah, moltissimo! Parigi  una gran citt! Ma di', come stanno Matey e i ragazzi?
Benissimo!
E Harry Hazzard?
Benone. Ha avuto una nipotina. E di',  vero che a Parigi si consuma sempre la notte?
Beh, non dico, si fa abbastanza tardi. Hai visto Emily, in questi giorni?
Proprio l'altro giorno, al club. Stava benissimo. Oh, senti, Sam, spiegami un po' una cosa. Credi che ci sia qualche probabilit che i bolscevichi paghino i debiti degli Czaristi alla Francia? E che razza di gente sono i consiglieri municipali, laggi?
Ma... non saprei dirtelo con precisione... Sai, mi sono incontrato con qualche pezzo grosso, un certo Andillet, fra altro, un agente di cambio, abbastanza in vista, credo. Ma non  come qui da noi. Difficile che quella gente l si lasci andare a parlar d'affari, una volta che son fuori dal loro ufficio. Allora, voglion chiacchierare di teatro e di ballo e di corse. Ma intanto, ho imparato una cosa interessante: quelli della Citron in Francia, e quelli della Opel in Germania, lanciano delle vetture a buon mercato, che in Europa daranno lo sgambetto alle Ford e alle Chvrolet, e... Senti Tub,  vero quello che si dice, che Ford sta per annullare il modello L e verr fuori con un modello interamente nuovo? Dio mio, ho cercato in tutti i modi di saperne qualche cosa, di questa faccenda, ma non mi  proprio riuscito! Ho domandato ad Alec Kynance, e a Byron Rogers della Sherman, e poi anche a Elon Richards, e se ne sanno qualcosa non se lo voglion lasciar scappare di bocca... Perbacco! Non so quello che darei per sapere come stanno le cose!
Anch'io! Anch'io! Non son riuscito a saper nulla!
Sospirarono entrambi, e si riempirono i bicchieri.
I nuovi padiglioni del club sono finiti? domand Sam.
S; se tu vedessi che bellezza! Si gioca molto al golf, in Francia?
Credo di s, in Riviera. Sei passato dalle parti di casa mia, in questi ultimi tempi? Tutto in ordine?
Perdio! Mi son fermato apposta per parlare al sorvegliante. Mi pare un buon uomo, fidato. Ma raccontami: che cosa si fa la sera, a Parigi? In che razza di luoghi si va, insomma? Qualcosa nel genere dei nostri cabarets?
Dio mio, il vino  molto migliore; per quanto, in certi posti pieni di americani, vi pelino a dovere con un po' d'acqua gassosa. Ma nell'insieme... Non saprei... Insomma, alla fine uno si stanca di tutto quel chiasso. E tutte quelle belle signore, che parlano come tanti mulini a vento!
E non hai trovato qualche bella amichetta, laggi, eh?
Come hai detto? Amichetta, o micchetta?
E risero, e sospirarono, tutti e due, e delle inesistenti avventure galanti di Sam non si parl pi. Quindi s'accorsero che non avevano niente altro da dirsi.
Per lunghi anni avevan diviso amicizie, svaghi, informazioni private in materia d'affari. Eran stati capaci di parlar animatamente del tale che avevan visto il giorno prima, della partita di poker di due giorni prima, dello scandalo bancario del giorno. Ma in sei mesi il ricordo di tanti abitanti di Zenith di cui scandali e prodezze al golf avevano avuto una certa importanza agli occhi di Sam si andavano eclissando dalla sua memoria; egli non li individuava pi, e non trovava nulla da domandare sul conto loro. La conversazione pertanto non tard a cadere in uno stracco gioco di domande e risposte.
Lentamente Sam diceva: Chiss che non abbia fatto male, a non andare a visitar l'Europa pi presto, Tub!  interessante veder come tutto  diverso da noi, laggi. Ma ormai si pu anche pensare che sia troppo tardi.
Si sforz di spiegar con chiarezza che cosa lo avesse colpito di pi in Inghilterra e in Francia: certe minime, imponderabili differenze nel modo di vestire, nella colazione del mattino, nei partiti politici, nei legumi al mercato, nel clero; ma Tub mostrava poca pazienza. Egli avrebbe voluto un resoconto fedele e brillante al tempo stesso di ristoranti di lusso, pieni di seducenti donnine, con cibi succulenti, vini di straordinaria squisitezza a cinquanta cents la bottiglia, truculente ubriacature senza mal di capo, e danze senza fine e senza fiato corto. Sam cerc bens di contentarlo, ma...
Curioso! Non riusc pi a figurarsi le sale da ballo che aveva viste appena due settimane prima. Rivedeva l'armadio puzzolente di muffa presso il quale la cameriera del loro piano sedeva paziente in attesa, giorno e notte, sferruzzando, emanando odor d'aringa e di povert; ma del "Jardin de ma Soeur" non ricordava che tavoli, pavimento lucido e gli occhi troppo neri e focosi di Gioserro, l'aviatore, che ballava con Fran.
Sam lasci cadere la conversazione al punto da domandar notizie della salute del reverendo dottor Willis Fortune Tate di Zenith.
Fu allora che Ross Ireland irruppe nella stanza.
Parto pel Messico, per raccontar delle storie sul petrolio; datemi da bere, disse, e con lui entr di nuovo l'animazione.
A Sam spiacque di sentirsi contrariato da un estraneo venuto a interrompere le sue confidenze con un vecchio amico, ma fu lieto di vedere che Tub Pearson prendeva Ross in buona parte. Mezz'ora pi tardi, dopo che Ross ebbe raccontata la sua celebre storiella del dottor Pilvins, il veterinario, e del cavallo di felpa, tutti e tre andarono a pranzo, bevvero dei cocktails e si sentirono arzilli e contenti.
Una volta sola, durante la serata trascorsa in svariati cabarets tutti uguali uno all'altro, Sam torn a stranirsi:
"Signore Iddio,  possibile che qui in America siamo diventati tali da non sentirci contenti n scambiar quattro parole, fino a che non ci siamo riempiti di cocktail? Che cosa c' che non va, nel nostro modo di vivere?"
Ma il pomeriggio seguente, sul campo di Yale, con Tub, egli gridava di gioia nel rivedere i compagni d'una volta, i cari compagni di scuola, il cui ricordo viveva incancellabile in lui, che di loro non aveva dimenticato nulla all'infuori della loro professione, della loro residenza attuale e del loro nome.
Nel corteo sul campo di baseball Tub Pearson guidava i giovani frullando una raganella e cantando:
Buon giorno, signor Zip, Zip, Zip...
Ora alla vista dei suoi camerati Sam si sent anche disposto a sentimenti meditativi e religiosi. Una delle cose che pi stupivano nella riunione, era infatti la differenza di et, che pareva talvolta grandissima, tra quelli che vi prendevano parte. Don Binder, per esempio, che all'Universit era stato un gran bevitore dalla rubiconda faccia di lattante, ora era un degno rettore della Chiesa Episcopale, cui si sarebbero dati sessant'anni, e che pareva portasse sulle misere spalle tutti i peccati del proprio paese. A quello spettacolo, Sam stesso si sentiva invecchiato. Ma quelli che a cinquant'anni ne dimostravano quarantacinque non erano meno sorprendenti, e finivano per irritare un uomo come Sam, amante s, ma non fanatico dello sport, predicando che un uomo che si rispetta doveva "fare" i suoi diciotto buchi di golf al giorno.
Ma, se Sam diventava mogio, Tub era raggiante, e durante il corteo ritornava in tutto e per tutto il clown della classe. Egli ballonzolava da un capo all'altro della strada, scuoteva la sua raganella, soffiava in uno zufolo da un soldo, e per poco non fece venir le convulsioni dalla paura a un bambino che stava sul marciapiede, inginocchiandoglisi davanti e cercando di fargli le graziette.
 un simpaticone.  buffo, si diceva Sam.  un babbeo. Al diavolo...  un cretino! Ma perch mai sto diventando cos brontolone? Sar meglio che torni al mio scrittoio...
Se si era sentito a disagio in quel baccano da ragazzini, la vera riunione gli procur delle consolazioni. L, almeno, sapevano chi egli fosse! Cosa che a Parigi nessuno (all'infuori di Fran, di tanto in tanto) sapeva. Ma i suoi camerati si rendevan conto che egli era Sambo Dodsworth, gran girella, in carne e ossa, ingegnere geniale, presidente d'un grande organismo industriale, "principe dei bravi ragazzi".
Tolti alcuni eterni studenti, i quali a cinquant'anni ricordavano ancora di chi era formata la squadra, l'ultimo anno, nell'incontro Yale-Brown, uomini arrivati a quell'et senz'aver nulla con cui imporsi al mondo all'infuori del loro passato di allievi di Yale, la classe ora era ben lontana dalla poltroneria buontempona e dall'idealismo sempliciotto dei tempi di scuola. C'erano dei direttori di banca, dei presidi di universit, dei chirurghi, dei maestri di scuole di campagna, dei diplomatici; c'erano degli agricoltori, dei senatori, degli ex-forzati e dei vescovi. C'era un maggior generale, e un tale che all'universit era stato un vero topo di biblioteca era diventato il pi reputato attor comico di Broadway. C'erano dei pap e dei nonni, e la maggior parte di quella gente aveva l'aria stanca, o dal lavoro o dal bere. Nessuno tra di loro aveva trovato nella vita l'avventura gaia e trionfante che s'era attesa; ed eran tornati l, con l'ardente speranza di ritrovare i tempi d'oro della loro fiduciosa giovinezza. Li animava la fede (per una settimana) che, per un miracolo, i loro compagni formassero una razza a parte, diversa da quella perversa ed esasperante degli uomini in generale.
Anche Sam lo credette, per una settimana.
Era bello, dopo una partita di pesca alle telline a Momauguin, starsene sdraiati sulla sabbia con un generale, un rettore d'universit e due re dell'acciaio, come se si avesse ancora tutti quanti diciannove anni, e sentirsi chiamare "vecchio Sambo", e fare a pugni senza preoccuparsi della propria dignit, e per un momento esser tanto sentimentale da ammettere di desiderare qualcosa di pi grande di un successo superficiale. Era bello, l negli appartamenti che eran stati loro assegnati ad Harkness, dimenticar le proprie responsabilit di direttori di aziende e di compagnie, e fare i fannulloni, sdraiati come cagnolini sui davanzali delle finestre, dinanzi agli olmi agitati dal venticello, e sballarle grosse fino all'una, alle due del mattino, senza la preoccupazione di doversi alzar presto per correre al lavoro. Era bello, durante un pranzetto in una sala riservata, cantare la canzone che finiva con la lunga cadenza lugubre:
Alla salute della buona vecchia Yaaaaaaale
Sempre forte, sempre in piedi...
A poco a poco, riconosceva anche quelli di cui, il primo giorno, non s'era ricordato. Ma sicuro... non era quello il vecchio Mark Derby, quel buffone che sapeva sonare il flauto col pettine e dimenticava sempre la cravatta?
Ecco, aveva di nuovo diciannove anni; in un mondo che gli era parso precluso all'amicizia egli aveva scoperto duecento fratelli; e si sentiva soddisfatto di essere tornato in patria, per restarci!
Cos, quando con Tub Pearson da Nuova York si mise in viaggio verso Zenith, gli si allargava il cuore, via via che il frastuono delle strade di Manhattan faceva luogo al scintillante specchio dell'Hudson, a distese di placidi orti, a vecchie case bianche e a ripide alture.
La sala da pranzo di Harry Mac Kee, il genero di Sam, era un vasto ambiente ridente, con le pareti chiare, tendaggi giallo canarino alle porte-finestre, e un pappagallo abbastanza discreto in una gabbia laccata di rosso. Il servizio da tavola era di maiolica di Normandia, d'un rozzo color di terraglia, mentre l'abbrustolitore elettrico e il filtro, essendo di nichel, riflettevano nella loro lucentezza i vividi raggi del sole mattinale del Middlewest.
Sam giubilava. Era giunto tardi, la sera prima, e avendo trovato piena di polvere la propria casa, da tanto tempo disabitata, era andato da Emily. Aveva dormito con un senso di sicurezza, e quel mattino si sentiva tutto riconfortato dal trovarsi di nuovo con lei, la sua Emily, la pi allegra e ardita ragazza del mondo. Scendendo per la colazione del mattino, aveva portato con s i regali, la pipa di Dunhill e la veste da camera di Charvet per Harry, e il servizio da toeletta in tartaruga e oro e i profumi di Guerlain per Emily. Essi ammirarono i doni, lo soffocarono di carezze riconoscenti e si fecero in quattro per preparargli un buon vero porridge americano, con della panna vera. Nella beata certezza di esser tornato per sempre al rifugio della propria isola, dopo decine d'anni trascorse sui mari biancheggianti di schiuma, di aver recato alla sua trib stupefatta favolosi racconti di Troia e di Circe e d'uomini a due teste, egli cominci a espandersi in storie di Parigi; e intanto sorrideva, e prendeva la mano a Emily e si diffondeva in particolari senza fine.
...una cosa per esempio che non ho mai capito a Parigi, borbottava,  come mai la citt rassomigli a tanti altri paesi soliti, con strade strette e piccoli negozi, che ci si domanda come possano dar da vivere al proprietario. Si sente sempre parlare di grandi boulevards e di sale da ballo scapestrate, ma per me, quello che m'ha colpito di pi sono certi posticini tranquilli...
Infatti, era cos gi durante la guerra, quando ero a Parigi, disse Mac Kee. Ma da allora in qua ci deve essere stato un gran cambiamento. Scusami, pap, ma debbo scappare in ufficio. Spero di vendere qualche milione di bulloni a quella gente dell'Axton Car, oggi. Ma voglio sentir raccontar anch'io di Parigi. Sar a casa verso le sei e mezzo. Gran bella cosa di averti qui con noi, caro genitore. Arrivederci, Emilia delle Emilie!
E dopo i baci e il trambusto e il rombo di motore della partenza di Mac Kee, Emily se ne torn tutta radiosa verso il padre e gorgheggi, Oh, lascia stare quel toast freddo! Ora te ne faccio uno migliore! Non vuoi assaggiare questa marmellata di albicocche?  straordinaria. Adesso raccontami ancora di Parigi. Ma sai che sono proprio contenta di averti di nuovo qui? Harry  l'uomo pi carino che ci sia al mondo, ma dopo di te... Oh, ma non mangi niente, pap! Via, raccontami di Parigi...
E Sam, dolcemente: Beh, non c' poi mica molto da raccontare.  difficile dire come uno si sente, in un paese straniero. C' qualcosa di diverso nell'aria. Temo di non esser fatto per analizzare una cosa simile... Ebbene Emily, gli affari di Harry camminano?
Oh! magnificamente! L'hanno aumentato di altri cinquemila all'anno.
E non hai bisogno di un piccolo assegno per te?
Oh, no, no; grazie, paparino. Ma, vedi? Harry si  portato via il giornale, e certamente tu avresti voluto leggerlo.
Sam non ud queste parole relative al giornale, perch era assorto in altri pensieri: "Forse, offrendo danaro a mia figlia obbedisco al segreto impulso di acquistare il suo affetto? Sarei gi ridotto a questo?"
Allontan da s quel pensiero, rifugiandosi in una frettolosa descrizione delle Halles nelle prime ore del giorno, come le aveva vedute con la trib De Pnable, di cui egli era un accolito, al ritorno da un giro per i locali notturni che aveva durato sino al mattino. Gi cominciava a infervorarsi nella descrizione; e stava dicendo: Beh, non avevo mai provato una colazione di zuppa di cipolle e vin bianco, ma una volta tanto avrei mangiato non so che... allorch il telefono cominci a squillare.
Scusami, un minuto, paparino, disse Emily; e per cinque buoni minuti s'intrattenne in animata conversazione con una certa Mona, parlando di un incontro di tennis, di abiti a maglia, di Dick, di fuoribordo, di aragoste in insalata, della signora Logan e di un certo Mercoled Prossimo, sottolineato da tanto angoscioso rispetto, che Sam deplor di ignorare in che cosa differisse da tutti gli altri Mercoled. E cos pure s'accorse che non conosceva n Mona, n Dick, n la signora Logan.
L'importanza di aver mangiato la zuppa di cipolle a colazione s'era alquanto raffreddata, allorch Emily torn alla tavola. Prima che Sam si fosse di nuovo riscaldato per cominciare la storia del capitano Gioserro che aveva preso a nolo un carro da legumi per tornare all'albergo, l'esigente telefono richiam daccapo Emily, e per tre minuti ella question con un fornitore il quale, a quanto pare, le mandava della carne di cattiva qualit. Ella parlava con competenza, e pareva intendersi a perfezione di tagli di bistecche, dell'et delle anitre, e della maniera di accomodare l'arrosto di filetto.
Non era pi la bambina inesperta e gioconda che aveva bisogno di lui. Era una giovane padrona di casa competente.
Non ha pi bisogno di me, sospir Sam.
Al momento di partire per l'Europa i Dodsworth, non volendo affittare la loro casa, l'avevano affidata a un custode, che era rimasto a condurre un'esistenza grigia e solitaria in un angolo dei sotterranei, passando le giornate a sillabare i giornali vecchi che trovava tra le immondizie. Quando, dopo cinque minuti di scampanellare, Sam riusc a farsi aprire, l'uomo voleva condurlo per tutta la casa, ma Sam disse bruscamente, Grazie, vado da solo.
Il vestibolo era buio e afoso come una tomba. I passi sul suolo senza tappeto risuonavano con tanta veemenza, che Sam si mise a camminare in punta di piedi. Sentiva, nella sua casa, oscure presenze che lo minacciavano come un intruso. Sulla porta della biblioteca, ristette. Quell'ambiente, ch'era stato pieno di tepore e di quiete, ora appariva squallido, inospitale. Era un ambiente morto in una casa morta. I tappeti arrotolati s'ammucchiavano in un angolo, mostrando il loro rovescio scuro e ruvido. Le scansie a libri erano coperte di drappi, e le poltrone, avvolte in fodere grigie, parevano informi e fastidiose come le vestaglie d'una massaia sciattona. Il caminetto era gelido nella sua pulizia. Ma in un angolo di esso era rimasto un pezzetto di carta, con la disordinata calligrafia di Fran. Lentamente egli si chin e lo raccolse, e decifr le parole: "... avvertire la macchina per le dieci e...". Per un istante ella parve irrompere nella stanza; per scomparire subito, lasciandolo pi solo che mai.
Sal pesantemente la scala, che gemeva in sordina sotto i suoi passi, e avanz nella camera da letto. Si guard d'attorno, nel silenzio.
Mancando dei tendaggi, le colonne dei due letti sembravano alberi spogli delle loro vele; e sul piano di quei recessi gi tanto cari e attraenti s'ammonticchiavano ora cuscini e coperte ripiegate, avvolte in grossolane lenzuola.
S'avvicin alle persiane abbassate.
Sono vecchie, queste persiane. Bisogner cambiarle, disse ad alta voce.
Di nuovo si guard attorno, e rabbrivid. And verso il letto nel quale Fran aveva dormito, e sost lungamente a fissarlo. Batt con la mano sul bordo di esso, poi rapidamente usc dalla stanza, usc dalla casa.
Brent doveva tornare a Zenith per una quindicina di giorni, e Sam aveva fatto mille progetti di gite in automobile e partite di pesca con lui. Venne invece questo telegramma: "Invitato stupenda crociera yacht Nova Scotia pregherei scusare non venuta". A cui Sam, senza troppi sforzi di fantasia, rispose: "Parti pure auguro buon divertimento". Uscendo dall'ufficio telegrafico ebbe un breve sospiro; e, le mani in tasca, guardando su e gi per la strada, aveva l'aria di un uomo che non ha nulla da fare.
Quando era presidente della Revelation Company, a cinquant'anni egli si sentiva ancora un giovanotto. Gli pareva che la vecchiaia non dovesse cominciare che a settanta, forse a settantacinque anni, e che quindi gli rimanesse ancora un quarto di secolo di energia. Ma la piena maturit d'idee raggiunta da Emily a vent'un anno e la naturalezza con la quale dirigeva la propria vita facevan comprendere a Sam di appartenere a una generazione ormai sorpassata: incredibile ma pur vero, egli era un vecchio.
Ma fu la festa data in onore di Elizabeth Jane che diede a Sam la coscienza di essere un estraneo, inadatto a far parte di quella classe vivace e lussuosa di sposini giovani; fu allora ch'egli si ecliss discretamente dalla casa di Emily e cerc rifugio al Tonawanda Country Club.
Elizabeth Jane era la nipotina undicenne di Harry Mac Kee. Come una sorprendente quantit di altri giovanotti "arrivati" di Zenith, ruvidi, ferrei di carattere in apparenza, ferocemente attaccati ai loro affari, e all'infuori di questi dediti unicamente allo sport e alle danze inaffiate da cocktails, Mac Kee professava un fanatico interesse per l'infanzia. Egli faceva parte del Consiglio Scolastico di Zenith, del Comitato dei Visitatori di St. Mark e delle Scuole all'aperto. Emily e Harry Mac Kee fecero arrossire Sam con la spigliata franchezza con la quale lo informarono che la loro intenzione era di non aver pi di tre figli, ma questi li avrebbero avuti rapidamente, e sarebbero stati perfetti. (Apparentemente, essi erano in grado di esercitare sulla Provvidenza un maggior controllo di quanto potesse figurarsi un uomo in buona fede come Sam.)
In attesa della venuta di quei tre figli, essi dedicavano il loro affetto a Elizabeth Jane, una bimba pacifica, studiosa, dai capelli corti, che a Sam rammentava un piccolo menestrello dei quadri di Maxfield Parrish. (Malgrado il disprezzo di Fran, era stato sempre un ammiratore dei castelli fiabeschi di Maxfield Parrish.)
A Sam piaceva Elizabeth Jane. "Proprio una bambina all'antica", si diceva, "ingenua e tranquilla".
E il giorno dopo Elizabeth Jane, la quale s'era invitata da s al t con Sam e Emily, osserv placidamente: Zia, credi che sarei molto sgarbata, se dicessi alla mia maestra che  una gran stupida? Che ne dici? Ha cominciato a parlarci dell'istinto sessuale, e aveva tanta paura che non sapeva da che parte cominciare... e naturalmente noialtri bambini si sapeva gi tutto quanto.
"Santi Numi!" disse tra s Samuel Dodsworth.
Mac Kee ed Emily festeggiarono il dodicesimo compleanno di Elizabeth Jane offrendo un ricevimento a quaranta bambini. Sam udiva che vi sarebbero stati dei divertimenti di gran lusso; aveva visto innalzare sul prato nel giardino dei Mac Kee un padiglione a striscie bianche e rosse, e sapeva che eran state ordinate diverse ghiottonerie, come pesche alla Melba, gelati alla Tortoni, bombe Surprise, e poi, pasticceria viennese, confetture, rinfreschi d'esportazione e aragoste con insalata alla russa; e che sarebbe anche venuta una mezza dozzina di camerieri in marsina. Ma egli era ancora tanto antiquato da figurarsi i bambini intenti a giocare al giro tondo, ai quattro cantoni o a nasconderella.
Il giorno della festa egli fece colazione con Tub Pearson, dopo di che si rec in grande agitazione a un bazar da cinque e da dieci cents, e si riemp le tasche di dozzine di piccole sciocchezze divertenti, nasi finti, sigari di cioccolato, cappelli di carta; dopo di che si avvi verso la casa dei Mac Kee, immaginando di sparger l'allegria tra i bambini coi suoi regali.
Era in ritardo. Quando giunse, i bambini, dignitosamente seduti su quattro file di sedie nel prato, assistevano alla rappresentazione di un atto del "Sogno d'una notte d'estate", recitato dagli attori del Teatro Stabile di Zenith. Dopo di che venne un prestigiatore (per quanto i giovani signorini si annoiassero a simili banalit sempliciotte, come veder saltar fuori un coniglio da un cappello a cilindro); e poi una maestra della Scuola Montessori, la quale, con voce appositamente adatta all'infanzia e gesti studiati, raccont delle fiabe, molto carine in verit, di Boemia, Serbia, Islanda e del Yucatan; quindi, non propriamente in fila ma in bell'ordine, i bambini sfilarono davanti a un banco, dietro al quale stava Harry Mac Kee, travestito, senza alcuna ragione apparente, da arabo, il quale rimise a ciascuno un regalo.
Ognuno diceva "Grazie tante" con condiscendenza, e apriva il proprio pacco, mostrando un'ottima educazione col depositare la carta in un barile appositamente destinato a quell'uso. Sam apr tanto d'occhi, alla vista dei doni. C'erano dei profumi francesi, degli albums d'un migliaio di francobolli, delle selle da cavalcare e dei grammofoni portatili, della carta da lettere con le iniziali incise e persino una coppia di pappagallini.
In fretta e furia tir gi i risvolti alle tasche del suo soprabito, prima che qualcuno potesse accorgersi di quei piccoli regali da burla ch'egli aveva comperati.
Pi tardi, si disse: "Bisogna che esca fuori da tutto ci. Troppo lusso per me!"
Gli ci volle una settimana di abili allusioni alla sua necessit di otto ore di golf al giorno, ma alla fine riusc a trovare asilo in una delle stanze tappezzate di tele stampate del Country Club, e l, in un'atmosfera di golf, di bottiglie di gin a porte chiuse, di cenette seguite da poker, e in una sala di lettura ingombra di riviste che su lucida carta esibivano ville signorili e squadre di polo, egli si form un'esistenza da mangiatore di loto, con cavolfiori raffreddati, costolette d'agnello coriacee e whisky di contrabbando in luogo di loto.
Talora giungeva a persuadersi, per vari minuti di seguito, che gli affari esigevano la sua presenza a Zenith, per quanto a mente fredda, per ore di seguito, sapesse che non era vero affatto.
Il suo capitale era impiegato in imprese variate con molta cura: azioni della U.A.C. obbligazioni di ferrovie, di industrie e di Stato. Per quanto spesso conferisse col suo banchiere e con l'agente di cambio, non trovava nulla d'essenziale da fare per cambiare i suoi impieghi di capitale.
Ma egli era anche proprietario, con intenzioni pi speculative, di una parte di un albergo di lusso nelle vicinanze di Zenith e durante il viaggio di ritorno in America s'era messo in mente che, con la sua nuova esperienza, recentemente acquisita, in materia di cucina, di allestimenti d'ambienti e di servizio, avrebbe potuto migliorar quell'impresa.
Era un pessimo albergo, che rendeva bene.
Due giorni dopo il suo arrivo a Zenith, vi si rec a pranzo, e lo trov esecrabile.
Disse al direttore che il pranzo era pessimo; il direttore si mostr seccato e diede le sue dimissioni.
Quando Sam lo ebbe convinto a rimanere, il direttore spieg che, col costo delle materie prime e i salari dei cuochi, egli non poteva fornire un pranzo migliore per quel prezzo. Era facile, osserv il direttore, parlare della cucina parigina. Soltanto, qui non si era a Parigi. Inoltre, Sam aveva un'idea di ci che costassero i polli alla libbra, in questo momento?
Furono queste le sole imprese di Sam durante il suo soggiorno a Zenith. Ma ci vollero varie settimane prima che egli, bench con un certo malumore, si decidesse ad ammettere che gli affari non avevano pi bisogno di lui... cos come Brent non aveva pi bisogno di lui, come Emily non aveva pi bisogno di lui.
Ma si confort, pensando che sicuramente Fran aveva bisogno di lui, e anche certi amici, come per esempio Tub Pearson.
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FINE PRIMO VOLUME.